Venerdì 23 ottobre, alle 20:30, il foyer del Teatro Valle dei Laghi ospita un incontro gratuito sulle spedizioni di La Venta. Un viaggio nella speleologia tra ambienti tropicali, glaciali, vulcanici e desertici, dove esplorazione geografica e ricerca scientifica procedono insieme.
La Venta a Vezzano: incontro gratuito al Teatro Valle dei Laghi
Venerdì 23 ottobre, alle 20:30, il foyer del Teatro Valle dei Laghi, a Vezzano, ospiterà «Esplorazioni ai confini del mondo». L’ingresso sarà gratuito. La serata presenterà i progetti di esplorazione speleologica e ricerca scientifica dell’Associazione La Venta Esplorazioni Geografiche.
Il percorso annunciato attraverserà quattro grandi ambienti: tropicale, glaciale, vulcanico e desertico. Il filo conduttore sarà il lavoro svolto in alcuni dei territori più remoti della Terra. Al centro, le grotte e il loro rapporto con il paesaggio, l’acqua e la storia naturale.
Il Teatro Valle dei Laghi si trova a Vezzano, nel comune di Vallelaghi, in Trentino. È uno spazio culturale che ospita spettacoli, proiezioni e attività rivolte al territorio. La sede dell’incontro sarà il foyer, come indicato nell’annuncio della serata. [web:31][web:43]
La Venta Esplorazioni Geografiche: una storia iniziata nel Chiapas
La Venta è stata fondata nel 1991. Le sue origini sono legate alla prima discesa integrale del canyon del Río La Venta, compiuta in Messico nel gennaio 1990. Sei esploratori percorsero il fiume in dodici giorni, utilizzando due canotti. Il canyon rivelò grandi sistemi sotterranei e testimonianze archeologiche, aprendo un programma di ricerca destinato a proseguire negli anni. [web:8][web:68]
Da quell’esperienza è nata un’attività geografica più ampia. La grotta non viene considerata soltanto come un percorso da esplorare. Diventa una parte del territorio da conoscere attraverso geologia, idrologia, biologia e documentazione. I progetti coinvolgono ricercatori, speleologi e interlocutori locali. [web:9]
Spedizioni La Venta: grotte tropicali, ghiacciai, vulcani e deserti
I quattro ambienti richiamati dall’incontro corrispondono a filoni di ricerca sviluppati dall’associazione in diversi continenti. Nelle Filippine, il progetto Palawan ha approfondito la conoscenza del Puerto Princesa Underground River. In Venezuela, le spedizioni sui tepui hanno esplorato sistemi sotterranei nelle rocce quarzose, tra cui Imawarì Yeutà. [web:36][web:50]
Sui ghiacciai alpini e patagonici, La Venta ha studiato pozzi e gallerie attraversati dalle acque di fusione. In Islanda, il progetto Hraunrásir si è concentrato sui tubi lavici di recente formazione del Fagradalsfjall. Nel deserto di Atacama e nei duomi salini dell’Iran, l’esplorazione ha riguardato cavità scavate nel sale. Sono ambienti differenti, che richiedono strumenti e metodi di lavoro specifici. [web:8][web:25][web:72][web:83]
Questa varietà permette di confrontare processi sotterranei molto diversi. Nelle grotte cambiano le rocce, le temperature e le condizioni di vita. Resta comune la necessità di osservare, misurare e ricostruire l’origine degli ambienti esplorati. [web:9]
Ricerca scientifica La Venta: dalle mappe alla microbiologia
Le spedizioni producono rilievi topografici, modelli tridimensionali, fotografie, filmati e pubblicazioni. Questi materiali documentano luoghi difficili da raggiungere e rendono disponibili informazioni utili alla ricerca. La collaborazione con università ed enti scientifici collega il lavoro esplorativo a domande precise sulla formazione delle grotte e sui loro ecosistemi. [web:9]
Un esempio recente arriva da Imawarì Yeutà. Una ricerca sviluppata durante la spedizione del 2023 ha studiato strutture di silice e attività microbica direttamente in grotta. I risultati, presentati dall’Università di Bologna nel 2026, mostrano anche possibili applicazioni dei metodi impiegati allo studio degli ambienti planetari. [web:44]
La serata di Vezzano porterà al pubblico questo intreccio fra esplorazione e scienza. L’appuntamento resta fissato per venerdì 23 ottobre, alle 20:30, nel foyer del Teatro Valle dei Laghi, con ingresso gratuito.
