Energia Minerals rinuncia al permesso “Monte Bianco”. Cade il ricorso al TAR: una vicenda emblematica di tutela ambientale. I territori esultano
Si chiude, almeno per ora, una delle vicende più discusse degli ultimi anni nel Levante ligure: la ricerca mineraria nelle vallate tra Val Graveglia, Petronio e Vara non si farà.
La società Energia Minerals (Italia) S.r.l. ha dichiarato di non voler procedere con il progetto legato al Permesso di Ricerca “Monte Bianco”, rilasciato nel 2021 dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per la ricerca di rame, piombo, manganese, zinco, argento, oro, cobalto, nickel e altri minerali associati (https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Info/7803).
Il TAR della Liguria ha preso atto della decisione, facendo decadere il contenzioso avviato dai Comuni e sancendo, di fatto, lo stop definitivo al progetto.
Non è stata una vicenda silenziosa. Fin dall’inizio, il progetto aveva trovato una forte opposizione istituzionale e popolare.
Già nel 2021 la Regione Liguria aveva espresso parere negativo, ei Comuni di Ne, Sestri Levante, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese e Maissana si erano schierati compatti, arrivando al ricorso amministrativo.
Un fronte ampio, sostenuto anche da associazioni e cittadini, preoccupati per le possibili conseguenze ambientali: aperture di piste, sondaggi, perforazioni, trasformazioni irreversibili di un paesaggio fragile.
Non era solo questione di superficie: rischiava anche il mondo sotterraneo.
Le aree interessate — in particolare la Val Graveglia e i sistemi collinari circostanti — sono territori con una storia mineraria e una complessità geologica significativa, dove il sottosuolo conserva equilibri delicati.
In questi contesti, attività invasive di ricerca possono incidere sui sistemi di fratturazione e sulla circolazione idrica, sulle cavità naturali, anche quelle non ancora conosciute, e su microambienti estremamente sensibili.
Il tema riguarda da vicino anche la comunità speleologica, quindi, chiamata sempre più spesso a confrontarsi con progetti che coinvolgono il sottosuolo prima ancora che la superficie.
La decisione di Energia Minerals segna un punto fermo. Come riportato da Simone Rosellini su Il Secolo XIX del 29 aprile 2026, il TAR ha preso atto che «Energia Minerals Italia ha rinunciato», chiudendo di fatto la partita.
E’ il risultato di anni di attenzione, mobilitazione e confronto, non solo un evento fortuito.
Resta però una domanda più ampia, che va oltre il caso ligure.
La crescente domanda di materie prime strategiche — necessarie anche per la transizione energetica — spinge verso una riattivazione dell’interesse minerario in molte aree d’Europa.
Ma a quali condizioni? E con quali garanzie per i territori?
Il caso del Levante ligure mostra che la tutela ambientale, del paesaggio e del patrimonio sotterraneo deve essere elemento centrale nella valutazione di progetti simili.
Per ora, almeno qui, la voce della tutela ha prevalso.
In questo equilibrio delicato, il Levante ligure ha scelto — almeno in questa occasione — la strada della tutela ambientale.
Fonte: Il Secolo XIX 29/4/2026 – Simone Rosellini