Il sistema Delissea raggiunge 70 chilometri di gallerie collegate e percorribili in continuità. L’aggiornamento delle esplorazioni descrive nuovi settori, resti di pipistrelli, depositi di ossa di uccelli estinti e prospettive di ricerca con il LiDAR.
Sistema Delissea: il nuovo bilancio delle esplorazioni alle Hawaii
Il sistema Delissea, sull’isola di Hawai?i, ha raggiunto 190 chilometri di sviluppo rilevato. La rete di grotte laviche si estende sul versante settentrionale del vulcano Hual?lai, nell’area protetta di Pu?u Wa?awa?a. Il dislivello complessivo è di 1.654 metri, fra quote di 2.296 e 642 metri.
Il nuovo bilancio è presentato da Peter Bosted nell’articolo “The Delissea System of Hawai’i Island — The Cave that Won’t Quit”. Il contributo compare nel numero 87 della newsletter della Commissione UIS sulle grotte vulcaniche, datato settembre 2026. La carta generale che accompagna il resoconto è aggiornata ad agosto 2026.
Nel 2024, al simposio internazionale di vulcanospeleologia delle Galápagos, Bosted aveva illustrato una rete di 150 chilometri. Il nuovo aggiornamento porta quindi il totale a 40 chilometri in più. Dal 2008 il progetto ha continuato ad ampliare la documentazione, con almeno dieci chilometri di nuove gallerie rilevate ogni anno secondo il resoconto dell’esploratore.
Grotte laviche di Delissea: 190 chilometri di sistema e 70 in continuità
I 190 chilometri comprendono l’intera rete documentata del sistema Delissea. Al suo interno, 70 chilometri appartengono alla porzione definita “caver contiguous”: gallerie collegate lungo un percorso che uno speleologo può seguire mantenendosi sotto una copertura rocciosa. Questa può essere anche il margine aggettante di un’apertura o di una trincea.
La distinzione è importante per leggere correttamente i dati esplorativi. Lo sviluppo complessivo del sistema e quello della parte percorribile in continuità descrivono due grandezze diverse. Per quest’ultima il dislivello è di 1.254 metri.
Negli ultimi due anni sono stati collegati alla rete continua i settori Bat Sanctuary e Lower Delissea. Ne fanno parte anche Delissea Top, Upper Delissea, Pig Fence, Ambigua, Hapuu e Middle Delissea.
La rete presenta una struttura intrecciata. In alcune aree si affiancano fino a trenta gallerie quasi parallele. Le interruzioni fra i tratti cartografati dipendono da occlusioni laviche, crolli e passaggi ancora da rilevare.
Tubi lavici del vulcano Hual?lai: come nasce una rete sotterranea
Le grotte laviche si formano quando la superficie di una colata si raffredda e solidifica, mentre la lava continua a scorrere all’interno. La crosta crea una copertura che isola il flusso. Quando l’alimentazione termina e il condotto si svuota, può rimanere una galleria sotterranea. Anche le stalattiti laviche possono formarsi mentre la lava è ancora presente nel tubo. [web:19]
Nel sistema Delissea, sovrapposizioni e ramificazioni producono una geometria articolata. Il progetto registra un’inclinazione media di 9,9 gradi, considerata elevata per una grotta vulcanica. Le esplorazioni documentano ambienti ampi, cunicoli bassi, ingressi da crollo e livelli sovrapposti.
Il settore Delissea Top ne offre un esempio. Qui sono stati riconosciuti cinque livelli distinti, distribuiti su circa trenta metri di dislivello.
Pu?u Wa?awa?a e Delissea: dalle piante rare alle prime esplorazioni
La storia del sistema Delissea nasce anche dalla ricerca sulla vegetazione. Nei primi decenni del Novecento, parte della foresta originaria fu eliminata per fare spazio al pascolo. Negli anni Novanta il biologo Jon Giffin studiò ciò che restava dell’ecosistema nativo.
Le piante sopravvivevano soprattutto nei luoghi inaccessibili a bovini, maiali, capre e pecore. Fra questi figuravano gli ingressi ripidi delle grotte e le aperture nella volta, chiamate “puka”. Giffin ne cartografò numerosi e individuò piante rare, fra cui un esemplare vivente di Delissea ritenuto scomparso.
Le aperture divennero così punti di partenza per le esplorazioni sotterranee. Giffin assegnò alle cavità nomi ispirati alle piante locali. Quelle considerate inizialmente grotte separate si rivelarono poi settori di una rete più ampia.