Relazione di approfondimento: il Team La Venta e le spedizioni nel mondo
La Venta Esplorazioni Geografiche: identità e metodo di lavoro
La Venta è un’associazione italiana dedicata a progetti geografico-speleologici in territori remoti e di difficile accesso. La sua attività unisce esplorazione, ricerca e divulgazione. Nell’intervista pubblicata da MountainBlog nel maggio 2024, il socio Luca Gandolfo descriveva una realtà di circa cinquanta soci italiani, affiancata da una rete di contatti internazionali. Il dato fotografa la consistenza associativa indicata in quella data. [web:9]
Il metodo di lavoro parte dal territorio. Un progetto può nascere dall’osservazione di immagini satellitari, da un invito o dal confronto con speleologi locali. Seguono la costruzione delle collaborazioni, la definizione degli obiettivi scientifici e la ricerca dei finanziamenti. La disponibilità di competenze diverse consente di affrontare problemi che una sola disciplina non potrebbe risolvere. [web:9]
Il rapporto con le comunità locali è una componente del progetto, non un passaggio accessorio. Autorità, abitanti, associazioni speleologiche e ricercatori contribuiscono alla conoscenza dei luoghi e alla realizzazione delle attività. I risultati possono riguardare risorse idriche, testimonianze archeologiche e biodiversità. La loro documentazione accresce la conoscenza del patrimonio territoriale e può sostenerne la tutela. [web:9]
Río La Venta in Messico: il canyon da cui prende nome l’associazione
Il progetto Río La Venta comincia nel 1990, prima della costituzione formale dell’associazione. La discesa integrale del canyon, nel Chiapas, mette in relazione l’esplorazione fluviale con quella sotterranea. Lungo le pareti emergono ingressi di grotte e testimonianze del rapporto storico tra le popolazioni e il paesaggio. [web:66][web:68]
Dopo la prima traversata, una parte importante della ricerca speleologica si concentra sul reticolo idrogeologico della Selva El Ocote. Il problema non è soltanto individuare nuove cavità. È comprendere come le acque attraversino il massiccio e raggiungano il canyon. L’esplorazione dei singoli ambienti diventa così parte della ricostruzione di un sistema territoriale. [web:7]
Il progetto produce anche una documentazione organica. Il volume «Río La Venta, Treasure of Chiapas», pubblicato nel 1999, comprende 319 pagine e un supporto multimediale con filmati e mappe. La scheda bibliografica dell’Association for Mexican Cave Studies segnala la presenza di 150 mappe di grotte. Il numero riguarda la documentazione raccolta nel prodotto editoriale, non il conteggio aggiornato delle cavità dell’intera regione. [web:61]
Questa esperienza definisce un tratto che ricorre nei progetti successivi: collegare l’ambiente sotterraneo alla geografia e alla storia della superficie. La speleologia diventa uno strumento per leggere un territorio nel suo insieme. [web:9][web:61]
Naica e La Venta: ricerca tra i cristalli giganti del Messico
Il progetto Naica riguarda le grotte incontrate nelle profondità dell’omonima miniera, nello Stato messicano di Chihuahua. La Cueva de los Cristales fu scoperta nel 2000 durante i lavori minerari. Il contributo di La Venta si sviluppò dal 2006, con un programma di ricerca e documentazione condotto insieme a partner messicani e istituti scientifici internazionali. [web:18][web:48]
La cavità ospita cristalli di selenite, una varietà di gesso, che superano i dieci metri di lunghezza. L’ambiente presenta temperature prossime ai 50 °C e un’umidità molto elevata. Queste condizioni imposero la progettazione di equipaggiamenti specifici per consentire permanenze operative sufficienti a effettuare osservazioni e misure. [web:18][web:48]
