Un patrimonio di biodiversità ipogea finalmente accessibile secondo gli standard moderni di condivisione dati
La fauna sotterranea della Puglia: un hotspot di biodiversità ancora poco conosciuto
La regione della Puglia rappresenta da tempo un punto di interesse per la biospeleologia europea, grazie alla presenza di un articolato sistema carsico e di una fauna sotterranea ricca e diversificata.
Nonostante una lunga tradizione di ricerche, la conoscenza della fauna ipogea pugliese è rimasta frammentaria, con dati spesso custoditi in archivi personali o pubblicati in formati non interoperabili.
Questa situazione ha limitato la possibilità di analisi comparative e di sviluppo di strategie di conservazione a livello regionale e internazionale.
Il recente lavoro coordinato dal Laboratorio Ipogeo Salentino di Biospeleologia “Sandro Ruffo” (GST – Gruppo Speleologico Tricase), in collaborazione con l’Università del Salento, l’Università degli Studi di Milano, NBFC – National Biodiversity Future Center e CNR, segna un passo avanti significativo.
È stato infatti pubblicato il primo dataset completo sulla fauna sotterranea della Puglia, organizzato secondo gli standard moderni di condivisione dei dati e accessibile a ricercatori e decisori pubblici.
Il progetto: integrazione tra indagini formali e conoscenza locale per la fauna sotterranea pugliese
Il nuovo dataset sulla fauna sotterranea della Puglia nasce dall’integrazione di fonti eterogenee.
Sono stati raccolti dati da indagini formali, letteratura scientifica, osservazioni inedite di biospeleologi esperti e informazioni provenienti da progetti di ricerca recenti.
L’obiettivo principale era colmare le lacune conoscitive, offrendo una visione d’insieme aggiornata e strutturata della biodiversità ipogea regionale.
Il risultato è una raccolta che comprende 109 specie, di cui 29 endemiche della Puglia, distribuite su 224 siti per un totale di 622 record di presenza.
Il periodo di osservazione copre oltre 90 anni, dal 1931 al 2024, rendendo il dataset un riferimento per studi di lungo periodo sulla fauna sotterranea pugliese.
Geologia, idrogeologia e biodiversità: le basi ambientali della fauna sotterranea pugliese
La Puglia si distingue per il suo paesaggio carsico, che si estende su circa 8.600 km² e comprende oltre 2.300 grotte naturali.
Questa conformazione favorisce la presenza di habitat sotterranei diversificati, tra cui acquiferi profondi, pozzi, doline e sorgenti.
Le principali unità idrogeologiche regionali – Gargano, Tavoliere, Murge, Pianura di Brindisi, Arco Ionico di Taranto e Salento – offrono condizioni ambientali variabili che si riflettono nella composizione della fauna sotterranea.
La storia geologica della regione, segnata da regressioni e trasgressioni marine, ha contribuito alla formazione di una stygofauna ricca di elementi antichi e specializzati.
Molte specie sono endemiche e rappresentano linee evolutive di notevole interesse per la ricerca biospeleologica.
Metodologia: raccolta, standardizzazione e condivisione dei dati sulla fauna sotterranea
La raccolta dei dati sulla fauna sotterranea pugliese è stata realizzata attraverso una revisione sistematica della letteratura, ricerche bibliografiche su database internazionali e l’integrazione di osservazioni inedite.
I metodi di campionamento hanno incluso rilievi visivi, trappole esca e reti da plancton, con identificazione morfologica dei campioni fino al livello di specie.
I dati sono stati georeferenziati e organizzati secondo lo standard Darwin Core, garantendo interoperabilità e facilità di utilizzo per analisi successive.
La qualità delle informazioni è stata verificata attraverso controlli incrociati con fonti bibliografiche e la validazione da parte di esperti.
Il dataset è disponibile come materiale supplementare all’articolo pubblicato e sarà integrato nel portale LifeWatch Italy per l’accesso pubblico secondo i principi FAIR.
Risultati principali: una fotografia aggiornata della biodiversità ipogea pugliese
Il dataset sulla fauna sotterranea della Puglia rappresenta 109 specie, suddivise in 72 generi, 49 famiglie e 26 ordini.
La maggior parte dei record proviene da grotte (46 siti) e pozzi (149 siti).
Tra le specie acquatiche, il 30% è rappresentato da stygobionti, mentre tra quelle terrestri i troglobionti costituiscono il 60%.
Le specie endemiche sono 29, con una forte concentrazione nella zona del Salento.
Le osservazioni sono distribuite in modo non uniforme: il Salento raccoglie la maggior parte dei record (481), seguito da Murge, Gargano e Tavoliere.
