Finalmente si è aperto un inghiottitoio che da anni veniva tenuto sotto osservazione dal Gruppo SpeleoPaletnologico “Gaetano Chierici” di Reggio Emilia, ma era occluso da frana. Il 5 agosto 2016 l’ingresso si è presentato libero dai soliti massi e ha svelato una grotta articolata, 250 mt di sviluppo per una profondità di 55 mt.
L’esplorazione ha presentato diverse difficoltà causate dalla particolare morfologia della cavità, passaggi stretti e lunghi e diversi pozzi verticali da affrontare con scalette e corde ancorate alle rocce.
Le esplorazioni attuali hanno raggiunto un salone di notevoli dimensioni con diverse diramazioni a tutt’ora in fase esplorativa.
Questo era l’ultimo tassello mancante di un sistema carsico di oltre 100mt di dislivello e uno sviluppo potenziale di almeno un chilometro e mezzo.

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