Dal 1° al 10 agosto nel Vercors mostre, incontri ed esplorazioni per ricordare l’impresa del 1956. Lanciato anche un appello ai volontari per un progetto sulla tutela delle grotte.

Nel 2026 la speleologia internazionale celebra uno degli anniversari più significativi della sua storia: i 70 anni del primo superamento della quota di -1000 metri di profondità, raggiunto il 10 agosto 1956 nel Gouffre Berger, nel massiccio francese del Vercors.

L’ingresso del Gouffre Berger, nel massiccio del Vercors, primo abisso al mondo a superare i 1.000 metri di profondità (foto: Gilbert Bohec / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)

Scoperto nel 1953 da Joseph Berger, l’abisso divenne rapidamente il simbolo della nuova speleologia esplorativa. In appena tre anni gli speleologi francesi spinsero progressivamente il limite della profondità fino a raggiungere il sifone terminale a -1.122 metri, stabilendo un primato mondiale destinato a cambiare la storia dell’esplorazione sotterranea. Per la prima volta l’uomo superava la barriera dei mille metri in una cavità naturale, dimostrando le straordinarie potenzialità delle tecniche speleologiche allora in piena evoluzione.

Per ricordare quella storica impresa, dal 1° al 10 agosto 2026 il villaggio di Engins, alle porte del Vercors, con Méaudre, ospiterà un ricco programma di iniziative promosso dalla Fédération Française de Spéléologie, dal Comité Spéléologique Régional Auvergne-Rhône-Alpes, dallo Spéléo Grenoblois e dal Comité Départemental de l’Isère.

Per l’occasione è stato predisposto un ricco programma di iniziative: mostre storiche, conferenze, proiezioni, incontri con gli esploratori, attività speleologiche e momenti conviviali. Sono inoltre disponibili magliette celebrative dedicate ai 70 anni del primo “-1000” mondiale, prenotabili in anticipo e ritirabili durante la manifestazione, insieme ad altri materiali ricordo dell’anniversario.

Le celebrazioni guardano però anche al futuro.

In occasione dell’evento è stato infatti rilanciato il progetto internazionale “Wash Your Suit”, che studia l’inquinamento biologico delle grotte causato dal trasporto involontario di microrganismi attraverso tute, calzature e attrezzature speleologiche. Gli organizzatori sono alla ricerca di volontari che partecipino alle attività di campionamento durante le esplorazioni del Berger, contribuendo a una ricerca che punta a migliorare le pratiche di decontaminazione e la tutela degli ecosistemi sotterranei.

A settant’anni dal primo “-1000”, il Gouffre Berger continua così ad essere simbolo dell’esplorazione speleologica mondiale, ma diventa anche laboratorio di ricerca e conservazione, dove la memoria delle grandi imprese si intreccia con le sfide ambientali del presente.

L’ingresso del Gouffre Berger, nel massiccio del Vercors, primo abisso al mondo a superare i 1.000 metri di profondità (foto: Gilbert Bohec / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)

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