La tutela della vegetazione resta parte della gestione dell’area. La Division of Forestry and Wildlife delle Hawaii documenta interventi di controllo degli ungulati, recinzioni per le piante rare e rimozione di specie vegetali non native avviati dal 1990. Il piano di gestione di Pu?u Wa?awa?a riconosce inoltre il valore dei tubi lavici per i depositi di ossa e gli invertebrati sotterranei. [web:2][web:8]
Esplorazione del sistema Delissea: da Giffin e Medville al progetto Bosted
Nel 1999 Giffin coinvolse la speleologa e conservazionista Barbara Schaeffer per rilevare un settore ricco di ossa di uccelli. Furono cartografati circa due chilometri della cavità chiamata Umini Manu, ossia “trappola per uccelli”. Un lavoro successivo interessò Ambigua Cave, con la partecipazione di Doug e Hazel Medville.
Dal 2008 Doug Medville e Nevin Davis ottennero un permesso per rilevare altre grotte dell’area. Peter e Annie Bosted entrarono nel progetto nel 2010. Nel 2015 Peter Bosted ne assunse la responsabilità principale, mentre diventava evidente l’appartenenza di molte cavità allo stesso sistema.
Dal 2016 Bosted ha effettuato mediamente circa cinquanta uscite all’anno a Delissea. La distanza dalla sua abitazione di Ocean View e gli accessi lungo piste richiedono una logistica articolata. I soggiorni di più giorni nelle strutture disponibili nell’area hanno consentito di concentrare il lavoro sul campo.
Il progetto coinvolge speleologi statunitensi e di altri Paesi. Steve Lewis contribuisce alle esplorazioni e alla cartografia. Dal 2024 Ron DeLano, trasferitosi a Kona, è diventato un compagno regolare delle uscite. Fra i collaboratori più assidui figurano anche Tomislav Gracanin, Veda Hackell, Carol Vesely, Bob Richards, Annie Bosted, Doug Medville e Allan Cobb.
Bat Sanctuary: resti di pipistrelli nelle grotte laviche di Delissea
Una delle scoperte recenti riguarda Bat Sanctuary, a circa 2.100 metri di quota. Gli esploratori hanno osservato una dozzina di scheletri di pipistrello. Alcuni conservavano ancora tracce di pelliccia. Attraverso passaggi stretti, il settore è stato collegato al resto del sistema Delissea in due punti.
Oggi la cavità presenta un solo ingresso. Bosted propone che altre aperture siano state chiuse da una colata successiva. Lava nera più recente compare infatti alle terminazioni verso monte di numerose gallerie parallele. Si tratta dell’interpretazione avanzata nel resoconto per spiegare la configurazione osservata.
Il pipistrello hawaiano comunemente chiamato ??pe?ape?a riposa prevalentemente sugli alberi e si alimenta di insetti, soprattutto falene. Il National Park Service precisa che non occupa abitualmente grotte e tubi lavici. Il ritrovamento dei resti a Bat Sanctuary aggiunge quindi un elemento alla documentazione naturalistica del sistema, senza implicare la presenza di una colonia attuale. [web:4]
Il settore conserva anche pavimenti e formazioni laviche dalle colorazioni arancioni. Alcuni passaggi ancora da esplorare si trovano nella parte più remota della rete, a circa due ore dall’ingresso più vicino.
Delissea Top, Branta Rhuax e Henahena: i nuovi rilievi speleologici
Le campagne recenti hanno interessato più fronti. Nel settore Pua?akuhinia è stato rilevato circa un chilometro di gallerie. Il nome deriva da una pianta endemica osservata all’ingresso. La cavità si trova circa cento metri a est della rete già conosciuta e in allineamento con Ambigua. La ricerca di ingressi intermedi potrà verificare una possibile connessione.
A Delissea Top è stato esplorato un cunicolo lungo circa settecento metri, privo di diramazioni e ingressi intermedi. Corre a meno di due metri dalla superficie. Altri settecento metri di gallerie sono stati rilevati a oltre trenta metri di profondità, in ambienti umidi e freddi, con depositi viscidi.
Dopo un infortunio di Bosted alla fine del 2025, il lavoro si è concentrato anche su accessi inferiori vicini alle strade. Ventidue uscite nella parte orientale di Branta Rhuax hanno prodotto oltre sei chilometri di rilievo. Le gallerie sono relativamente superficiali e spesso percorribili in piedi. Radici robuste si sviluppano lungo pavimenti e pareti, talvolta per più di dieci metri.
