Grottando quà e là capisci che non è più come ti immaginavi fosse o come fosse una volta. Nella speleologia sta forse insinuandosi quel qualcosa che la porterebbe ad essere equiparata ad una disciplina di massa? Senza offesa per le discipline di massa ma capite bene che l’evoluzione di una disciplina, il suo essere al pari con i tempi e rendersi “accattivante” è anche sintomo di una necessità imprescindibile: non perdere seguaci! E allora ecco che la speleologia non è più solo speleologia: è gossip, voglia di strafare in ambienti che richiederebbero più rispetto, mania di mettere in mostra non per divulgare ma per piacere, ideali di condivisione bruciati dall’egocentrismo, desiderio di accaparrarsi una piccola fetta di celebrità che in realtà non c’è ma che molti pensano esserci. Per cosa poi? Da buono e saggio speleologo c’è chi direbbe “a me non tangono questo atteggiamenti” ma stando ai fatti non si può restare indifferenti e tenersene fuori: l’evoluzione è anche questo, sacrificare degli ideali e scendere a dei compromessi che – ci piacciano o no – possono rendere quanto ci sia di più nobile in pura merce per le masse. Lo speleologo non è più solo speleologo e ci si chiede se l’abbandono della speleologia da parte di tanti possa essere dovuto al fatto di non riuscire ad essere al passo con queste nuove esigenze?. Non so, questo è, così e se vi piace…

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