Tre giorni di studi, esplorazioni e confronto sulle cavità artificiali a Urbino 2026: il X Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali lancia la call for abstract per speleologi e ricercatori.

X Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali – Urbino 2026

Dal 15 al 17 maggio 2026 Urbino tornerà capitale della speleologia in cavità artificiali. Nelle sale dell’ex Collegio Raffaello si svolgerà il X Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali, promosso dalla Società Speleologica Italiana (SSI) e organizzato dal Gruppo Speleologico Urbinate (GSU) in collaborazione con la Commissione Nazionale Cavità Artificiali.

L’edizione 2026 sarà dedicata alla memoria di Vittorio Castellani, nel ventennale della scomparsa: astrofisico, speleologo e archeologo, presidente della SSI dal 1979 al 1987 e figura chiave per lo sviluppo della ricerca sulle cavità artificiali in Italia e nel Mediterraneo. Il convegno ne ricorderà l’impegno scientifico e associativo, dalla promozione della Commissione Cavità Artificiali alla direzione del comitato scientifico della rivista Opera Ipogea.[1][2][3]

La tre giorni urbinate sarà un momento di confronto tra speleologi, archeologi, geologi, ingegneri, storici e amministratori, con sessioni dedicate alle diverse tipologie di opere ipogee – acquedotti storici, miniere, rifugi bellici, sistemi di difesa, reti idrauliche urbane, strutture di culto e funerariche – e alla loro tutela, gestione e valorizzazione.

Call for abstract

La SSI invita socie, soci e tutti gli studiosi del patrimonio ipogeo artificiale a contribuire con comunicazioni inedite. Sono richiesti:

  • Abstract estesi fino a 8.000 caratteri (spazi e bibliografia inclusi)
  • Fino a 3 figure complessive (foto e/o rilievi topografici) in scala di grigi, non conteggiate nei caratteri
  • Impaginazione secondo il facsimile fornito dagli organizzatori
  • Scadenza invio: 15 aprile 2026
  • Indirizzo e?mail per l’invio: gsurbino@gmail.com

Gli abstract selezionati confluiranno nel programma scientifico del convegno e, come nelle precedenti edizioni, potranno essere raccolti negli atti pubblicati in collaborazione con Opera Ipogea, la rivista della Commissione Nazionale Cavità Artificiali della SSI.[4][5]


Approfondimento: perché il X Convegno di Urbino è un appuntamento chiave

1. Una serie di incontri che ha cambiato il modo di fare speleologia

I Convegni Nazionali di Speleologia in Cavità Artificiali nascono all’interno della Società Speleologica Italiana per dare spazio a un settore a lungo considerato “minore” rispetto alla speleologia in cavità naturali. Già con le edizioni di Napoli (VI Convegno, 2008) e Ragusa, la comunità speleologica ha iniziato a riconoscere il valore scientifico e culturale delle opere ipogee artificiali, spesso legate alla storia urbana, militare e produttiva del territorio.[5][6]

L’ultima edizione, il IX Convegno di Palermo (2020), ha consolidato questo percorso, dedicando particolare attenzione alle opere idrauliche antiche e ai sistemi di raccolta delle acque meteoriche, in sintonia con gli obiettivi dell’Agenda 2030 sull’accesso all’acqua. Il convegno di Palermo ha confermato il ruolo delle ricerche speleologiche italiane come riferimento internazionale per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio ipogeo storico?archeologico.[7][4]

In questo quadro, il X Convegno di Urbino rappresenta una tappa simbolica: chiude idealmente il primo ciclo di dieci edizioni e, al tempo stesso, rilancia il tema delle cavità artificiali in un momento di forte attenzione alla tutela dei beni culturali sotterranei e alla gestione del rischio nei contesti urbani.

2. Cosa si intende per “cavità artificiali” e perché interessano agli speleologi

Per gli speleologi italiani, cavità artificiale è qualsiasi ambiente sotterraneo ottenuto dall’uomo asportando roccia o terreno: miniere, cave, acquedotti, canali, cisterne, ghiacciaie, cripte, catacombe, cantine, tunnel stradali e ferroviari, fortificazioni, rifugi antiaerei, bunker e molte altre tipologie.[8][9]

La classificazione comunemente adottata distingue, tra le altre, opere:

  • Di estrazione: cave e miniere, spesso oggi abbandonate, che conservano tracce delle tecniche estrattive e delle condizioni di lavoro.
  • Idrauliche: acquedotti storici, condotte, fognature, cisterne e sistemi di drenaggio delle acque meteoriche, centrali per la storia urbana e la gestione del rischio idraulico.[9][7]
  • Di culto e funerarie: catacombe, cripte, eremi rupestri, sepolture ipogee.
  • Civili: cantine, ambienti di servizio, vie sotterranee, strutture di stoccaggio.
  • Militari: gallerie di mina, forti, trincee, rifugi in roccia o in calcestruzzo armato.[8]