Nell’ultimo anno, almeno trenta uscite intorno a Henahena Corral hanno portato al rilievo di circa sedici chilometri di gallerie, in gran parte non documentate. Il lavoro ha incluso nuove misurazioni in Prow Cave, Petrel Bone Cave e Upper Petrel Bone Cave. Due prosecuzioni sono state raggiunte con una scala telescopica. Le ricognizioni in superficie hanno individuato altri ingressi, comprese tre aperture su grandi gallerie sconosciute.
Ossa di uccelli estinti e fauna sotterranea nel sistema Delissea
Le grotte conservano un archivio della fauna hawaiana. Il resoconto descrive resti di uccelli appartenenti a diversi gruppi, comprese oche incapaci di volare e petrelli. Fra i reperti figurano ossa dell’oca estinta Branta rhuax, che ha dato il nome a un settore del sistema.
Secondo la ricostruzione presentata da Bosted, la rete ha un’età superiore a 1.500 anni. Le numerose aperture avrebbero funzionato da trappole naturali: gli uccelli incapaci di volare, una volta caduti, non potevano risalire. Il piano di gestione dell’area conferma la presenza nei tubi lavici di resti subfossili di uccelli estinti e riconosce l’importanza di questi depositi. [web:8]
Gli ingressi contengono anche ossa di bovini, maiali, capre e pecore. La fauna vivente osservata comprende ragni adattati alla vita sotterranea, piccoli insetti saltatori e insetti dalle zampe filiformi. Radici, piante protette nei puka e ambienti sotterranei mostrano il legame fra la grotta e la foresta sovrastante.
Cartografia e LiDAR: le prossime ricerche nelle grotte laviche di Delissea
La documentazione del sistema Delissea comprende circa 760 uscite di rilievo, 34.000 misure fra stazioni e 28.000 stazioni topografiche. Circa 1.500 stazioni presso gli ingressi dispongono di posizioni determinate con GPS. Sono stati registrati 1.250 circuiti chiusi di rilievo, utili al controllo della coerenza della rete.
La carta è suddivisa in duecento tavole, ciascuna relativa a un’area di 200 per 320 metri. I dettagli del pavimento e le sezioni vengono aggiunti progressivamente, soprattutto da Steve Lewis, Derek Wolfe e Bosted. Dopo ogni uscita sono aggiornati l’elenco degli ingressi e il modello tridimensionale consultabile in Google Earth. L’archivio fotografico conta 1.601 immagini, associate a codici, date, descrizioni e stazioni di riferimento.
Restano centinaia di prosecuzioni da verificare. Un nuovo insieme di dati derivati dal LiDAR statale segnala migliaia di depressioni della superficie. Per il progetto rappresenta uno strumento di ricognizione soprattutto nelle aree boscate, dove le immagini satellitari sono meno utili. Le depressioni potranno orientare le ricerche di ulteriori aperture.
Le attività si svolgono con il permesso della Division of Forestry and Wildlife del Department of Land and Natural Resources delle Hawaii. Il programma prosegue così lungo due direttrici: estendere il rilievo delle grotte laviche e documentarne il patrimonio geologico, biologico e paleontologico.
Fonti
- Peter Bosted, “The Delissea System of Hawai’i Island — The Cave that Won’t Quit”, UIS Commission on Volcanic Caves Newsletter, n. 87, settembre 2026, pp. 11–17. Fonte principale per dati, cronologia e risultati esplorativi, nel testo fornito per questo articolo. PDF: https://www.eurospeleo.eu/wp-content/uploads/2026/10/UIS_Volcano_newsletter_87_small.pdf
- Commissione UIS sulle grotte vulcaniche, archivio delle newsletter: https://www.vulcanospeleology.org/news.html
- Hawaii Department of Land and Natural Resources, “Pu?u Wa?awa?a Forest Bird Sanctuary”: https://dlnr.hawaii.gov/wildlife/sanctuaries/puuwaawaa/
- “Natural Resources Management Plan for Pu?u Wa?awa?a Forest Bird Sanctuary”: https://thehetf.us/wp-content/uploads/2022/04/Natural-Resources-Management-Plan_-Pu%CA%BBuwa%CA%BBawa%CA%BBa-Forest-Bird-Sanctuary.pdf
- National Park Service, “Lava Caves/Tubes”: https://www.nps.gov/subjects/caves/lava-caves-or-tubes.htm
- National Park Service, “??pe?ape?a (Hawaiian Hoary Bat)”: https://www.nps.gov/havo/learn/nature/hawaiian-bat.htm
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