La ricerca non si limitò alle dimensioni dei cristalli. Il programma comprendeva lo studio delle condizioni geochimiche di crescita, il monitoraggio ambientale e l’analisi delle mineralizzazioni. Erano previsti anche rilievi tridimensionali, indagini microbiologiche e verifiche sul rapporto fra le cavità e il giacimento minerario. [web:48]
La conservazione era parte integrante degli obiettivi. Documentare le superfici, valutare la stabilità dei cristalli e controllare gli effetti della presenza umana serviva a conoscere e proteggere un ambiente delicato. Naica va collocata fra i grandi progetti storici dell’associazione: la pagina ufficiale precisa che La Venta non vi conduce campagne da diversi anni e non programma nuove spedizioni nella grotta. [web:48]
Palawan nelle Filippine: il fiume sotterraneo e il massiccio del Saint Paul
Il progetto Palawan si concentra sul Puerto Princesa Underground River e sul massiccio calcareo del Saint Paul. La Venta tornò sull’isola nel 2000 per realizzare un documentario. Dal 2007 riprese un programma di studio ed esplorazione, sostenuto dagli amministratori della città di Puerto Princesa. [web:36]
Le attività ampliarono la conoscenza del sistema sotterraneo e delle aree poste sopra di esso. La scheda ufficiale descrive oltre 32 chilometri di gallerie esplorate nelle campagne riportate. Si tratta del dato riferito a quella fase del progetto, non di una misura presentata come aggiornamento al 2026. [web:36]
Il lavoro interessò grandi gallerie, settori ricchi di concrezioni e cavità attive nelle parti alte del massiccio. Nel 2011 fu raggiunta la vetta del Monte Saint Paul, alta 1.028 metri. La presenza di inghiottitoi e zone di assorbimento aprì nuove prospettive di ricerca lungo la componente verticale del sistema. [web:36]
Palawan mostra perché una spedizione non possa limitarsi al tratto più accessibile di una grotta. Per comprendere un fiume sotterraneo occorre studiare anche le aree che lo alimentano. Le collaborazioni con le università di Firenze e Bologna hanno affiancato all’esplorazione indagini geologiche, mineralogiche e geomorfologiche. [web:36]
Tepui del Venezuela: La Venta e le grotte nelle rocce quarzose
I tepui sono altopiani del settore settentrionale dell’Amazzonia, caratterizzati da pareti elevate e vaste superfici sommitali. Il progetto La Venta riguarda le cavità sviluppate nelle rocce quarzose di questi massicci. Una prima ricognizione sull’Auyán-tepui risale al 1992. Nel 2009 prende avvio una nuova fase scientifica sul Chimantá, seguita dal lavoro sull’Auyán dal 2010. [web:50]
Nel 2013 una spedizione italo-venezuelana, con La Venta e il Teraphosa Exploring Team, individuò il sistema di Imawarì Yeutà. La pagina ufficiale del progetto riporta uno sviluppo complessivo superiore a 25 chilometri. La scoperta consolidò l’interesse per sistemi sotterranei estesi in rocce differenti dai calcari normalmente associati al carsismo. [web:50][web:55]
La ricerca in questi ambienti lega la forma delle gallerie ai processi di alterazione della roccia e al ruolo dei microrganismi. Il lavoro richiede di integrare rilievo, geologia e microbiologia. Le grandi distanze e l’isolamento rendono particolarmente importante la capacità di effettuare analisi sul posto. [web:44]
Durante la spedizione del 2023 fu allestito un campo di ricerca all’interno di Imawarì Yeutà. Furono utilizzati una camera iperspettrale, uno scanner laser tridimensionale e strumenti per individuare l’attività microbica. Il dispositivo MinION consentì di sequenziare DNA direttamente in grotta. [web:44]
