Dal 8 al 26 settembre 2026 nuova campagna di scavo nel sito preistorico abruzzese. Previste anche visite guidate per conoscere da vicino il lavoro degli archeologi e le tracce lasciate dall’uomo di Neanderthal
CALASCIO (L’Aquila) – I Grottoni di Calascio tornano al centro della ricerca sulla preistoria abruzzese. Dall’8 al 26 settembre 2026 riprenderanno infatti le indagini archeologiche nel riparo sotto roccia situato nel territorio di Calascio, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
La nuova campagna di scavo sarà condotta dall’Università degli Studi di Ferrara e riporterà gli studiosi in uno dei siti neandertaliani più significativi dell’Abruzzo, già noto alla ricerca archeologica da quasi mezzo secolo.
La notizia è stata annunciata da PaleoResearch Unife, che ha diffuso il programma dell’iniziativa sui propri canali social. Durante il periodo degli scavi sarà possibile anche visitare il riparo e incontrare direttamente archeologhe e archeologi dell’Università di Ferrara specializzati nello studio della preistoria. L’ingresso, secondo quanto indicato nella locandina dell’iniziativa, sarà libero dal martedì alla domenica.
L’obiettivo è permettere al pubblico non soltanto di conoscere un luogo di grande interesse archeologico, ma anche di osservare da vicino come si svolge una vera campagna di scavo: dalle attività sul terreno alla raccolta e interpretazione dei dati utili a ricostruire la presenza umana preistorica nell’area.

Un sito conosciuto da quasi cinquant’anni
La storia archeologica dei Grottoni di Calascio risale alla fine degli anni Settanta. Come ricostruito anche dal quotidiano Il Centro nell’edizione dell’8 luglio 2026, il sito fu oggetto delle ricerche dell’Università di Pisa e del professor Antonio Mario Radmilli, figura di primo piano negli studi sulla preistoria italiana.
Proprio quelle indagini portarono alla luce importanti testimonianze della frequentazione neandertaliana dell’area. Tra i ritrovamenti più rilevanti viene ricordato un resto umano attribuito, dopo gli studi, a un giovane Neanderthal di circa 12-14 anni e risalente a circa 80 mila anni fa, indicato come il più antico resto umano rinvenuto finora in Abruzzo.
Le campagne archeologiche condotte tra il 1978 e il 1979 restituirono inoltre un patrimonio di reperti e informazioni paleoambientali, con numerosi resti faunistici che contribuirono a ricostruire il paesaggio e le condizioni ambientali frequentate dai gruppi neandertaliani.
Una nuova stagione di ricerca
A distanza di decenni, gli archeologi tornano dunque nei Grottoni con nuovi strumenti, metodologie e interrogativi scientifici. La nuova campagna punta ad approfondire la sequenza stratigrafica del sito e a raccogliere ulteriori elementi per comprendere il popolamento neandertaliano del territorio.
La direzione scientifica, secondo quanto riportato da Il Centro, è affidata al professor Marco Peresani dell’Università di Ferrara. L’iniziativa vede la collaborazione del Comune di Calascio e dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere ed è inserita nel più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del territorio.
Particolarmente interessante sarà la possibilità di seguire il lavoro degli studiosi mentre la ricerca è ancora in corso. Le visite guidate trasformeranno così lo scavo in un’occasione di incontro tra ricerca scientifica e pubblico, consentendo di comprendere come da sedimenti, manufatti, ossa e tracce apparentemente minime sia possibile ricostruire frammenti della vita umana di decine di migliaia di anni fa.
Dal 8 al 26 settembre, quindi, i Grottoni di Calascio saranno nuovamente un laboratorio a cielo aperto – e sotto roccia – sulla preistoria dell’Appennino. Un luogo nel quale il passato dei Neanderthal torna a essere indagato con gli strumenti della ricerca contemporanea e, nello stesso tempo, raccontato direttamente ai visitatori.
Fonti: locandina e comunicazione social di PaleoResearch Unife – Università degli Studi di Ferrara, relative alla campagna di scavo e alle visite guidate ai Grottoni di Calascio, 8-26 settembre 2026; Il Centro, edizione L’Aquila, 8 luglio 2026, articolo di Michela Corridore, “Calascio, gli archeologi tornano nei ‘Grottoni’ dei Neanderthal”.