Evento commemorativo celebra i pionieri della speleologia triestina

La grotta Luftloch si prepara ad accogliere una cerimonia speciale questa sera giovedì 14 agosto.

La Società Adriatica di Speleologia organizza un incontro dedicato alla commemorazione delle figure storiche che hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo delle esplorazioni speleologiche nel Carso triestino[1][2].

L’appuntamento è fissato alle ore 20.00 presso la stazione sperimentale ipogea, conosciuta localmente come casetta Trebich, da dove i partecipanti raggiungeranno la dolina per concludere con un momento conviviale di ritorno presso la struttura[3][4].

La Grotta Luftloch: protagonista delle scoperte contemporanee del Timavo

La grotta Luftloch rappresenta uno dei siti speleologici più significativi del territorio carsico.

Dopo 23 anni di intense ricerche iniziate nel 2000 da Marco Restaino e Piero Slama, gli speleologi della Società Adriatica di Speleologia hanno raggiunto risultati di portata internazionale.

Nel 2024, una squadra di 12 speleologi ha scoperto un imponente salone sotterraneo dove scorre un nuovo tratto del fiume Timavo, a oltre 300 metri di profondità[1][2][5].

La cavità presenta dimensioni considerevoli: il salone raggiunge un’altezza massima di quasi 50 metri, una lunghezza di circa 100 metri e una larghezza di almeno 30 metri[2].

Quest’ampio ambiente rappresenta una delle rare “finestre” sul misterioso percorso sotterraneo del Timavo, il fiume che si inabissa a San Canziano in Slovenia per riemergere a San Giovanni di Duino[5].

I pionieri della speleologia carsica: eredità di ricerca e esplorazione

La cerimonia di dedica si inserisce in una lunga tradizione speleologica che affonda le radici nell’Ottocento.

Il Carso triestino è considerato la culla della speleologia mondiale, grazie ai lavori di personalità come Anton Friedrich Lindner, che nel 1841 scoprì l’Abisso di Trebiciano, e di illustri studiosi come Eugenio Boegan e Guido Timeus[6][7][8].

Lindner, nato a Montagnana nel 1800 e giunto a Trieste nel 1833, dedicò la sua vita alla ricerca delle acque sotterranee. In soli cinque mesi di scavi, dal novembre 1840 all’aprile 1841, riuscì a raggiungere il fiume sotterraneo nell’abisso che oggi porta il suo nome. L’impresa lo sfinì fisicamente e moralmente, portandolo alla morte per tubercolosi a soli 41 anni[7][9].

L’evoluzione della ricerca speleologica sul Carso

La tradizione esplorativa si è sviluppata attraverso diverse generazioni di ricercatori. Guido Timeus, tra il 1895 e il 1927, condusse sistematici esperimenti di tracciamento delle acque utilizzando litio, uranite e altre sostanze radioattive, creando quello che venne definito il “Metodo Timeus” per lo studio dell’idrologia sotterranea[8].

Eugenio Boegan contribuì significativamente agli studi geologici e idrologici del Carso, pubblicando nel 1906 il primo lavoro sull’idrologia della regione giuliana intitolato “Le Sorgenti di Aurisina”[10]. La sua attività si concentrò sulla comprensione dei fenomeni carsici e sulla mappatura delle cavità naturali.

La Società Adriatica di Speleologia: continuità nella ricerca scientifica

Fondata nel 1980 ma con radici che risalgono al XIX secolo, la Società Adriatica di Speleologia rappresenta la continuazione dell’attività esplorativa avviata dai primi ricercatori[3]. L’organizzazione gestisce dal 1974 l’Abisso di Trebiciano e dal 1990 lo Speleovivarium Erwin Pichl, riconosciuto come museo dalla Regione Friuli Venezia Giulia[3][4].

La società si dedica a progetti mirati di ricerca scientifica, privilegiando l’approccio multidisciplinare che caratterizza la tradizione speleologica triestina. Tra le attività principali figurano la speleologia urbana, con lo studio sistematico del sottosuolo della provincia di Trieste, e la ricerca idrologica attraverso il monitoraggio continuo delle acque sotterranee[3].

Riconoscimenti istituzionali per le scoperte nella Grotta Luftloch

L’importanza delle recenti scoperte è stata riconosciuta ufficialmente dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Nel 2024, l’Assessore Regionale all’Ambiente Fabio Scoccimarro ha consegnato una targa di riconoscimento al Presidente della Società Adriatica di Speleologia Marco Restaino, sottolineando il contributo dell’associazione alla speleologia urbana, al ripristino delle gallerie dell’acquedotto teresiano e al supporto scientifico ai progetti del Servizio Geologico regionale[11].

L’evento rappresenta quindi un momento di convergenza tra passato e presente, celebrando l’eredità dei pionieri della speleologia mentre si riconosce il valore delle scoperte contemporanee che continuano ad arricchire la conoscenza del sistema idrologico carsico.

Fonti
[1] Riprendono le Esplorazioni Speleosubacquee nel Timavo – Scintilena https://www.scintilena.com/riprendono-le-esplorazioni-speleosubacquee-nel-timavo/08/05/
[2] Grotta Luftloch: la società Adriatica di Speleologia dopo 23 anni di … https://www.scintilena.com/grotta-luftloch-la-societa-adriatica-di-speleologia-dopo-23-anni-di-lavoro-scopre-un-nuovo-tratto-sotterraneo-del-fiume-timavo/03/27/
[3] Società Adriatica di Speleologia di Trieste – SAS https://sastrieste.it