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Alla résurgence di Calès si sono concluse le ricerche: il corpo è stato localizzato a 88 metri. Attivata l’inchiesta della procura di Cahors

Il soccorso speleologico francese è intervenuto alla résurgence di Saint-Sauveur, nel comune di Calès, dipartimento del Lot, dopo la scomparsa di uno speleosub britannico di 43 anni impegnato nell’esplorazione della parte profonda della cavità.

Le ricerche, avviate nella serata di venerdì 18 settembre, si sono concluse domenica con il ritrovamento del corpo a 88 metri di profondità. La procura di Cahors ha aperto un’indagine per accertare le cause della morte.

Soccorso speleologico francese: l’allarme alla résurgence Saint-Sauveur

Secondo le informazioni disponibili, il sub era entrato venerdì 18 settembre intorno alle 15.30 nel gouffre di Saint-Sauveur. L’allarme è scattato dopo le 20, quando non è riemerso come previsto. Il sito si trova nel territorio di Calès, nel nord del Lot, ed è una risorgenza del fiume Ouysse.

La cavità è conosciuta nell’ambiente della speleologia subacquea. Il sistema comprende gallerie sommerse e richiede elevata preparazione tecnica. La profondità conosciuta supera i 180 metri. In un contesto simile, tempi, profondità, configurazione dei passaggi e logistica delle attrezzature condizionano in modo diretto ogni intervento.

La Prefettura del Lot ha attivato la disposizione specifica ORSEC per il soccorso in ambiente sotterraneo. Il provvedimento permette di organizzare e coordinare risorse specialistiche per incidenti in cavità naturali, artificiali, asciutte o sommerse. L’attivazione ha coinvolto soccorritori speleologici, vigili del fuoco, gendarmeria e autorità locali.

Le squadre SSF e la ricerca nella zona emersa

Il Soccorso speleologico francese del Lot ha diretto le operazioni sotterranee. Sono arrivati rinforzi di tecnici di soccorso dello Spéléo Secours Français dalle aree Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Occitania e Rodano-Alpi-Auvernia. La mobilitazione ha richiesto il trasporto e la gestione di grandi quantitativi di materiale specifico per la progressione e la sicurezza in ambiente ipogeo allagato.

Una parte delle verifiche ha interessato una zona emersa individuata come possibile rifugio. Le ricerche in questo settore non hanno dato esito. Le fonti locali hanno riferito dell’esistenza, attorno agli 80 metri, di una campana d’aria che poteva rappresentare un possibile punto di riparo. Anche quel controllo non ha portato al ritrovamento del sub.

Nella prima comunicazione operativa, diffusa dal Spéléo Secours Français, l’intervento risultava sospeso su decisione delle autorità. Le informazioni diffuse successivamente indicano che le attività di ricerca sono proseguite con nuovi specialisti, compresi i gendarmi della brigata nautica di Marseillan e gli speleosub della Federazione francese di speleologia.

Ritrovamento a 88 metri e indagine aperta

Domenica sera la procuratrice di Cahors, Clara Ribeiro, ha comunicato che il corpo del sub britannico era stato individuato immerso a 88 metri di profondità. Al momento del ritrovamento non era stato possibile procedere al recupero. Le autorità hanno annunciato un nuovo tentativo in tempi rapidi.

L’inchiesta aperta dalla procura dovrà stabilire la dinamica dell’accaduto. Al momento non risultano confermate informazioni su eventuali problemi alle attrezzature, esaurimento della riserva di gas, difficoltà di orientamento, incastri o cause mediche. Per questa ragione, ogni ricostruzione tecnica sulle cause resta prematura.

Fonti

Soccorso speleologico francese