Il progetto multidisciplinare sulla Grotta di San Giovanni (a Domusnovas, in Sardegna) al 19° Congresso Internazionale di Speleologia di Belo Horizonte

Belo Horizonte (Brasile), luglio 2025 – La Grotta di San Giovanni di Domusnovas (nel Sud-Ovest della Sardegna) è approdata sulla scena internazionale grazie a un contributo scientifico presentato al 19° Congresso Internazionale di Speleologia, in corso a Belo Horizonte, nello stato brasiliano del Minas Gerais.

Il Consorzio Natura Viva Sardegna ha portato la Sardegna e il suo magnifico Sulcis Iglesiente fino in Brasile.

Il progetto multidisciplinare, condotto da ricercatori dell’Università di Cagliari e da speleologi locali, ha suscitato l’interesse della comunità speleologica mondiale per l’approccio integrato allo studio del paesaggio ipogeo e delle sue interazioni con il territorio.

«La ricerca come base per la valorizzazione del territorio – si legge in una nota del Consorzio Natura Viva Sardegna -. Il 22 luglio, abbiamo avuto l’onore di presentare il nostro lavoro nella sessione poster, con un docufilm e un poster dedicati. Il nostro studio, inserito nella SESSIONE 7 – IDROGEOLOGIA CARSICA E SPELEOGENESI, è intitolato: A MULTIDISCIPLINARY STUDY TO UNDERSTAND THE SPELEOGENESIS AND EVOLUTION OF SAN GIOVANNI CAVE (DOMUSNOVAS, SW-SARDINIA) Un ringraziamento speciale al Team scientifico che ha reso tutto questo possibile: A. Naseddu, F. Casti, M. R. Cadoni, L. Pisani, A. Zarantonello, T. Santagata, C.-Y. Huang, H.-M. Hu, C.-C. Shen, R. Braucher & J. De Waele. Nuovi Orizzonti per la Ricerca: Una Geodiversità Inattesa.

Al centro dell’indagine, l’evoluzione geomorfologica e la geodiversità dell’area di San Giovanni, dove si trova una delle poche grotte al mondo attraversate da una strada carrozzabile.

La foto di copertina dell’articolo (tratta dalla pagina Facebook di Giovanni Paulis – Lomgofresu Ph https://www.facebook.com/share/p/1CMi9mAHJ6/) descrive con chiarezza questa sua particolarità.

L’intervento al Congresso della Union Internationale de Spéléologie (UIS) è stata un’importante occasione di confronto e dialogo tra studiosi provenienti da tutto il mondo, che ha aperto nuove prospettive per la valorizzazione scientifica e culturale del patrimonio carsico sardo.

Come sottolinea La Provincia del Sulcis Iglesiente, la partecipazione italiana – e in particolare sarda – a un evento di sime portata è motivo di orgoglio e dimostra l’alto livello delle ricerche condotte sul territorio isolano.

L’esplorazione speleologica è sfociata in un lavoro scientifico, in cui si intrecciano geologia, conservazione ambientale e divulgazione scientifica.

Fonte: La Provincia del Sulcis Iglesiente – “Un incontro tra Sardegna e Brasile al 19° Congresso Internazionale di Speleologia a Belo Horizonte” (25 luglio 2025)

San Giovanni tra mito, acqua e storia

Nel cuore selvaggio del Sulcis-Iglesiente, ai piedi di alte pareti rocciose, sorge Domusnovas, piccolo centro noto per custodire una delle grotte più scenografiche della Sardegna: la Grotta di San Giovanni.

È un tunnel naturale di oltre 850 metri, modellato dall’acqua nei calcari cambriani e attraversato da un corso d’acqua un tempo percorribile in automobile.

Oggi è statta restituita al passo lento di chi vuole esplorarne ogni dettaglio.

Oltre alla sua imponenza geologica, la grotta è avvolta da racconti popolari.

Affascinabte è la leggenda del bandito Pireddu, che avrebbe trovato rifugio in un ramo remoto della cavità, conosciuto ancora oggi come Su Stampu de Pireddu. Si dice che Pineddu si spostasse su barche lungo laghi sotterranei, raggiungendo Iglesias attraverso misteriosi passaggi d’acqua. Dicono che sia scomparso proprio nel punto dove in genere si nascondeva.

In effetti è vera l’esistenza di cunicoli e di un piccolo lago collegato a una sorgente carsica, visibile poco a valle…chissà!

Un’altra credenza molto sentita riguarda l’acqua della grotta: ritenuta miracolosa, è associata al culto di San Giovanni Battista.

Pare che favorisca la salute, la prosperità e i raccolti: in passato, durante le feste dedicate al Santo, i fedeli la raccoglievano come acqua benedetta.

La Grotta è stata rifugio sin dall’antichità: resti archeologici e mura nuragiche ne testimoniano l’utilizzo in epoche remote.

Tra scienza e leggenda, è un luogo di grande fascino, che fonde quanto di più bello offre la natura con la memoria e l’identità locale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *