Dopo una risalita di un pozzo di 132 metri, gli esploratori scoprono un alto meandro, grandi verticali sopra e sotto di loro, gallerie tutte da esplorare e un fiume d’acqua che non si sa dove va a finire. E’ la nuova frontiera del Bus de la Genziana di questo Novembre 2021, guidati da Felpe, altri due speleologi stanno disegnando ancora la geografia di una grotta apparentemente infinita.

Foto Traverso dell'Apriscatole, Bus de la genziana
Nella foto di repertorio, il Traverso dell'Apriscatole, nel Bus de la Genziana

Grazie alla pausa delle restrizioni del Covid-19 è ricominciata l’attività di ricerca speleologica sull’Altopiano del Cansiglio.
Nel Bus de la Genziana si prosegue l’esplorazione dei nuovi rami che si dipartono dal ramo del ‘coDio19, un lungo meandro in salita, molto impegnativo, che parte dall’a monte della Peppa scoperto in piena Pandemia.
In cima ad una risalita di ben 132 metri, che ha impegnato Filippo Felici e la sua truppa per diverse settimane, si aprono ambienti enormi, insoliti anche per il Bus de la Genziana.


La pianta e la sezione della Grotta Bus de la Genziana, sull’Altipiano del Cansiglio, in Veneto. le frecce rosse indicano la zona attualmente in esplorazione.

Filippo Felici e i “giovani” Gianmarco Ceschin e Roberto “Bociazza” Costa, sono sbucati in un pozzone incredibile, perfettamente vericale, di 15 metri di diametro con pareti perfettamente lisce e una buona dose di acqua a percorrerlo. La risalita effettuata in più weekend dai giovani viene rilevata da Felpe: è un pozzo alto 132 metri.
Lungo l’ascesa si diramano moltissimi cunicoli, ancora vergini d’esplorazione.
Dopo i primi 80 metri nel pozzo, l’acqua del torrente che lo percorre scompare, sarà da scoprire dove si infila.

Sulla sommità del pozzo P132, parte un meandro altissimo, perfettamente fossile, che i ragazzi hanno percorso la scorsa primavera: a valle si apre un “mostro”, una immensa voragine che inghiotte i sassi lanciati nel vuoto. Dopo 6 secondi si sente un primo e unico tonfo; l’amonte del meandro ha una struttura enorme, di come non se ne sono ancora viste in Genziana: “Una breve arrampicata e mi affaccio di fronte ad una finestra ventosissima. Aria in faccia. Proseguo ancora in salita e di nuovo meandro. Faccio fuori una 40. Ci sono ancora dei bivi, c’è ancora un mondo lassù…..” raccota Felpe nella cronaca di 15 giorni fa.

Domenica scorsa, con la grotta in piena, è stato obbligatorio percorrere un bypass per evitare il passaggio in un pozzo da 60 metri carico di acqua, ci sono peraltro buoni dubbi sul poter affrontare il P132 con una tale quantità d’acqua. Fortunatamente, il percorso tracciato in risalita è fuori dalla cascata d’acqua ed in breve gli speleologi raggiungono il meandro dove Felpe si era fermato con l’esplorazione e il rilievo la scorsa settimana.

Da qui il racconto di Filippo felici di Domenica sera:

Inizialmente decidiamo di percorrere il meandro sul fondo e le dimensioni sembrano ridursi.
Ne percorriamo un fino a che non decidiamo di andare alti.
Sorpresa: in alto pensavamo che fosse più grande, ma non così!!!
Le dimensioni qua contano! Ci sono tratti larghi 3-4 metri intervallati a tratti di freatici bellissimi.
Tratti puliti e concrezionati si intervallano a tratti fangosi e spogli.
Percorriamo circa 150 metri, e ci ritroviamo sotto un pozzo di almeno 30 metri alla cui sommità appare chiaramente un freatico di ragguardevoli dimensioni.
Non è tempo di risalire, per cui proseguiamo su un altro meandro.
50 metri più avanti ed intercettiamo un pozzo profondo almeno 20 metri in fondo al quale, a giudicare dal boato, si sente scorrere un bel fiume.
Io traverso e proseguo dritto verso uno specchio di faglia da manuale.
Attraverso alcune selettive strettoie e mi arresto di fronte ad una frana, da dove giunge una bella quantità d’aria.
Bociazza attrezza il pozzo e lo scende. 15-20 metri. Un bel fiume.
L’avalle si getta in un pozzo.
L’amonte viene da dove non lo so… Aria tanta.
Potrebbe essere l’acqua che poi entra nel ‘coDio? forse no, a giudicare dal rilievo. Non ci resta che esplorare….

di Anna Maria Dalla Valle

Ecco l’originale su Facebook:

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