Lo studio, pubblicato su «Biogeosciences» e presentato dall’Università di Bologna nel gennaio 2026, riguarda stromatoliti di silice. Sono strutture la cui formazione pone domande sul rapporto fra processi geologici e attività biologica in assenza di luce. I risultati hanno identificato attività microbica e batteri potenzialmente coinvolti nel loro sviluppo. [web:44]
Il confronto con strutture silicee osservate su Marte apre una prospettiva metodologica. Le tecniche validate sulla Terra potrebbero aiutare a studiare ambienti planetari. Questo collegamento riguarda gli strumenti e i criteri di ricerca: non costituisce una dimostrazione dell’esistenza di vita marziana. [web:44]
Colombia: El Peñón, biospeleologia e collaborazione con EspeleoCol
Nel novembre e dicembre 2023 La Venta effettuò una prima spedizione sull’altopiano di El Peñón, nel dipartimento colombiano di Santander. L’area si trova a circa 2.500 metri di quota. La campagna coinvolse sette speleologi italiani, uno svizzero e tre colombiani, in collaborazione con la Federazione Speleologica Colombiana EspeleoCol. [web:9]
L’attività riguardò nuovi ingressi, pozzi nella foresta e settori di cavità già conosciute. I droni contribuirono a individuare un grande portale nelle pareti del Vaje de Panama. Per raggiungerlo furono necessari tre giorni di lavoro in parete. Nell’Hoyo de las Palmas furono rilevate centinaia di metri di nuove gallerie. [web:9]
La ricerca esplorativa si accompagnò alla biospeleologia. Alla spedizione si unì Carlos A. Lasso dell’Istituto Humboldt di Bogotá. Alcune giornate furono dedicate allo studio del pesce cavernicolo Trichomycterus rosablanca, adattato alla vita sotterranea. L’esempio mostra come il rilievo delle grotte e lo studio della fauna possano procedere nello stesso progetto. [web:9]
Chiribiquete in Colombia: archeologia, pareti e fiumi sotterranei
Nel dicembre 2024 una spedizione multidisciplinare operò nel Parco Naturale Nazionale Serranía del Chiribiquete. La missione, guidata dall’antropologo Carlos Castaño Uribe della Fondazione Herencia Ambiental Caribe, ricevette il supporto di sei speleologi di La Venta, fra tecnici e ricercatori. [web:65]
Le attività unirono antropologia, archeologia, geologia e speleologia. Fu raggiunta una parete lunga oltre trecento metri, sulla quale vennero individuati sette murales pittorici e cavità di interstrato. La presenza di testimonianze umane richiese una lettura del paesaggio che comprendesse anche il suo valore culturale. [web:65]
La Venta contribuì inoltre all’esplorazione di una grotta nelle quarzoareniti, attraversata da un fiume sotterraneo. La cavità fu esplorata e topografata per oltre un chilometro. Il risultato documenta il potenziale speleologico del massiccio e il contributo delle tecniche di accesso alle ricerche interdisciplinari. [web:65]
Grotte glaciali La Venta: dalle Alpi alla Patagonia
Le ricerche sul ghiaccio precedono la fondazione dell’associazione. Nel 1985 Giovanni Badino, Tullio Bernabei e altri speleologi iniziarono le esplorazioni sul Gorner, in Svizzera. La Venta diede poi continuità a un programma dedicato ai pozzi e alle gallerie generati dalle acque di fusione. [web:8]
I mulini glaciali sono condotti che trasferiscono l’acqua superficiale verso l’interno del ghiacciaio. La loro esplorazione permette di osservare direttamente una parte del drenaggio interno. Sul Gorner, le prime campagne documentarono pozzi profondi circa 140 metri e cavità con sviluppi orizzontali. [web:8]
La Patagonia ampliò la scala del progetto. Le campagne riportate nella ricostruzione storica comprendono il Perito Moreno nel 1994, il Marconi nel 1995, il Viedma nel 1998 e il Tyndall nel 2000. Il confronto fra ghiacciai diversi consentì di studiare morfologie e dinamiche idrologiche in contesti differenti. [web:8]
