La ricerca sui denti decidui provenienti dalla Grotta-Riparo di Uluzzo C analizza sette calchi in gesso riscoperti nel museo di Maglie e fornisce nuovi elementi sul contesto paleoantropologico del Paleolitico in Puglia.
Grotta-Riparo di Uluzzo C, un sito chiave per il Paleolitico italiano
La Grotta-Riparo di Uluzzo C, nella Baia di Uluzzo a Nardò (Lecce), rappresenta uno dei siti archeologici più importanti dell’Italia meridionale per lo studio della transizione tra Paleolitico medio e Paleolitico superiore. La sequenza stratigrafica conserva infatti livelli musteriani, attribuiti ai Neanderthal, seguiti da livelli uluzziani, una cultura materiale al centro del dibattito sull’arrivo dei primi Homo sapiens nella penisola italiana. (Wiley Online Library?)
Un nuovo studio pubblicato sull’American Journal of Biological Anthropology ha riportato l’attenzione su un insieme di resti umani rinvenuti nel 1960 durante le ricognizioni condotte dallo speleologo Carlo Cosma. I reperti originali sono andati perduti nel corso degli anni, ma sono stati ritrovati sette calchi in gesso conservati presso il Museo Civico di Paleontologia e Paletnologia “Decio De Lorentiis” di Maglie, permettendo una nuova analisi scientifica. (Wiley Online Library?)
I calchi dentali della Grotta-Riparo di Uluzzo C
Lo studio si concentra su sette corone dentarie decidue, appartenenti a incisivi, canini e molari da latte. Attraverso fotografie ad alta risoluzione, scansioni tridimensionali e analisi morfometriche geometriche, i ricercatori hanno confrontato dimensioni e forma dei denti con campioni di Homo sapiens e Homo neanderthalensis.
Pur trattandosi di calchi e non dei reperti originali, gli autori evidenziano come la qualità delle copie consenta di analizzare con affidabilità la morfologia delle corone dentarie. Le scansioni tridimensionali hanno inoltre permesso di effettuare confronti quantitativi con altri reperti fossili provenienti dall’Europa e dal Vicino Oriente. (Wiley Online Library?)
I risultati dell’analisi morfometrica
L’analisi mostra un quadro complesso. Alcuni caratteri dentali rientrano nella variabilità osservata nei Neanderthal, altri sono condivisi con gli esseri umani moderni.
In particolare, l’analisi della forma dei molari indica che quasi tutti gli elementi ricadono nella variabilità conosciuta per Homo neanderthalensis, mentre uno dei molari presenta caratteristiche più vicine a Homo sapiens. Gli autori sottolineano che nessun singolo carattere permette un’attribuzione certa e che è la combinazione dei diversi elementi anatomici a fornire indicazioni tassonomiche. (usiena-air.unisi.it?)
Secondo lo studio, i denti potrebbero appartenere a un solo bambino oppure, nel caso di uno degli incisivi, a due individui distinti. L’assenza dei reperti originali e l’incertezza sul livello stratigrafico preciso impediscono conclusioni definitive.
Il contesto archeologico della Grotta-Riparo di Uluzzo C
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda proprio il contesto di provenienza dei reperti. I denti furono recuperati nel deposito esterno della grotta durante le ricognizioni del 1960, prima dell’avvio degli scavi sistematici.
Poiché non è noto il livello esatto dal quale provengono, non è possibile attribuirli con sicurezza ai livelli musteriani o a quelli uluzziani. Gli studiosi stimano comunque un’età compresa tra circa 117.000 e 40.000 anni fa, intervallo che comprende una fase fondamentale dell’evoluzione umana europea. (Wiley Online Library?)
Dal 2015 il sito è interessato da nuove ricerche coordinate dalle Università di Bologna e di Roma “La Sapienza”, con l’obiettivo di ricostruire in modo più preciso la stratigrafia e le dinamiche di occupazione della grotta.
Un contributo alla ricerca sull’evoluzione umana
La Grotta-Riparo di Uluzzo C continua a rappresentare un riferimento per gli studi sul popolamento dell’Europa meridionale durante la sostituzione dei Neanderthal con le popolazioni di Homo sapiens.
Pur non fornendo una risposta definitiva sull’identità biologica dell’individuo o degli individui rappresentati dai calchi dentali, questa ricerca dimostra il valore scientifico dei materiali storici conservati nei musei. La riscoperta dei calchi ha consentito infatti di recuperare informazioni considerate perdute e di inserirle nelle moderne analisi morfometriche tridimensionali.
Gli autori sottolineano che future indagini archeologiche nella Grotta-Riparo di Uluzzo C potranno contribuire a chiarire la posizione stratigrafica dei reperti e il loro significato nel quadro della diffusione delle popolazioni umane nel Mediterraneo durante il Paleolitico.
Fonti
- Seghi F., Sorrentino R., Bailey S.E. et al. (2024), Morphological and morphometric study of the hominin dental casts from Grotta-Riparo di Uluzzo C (Apulia, southern Italy), American Journal of Biological Anthropology. (Wiley Online Library?
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- Università di Bologna – Archivio della ricerca. (Cris Unibo?
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