Le esplorazioni in questi ambienti richiedono competenze speleologiche classiche (progressione, sicurezza, rilievo), ma anche capacità di lettura storica, archeologica e tecnica delle opere. Negli ultimi decenni, l’interesse per la speleologia in cavità artificiali è cresciuto, passando da attività percepite come “di serie B” – come testimoniano le prime esperienze di speleologia urbana a Trieste negli anni ’80 – a un settore riconosciuto, dotato di Commissione Nazionale Cavità Artificiali e di una rivista scientifica monotematica, Opera Ipogea.[2][4][9]

3. Urbino e il Gruppo Speleologico Urbinate: una tradizione consolidata

La scelta di Urbino non è casuale. Città d’arte, sede universitaria e laboratorio culturale, sorge in un territorio ricco di testimonianze sotterranee e ospita da anni un vivace movimento speleologico. Il Gruppo Speleologico Urbinate (GSU), fondato nel 1999 e affiliato alla SSI, lavora in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale e con la Commissione Nazionale Cavità Artificiali, impegnandosi in attività di ricerca scientifica e didattica in ambito speleologico, speleourbano e minerario.[10]

Secondo una recente ricostruzione giornalistica, il GSU ha alle spalle oltre venticinque anni di attività: undici corsi biennali di introduzione alla speleologia, l’organizzazione del VII Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali nel 2010 e del Simposio internazionale di Speleologia in Cavità Artificiali “Mundus Subterraneus” nel 2016, con più di 500 partecipanti e atti pubblicati su Opera Ipogea. Dal 2022 coordina anche il Nerone Speleo Summer Camp, iniziativa esplorativa e divulgativa che coinvolge decine di speleologi.[11]

Urbino, dunque, non è solo sede logistica, ma vero e proprio polo di competenze nel campo delle cavità artificiali, con progetti di ricerca e pubblicazioni dedicate al tema. Il X Convegno si inserisce in questo tessuto, rafforzando il ruolo della città come centro di studi sul patrimonio ipogeo.[12][10]

4. Vittorio Castellani: un ponte tra astrofisica e mondo sotterraneo

Il convegno 2026 è dedicato a Vittorio Castellani (1937–2006), figura di spicco sia nella comunità astronomica sia in quella speleologica italiana. Professore ordinario in diverse università, presidente della Società Astronomica Italiana e membro dell’Accademia dei Lincei, Castellani ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo dell’astrofisica stellare in Italia, con oltre duecento pubblicazioni scientifiche.[1]

Parallelamente ha svolto una intensa attività speleologica, partecipando a esplorazioni in grotte naturali e in contesti ipogei complessi, anche subacquei, dalla Grotta dell’Orso di Sarteano a Su Bentu in Sardegna, fino alla spedizione internazionale “80 km Bajo Tierra” in Spagna. Dagli anni ’80 ha rivolto sempre più attenzione alle opere ipogee artificiali, in particolare ai sistemi idraulici antichi nel bacino del Mediterraneo e in Asia, portando in questo campo lo stesso rigore metodologico applicato all’astrofisica.[2][1]

Castellani è stato presidente della Società Speleologica Italiana dal 1979 al 1987 e, successivamente, membro della Commissione Nazionale Cavità Artificiali e direttore del comitato scientifico di Opera Ipogea, incoraggiando esplorazioni, pubblicazioni e la crescita di una vera “scuola italiana” di studi sulle cavità artificiali. Dedicare a lui il X Convegno significa riconoscere la continuità fra le sue intuizioni – in particolare l’integrazione tra speleologia, archeologia e storia delle tecniche – e l’approccio interdisciplinare che caratterizza oggi il settore.[3][2]

5. Temi scientifici e prospettive di ricerca

Sulla scia delle edizioni precedenti, il convegno di Urbino offrirà un quadro aggiornato su:

  • Metodi di rilievo e documentazione: dall’uso di tecniche topografiche avanzate alla fotogrammetria e alla modellazione 3D, fondamentali per lo studio e la fruizione virtuale delle cavità artificiali.
  • Analisi storiche e archeologiche: ricostruzione delle fasi costruttive, delle trasformazioni d’uso e del rapporto tra strutture sotterranee e città storica.
  • Aspetti geologici e geotecnici: stabilità degli ambienti scavati, rischio di crolli, interazione con il carsismo naturale, impatti sugli acquiferi.
  • Tutela, gestione e valorizzazione: linee guida per la messa in sicurezza, percorsi di visita, musealizzazione, uso delle cavità artificiali come risorsa culturale e turistica sostenibile.[4][7]

