Grazie all’analisi di oltre 15?000 terremoti in 20 anni, i ricercatori scoprono strutture profonde che spiegano l’instabilità del fianco orientale del vulcano
Il cuore nascosto dell’Etna: svelata la rete di faglie che guida il magma
Un articolo pubblicato nel luglio 2025 sulla rivista scientifica Nature Scientific Reports (https://www.nature.com/articles/s41598-025-03321-z) descrive una nuova e approfondita analisi del sottosuolo del Monte Etna.
Lo studio, firmato da un team internazionale di geologi e geofisici, scrive che l’elaborazione di oltre 15000 eventi sismici registrati tra il 2002 e il 2021 ha permesso di individuare una rete nascosta di faglie profonde, non visibili in superficie, che gioca un ruolo chiave nella dinamica del vulcano.
Contesto e approccio
Lo studio utilizza tecniche avanzate di raggruppamento sismico per modellare in 3D le strutture tettoniche attive. I risultati mettono in evidenza come queste faglie si attivino in relazione a processi vulcanici e tettonici, con effetti diretti sulla stabilità del fianco orientale dell’Etna.
Principali scoperte
- Rivelata una rete profonda di faglie non rilevabili in superficie.
- Forti legami tra sismicità, eruzioni vulcaniche e stress tettonico.
- Il fianco est del vulcano si deforma secondo dinamiche complesse e stratificate.
Implicazioni
Le nuove informazioni migliorano la comprensione della struttura interna dell’Etna e dei suoi comportamenti, con potenziali applicazioni anche per altri vulcani attivi in aree tettonicamente complesse.
Nota: Sebbene non tratti direttamente di speleologia, lo studio è collegato al nostro mondo: fornisce infatti dati preziosi sulle strutture ipogee profonde del vulcano, utili anche per chi studia e mappa ambienti sotterranei di origine vulcanica.
Fonte: Nature Scientific Reports, luglio 2025 – Earthquake clustering and structural modelling unravel volcano?tectonic complexity beneath Mount Etna