Nel 2017 il progetto MaGPat, realizzato con l’associazione francese Spélé’Ice, aggiunse ricerche microbiologiche sui ghiacciai Perito Moreno e Tyndall. Il programma «Inside the Glaciers», ideato nel 2014 da Alessio Romeo e Francesco Sauro, sviluppò ulteriormente il collegamento fra speleologi e ricercatori di più discipline. [web:8]
Nel 2022 il lavoro sul Gorner incluse una scansione tridimensionale dell’interno di un mulino glaciale, con tecnologie LiDAR e collaborazione con Flyability. Il modello consentì di documentare la geometria dei condotti in modo dettagliato. Nel 2025 La Venta partecipò anche al progetto GEMINI in Alaska, dedicato al confronto fra strutture glaciali terrestri e superfici dei satelliti ghiacciati. [web:8]
Islanda e progetto Hraunrásir: esplorare i tubi lavici appena formati
In Islanda, il progetto Hraunrásir riguarda le cavità nate dalle eruzioni del Fagradalsfjall, nella penisola di Reykjanes. Il programma si concentra sulla mineralogia e sulla microbiologia dei tubi lavici di recente formazione. Nel novembre 2022 Francesco Sauro ottenne un finanziamento della National Geographic Society a sostegno della ricerca. [web:25]
La campagna annunciata nel maggio 2023 rappresentava il quarto ritorno del team nell’area. Le condizioni operative richiedevano tute alluminizzate e autorespiratori per accedere ai condotti ancora caldi. Il programma prevedeva campionamenti di minerali metastabili e analisi sul posto con un microscopio elettronico SEM Phenom. [web:25]
L’interesse scientifico riguarda anche la rapidità dei cambiamenti. Studiare ambienti di recente formazione consente di documentare fasi iniziali che possono modificarsi durante il raffreddamento. Per questo il progetto ha collegato esplorazione e strumentazione da laboratorio direttamente sul terreno. [web:24][web:25]
La rete di collaborazione comprendeva le università di Bologna e Padova, istituti del CNR e del CSIC, enti scientifici islandesi e l’Università della South Florida. Partecipavano inoltre imprese specializzate in droni e topografia. È un esempio della dimensione internazionale dei programmi La Venta. [web:25]
Atacama e Iran: le spedizioni La Venta nelle grotte di sale
Il lavoro negli ambienti desertici comprende le cavità del deserto di Atacama, in Cile, e quelle dei duomi salini dell’Iran meridionale. In questi territori l’esplorazione riguarda il sale, anziché il calcare. Le spedizioni affrontano quindi paesaggi e materiali con caratteristiche differenti rispetto a molti sistemi carsici europei. [web:9][web:83]
In Atacama, i rilievi geostrutturali, il laser scanner e le analisi mineralogiche vengono impiegati per comprendere la formazione e l’evoluzione delle grotte. Queste indagini possono fornire informazioni geomorfologiche, paleoambientali e paleoclimatiche. I modelli tridimensionali realizzati durante le campagne permettono inoltre di rivedere e studiare gli ambienti documentati. [web:59][web:72]
In Iran, La Venta ha sviluppato ricerche nei diapiri salini, strutture nelle quali il sale risale e forma duomi. La spedizione «Iran Salt Caves 2019» ha riguardato depositi salini la cui origine risale a oltre 500 milioni di anni fa. Il programma si inserisce nel più ampio filone associativo dedicato alle grotte di sale. [web:83][web:9]
Uzbekistan: La Venta e le grotte profonde dell’Asia centrale
Le attività in Uzbekistan hanno radici nel 1989, quando un gruppo italiano partecipò a una spedizione con speleologi sovietici. Sei esploratori, tre italiani e tre russi, raggiunsero il fondo della grotta Boy Bulok dopo una discesa durata 115 ore. Quella esperienza precede la nascita formale di La Venta. [web:71]
