La ricerca sfata il mito delle strutture nasali speciali dei Neanderthal per il clima freddo
Una nuova ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) ha analizzato per la prima volta l’anatomia interna completa della cavità nasale di un Neanderthal, rivelando informazioni inedite sulla specie e smentendo ipotesi che perduravano da decenni nella letteratura scientifica.[1]
Scoperta nella Grotta di Lamalunga: l’Uomo di Altamura e la Cavità Nasale
L’Uomo di Altamura rappresenta uno dei reperti fossili più completi mai rinvenuti della specie Homo neanderthalensis. Scoperto nel 1993 da speleologi del CARS (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche) nella grotta di Lamalunga, in Puglia, questo scheletro risale a un’età compresa tra 130.000 e 172.000 anni fa. Il fossile si trova ancora incastonato nelle formazioni carsiche della grotta, protetto per millenni dalle concrezioni calcaree che lo hanno inglobato.[2][3][4][5]
Lo stato di conservazione è definito eccezionale dagli esperti. Il cranio giace capovolto all’interno di una cortina di speleotemi, con stalagmiti aderenti ai suoi lati. Questa posizione, se da un lato ha preservato il reperto in modo straordinario, dall’altro ha reso impossibile per decenni l’analisi delle strutture interne nasali.[6][5]
Tecnologia Endoscopica per l’Analisi della Cavità Nasale del Neanderthal
I ricercatori hanno impiegato tecnologie endoscopiche avanzate direttamente all’interno della grotta per raggiungere aree altrimenti inaccessibili del fossile. In precedenti studi, il team di ricerca aveva già utilizzato un videoscopio Olympus IPLEX NX con sonda flessibile di 6 mm di diametro per osservare la cavità orale e la dentizione del Neanderthal di Altamura.[5]
Per la nuova indagine sulla cavità nasale, le tecniche di acquisizione digitale hanno permesso di ricostruire virtualmente le strutture interne del naso senza rimuovere il fossile dalla sua posizione originale. La parte anteriore del cranio è stata acquisita tramite scansione laser ad alta risoluzione, mentre le porzioni posteriori sono state documentate mediante fotogrammetria con sonde inserite attraverso stretti varchi nella cortina di speleotemi.[7][6]
Anatomia Nasale del Neanderthal: le Ipotesi Sfatate dalla Ricerca
Lo studio conclude che non esistono i tratti unici della cavità nasale dei Neanderthal proposti dalla letteratura scientifica precedente. Per decenni, alcuni ricercatori avevano sostenuto che i Neanderthal possedessero caratteristiche nasali interne autapomorfiche, ovvero tratti esclusivi della specie, come adattamenti ai climi freddi dell’era glaciale.[8][1]
Le presunte specializzazioni comprendevano una proiezione mediale orientata verticalmente sulla parete della cavità nasale, un rigonfiamento mediale della parete nasale laterale nella cavità nasale posteriore e l’assenza di un tetto ossificato sopra il solco lacrimale. Lo studio sull’Uomo di Altamura ha dimostrato che queste caratteristiche non erano presenti nel fossile pugliese, mettendo in discussione l’intera teoria delle autapomorfie nasali dei Neanderthal.[9][1][8]
Adattamento Respiratorio e Morfologia Facciale: Nuove Evidenze Scientifiche
La ricerca ha corroborato l’ipotesi che la caratteristica morfologia mediofacciale del Homo neanderthalensis, nota come prognatismo mediofacciale, sia il risultato di una combinazione di fattori e non una diretta conseguenza di adattamenti respiratori nelle vie aeree superiori. Il volto robusto e la larga apertura nasale dei Neanderthal avevano rappresentato un apparente paradosso per gli studiosi.[1]
Studi precedenti avevano suggerito che il naso dei Neanderthal fosse progettato per riscaldare e umidificare l’aria in climi freddi. Il design interno della cavità nasale, secondo le nuove evidenze, permetteva di regolare il flusso d’aria senza la necessità di strutture specializzate precedentemente ipotizzate.[10][11][1]
L’Uomo di Altamura e il Progetto KARST: un Patrimonio Scientifico
L’Uomo di Altamura è oggetto del progetto di ricerca KARST, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nel 2016 e sviluppato tra il 2017 e il 2019. Il progetto ha coinvolto ricercatori della Sapienza Università di Roma, dell’Università di Firenze e dell’Università di Pisa, oltre a collaboratori internazionali.[12][5]
