Una colonia di oltre 111.000 ragni costruisce una struttura eccezionale in ambiente ipogeo sulla frontiera tra Albania e Grecia

Nell’immagine di copertina, un maschio di Tegenaria Domestica. Immagine distribuita sotto licenza Creative Commons https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Male_tegenaria_atrica.jpg

Nella Sulfur Cave che si estende sul confine tra Albania e Grecia, i ricercatori hanno identificato una struttura biologica senza precedenti: una ragnatela che copre una superficie di oltre 106 metri quadrati, ospitando approssimativamente 69.000 individui di Tegenaria domestica e più di 42.000 di Prinerigone vagans.

Questo rappresenta il primo caso documentato di formazione coloniale per entrambe le specie di ragni, solitamente caratterizzate da comportamento solitario.

La Straordinaria Scoperta

“Riportiamo la scoperta e l’analisi dettagliata di uno straordinario assemblaggio coloniale di ragni nella Grotta dello Zolfo, un ecosistema sulfidico chemoautotrofico situato al confine tra Albania e Grecia.

La colonia, che comprende un numero stimato di 69.000 individui di Tegenaria domestica (Agelenidae) e oltre 42.000 di Prinerigone vagans (Linyphiidae), si estende su una superficie superiore a 100 m²—rappresentando il primo caso documentato di formazione di ragnatele coloniali in queste specie.

Le analisi degli isotopi stabili (?¹³C e ?¹?N) hanno rivelato che la rete trofica che sostiene questo assemblaggio è alimentata dalla produzione primaria in situ di biofilm microbici ossidatori di zolfo, quindi trasferita attraverso larve e adulti di chironomidi ai livelli trofici superiori.

Dati morfologici e molecolari hanno confermato l’identità delle due specie di ragni e hanno rivelato che le loro popolazioni nella Grotta dello Zolfo sono geneticamente distinte da altre popolazioni.

Per quanto riguarda T. domestica, abbiamo riscontrato un andamento stagionale della fecondità, con ovature significativamente più grandi all’inizio dell’estate.

L’analisi del microbioma di questa specie ha inoltre evidenziato una minore diversità di Shannon nella popolazione di grotta rispetto a un individuo di superficie catturato nelle vicinanze.

I nostri risultati svelano un caso unico di colonialità facoltativa in questo ragno cosmopolita, probabilmente guidata dall’abbondanza di risorse in una grotta chemoautotrofica, e forniscono nuove prospettive sull’adattamento e sull’integrazione trofica di specie di superficie in habitat sotterranei sulfidici.”

Fonti
[1] An extraordinary colonial spider community in Sulfur Cave (Albania … https://subtbiol.pensoft.net/article/162344/
[2] Sulfur cave spiders build an arachnid megacity and … – Phys.org https://phys.org/news/2025-11-sulfur-cave-spiders-arachnid-megacity.html
[3] World’s largest spiderweb hosting over 111,000 arachnids discovered https://interestingengineering.com/science/worlds-biggest-spiderweb-found
[4] World’s biggest spiderweb discovered inside ‘Sulfur Cave’ with … https://www.livescience.com/animals/spiders/worlds-biggest-spiderweb-discovered-inside-sulfur-cave-with-111-000-arachnids-living-in-pitch-black

L’esplorazione speleologica che ha portato alla scoperta della megacolonia

Nel 2022, ricercatori del Czech Speleological Society stavano conducendo un’indagine sistematica sulla fauna selvatica presente nelle grotte della regione.

Durante l’esplorazione della grotta di zolfo, l’equipe ha rinvenuto questa straordinaria struttura e ha subito informato la comunità scientifica internazionale.

Nel corso dei mesi seguenti, altri scienziati hanno effettuato numerose visite al sito per raccogliere dati dettagliati su questa comunità di ragni eccezionale.

L’identificazione delle due specie è stata confermata attraverso analisi del DNA e studi morfologici approfonditi.

Per stimare le dimensioni della colonia, gli autori dello studio hanno contato le singole tele a imbuto in sezioni casuali e hanno estrapolato la densità sulla base dei dati raccolti.

Misurando la lunghezza e la larghezza della sezione murale coperta di ragnatela, hanno calcolato una superficie totale di 106 metri quadrati. Lo studio è stato pubblicato nella rivista Subterranean Biology nel 2025.

Il ruolo dei batteri chemioautotrofi nell’ecosistema della grotta di zolfo

Le grotte ricche di zolfo rappresentano ambienti sotterranei particolari e ostili, caratterizzati dall’assenza di luce solare e da elevate concentrazioni di gas solfuro di idrogeno tossico.

I ricercatori hanno condotto analisi degli isotopi stabili, un metodo consolidato in ecologia per mappare le reti trofiche, al fine di comprendere le fonti alimentari della colonia di ragni.

