Una nuova dolina di crollo va ad aggiungersi al patrimonio carsico della Regione Puglia, e di Nardò in particolare, col numero di Catasto PU/LE 1809.

La Spunnulata della Pajara, finora ufficialmente non censita e non esplorata, si trova in proprietà privata, a circa 400 metri dalla più famosa Palude del Capitano, e si presenta con un incantevole laghetto, che costituisce la zona subaerea, ed una suggestiva parte sommersa, caratterizzata da un’ampia caverna.
In quest’ultima porzione subacquea, l’azione cariogena delle acque sotterranee è visibile in modo spettacolare, tanto appare tormentata e scolpita la roccia.

Dalle immagini riprese dalle telecamere degli speleosub del Centro di Speleologia Sottomarina Apogon, che hanno effettuato l’esplorazione, la documentazione video e topografica e l’accatastamento della spunnulata, si evince chiaramente, tra le altre, l’incoerenza del corpo carbonatico. Nel filmato si notano le spettrali morfologie della grotta sommersa e l’incessante (ed allarmante) “grandinata” di pietrame e sassi, anche di non trascurabile dimensione e peso. Sono bastate le bolle d’aria emesse dagli autorespiratori degli speleosub per provocare il distacco dalla volta dell’ipogeo sommerso di vere e proprie frane di pietrame e blocchi di roccia.

Vedendo queste immagini e considerando che la Spunnulata della Pajara si trova poche centinaia di metri più a Sud della Sarparea, con una situazione geologica pressoché uguale, non si può fare a meno di chiedersi come sarà possibile realizzare un villaggio turistico su un terreno così incoerente, fortemente carsificato e ricco di corsi d’acqua sotterranei.

Le indagini proseguiranno, sotto la direzione scientifica del prof. Genuario Belmonte, dell’Università del Salento, per lo studio della fauna ipogea avvistata nel corso dell’esplorazione.

Notizia di Raffaele Onorato

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