Nel 2023 era stata pubblicata su Communications Biology la ricostruzione virtuale del cranio, dopo averlo estratto digitalmente dalle stalagmiti e stalattiti circostanti. Quella ricerca aveva già dimostrato che la morfologia del cranio di Altamura rientra nella variabilità dei Neanderthal, pur conservando caratteristiche presenti in campioni europei più arcaici.[6][7]
Implicazioni dello Studio sulla Cavità Nasale per la Paleantropologia
I dati forniscono una prospettiva avanzata per modellare le prestazioni respiratorie dei Neanderthal. Prima di questo studio, la mancanza di anatomia completa nel record fossile aveva alimentato il dibattito sull’esistenza di specializzazioni nasali nella specie.[9][1]
La descrizione e l’analisi di questa scoperta unica permettono di escludere l’esistenza delle caratteristiche nasali precedentemente proposte come autapomorfie. Le osservazioni confermano che il naso del Neanderthal era internamente molto simile a quello degli esseri umani moderni.[1]
La Grotta di Lamalunga: Custode del Fossile Neanderthal
La grotta di Lamalunga continua a proteggere il fossile nella sua posizione originale. Gli speleologi del CARS di Altamura, che gestiscono il patrimonio naturalistico e scientifico legato al ritrovamento, partecipano attivamente alle attività di ricerca. Ad Altamura è stato sviluppato un sistema museale che include un museo dedicato, un centro visite e documentazione e un centro di attività didattiche.[13][14][12][7]
Il reperto non è stato rimosso dalla grotta, in linea con una filosofia di conservazione condivisa dalla comunità scientifica internazionale. Gli esperti sostengono che le tecnologie moderne permettano studi approfonditi senza compromettere l’integrità del sito e del fossile.[14]
Fonti
[1] The first preserved nasal cavity in the human fossil record: The Neanderthal from Altamura. https://pnas.org/doi/10.1073/pnas.2426309122
[2] L’Uomo di Altamura: Un Tesoro Neanderthaliano Svelato https://www.scintilena.com/luomo-di-altamura-un-tesoro-neanderthaliano-svelato/11/07/
[3] L’Uomo di Altamura, il Neanderthal più antico d’Italia, svela … https://www.scintilena.com/luomo-di-altamura-il-neanderthal-piu-antico-ditalia-svela-i-segreti-della-sua-specie/07/01/
[4] L’Uomo di Altamura era un Neanderthal https://www.scintilena.com/luomo-di-altamura-era-un-neanderthal/03/24/
[5] In situ observations on the dentition and oral cavity of the Neanderthal skeleton from Altamura (Italy) https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7710085/
[6] Virtual excavation and analysis of the early Neanderthal cranium from Altamura (Italy) https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10039001/
[7] Altamura Estrazione virtuale del cranio del Neanderthal https://www.scintilena.com/estrazione-virtuale-del-cranio-del-neanderthal-di-altamura-italia/03/29/
[8] Significance of some previously unrecognized apomorphies in the nasal region of Homo neanderthalensis. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC38245/
[9] Neandertal nasal structures and upper respiratory tract “specialization”. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC15602/
[10] Nasal airflow simulations suggest convergent adaptation in Neanderthals and modern humans https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5703271/
[11] Computer simulations show that Neanderthal facial morphology represents adaptation to cold and high energy demands, but not heavy biting https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5904316/
[12] Uomo di Altamura – Disponibile il programma di ricerca KARST … https://www.scintilena.com/uomo-di-altamura-disponibile-il-programma-di-ricerca-karst-2017-2019/04/03/
[13] Rimozione Uomo di Altamura – Ok per i soli speleotemi https://www.scintilena.com/rimozione-uomo-di-altamura-ok-per-i-soli-speleotemi/08/25/
[14] Uomo di Altamura, PAOLO FORTI :“La ricerca scientifica è … https://www.scintilena.com/uomo-di-altamura-paolo-forti-la-ricerca-scientifica-e-anche-pazienza-lasciate-in-pace-i-resti-nella-grotta-di-lamalunga/04/09/