I risultati hanno rivelato un aspetto fondamentale: i ragni non si nutrono di insetti provenienti dall’esterno della cavità. Invece, l’intera catena alimentare è alimentata dai batteri chemioautotrofi che prosperano nel sistema della grotta e sono consumati da minuscoli moscerini nonché dittero Chironomidae che si schiudono dall’acqua.

Questi piccoli insetti vengono facilmente catturati nella tela, fornendo una fonte di cibo abbondante e continua.

Questo meccanismo di approvvigionamento stabile ha dimostrato di essere decisivo per la formazione del comportamento coloniale.

L’isolamento genetico come fattore evolutivo nei ragni della caverna

Un’altra scoperta significativa ha riguardato le caratteristiche genetiche delle popolazioni di ragni presenti nella grotta di zolfo.

I ragni che vivono all’interno della grotta sono geneticamente distinti rispetto ai rappresentanti della stessa specie che vivono appena all’esterno dell’ingresso.

Questo indica che le popolazioni stanno subendo un processo di isolamento genetico mentre si adattano all’ambiente unico della grotta.

Gli esperti hanno concluso che la combinazione di isolamento genetico e abbondanza di risorse alimentari rappresenta il fattore primario che ha permesso a questi ragni, normalmente solitari, di sviluppare il comportamento coloniale.

La plasticità comportamentale osservata nelle due specie costituisce un esempio affascinante di come organismi superficiali possono adattarsi radicalmente a ecosistemi sotterranei estremi.

L’importanza scientifica della comunità di ragni coloniale

I ricercatori hanno analizzato il microbioma della Tegenaria domestica raccolta nella grotta.

Le analisi hanno evidenziato una diversità di Shannon inferiore nella popolazione cavernicola rispetto a un individuo di superficie catturato nelle vicinanze.

Questo suggerisce che l’ambiente confinato della grotta sta influenzando anche la composizione microbica degli stessi ragni.

Inoltre, gli scienziati hanno documentato un pattern stagionale nella fecondità della specie Tegenaria domestica, con ammassi di uova significativamente più grandi nei primi mesi dell’estate.

Questi dati forniscono preziose informazioni sulle dinamiche biologiche delle popolazioni in ambienti sotterranei ipogei.

Le caratteristiche degli ecosistemi chemioautotrofi nelle cavità carsiche

L’ecosistema basato sulla chemioautotrofia rappresenta un modo completamente diverso di funzionamento biologico rispetto ai sistemi superficiali.

Nelle cavità naturali come la grotta di zolfo, i batteri ossidanti lo zolfo costituiscono la base della catena alimentare.

Questi microrganismi utilizzano composti chimici piuttosto che la luce solare per generare energia, creando una rete trofica indipendente dai flussi energetici esterni.

La struttura tridimensionale della grande tela ragnatela ha permesso ai ragni di massimizzare la cattura dei moscerini chironomidi.

La configurazione multilayered della rete fornisce una vasta superficie per la cattura di prede, permettendo ai ragni di posizionarsi strategicamente in diversi livelli della struttura.

Lo studio e le implicazioni per la speleobiologia moderna

I dati raccolti nella grotta di zolfo forniscono informazioni rivoluzionarie sulla capacità di adattamento delle specie epigee agli ambienti sotterranei più estremi.

Il comportamento coloniale facoltativo osservato rappresenta un esempio tangibile di come le pressioni ambientali possono modificare significativamente i pattern biologici consolidati.

La ricerca ha svelato un caso unico di coloniality facoltativa in questo ragno cosmopolita, probabilmente guidata dall’abbondanza di risorse in una caverna chemioautotrofica.

I risultati forniscono nuove prospettive sulla integrazione trofica e sull’adattamento delle specie di superficie negli habitat sotterranei solforosi.

Le scoperte condotte nella grotta di zolfo contribuiscono alla comprensione più ampia dei processi evolutivi che governano le comunità biologiche nei microhabitat ipogei isolati.

Il lavoro rappresenta un contributo significativo al campo della biospeleologia, dimostrando che anche le cavità sotterranee apparentemente inospitali possono ospitare comunità biologiche complesse e straordinariamente adattate.

La ricerca continua in questi ambienti promette di rivelare ulteriori adattamenti e strategie biologiche che gli organismi sviluppano per prosperare negli ecosistemi più remoti del nostro pianeta.

Fonte:

An extraordinary colonial spider community in Sulfur Cave (Albania/Greece) sustained by chemoautotrophy*

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István Urák, Blerina Vrenozi, Zofia G??biak, Ninon Lecoquierre, Cord Eiberger, Mark Maraun, Andrei ?tefan, Jean-François Flot, Traian Brad, Luisa Dainelli, Serban M. Sarbu, Raluca I. B?ncil?

https://subtbiol.pensoft.net/article/162344/