Identificata nel cuore della città marchigiana l’unica architettura confermata del grande teorico romano. Una scoperta straordinaria che interroga il futuro del patrimonio archeologico urbano
Un messaggio del Ministero della Cultura conferma l’importante ritrovamento
A Fano, sotto piazza Andrea Costa, sono emersi i resti della basilica descritta da Marco Vitruvio Pollione nel De Architectura, l’unico edificio al mondo oggi attribuibile con certezza al celebre architetto romano. La conferma è arrivata nel gennaio 2026, dopo campagne di scavo che hanno restituito fondazioni, colonne, proporzioni e orientamento corrispondenti in modo impressionante al testo vitruviano.
Si tratta di una scoperta che colpisce per la sua portata culturale, archeologica e simbolica. Al di là della grande importanza del ritrovamento, siamo davanti a un ponte tra la teoria e la materia, tra il racconto e la pietra, che ci restituisce un frammento tangibile dell’architettura romana così come concepita nel suo momento più alto.
I resti finora rinvenuti comprendono colonnati, muri perimetrali, basamenti e livelli pavimentali che permettono di ricostruire con precisione la pianta dell’edificio. Ma se la scoperta genera entusiasmo, impone anche responsabilità.
Siamo di fronte a un banco di prova importante per la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico urbano. Dopo la felicità dell’annuncio, si apre la fase più delicata: quella in cui la scienza del passato incontra le esigenze del presente. La vera sfida sarà infatti quella di integrare questo sito nella vita della città, evitando che diventi un frammento isolato o musealizzato a sé, ma anche senza sottrarlo alla visibilità e alla narrazione pubblica.
L’Italia delle meraviglie, come spesso la definiamo con orgoglio, ha un’eredità da proteggere, ma anche una forza generativa da cui trarre motivazione per lo studio, la ricerca, la scoperta.
La basilica, emersa dopo duemila anni, può parlare alle nuove generazioni non con retorica, ma con un invito concreto: cercare, studiare, anche “a mani nude”, leggere, osservare.
Scavare insomma, nel senso più ampio del termine.
Chi era Vitruvio?
Marco Vitruvio Pollione era un architetto e ingegnere romano attivo nel I secolo a.C. Vissutoal tempo di Cesare e Augusto, ci ha lasciato un’opera unica nel suo genere: il De Architectura, in dieci libri. È il più antico trattato completo di architettura a noi pervenuto, e tratta non solo di costruzione, ma anche di urbanistica, materiali, proporzioni e ingegneria civile e militare.
Nel Libro V, Capitolo I, Vitruvio descriveva una basilica da lui stesso progettata a Fanum Fortunae (l’antica Fano). Ne illustrava la pianta rettangolare, la disposizione dei colonnati, le proporzioni tra lunghezza e larghezza, e persino il rapporto con il foro cittadino. Il testo è sorprendentemente preciso, tanto che oggi ha permesso il confronto diretto con i resti archeologici appena scoperti.
Progetti e idee
Paolo Clini, docente dell’Università Politecnica delle Marche, da 30 anni studioso di Vitruvio e della Basilica, fondatore del Centro studi Vitruviani, nel 2013 aveva ipotizzato per primo che la Basilica potesse trovarsi proprio dove 3 stata trovata.
Ora sono in arrivo finanziamenti regionali e ministeriali per la trasformazione dell’area di piazza Andrea Costa e si studia come valorizzare questo patrimonio inestimabile, “il più grande monumento della nostra civiltà“, lo definisce Clini.
Foto: Cesare Cesariano: Rekonstruktion der Basilika von Fano nach Vitruvius – Wikipedia – licenza libera