Sottotitolo: Suoni e Voci in Grotta dell’Orso porta il 26 settembre 2026 voce, flauto, handpan e percussioni nella cavità carsica di Sgonico, con il supporto tecnico della Società di Studi Carsici “A. F. Lindner” APS.

Suoni e Voci in Grotta dell’Orso il 26 settembre

Sabato 26 settembre 2026 la Grotta dell’Orso, in località Gabrovizza nel comune di Sgonico, ospiterà “Suoni e Voci in Grotta … dell’Orso”. L’appuntamento è fissato alle 16:30. Da Gabrovizza partiranno le navette dirette al punto di inizio del sentiero verso la cavità.

L’iniziativa è affidata a Sara, alla voce, al tamburo e ai sonagli, e a Samuel, alla voce, al flauto, all’handpan e ai sonagli. La proposta viene presentata come una cerimonia sonora e come l’avvio di un percorso di esplorazione acustica in cavità naturali. L’intento dichiarato è cercare ambienti nei quali le condizioni dello spazio sotterraneo possano accompagnare differenti pratiche vocali e strumenti provenienti da varie tradizioni.

Nel programma di Suoni e Voci in Grotta dell’Orso sono indicati canto armonico, o overtone singing, canti rituali intuitivi, flauto, handpan, tamburo sciamanico e sonagli. Il repertorio non è quindi annunciato come un concerto convenzionale. Il pubblico sarà invitato a un ascolto raccolto, in relazione con le risonanze e gli echi della galleria.

L’evento è realizzato con il supporto tecnico dei soci della Società di Studi Carsici “A. F. Lindner” APS di Ronchi dei Legionari. La collaborazione associa la proposta musicale alla presenza di persone qualificate per l’accompagnamento lungo il breve tratto iniziale di discesa.

Grotta dell’Orso di Gabrovizza, dati e storia della cavità

La scelta della Grotta dell’Orso colloca Suoni e Voci in Grotta dell’Orso in un sito di rilievo per il Carso triestino. La cavità è censita dal Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia con il numero 33 e con il numero locale 7VG. Il nome sloveno riportato dal Catasto è Gabrovška pe?ina.

La cavità si trova nel territorio comunale di Sgonico/Zgonik, a quota 211 metri. Il Catasto indica uno sviluppo planimetrico di 175 metri, una profondità di 39 metri e un volume calcolato di 24.092 metri cubi. L’ingresso, di tipo orizzontale, è stimato in 17,7 metri per 7,3 metri. Si apre sul fondo di una dolina boscata.

L’ambiente interno è descritto come una galleria ampia e regolare, con alcune svolte nette. Lo stillicidio è intenso in più punti e può rendere fangosi alcuni tratti. Nella parte finale, colate e concrezioni calcitiche chiudono il passaggio verso ulteriori vani. Questi elementi richiedono una frequentazione attenta e compatibile con la fragilità del luogo.

La Grotta dell’Orso è nota anche per il suo interesse archeologico e paleontologico. La denominazione richiama i resti di Ursus spelaeus rinvenuti nel corso di scavi storici. Nella parte iniziale sono stati svolti scavi in epoche diverse, con il ritrovamento di resti murari preistorici. La scheda regionale ricorda inoltre l’uso della cavità come rifugio durante il primo conflitto mondiale e, nel 1945, durante i bombardamenti del vicino abitato di Gabrovizza.

In questo quadro, Suoni e Voci in Grotta dell’Orso si svolge in uno spazio che non è una grotta turistica. La sua storia naturale e culturale rende necessario distinguere l’esperienza proposta dagli artisti dalla libera fruizione non organizzata della cavità.

Ascolto in grotta e cura dell’ambiente sotterraneo

Portare suoni e voci nel sottosuolo significa confrontarsi con un ambiente dalla risposta acustica diversa da una sala. Pareti, geometrie della galleria, volume e presenza di superfici umide contribuiscono alla percezione dei suoni. Gli organizzatori indicano proprio la ricerca di cavità con particolari condizioni acustiche come punto di partenza del progetto.

La dimensione esperienziale non elimina le regole di attenzione proprie della speleologia. In una cavità con depositi, concrezioni e tracce storiche, il passaggio deve restare sui percorsi indicati. Non vanno toccate le formazioni calcaree né le pareti che conservano segni del passato. Torce e attrezzature personali vanno impiegate con prudenza, evitando di abbandonare oggetti o rifiuti.

Il supporto tecnico annunciato per Suoni e Voci in Grotta dell’Orso assume quindi un ruolo pratico. Serve a rendere ordinato l’accesso e a fornire assistenza nella breve discesa iniziale. La presenza di accompagnatori non sostituisce l’attenzione individuale: ogni partecipante deve scegliere abbigliamento e calzature coerenti con un percorso all’aperto e con un ambiente ipogeo umido.

Informazioni pratiche per partecipare a Suoni e Voci in Grotta

Il ritrovo è previsto alle ore 16:30 di sabato 26 settembre a Gabrovizza, nel comune di Sgonico, in provincia di Trieste. Le navette condurranno i partecipanti verso l’inizio del sentiero per la Grotta dell’Orso. L’organizzazione raccomanda la prenotazione e informa che sarà gradita un’offerta libera.

Per partecipare non sono richieste attrezzature speleologiche. Sono invece consigliati scarponi o stivali di gomma, una torcia preferibilmente frontale e un giubbotto: la temperatura interna indicata dagli organizzatori è di circa 12 °C. Può essere utile portare un tappetino di gomma per sedersi o distendersi durante l’ascolto.

Per informazioni e prenotazioni: Samuel, WhatsApp 340 716 7148; Sara, WhatsApp 347 383 4448; email suonievoicingrotta@gmail.com. I profili Instagram segnalati sono sara.ritual.sounds per Sara Montina e suoni_oltre_lo_specchio per Samuel Codarin.

Fonti