Una mappatura accurata delle cavità idrauliche sotterranee per scoprire la storia nascosta di Frascati

Il prossimo 13 gennaio alle 16.30, nella Sala degli Specchi di Palazzo Marconi, verrà presentato il progetto di ricerca e studio speleologico “Frascati Sotterranea”, diretto dal Centro di ricerche dell’associazione Speleologica Egeria CRS.

Questo interessante progetto è ispirato dal libro di Luigi Devoti “Cisterne del periodo romano nel tuscolano”, pubblicato dall’Associazione Amici di Frascati.

Lo studio si pone l’obiettivo di mappare in maniera analitica le cavità idrauliche sotterranee di Frascati e, contestualmente, anche di riscoprire i rifugi antiaerei utilizzati dai cittadini tuscolani durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’associazione guidata da Carla Galeazzi ha già iniziato le ricerche speleologiche nei mesi scorsi, esplorando il versante est e quello sud del Tuscolo.

Ora l’obiettivo è passare in rassegna il sottosuolo di Frascati per catalogare i vari cunicoli e inserirli nel catasto delle cavità artificiali.

Un obiettivo ambizioso, soprattutto perché molte delle cavità e dei cunicoli ancora da esplorare si trovano all’interno delle proprietà private.

“Sulla scia del progetto di Anagni sotterranea – ci racconta la speleologa dell’associazione Egeria, Alessia Cirioni – lo studio vuole mappare i luoghi che raccontano una storia. Un progetto utile al Comune per sapere in modo più analitico cosa ‘si ha sotto i piedi’. Siamo quindi partiti da Tuscolo per arrivare a Frascati e per quello che attualmente è accessibile abbiamo coperto circa un 30% del suolo. Ci manca ora la parte che si trova all’interno delle proprietà private e che, come è comprensibile, non è facilissimo poter raggiungere. Speriamo che ora, con il patrocinio del Comune di Frascati, questo obiettivo sia più concretizzabile”.

Pensiamo, ad esempio, a Villa Aldobrandini, dove passa un tratto dell’acquedotto e dove finisce un pezzo di cunicolo romano, o la sede della Curia di Frascati, in zona San Rocco, dove sorse il primo nucleo di Frascati e dove sorgeva una villa romana la cui proprietà era attribuita a Lucullo.

Nell’incontro del 13 gennaio, i membri dell’associazione Egeria racconteranno la storia della loro associazione e del lavoro portato avanti ai Castelli Romani fino ad ora.

Illustreranno anche il progetto di Anagni sotterranea per far comprendere alla città di Frascati cosa si potrebbe realizzare. Infine, faranno una panoramica sul Tuscolo e sul lavoro realizzato fino ad oggi.

Un lavoro intenso che condurrà questi studiosi a farsi largo attraverso pozzi o piccole cavità, spesso strisciando, calandosi e aprendosi dei varchi disostruendo dei tratti di percorso.

Luoghi non facilmente accessibili a tutti, ma che in parte e in alcune situazioni particolari, potrebbero essere fruibili anche da turisti e visitatori meno esperti.

“Sarebbe interessante – ha concluso la volontaria – poter rendere fruibili alcuni tratti. Ad esempio, noi insieme alla Federazione Hypogea, due volte l’anno riusciamo a garantire l’apertura straordinaria dell’incile dell’Emissario Albano, una complessa struttura idraulica realizzata all’inizio del IV sec. a.C. per regolamentare il livello del lago. Una straordinaria esperienza che sarebbe bello poter riproporre nella città di Frascati”.

Fonte: https://www.castellinotizie.it/2024/01/03/frascati-sotterranea-il-13-gennaio-la-presentazione-del-progetto-di-studio-speleologico-alla-scoperta-del-mondo-del-sottosuolo/

Un pensiero su “Esplorando il sottosuolo di Frascati: il progetto di studio speleologico “Frascati Sotterranea””
  1. cari amici di Scintilena
    mi chiamo Francesco saverio Santelli .sono nato a Frascati 17 08 38 ed abito a Piacenza da oltre 60 anni.
    pensionato ezx bancario
    Ho letto con viva attenzione il Vs articolo su Frascati.
    il 8 9 43 mi sono salvato miracolosamente dal bombardamento.
    mio zio Gregorio CIAMBOTTI , appena dietro di me mentre stavamo entrando in via Diaz nel rifugio= cantina è stato colpito a morte probabilmente da un colpo di mitraglia dei b17 ameri CANI
    terminato il bombardamento attraverso diverse cantine siamo arrivati sotto un palazzo prospiciente viaSenni ( sotto c è la Stazione )
    siamo usciti da uno squarcio della fondazione arrampicandoci nel cratere della bomba esplosa sulla strada.
    nel percorso iniziale lato via Diaz ho visto diversi tedeschi in una stanzetta laterale tutti esanimi.
    mi sono sempre chiesto come abbiamo fatto ad arrivare sulla strada sopra alla Stazione via Senni ?.
    faccio presente che quella mattina mi sono salvato tre volte
    ENTRANDO INDENNE NEL RIFUGIO MENTRE LO ZIO È MORTO URLANDO DI DOLORE.
    NEL RIFUGIO CHE NON È STATO COLPITO MENTRE LA NS CASA ANGOLO VIA BATTISTI/ PIAZZA S PIETRO È STATA DISTRUTTA.
    NON ANDANDO ALL ASILO DELLE SUORE “CAPPELLONE:, UBICATO DOPO LA PIAZZA DEL MERCATO NELL ASILO SONO MORTI MOLTI DEI MIEI PICCOLI AMICI INSIEME ALLE SUORE
    AUGURANDOVI BUON ANNO. ED APPREZZAMENTO SPERO DI RICEVERE UN VS GRADITO RISCONTRO
    so il nipotote del prof Aristide BUSI eravamo i proprietari dell edificio alle porte di Grottaferrata, sede dell hotel villa Fiorio

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