Nel solco di Palermo 2020, particolare attenzione potrà essere dedicata alle opere idrauliche storiche, cruciali sia per la comprensione delle antiche tecniche di gestione delle acque sia per la mitigazione dei rischi nelle città contemporanee (allagamenti, subsidenza, interazione con infrastrutture moderne).[7]

6. Informazioni essenziali per chi vuole partecipare con un contributo

Per preparare un contributo in vista del X Convegno, occorre tenere presenti alcuni punti chiave (in parte già definiti nella circolare):

  • Gli studi presentati devono riguardare cavità artificiali di interesse storico, archeologico, geologico o antropologico, realizzate dall’uomo o riadattate alle proprie necessità, con attenzione alla classificazione per epoca, tecnica costruttiva e destinazione d’uso.
  • Sono benvenuti sia lavori conclusivi sia ricerche in corso, purché l’avanzamento sia sufficiente a proporre dati e interpretazioni originali.
  • Gli abstract estesi (max 8.000 caratteri, spazi e bibliografia inclusi) devono essere corredati da fino a 3 figure complessive ottimizzate in scala di grigi.
  • Il testo va redatto seguendo il facsimile indicato dal comitato organizzatore e inviato entro il 15 aprile 2026 all’indirizzo gsurbino@gmail.com.

Fonti:

https://www.facebook.com/share/p/1GWYZbQ4vG/?mibextid=wwXIfr
[1] Vittorio Castellani (astrofisico) – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Castellani_(astrofisico)
[2] [PDF] Vittorio Castellani Archeologo e speleologo – Opera Ipogea https://www.operaipogea.it/wp-content/uploads/2016/06/1-Bixio-et-al-OI_2016_1_ocr_web.pdf
[3] [PDF] Vittorio Castellani – Opera Ipogea https://www.operaipogea.it/wp-content/uploads/2009/12/1-Ricordo-Vittorio-Castellani-OI-1-2009.pdf
[4] [PDF] IX Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali (Palermo … https://www.operaipogea.it/wp-content/uploads/2020/06/34_Foschi_Monaldi_Pendola_bassa-cmp.pdf
[5] [PDF] Atti VI Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali https://www.fscampania.it/pubb/CA2008/Indice%20Convegno%20Nazionale.pdf
[6] VI Convegno Nazionale Cavità Artificiali – Refresh – Scintilena https://www.scintilena.com/vi-convegno-nazionale-cavita-artificiali-refresh/04/02/
[7] IX Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali – a Palermo, Marzo 2020 – Scintilena https://www.scintilena.com/ix-convegno-nazionale-di-speleologia-in-cavita-artificiali-a-palermo-marzo-2020/08/02/
[8] Speleologia in cavità artificiali – Gruppo Grotte Gallarate https://www.gruppogrottegallarate.it/cavita-artificiali/
[9] Cavita’ Artificiali – SAS – Società Adriatica di Speleologia https://sastrieste.it/index.php/cavita-artificiali/
[10] Gruppo Speleologico Urbinate https://www.gsurbinospeleo.it
[11] Il Gruppo Speleologico Urbinate celebra il primo quarto di secolo https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/il-gruppo-speleologico-urbinate-celebra-il-primo-quarto-di-secolo-945ad667
[12] Cavità Artificiali Archivi – Gruppo Speleologico Urbinate https://www.gsurbinospeleo.it/pubblicazioni/cavita-artificiali/
[15] An Integrated Geophysical and Unmanned Aerial Systems Surveys for Multi-Sensory, Multi-Scale and Multi-Resolution Cave Detection: The Gravaglione Site (Canale di Pirro Polje, Apulia) https://www.mdpi.com/2072-4292/15/15/3820/pdf?version=1690879299
[16] Calendar of events – National and International Congresses and Courses https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3203742/
[17] Evolution of the coastal landscape in eastern Veneto: new data from preventive archaeology; Il parco archeologico di Saturo (Leporano-TA) millenni di storia, decenni di incuria https://fupress.com/redir.ashx?RetUrl=14776.pdf
[18] OPERA IPOGEA http://www.operaipogea.it/wp-content/uploads/2019/03/Castellani_offprintOI2016.pdf
[19] Vittorio Castellani – Egeria Centro Ricerche Sotterranee – Roma https://speleology.wordpress.com/vittorio/
[20] IX Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali ( … https://www.operaipogea.it/wp-content/uploads/2020/06/15_Palumbo_Cristiano_et-al-cmp.pdf