Per parlarne meglio, dopo una breve introduzione, la parola ad Alessandra Ressa del CAT
Alcune esplorazioni aggiungono metri a centinaia al catasto, ma soprattuttoaprono nuove domande, nuove emozioni e nuovi orizzonti alla conoscenza del mondo sotterraneo.
È quanto accaduto alle Bocche del Timavo, dove la determinazione, la preparazione tecnica e il coraggio di un gruppo di speleologi e speleosub hanno portato a una scoperta eccezionale nel cuore del Carso sommerso.
A tutti gli esploratori coinvolti — italiani e sloveni — va il plauso della comunità speleologica per un risultato che rappresenta molto più di un avanzamento tecnico: è il segno concreto di una ricerca che continua, della collaborazione internazionale e della capacità umana di spingersi oltre i limiti conosciuti.
Nel silenzio delle profondità sommerse del Timavo, uno dei sistemi ipogei più affascinanti d’Europa, è stata infatti individuata una nuova grande galleria che avvicina gli studiosi a uno dei grandi enigmi idrogeologici del territorio carsico.
Di seguito il comunicato stampa del Club Alpinistico Triestino APS.
CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS
COMUNICATO STAMPA con preghiera di pubblicazione
Timavo, scoperta straordinaria nelle profondità sommerse: aperta una nuova grande galleria verso il Pozzo della Ferrovia.
Trieste, 16 maggio 2026 – Una scoperta eccezionale riaccende i riflettori su uno dei sistemi carsici sommersi più importanti e misteriosi d’Europa. Nel cuore delle Bocche del Timavo, durante un’immersione esplorativa di altissimo livello tecnico, è stata individuata e percorsa una nuova grande galleria sommersa del Timavo, che si sviluppa nel ramo principale affluente del sistema e conduce sempre più vicino al Pozzo della Ferrovia, cavità che si apre più a monte lungo il canalone che all’esterno evidenzia il corso sotterraneo del fiume.
L’impresa è il risultato di una collaborazione transfrontaliera tra la sezione speleologica del Club Alpinistico Triestino (CAT) e il gruppo speleologico sloveno Jamarsko društvo Dimnice Koper (Gruppo grotte Dimnice Capodistria), nell’ambito del progetto triestino-sloveno di prosecuzione delle ricerche sulle sorgenti del Timavo avviato lo scorso anno. Protagonista dell’esplorazione è stato lo speleosub sloveno Simon Burja, che dopo alcune immersioni preliminari assistite dai colleghi triestini e sloveni, ha effettuato una nuova immersione esplorativa superando un limite rimasto invalicato per quasi dieci anni: il punto terminale raggiunto nel 2016 dagli speleosub francesi della FFESSM di Marsiglia, allora impegnati nelle ultime grandi esplorazioni del sistema, coordinate dalla società speleologica SAS di Trieste. Nel ramo principale affluente del sistema, noto come “Grande Collettore”, i francesi si erano arrestati a circa 82 metri di profondità sotto il livello del mare, in un ambiente estremamente difficile, caratterizzato da visibilità spesso quasi nulla, uno dei maggiori ostacoli dell’intero complesso ipogeo.
Questa volta, però, le condizioni favorevoli, hanno permesso di superare il punto della cosiddetta “vecchia fine”, Simon Burja ha continuato la progressione esplorando per la prima volta un nuovo tratto di galleria rimasto finora sconosciuto, riuscendo a oltrepassare il limite delle precedenti esplorazioni e ad aprire un nuovo capitolo nella conoscenza del Timavo sommerso.
La scoperta ha rivelato una nuova prosecuzione della grande galleria di fondo, che dopo una doppia curva torna a svilupparsi verso nord, in direzione del Pozzo della Ferrovia, lasciando intravedere la concreta possibilità di collegare in futuro i diversi segmenti del percorso sotterraneo del fiume.
La nuova sezione esplorata misura attualmente 115 metri di sviluppo, ma continua ancora controcorrente verso l’ignoto. Le dimensioni della galleria sono impressionanti, con larghezze comprese tra i 10 e i 15 metri e una corrente contraria sostenuta anche in periodo di magra. Tra gli aspetti più sorprendenti dell’esplorazione vi è anche la morfologia del fondale: per la prima volta in questo tratto del sistema il fondo si presenta levigato in roccia viva, molto diverso dai tipici accumuli di frana e sedimenti limosi che caratterizzano gran parte delle sorgenti sommerse del Timavo. Ugualmente significativa è la quota della nuova galleria, che risale progressivamente fino a circa 50 metri di profondità, rendendo potenzialmente più promettenti le future esplorazioni. Non si può escludere anche uno sbocco aereo.
L’accesso a questo straordinario sistema avviene attraverso il Pozzo dei Colombi di Duino, una cavità profonda 26 metri il cui fondo si apre in un lago sotterraneo da cui le pareti proseguono verticalmente sott’acqua. A circa 30 metri di profondità si entra in una gigantesca galleria sommersa: da una parte la Grande Frattura scende verso il mare e le sorgenti del Timavo, dall’altra il Grande Collettore si inoltra nel cuore del Carso seguendo il percorso del fiume sotterraneo.
L’immersione di Simon Burja, durata oltre tre ore, ha permesso anche di effettuare il rilievo della nuova sezione tramite strumenti elettronici. Le prossime esplorazioni saranno effettuate in squadra, non appena le condizioni ambientali torneranno favorevoli.
La scoperta alimenta ora grandi aspettative nel mondo speleologico: la distanza dal Pozzo della Ferrovia si riduce sensibilmente, avvicinando sempre più la possibilità di comprendere il collegamento tra le cavità superiori del Carso e il grande collettore sommerso del Timavo, uno degli enigmi idrogeologici più affascinanti del territorio.
L’incredibile avanzamento esplorativo alle Bocche del Timavo segna un nuovo capitolo nella ricerca speleosubacquea internazionale. L’operazione congiunta tra il Club Alpinistico Triestino e il gruppo sloveno Jamarsko društvo Dimnice Koper avvicina gli esploratori a uno dei grandi enigmi del Carso.
Di seguito il link al video realizzato dalla Jamarsko društvo Dimnice Koper (Gruppo grotte Dimnice Capodistria) sulla scoperta della nuova galleria https://www.youtube.com/watch?v=vV7fDkF0JLA
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