Astronauti sono persone scelte. Preparate. Addestrate. Disciplinate.
Esplorare le profondità dello spazio è per definizione un’attività riservata a pochissimi, in un ambiente ostile, buio, sconosciuto, con risorse limitate. Le operazioni sono poi complicate dalle numerose incombenze, test e installazione o manutenzione di sistemi di bordo, esperimenti scientifici da portare avanti, protocolli da seguire alla lettera. Ogni azione richiede attenzione e abilità tecniche, molte richiedono coordinamento motorio e la maggior parte delle attività sono operazioni di squadra, che esigono rigore nella comunicazione e coordinamento tra i membri dell’ equipaggio.

Per addestrarsi gli astronauti non possono andare sulla Luna, ma necessitano di simulatori ed ambienti terrestri il più possibile simili allo spazio: moduli costruiti sul fondo del mare, basi in Antartide e deserti caldissimi
Una delle condizioni terrestri più simile in assoluto a un ambiente planetario come quello di Marte è senza dubbio la grotta.

Buio, temperatura costante, visione limitata, ostacoli fisici, regole ferree per la sicurezza personale e del team, isolamento, perdita di coscienza temporale, difficoltà di approvvigionamento, necessità di lavorare in gruppo. Se poi a queste caratteristiche intrinseche aggiungiamo l’esplorazione, la documentazione degli habitat esplorati (rilievo e fotografie), esperimenti e campionamenti scientifici da condurre, la somiglianza con una spedizione spaziale diventa particolarmente realistica.
Per settembre 2012 gli esperti dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) hanno scelto per la terza volta il Supramonte (Sardegna) come scenario di una missione analoga allo spazio (space analogue mission), per svolgervi il Corso CAVES 2012. In questo territorio esistono grotte con grandi spazi ancora da esplorare, in condizioni di temperatura e di ambiente non troppo proibitive per neofiti.
In realtà CAVES non è soltanto la traduzione di “Grotte” in inglese, ma una sigla: Cooperative Adventure for Valuing and Exercising HBP Skills. Il corso mira a formare astronauti che dovranno operare in squadre multiculturali in piena sicurezza ed efficienza in ambienti operativi critici, nel corso di missioni di lunga durata. Durante il corso vengono analizzate le dinamiche di gruppo (leadership, comunicazione, cooperazione, interazione e convivenza prolungata) e le prestazioni individuali (coscienza della situazione, gestione dello stress, capacità decisionali). Corsi analoghi sono tenuti dalla NASA in contesti sottomarini (NEEMO) e da Roskosmos con esperienze di sopravvivenza. Sono basati su modelli di comportamento derivati da un’analisi di operazioni in ambienti critici, originariamente sviluppati dalla NASA e poi applicati dall’aviazione civile (NOTECHS), e ora estesi anche nell’addestramento di personale dei centri di controllo di traffico aereo, ferroviario, centrali nucleari, piattaforme petrolifere e negli ultimi anni anche a personale medico in sale operatorie.
La squadra di CAVES 2012 è composta da una dozzina di persone: sei astronauti (due americani della NASA, un russo della Roskosmos, un giapponese della JAXA, un canadese del CSA e un danese dell’ESA), un human factors trainer dell’ESA, diversi esperti speleologi e istruttori tecnici, una squadra documentaristica professionale e uno scienziato. Per garantite l’immediata gestione di potenziali emergenze, la sicurezza delle attività è coordinata con il supporto del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna, utilizzando sistemi di comunicazione all’avanguardia.
Il Corso ha una durata totale di 12 giorni, di cui i primi 4 e mezzo di full immersion sulle tecniche di progressione in grotta, rilievo, fotografia, monitoraggio scientifico, lavoro di squadra, sicurezza e compiti della missione, seguito da 6 giorni di permanenza sotterranea, in un campo che gli astronauti allestiscono a diverse ore di progressione dall’entrata. Il trasferimento in grotta dall’ingresso al Campo si svolge sotto la direzione della squadra tecnica degli istruttori di speleologia. Una volta raggiunto il campo base la responsabilità della missione passa agli astronauti: in piena autonomia, ma sempre sotto il vigile occhio della squadra tecnico-speleologica, hanno il compito di esplorare e documentare la grotta, effettuando anche una serie di esperimenti e campionamenti scientifici programmati, secondo uno schema giornaliero simile a quello che loro usano sulla Stazione Spaziale Internazionale. Per questa ragione devono scegliere un capo squadra e i responsabili delle varie attività (fotografia, rilievo, scienza, esplorazione, comunicazioni, gestione del campo e della logistica), dividendosi i compiti. Il programma scientifico prevede campionamenti di acque, microbiologici (in aria, acqua e su substrati vari), biologici, e inoltre la gestione di una stazione micrometeorologica fissa all’interno della grotta con funzioni di monitoraggio della temperatura e dell’umidità relativa dell’aria, oltre che della velocità e direzione delle correnti d’aria. Dati, questi, che non solo consentono di tenere sotto costante controllo l’ambiente sotterraneo in cui operano gli astronauti, ma possono anche fornire risultati scientifici di notevole interesse (scoperta di nuove forme di vita microbiologica o specie di organismi, comportamento anomalo delle correnti d’aria, ecc.). I dati del 2011 mostrano notevoli potenzialità anche sotto questo punto di vista, a dimostrazione che alcuni esperimenti scientifici non sono utili solo per l’addestramento, ma anche per il progresso delle conoscenze speleologiche della zona.
Alla fine della missione, una volta tornati alla luce del sole, gli astronauti dovranno relazionare sulle attività svolte, elaborando rilievi, scegliendo fotografie, costruendo grafici e scrivendo un rapporto scientifico, tutto materiale che verrà poi trasmesso alla prossima squadra di astronauti-esploratori.
CAVES è un’opportunità anche per la Speleologia, un’attività considerata spesso di nicchia che invece per la prima volta viene considerata dai grandi enti di esplorazione spaziale come un potenziale risorsa per arricchire e supportare le future missioni oltre i confini del nostro pianeta. Le esplorazioni speleologiche, che spesso vengono effettuate fuori dalla luce dei riflettori, senza impatto mediatico e considerate solo da una stretta cerchia di affezionati, dimostrano grazie a questo corso, tutta la loro importanza per il genere umano.

Per aggiornamenti sulla preparazione e per seguire la missione, ci trovate su twitter @ESA_CAVES https://twitter.com/ESA_CAVES

CAVES 2012 sarà supportato da:
Loredana Bessone dell’ESA per la progettazione e il coordinamento del corso
Advanced Training Solution per la direttore tecnica e organizzazione logistica
Jo De Waele e Francesco Sauro dell’ Università di Bologna per la coordinazione del programma scientifico
Paolo Marcia dell’ Università di Sassari e Petra Rettberg dell’ Agenzia Spaziale Tedesca (DLR) per i programmi scientifici di biologia e microbiologia
Laura Sanna dell’ Università di Sassari per la comunicazione e l’assistenza scientifica
Francesco Sauro del SNSN CAI e Federico Faggion INTecSS CNSAS come Istruttori tecnici
Flavio Catte, Carla Corongiu, Marcello Moi, Giovanni Maria Pintori e Fabrizio Silvestri per il supporto logistica
Vittorio Crobu e Sirio Sechi per la realizzazione dei filmati e delle fotografie
La VIII delegazione CNSAS Sardegna

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