Dal Timavo a Colciavath: le grandi scoperte che animano il nuovo numero di Cronache Ipogee del CAT
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È disponibile il numero di maggio 2026 di Cronache Ipogee, la rivista di informazione speleologica del Friuli Venezia Giulia curata dal Club Alpinistico Triestino, che questo mese si apre con due notizie destinate a lasciare il segno nel panorama esplorativo del Nord-Est.

In primo piano spicca infatti la straordinaria scoperta realizzata nelle profondità sommerse del Timavo. Durante un’immersione esplorativa condotta dallo speleosub sloveno Simon Burja nell’ambito della collaborazione tra il Club Alpinistico Triestino e il gruppo sloveno Jamarsko Društvo Dimnice Koper, è stata individuata una nuova grande galleria nel ramo principale affluente del sistema delle Bocche del Timavo.
La nuova prosecuzione, sviluppata per oltre cento metri oltre il limite raggiunto dagli speleosub francesi nel 2016, si dirige verso il Pozzo della Ferrovia e riaccende le speranze di comprendere meglio uno dei più affascinanti enigmi idrogeologici del Carso Classico. Le dimensioni della galleria, la presenza di corrente sostenuta e la particolare morfologia del fondale rendono questa scoperta uno dei risultati speleosubacquei più significativi degli ultimi anni nell’area del Timavo.
Altrettanto entusiasmante è il racconto proveniente dalle montagne di Claut. Nel settore di Colciavath, dopo settimane di lavori e disostruzioni, gli esploratori si sono trovati improvvisamente davanti a una prosecuzione di dimensioni inattese. Le prime esplorazioni hanno consentito di percorrere circa un chilometro di sviluppo rilevato e quasi duecento metri di dislivello positivo, attraverso grandi gallerie freatiche, saloni monumentali e nuovi rami ancora da verificare.

Il resoconto di Filippo Felici (Felpe) restituisce tutta l’emozione di una scoperta che potrebbe modificare significativamente la conoscenza del sistema carsico dell’area, portando gli esploratori nelle immediate vicinanze dell’Abisso dell’Ottavo Nano e aprendo nuove prospettive di collegamento e sviluppo.
Accanto alle grandi esplorazioni, il numero documenta la vivace attività del Club Alpinistico Triestino sul territorio. Ampio spazio viene dedicato all’iniziativa “Sotto i Rioni”, che ha coinvolto numerosi cittadini nella visita alle strutture sotterranee della città di Trieste, e alle attività speleodidattiche rivolte alle scuole e al pubblico nell’ambito del Geoparco Transfrontaliero Kras-Carso.
E ancora: i contributi dedicati all’escursionismo speleologico nelle grotte di Ocizla in Slovenia, i resoconti delle attività svolte dal Gruppo Grotte del CAT durante il mese di maggio e il racconto di una intensa esperienza speleologica in Sardegna, tra il Bue Marino, Su Bentu e il Supramonte.
Nel complesso, un numero che testimonia come la speleologia del Friuli Venezia Giulia continui a muoversi su più fronti: dalle grandi esplorazioni che cercano di svelare i misteri del Timavo e dei massicci montani della regione, alla divulgazione, alla didattica e alla valorizzazione del patrimonio sotterraneo.