Nuove indicazioni operative per ridurre il rischio di taglio della corda in arrampicata e alpinismo.

Documento UIAA sulle corde da arrampicata e spigoli vivi: contenuti e obiettivi

La Commissione Sicurezza dell’Unione Internazionale delle Associazioni di Alpinismo (UIAA) ha recentemente pubblicato un documento informativo in francese e spagnolo dedicato al tema delle corde da arrampicata che strisciano su spigoli vivi.

Il testo si concentra sui rischi associati all’uso delle corde in ambienti di arrampicata e alpinismo, dove il contatto con spigoli vivi o superfici abrasive può compromettere la sicurezza.

L’obiettivo è fornire indicazioni pratiche e aggiornate per minimizzare i pericoli, attraverso test specifici e raccomandazioni operative.

Rischi e test di resistenza delle corde su spigoli vivi

Il documento evidenzia che il contatto della corda con uno spigolo vivo genera una concentrazione di forza in un punto ristretto, con conseguente rischio di taglio o rottura, soprattutto in caso di caduta, quando la forza d’impatto aumenta significativamente.

La UIAA ha sviluppato test dinamici per valutare la resistenza delle corde su spigoli vivi, simulando condizioni reali di caduta con carichi applicati su spigoli metallici di raggio definito.

I risultati indicano che nessuna corda dinamica standard è completamente resistente al taglio in tutte le condizioni possibili, sottolineando l’importanza di una gestione attenta e preventiva della corda durante l’arrampicata[1].

Raccomandazioni pratiche per l’uso sicuro delle corde su spigoli vivi in arrampicata e alpinismo

Per ridurre i rischi, il documento UIAA consiglia di evitare il contatto della corda con spigoli vivi, utilizzando protezioni specifiche come copricorde, moschettoni o ancoraggi intermedi che devino la traiettoria della corda.

È fondamentale ispezionare attentamente il percorso della corda durante l’installazione di tiri o calate in doppia corda.

In ambienti particolarmente esposti a spigoli vivi, si suggerisce l’uso di corde doppie o gemelle, poiché la ridondanza aumenta la sicurezza complessiva.

Inoltre, è importante sostituire immediatamente corde danneggiate o usurate e promuovere la formazione e la consapevolezza tra i membri del gruppo sulle corrette tecniche di gestione della corda[1].

Spigoli vivi e rottura della corda: definizioni e meccanismi di rischio

Nel documento si approfondisce la definizione di spigolo vivo, evidenziando come la varietà delle forme e delle superfici degli spigoli renda complesso stabilire criteri univoci.

Un riferimento pratico adottato è il moschettone di 10 mm di diametro, utilizzato nei test UIAA, che rappresenta un limite conservativo per definire un’arête tagliente.

La forza esercitata su uno spigolo vivo dipende dalla tensione della corda e dalla forza normale perpendicolare esercitata dallo spigolo stesso.

L’aumento del carico sulla corda incrementa la forza normale e quindi il rischio di taglio. Studi storici hanno registrato casi di rottura della corda causati principalmente dal contatto con spigoli vivi, con una frequenza media di poco più di due casi all’anno tra il 1969 e il 2018[1].

Certificazione e normativa delle corde da arrampicata in relazione agli spigoli vivi

Le corde da arrampicata devono rispettare la norma UIAA 101, adottata come EN 892 in Europa, che ne definisce i requisiti di sicurezza, elasticità e resistenza.

Queste corde sono classificate come dispositivi di protezione individuale (DPI) di categoria III, destinati a proteggere contro le cadute dall’alto.

Attualmente non esiste un requisito normativo specifico sulla resistenza al taglio da spigoli vivi, anche se in passato, tra il 2002 e il 2004, era stato sperimentato un test UIAA volontario sugli spigoli vivi.

Questo test è stato poi abbandonato per la scarsa riproducibilità e la mancanza di realismo nella simulazione delle condizioni di carico reale.

La UIAA sta lavorando a nuove soluzioni per migliorare i test in questo ambito[1].

Implicazioni per la speleologia: differenze nell’uso della corda rispetto all’arrampicata

Nel contesto speleologico, la corda è posizionata in maniera fissa e non deve mai strisciare su spigoli vivi, grazie all’uso di frazionamenti che prevedono la creazione di punti di aggancio intermedi per evitare il contatto diretto con spigoli o cambi di pendenza.

Scatolini A. impegnato nella discesa su corda in speleologia

Questo differenzia l’approccio ?speleologico da quello dell’arrampicata e alpinismo, dove la corda è dinamica e soprattutto la sollecitazione della roccia tagliente non avviene sempre sullo stesso tratto di corda come in speleologia.

Le indicazioni della UIAA, pur essendo rivolte principalmente all’arrampicata e all’alpinismo, offrono comunque spunti utili per la gestione della sicurezza delle corde anche in ambienti speleologici più esposti[1].

La pubblicazione di questo documento rappresenta un contributo importante per la comunità alpinistica e speleologica, fornendo dati aggiornati e raccomandazioni pratiche per la gestione delle corde in presenza di spigoli vivi, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e prevenire incidenti legati alla rottura delle corde.


[4] UIAA e federazione norvegese d’arrampicata: “Ecco come si … https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/uiaa-e-federazione-norvegese-d-arrampicata-ecco-come-si-rompono-le-corde/
[5] Spigolo vivo – Sestogrado https://www.sestogrado.it/it/spigolo-vivo/
[7] Corde da arrampicata: tutto quello che vorresti sapere | Magazine Bergzeit https://www.bergzeit.it/magazine/tutto-quello-da-sapere-sulle-corde-da-arrampicata/