Nel 1991 la nuova associazione organizzò una spedizione nella catena del Bai-Sun-Tau. L’obiettivo era cercare cavità nelle parti alte dei rilievi. Alcuni ingressi richiesero discese su pareti calcaree alte fino a cinquecento metri. Il lavoro integrava così tecniche alpinistiche e speleologiche. [web:71]
I risultati furono raccolti nel volume «Grotte e storie dell’Asia Centrale» e in due documentari. Nel 2020 l’associazione presentava ancora l’Uzbekistan come un progetto trentennale. Questa continuità distingue un programma esplorativo da una singola spedizione: ogni campagna costruisce conoscenze e relazioni utili a quelle successive. [web:71][web:21]
Repubblica Democratica del Congo: GeoRes4Dev e il sistema Ngovo-Ngungi
Dal 2024 La Venta contribuisce al progetto GeoRes4Dev nella Repubblica Democratica del Congo. Il programma coinvolge il Museo Reale Belga dell’Africa Centrale e il Centro di Ricerche Geologiche e Mineralogiche di Kinshasa. Il contributo associativo riguarda supporto tecnico, esplorazione e documentazione. [web:11][web:81]
Le campagne del 2023 e del 2024 avevano rivisto e mappato circa venti chilometri nelle principali cavità dell’area di Mbanza Ngungu. Il dato è cumulativo e riguarda più grotte. Il sistema Ngovo-Ngungi, invece, aveva raggiunto circa dieci chilometri grazie alle connessioni realizzate nel 2024. Sono due misure diverse, che descrivono rispettivamente il lavoro nell’area e lo sviluppo di un singolo sistema. [web:81]
La spedizione tra giugno e luglio 2025 ha prodotto documentazione fotografica e video delle cavità maggiori. Negli ultimi giorni, il team ha esplorato due nuovi rami del sistema Ngovo-Ngungi, dopo la risalita di un pozzo con cascata. Sono stati rilevati oltre settecento metri di nuovi ambienti. [web:76]
I rami comprendevano gallerie attive, sale di crollo, tratti fossili e un pozzo affacciato su un lago. Il lavoro ha lasciato ulteriori fronti esplorativi. Nel quadro di GeoRes4Dev, la conoscenza delle cavità si collega anche allo sviluppo delle competenze locali e alla valorizzazione del patrimonio geologico. [web:76][web:11]
Documentazione La Venta e tutela del patrimonio sotterraneo
La documentazione è il punto di incontro fra le diverse spedizioni. Rilievi, modelli tridimensionali, immagini e pubblicazioni trasformano l’esperienza sul campo in materiali consultabili. La divulgazione porta all’esterno informazioni su luoghi che restano difficili da raggiungere. [web:9]
Il percorso editoriale comprende libri come «Río La Venta, Treasure of Chiapas», «Grotte e storie dell’Asia Centrale» e «Grotte di cielo». Quest’ultimo, pubblicato nel 2004 e curato da Giovanni Badino, Antonio De Vivo e Leonardo Piccini, raccolse i risultati di vent’anni di ricerche sulle cavità glaciali. [web:61][web:71][web:8]
La tutela attraversa questo lavoro. La fragilità degli ambienti sotterranei richiede attenzione agli effetti dell’esplorazione e della frequentazione. I materiali didattici della Società Speleologica Italiana richiamano la necessità di limitare le modifiche alle grotte e migliorare tecniche e attrezzature per ridurne l’impatto. [file:1]
Nell’attività di La Venta, conoscere un ambiente significa anche produrre elementi utili alla sua protezione. Dalle ricerche sui cristalli di Naica alle collaborazioni nelle aree tropicali, esplorazione, scienza e conservazione costituiscono parti collegate dello stesso programma geografico. [web:48][web:9]
Fonti online consultate
Le informazioni su data, orario, ingresso gratuito e svolgimento della serata nel foyer provengono dall’annuncio fornito per la redazione dell’articolo.