Alcune aree, come la Pianura di Brindisi e l’Arco Ionico di Taranto, risultano ancora poco esplorate.
I dati evidenziano una ricchezza di specie particolarmente elevata in siti come le grotte di Zinzulusa e L’Abisso, veri hotspot di biodiversità ipogea.
Analisi della stygofauna e troglofauna: focus sulle specie chiave e sulle lacune conoscitive
La fauna sotterranea pugliese è dominata dagli Artropodi, con una presenza significativa di Copepodi, Malacostraci e Ostracodi tra gli acquatici, e di Aracnidi tra i terrestri.
Tra le specie più comuni si segnalano Spelaeomysis bottazzii, Proasellus banyulensis e Typhlocaris salentina per gli ambienti acquatici, Italodytes stammeri e Hadoblothrus gigas per quelli terrestri.
Nonostante la ricchezza di dati, permangono lacune sia spaziali sia temporali.
Molte osservazioni risalgono agli anni Settanta e Novanta del secolo scorso, mentre solo una piccola parte è stata confermata da indagini recenti.
Questo limita la possibilità di valutare eventuali cambiamenti nella composizione delle comunità ipogee dovuti a pressioni ambientali o climatiche.
Prospettive future: aggiornamento continuo e nuove sfide per la ricerca sulla fauna sotterranea pugliese
Il nuovo dataset rappresenta una base solida per studi futuri sulla fauna sotterranea della Puglia.
L’integrazione di nuovi dati, sia da progetti in corso sia da campagne di campionamento mirate nelle aree meno esplorate, consentirà di aggiornare e affinare la conoscenza sulla biodiversità ipogea regionale.
L’adozione di tecniche moderne, come l’analisi genetica, potrà inoltre rivelare la presenza di specie criptiche e linee evolutive non ancora individuate.
La condivisione dei dati secondo standard internazionali favorirà la collaborazione tra gruppi di ricerca e supporterà la definizione di strategie di conservazione e gestione sostenibile degli ecosistemi sotterranei pugliesi.
Un nuovo strumento per la tutela e la valorizzazione della biodiversità sotterranea in Puglia
La pubblicazione del primo dataset completo sulla fauna sotterranea della Puglia rappresenta un passo importante per la biospeleologia italiana.
L’accessibilità dei dati, la loro standardizzazione e la possibilità di aggiornamento continuo pongono le basi per una conoscenza più approfondita e per azioni di tutela mirate.
La fauna sotterranea pugliese, con la sua ricchezza di specie endemiche e la varietà di habitat, costituisce un patrimonio scientifico e naturalistico di rilievo, ora valorizzato grazie a strumenti innovativi di gestione e condivisione delle informazioni.
Le specie endemiche più rare e minacciate presenti negli acquiferi pugliesi
Le specie endemiche più rare e minacciate presenti negli acquiferi pugliesi, in particolare nella fauna sotterranea, includono diversi stygobionti e troglobionti di rilevante interesse conservazionistico. Tra queste, spiccano specie come:
- Typhlocaris salentina (Decapoda), uno dei più grandi organismi ipogei europei, endemico del Salento e noto per la sua rarità e vulnerabilità a causa delle modificazioni ambientali e dello sfruttamento delle acque sotterranee.
- Spelaeomysis bottazzii (Mysidacea), anch’essa endemica e presente in diverse grotte e pozzi della regione, rappresenta una componente chiave della stygofauna pugliese.
- Italodytes stammeri (Carabidae, coleotteri troglobionti), una specie terrestre endemica particolarmente rara e legata agli ambienti ipogei del Salento.
- Hadoblothrus gigas (Pseudoscorpioni), un altro troglobionte endemico, con distribuzione limitata e soggetto a minacce derivanti dalla perdita di habitat.
Queste specie sono minacciate principalmente da fattori quali l’alterazione chimica e fisica degli acquiferi, la salinizzazione delle acque, l’estrazione incontrollata delle risorse idriche e gli impatti antropici sul territorio.
La loro presenza è documentata in un dataset recente che raccoglie dati storici e attuali, evidenziando la necessità di monitoraggi continui e di strategie di conservazione dedicate per tutelare questa biodiversità ipogea unica nel contesto europeo[1][4].
Nonostante le liste rosse ufficiali della Regione Puglia e dell’IUCN siano più dettagliate per flora e fauna terrestre e acquatica di superficie, le specie ipogee endemiche come quelle citate rappresentano un gruppo prioritario per la conservazione, data la loro vulnerabilità e il loro ruolo negli ecosistemi sotterranei[1][2].
