Tra le più grandi città rupestri d’Italia, un palinsesto millenario scavato nel tufo attende escursionisti e speleologi nel cuore della Maremma

Nel cuore dei boschi di cerro della Maremma, nascosta tra le pieghe della valle del fiume Lente, Vitozza è un sito unico nel panorama archeospeleologico italiano. Con oltre duecento cavità scavate nel tufo, castelli dimenticati, chiese rupestri e una necropoli etrusca trasformata in case e stalle, l”antico insediamento rupestre racconta una continuità di vita che va dalla protostoria al XIX secolo

Uno studio pubblicato sulla rivista Opera Ipogea dalla Società Speleologica Italiana, a firma dell’archeologa Carmela Crescenzi, riaccende i riflettori su unsito straordinario nel territorio di Sorano (GR), confermando Vitozza non solo come meta affascinante per viaggiatori curiosi, ma anche come laboratorio scientifico per archeologi e speleologi.

foto da Andrea Scatolini

Cinque motivi per cui Vitozza è un unicum ipogeo

  1. La città delle 200 grotte
    Abitazioni, stalle, magazzini, depositi: ogni cavità presenta soluzioni abitative differenti, con mangiatoie scavate nella roccia, scale interne e incassi per travi. Un modello di adattamento architettonico rupestre su scala vastissima.
  2. I columbaria medievali
    Le pareti tufacee ospitano spettacolari colombari con migliaia di nicchie per l’allevamento dei piccioni: carne, guano e una precoce forma di “allevamento verticale” testimoniata in pochi altri siti europei.
  3. Un villaggio abbandonato solo “ieri”
    Contrariamente ad altri centri rupestri abbandonati in epoca rinascimentale, Vitozza ha mantenuto la sua vitalità fino al XIX secolo. Oggi appare come un “borgo fantasma” sospeso nel tempo.
  4. Fortificazioni e luoghi di culto
    Tra le rovine spiccano il castello Aldobrandesco, un secondo complesso fortificato e almeno tre chiese rupestri, tra cui la “Chiesaccia”. Segni di una comunità strutturata e stabile.
  5. Cunicoli e misteri
    Le leggende locali parlano di cunicoli segreti che collegherebbero Vitozz a Sorano o San Quirico. Forse mito, forse realtà: ma l’aura di mistero che aleggia nel sottosuolo resta innegabile.

Percorso tra archeologia e natura

Ogni passo è un viaggio nella stratificazione storica del paesaggio umano.

Vitozza si raggiunge facilmente in auto da Grosseto, Siena o Roma: anche questo la rende una meta ideale per un fine settimana di esplorazione lenta, da dividersi tra speleologia, archeologia e cammini nella storia.

Fontie: Stile Arte – https://stilearte.it/esplorano-i-cunicoli-di-vitozza-la-citta-di-pietra-con-200-grotte-colombari-leggendari-etruschi-e-fantasmi-le-5-cose-piu-curiose-unidea-per-il-fine-settimana-quanto-ci-si-impiega-in-auto – , che cita uno studio pubblicato su Opera Ipogea, rivista della Società Speleologica Italiana ETS

“due necropoli, vie cave e centinaia di grotte, cave in sotterraneo, abitazioni e stalle rupestri” e non solo – da Andrea Scatolini

Il sito è oggi visitabile grazie al Parco Archeologico “Città del Tufo”. I sentieri attraversano querce, castagni e felci, guidando i visitatori tra grotte abitate per secoli e testimonianze rupestri di straordinaria rilevanza.

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