- Trentino Cultura, «Teatro Valle dei Laghi di Vezzano».
https://www.cultura.trentino.it/Luoghi/Tutti-i-luoghi-della-cultura/Teatri-e-sale/Teatro-Valle-dei-Laghi-di-Vezzano - Trentino Spettacoli, «Vallelaghi – Teatro Valle dei Laghi».
https://www.trentinospettacoli.it/luoghi/vallelaghi-teatro-valle-dei-laghi/ - MountainBlog, intervista a Luca Gandolfo su La Venta e le nuove frontiere dell’esplorazione, 23 maggio 2024.
https://www.mountainblog.it/redazionale/luca-gandolfo-la-venta-e-le-nuove-frontiere-dellesplorazione-intervista-di-roccati/ - Scintilena, «Il progetto Rio La Venta».
https://www.scintilena.com/il-progetto-rio-la-venta/09/17/ - La Venta, progetto Río La Venta.
https://laventa.it/en/rio-la-venta - Association for Mexican Cave Studies, scheda del volume «Río La Venta, Treasure of Chiapas».
https://www.mexicancaves.org/other/laventa.htm - La Venta, progetto Naica.
https://www.laventa.it/en/naica - PlanetMountain, «La Grotta dei Cristalli, la scoperta del tesoro di Naica».
https://www.planetmountain.com/it/notizie/ambiente/la-grotta-dei-cristalli-la-scoperta-del-tesoro-di-naica.html - La Venta, progetto Palawan.
https://www.laventa.it/it/palawan - La Venta, progetto Tepui.
https://www.laventa.it/en/tepui - Università di Bologna, «From Venezuelan Caves to Rocks on Mars: A New Method for Studying Extreme Environments», 7 gennaio 2026.
https://magazine.unibo.it/en/articles/from-venezuelan-caves-to-rocks-on-mars-a-new-method-for-studying-extreme-environments - La Venta, «Chiribiquete, una spedizione multidisciplinare nella Maloka cosmica dell’uomo giaguaro», 21 gennaio 2025.
https://www.laventa.it/it/blog/726-colombia-chiribiquete-una-spedizione-multidisciplinare-nella-maloka-cosmica-dell-uomo-giaguaro - Scintilena, «La Venta e i ghiacciai: come un’associazione italiana è diventata riferimento mondiale nella speleologia glaciale», 2 maggio 2026.
https://www.scintilena.com/la-venta-e-i-ghiacciai-come-unassociazione-italiana-e-diventata-riferimento-mondiale-nella-speleologia-glaciale/05/02/ - La Venta, «Di nuovo in Islanda per il progetto Hraunrásir», 23 maggio 2023.
https://www.laventa.it/it/blog/719-di-nuovo-in-islanda-per-il-progetto-hraunrasir - Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna, «Le grotte di sale del deserto di Atacama raccontano».
https://sma.unibo.it/it/agenda/le-grotte-di-sale-del-deserto-di-atacama-raccontano-conferenza - La Venta, «Atacama salt caves in 3D».
https://www.laventa.it/it/blog/684-atacama-salt-caves-in-3d - La Venta, «Rientrata la spedizione Iran Salt Caves 2019», 1 marzo 2019.
https://www.laventa.it/it/blog/681-rientrata-la-spedizione-iran-salt-caves-2019 - La Venta, progetto Samarcanda.
https://www.laventa.it/en/samarcanda - La Venta, «Parole dal buio. Esplorazioni e storie in mondi lontani – Uzbekistan».
https://www.laventa.it/it/blog/695-parole-dal-buio-esplorazioni-e-storie-in-mondi-lontani-uzbekistan-grotte-e-storie-dell-asia-centrale-2 - La Venta, «GeoRes4Dev project – Democratic Republic of Congo expedition 2025», 18 giugno 2025.
https://www.laventa.it/it/blog/739-geores4dev-project-democratic-republic-of-congo-expedition-2025 - La Venta, «DRC 2025 – Ultimi giorni di esplorazione nell’area di Mbanza Ngungu», 7 luglio 2025.
https://www.laventa.it/it/blog/742-drc-2025-ultimi-giorni-di-esplorazione-nell-area-di-mbanza-ngungu - Scintilena, «Congo su National Geographic Italia: La Venta Esplorazioni Geografiche racconta le grotte più antiche dell’Africa», 11 gennaio 2026.
https://www.scintilena.com/congo-su-national-geographic-italia-la-venta-esplorazioni-geografiche-racconta-le-grotte-piu-antiche-dellafrica/01/11/
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