Quest’anno son stato per qualche giorno in Alburni al campo degli anconetani.
Ma ovunque andavi trovavi speleo, data la presenza anche di martinesi, napoletani e pugliesi.
Difficile descrivere sia i fatti che soprattutto le emozioni.
Già il posto è incredibile, non fosse per certe modernità lo associerei alla foresta di Sherwood e la compagnia alla brigata di Robin Hood.

Vari obbiettivi, grazie alla collaborazione fra i vari gruppi, dalle prove di tracciamento con prelievo regolare di campioni in risorgenza alla rivisitazione di cavità “dimenticate” da anni all’ immersione in sifoni terminali da parte del “solito” Luca Pedrali.

Domenica si va alla Grava del Serrone il cui primo sifone (di oltre 160 m) è stato superato l’anno scorso.
Il tentativo di discesa in grotta per passare il secondo, effettuato in aprile, è andato a vuoto causa il torrente d’acqua che veniva assorbito dalla grotta.
Questa sembrava l’occasione giusta ma la torbidità dell’acqua ha sconsigliato il passaggio, seguire la sagola poteva esser fattibile (per Luca..)ma immergersi nel sifone successivo a visibilità 0 non era il caso.
Quindi si rinuncia ancora ma la grotta non si muove e torneremo.
Lunedì giornata di sole e riposo alle cascate della sorgente dell’Auso, in cui si approfitta per lavarsi e lavare gli attrezzi…
Il martedì è la volta del Falco.
http://it.paperblog.com/esplorazione-alburni-il-falco-va-2295093/
I 2 sifoni (rispettivamente di 50 e 30 m) in questo caso son già stati superati da Luca che ha descritto la continuità di grandi ambienti oltre l’ostacolo.
Passar di là con un mago dell’arrampicata come Astigo poteva essere risolutivo per valutare possibili altri ingressi, invece lasciando a ognuno la propria specialità, l’unico a ripassare i sifoni è Luca che però torna con un rilevato di oltre 500 m, aggiungendone quindi un centinaio all’esplorazione precedente.
Ora si lavorerà sui dati, cercando dall’alto eventuali accessi.
Mercoledì, prima della puntata all’Auso, giretto tranquillo alla grotta di Frà Gentile, caratterizzata da un profondo meandro-canyon iniziale, in cui si stanno effettuando sia risalite che disostruzioni nella frana finale.
Giovedì, mentre c’è chi scende un pozzo da 50 in cui era stata riferita la presenza di un sifone senza trovarlo, visito la Grava delle Ossa, al cui fondo viene trovato un promettente passaggio.
Venerdì è ferragosto, e all’Auso c’è la ressa tra turisti, speleo e gitanti e la giornata passa nell’ozio.
Sabato siamo in 3 per il fondo della Grava dei piani 3 di S. Maria, superate le prime 2 vasche del collettore risaliamo nel meandro fangoso e avanziamo cercando di superarlo.
Riusciamo ad attrezzarlo per una ventina di metri ma i tempi ci impongono di tornare indietro, il meandro continua e il fango pure, sarà lavoro da continuare.
La domenica il rientro già pensando a quando sarà la prossima volta.
Grazie a tutti

relax
alcune tende
selfie

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