Fonti
[1] Le specie in Lista Rossa IUCN – Area Marina Protetta e Riserva … https://www.riservaditorreguaceto.it/index.php/it/la-riserva/percorsi-di-biodiversita/le-specie-in-lista-rossa-iucn
[2] [PDF] Consistenza e livello di minaccia di specie – animali – RSAonWEB https://rsaonweb.weebly.com/uploads/9/6/2/6/9626584/1-consistenza_e_livello_di_minaccia_di_specie_animali.pdf
[5] FLORA E FAUNA – Vegetazione e animali del territorio Puglia. http://www.mirapuglia.it/pagine/flora-fauna.php
[6] [PDF] L’Osservatorio Faunistico Regionale di Bitetto – Regione Puglia https://regione.puglia.it/documents/1086071/2471038/L%E2%80%99Osservatorio+Faunistico+Regionale+di+Bitetto+-+Funzioni+e+attivit%C3%A0.pdf/d91db02a-567b-7aa7-3a49-c96b9ba61904?t=1643542927989
[7] Flora e fauna nei siti: EMERGENZE E MINACCE – Life sic2sic https://lifesic2sic.eu/puglia-flora-e-fauna-nei-siti-emergenze-e-minacce-s13/
[8] Specie rare e minacciate https://www.parcoappennino.it/pagina.php?id=24
L’integrazione di dati storici e recenti
L’integrazione di dati storici e recenti rappresenta uno strumento fondamentale per migliorare la conservazione della fauna ipogea in Puglia, con diversi vantaggi chiave:
- Ricostruzione delle dinamiche temporali: Confrontare dati raccolti in decenni differenti permette di valutare cambiamenti nella distribuzione e abbondanza delle specie sotterranee, evidenziando eventuali declini o variazioni dovute a fattori ambientali o antropici.
- Individuazione di aree critiche e hotspot di biodiversità: L’analisi combinata di osservazioni storiche e attuali consente di mappare con maggiore precisione i siti con maggiore ricchezza e presenza di specie endemiche o minacciate, indirizzando così gli sforzi di tutela.
- Supporto a strategie di conservazione mirate: Dati integrati facilitano la definizione di misure di gestione e piani di conservazione basati su evidenze scientifiche solide, in linea con le direttive comunitarie e regionali.
- Miglioramento della condivisione e accessibilità delle informazioni: La standardizzazione e pubblicazione dei dati secondo criteri moderni (es. standard Darwin Core, principi FAIR) favorisce la collaborazione tra ricercatori, enti di gestione e comunità locali, aumentando l’efficacia delle azioni di monitoraggio e protezione.
- Valorizzazione della conoscenza locale e amatoriale: L’inclusione di osservazioni di biospeleologi esperti e appassionati arricchisce il dataset, colmando lacune e ampliando la copertura territoriale e temporale.
In sintesi, l’integrazione di dati storici e recenti consente di costruire una base conoscitiva più completa e dinamica, indispensabile per monitorare lo stato di salute degli ecosistemi ipogei pugliesi e per pianificare interventi di conservazione efficaci e aggiornati[1][2][6].
Fonti
[1] [PDF] Raccolta Luglio 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2023/08/2023_07_Raccolta_Scintilena_Luglio.pdf
[2] Misure di conservazione – S.I.T. – Puglia.con https://pugliacon.regione.puglia.it/web/sit-puglia-sit/misure-di-conservazione
[3] [PDF] Il rapporto ambientale e allegati piano paesaggistico territoriale … http://paesaggio.regione.puglia.it/PPTR_2015/7_Il%20Rapporto%20Ambientale/7_Rapporto%20Ambientale.pdf
[4] [PDF] tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e ipogeo http://www5.consiglio.puglia.it/Giss8/8SagArchivio.nsf/(InLinea)/proposta-285A-VIII/$File/DDL%2034%20-2008.pdf?OpenElement
[6] [PDF] Il sistema Carta della Natura della regione Puglia – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/R_204_14_CartaNaturaPuglia.pdf
[8] [PDF] predisposizione del piano di gestione del sic it 9120010 “pozzo cucu” https://download.mase.gov.it/Natura2000/Materiale%20Designazione%20ZSC/Puglia/04_Misure%20di%20Conservazione/IT9120010/2_Piano_di_Gestione_relazione_illustrativa.pdf
Parole chiave: fauna sotterranea, Puglia, biodiversità ipogea, dataset, biospeleologia
Il dataset completo sulla fauna sotterranea della Puglia, insieme ai materiali supplementari, è consultabile liberamente all’indirizzo: https://doi.org/10.3897/subtbiol.52.140693.
Nota: Questo articolo è stato redatto sulla base del testo scientifico pubblicato e non rappresenta una posizione degli autori o degli enti coinvolti.
Fonti
[1] subtbiol.52.140693 https://doi.org/10.3897/subtbiol.52.140693