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Il pozzo carsico raggiunge una profondità conosciuta di 82 metri. Quattro gruppi siciliani collaborano alle attività del progetto Madonie SuttaSupra, avviato nel 2015

La speleologia in Sicilia torna nel sottosuolo del Parco delle Madonie. Nella giornata di sabato è proseguita l’attività esplorativa all’Ex P 74, un pozzo carsico con una profondità attualmente conosciuta di 82 metri. Alla giornata hanno collaborato diversi gruppi siciliani. Tra questi figurano il Gruppo Speleologico Siracusano, lo Speleo Club Ibleo, il Centro Speleologico Etneo e il Centro Speleologico Gratteri.

La cavità rientra nelle ricerche del progetto Madonie SuttaSupra. La sua scoperta risale al 2016. Il programma esplorativo era stato avviato l’anno precedente dal Gruppo Speleologico Siracusano e dallo Speleo Club Ibleo di Ragusa, con la partecipazione di altre realtà associative. Gli obiettivi comprendono l’individuazione degli ingressi, l’esplorazione e la documentazione delle grotte madonite. [web:6]

Ex P 74 nelle Madonie: un pozzo carsico sul massiccio del Carbonara

L’Ex P 74 si apre sul massiccio del Carbonara, a circa 1.800 metri di quota. Il pozzo si sviluppa lungo una frattura della montagna. La presenza di detriti sul fondo ha accompagnato, fin dalla scoperta, un’attività condotta attraverso interventi successivi. Anche durante il campo invernale del gennaio 2025 gli speleologi erano tornati nella cavità. [web:6]

Il dato aggiornato di 82 metri di profondità colloca la notizia nella continuità di questa ricerca. Il lavoro riguarda una cavità già conosciuta, alla quale i gruppi tornano per proseguirne l’esplorazione. La collaborazione fra associazioni rappresenta quindi un elemento concreto dell’attività sul campo, non soltanto una cornice organizzativa.

La struttura del pozzo richiama il rapporto fra fratturazione delle rocce e sviluppo delle grotte. Nei massicci calcarei l’acqua si infiltra nelle discontinuità e può ampliarle per dissoluzione. Il risultato è un sistema di vuoti sotterranei nel quale pozzi, passaggi inclinati e gallerie risentono dell’assetto geologico della montagna. [web:2]

Madonie SuttaSupra: dieci anni di ricerche nelle grotte della Sicilia

Madonie SuttaSupra ha costruito la propria attività attraverso ricognizioni e ritorni sistematici negli stessi settori. Il progetto interessa le montagne carbonatiche più elevate della Sicilia. Il Carbonara raggiunge 1.979 metri, mentre Cozzo Balatelli costituisce un altro settore delle esplorazioni condotte a partire da Isnello. [web:6]

Il campo del 3-6 gennaio 2025 aveva riunito circa trenta speleologi siciliani e pugliesi. Oltre al ritorno al P74, le attività avevano interessato la Grotta Petrusi e l’Abisso del Vento. In quest’ultimo, una rivisitazione del ramo Sol Levante aveva consentito di individuare circa cento metri di nuove gallerie. [web:6]

Nel marzo dello stesso anno il progetto aveva comunicato ulteriori sviluppi all’Abisso Petrusi. La cavità, individuata nel 2023, era stata esplorata per circa mezzo chilometro, con una profondità vicina ai cento metri. Le ricerche avevano seguito anche le correnti d’aria che attraversavano i passaggi iniziali. [web:3]

Speleologia in Sicilia: la collaborazione fra gruppi sostiene l’esplorazione

La nuova giornata all’Ex P 74 si inserisce in questo percorso. La speleologia in Sicilia procede attraverso attività distribuite nel tempo e la condivisione delle conoscenze maturate dai gruppi. Le Madonie offrono un terreno di ricerca nel quale la ricognizione esterna e l’esplorazione sotterranea restano strettamente collegate. [web:6][web:3]

Il lavoro nelle cavità madonite contribuisce alla conoscenza del carsismo regionale. Le osservazioni sugli ambienti attraversati, sulle fratture e sui depositi aiutano a descrivere la struttura del sottosuolo. L’interesse non si limita alla misura della profondità. Riguarda anche la forma delle grotte e i processi che le hanno generate. [web:2]

L’Ex P 74 mantiene così il proprio posto fra i fronti esplorativi del progetto. La collaborazione fra i gruppi siciliani prosegue nel contesto di una ricerca che, dal 2015, collega associazioni e territori diversi dell’isola. [web:6]

Relazione di approfondimento: speleologia in Sicilia e patrimonio delle grotte

Dai massicci calcarei delle Madonie ai gessi dell’interno e ai tubi lavici dell’Etna: geologia, esplorazione, biodiversità e tutela del sottosuolo siciliano

Speleologia in Sicilia: un territorio con differenti ambienti sotterranei

La speleologia in Sicilia si confronta con una varietà geologica che produce grotte molto diverse. L’isola ospita cavità nei calcari, sistemi sviluppati nelle rocce evaporitiche e gallerie vulcaniche. Queste categorie condividono l’ambiente sotterraneo, ma non lo stesso processo di formazione. [web:2]

Nei calcari prevale la dissoluzione della roccia da parte delle acque. Nei gessi agisce la solubilità del minerale, con caratteristiche idrologiche e morfologiche proprie. Sull’Etna, invece, numerose cavità derivano dallo scorrimento della lava e dal successivo svuotamento dei condotti. La distinzione è essenziale per comprendere i paesaggi sotterranei dell’isola. [web:2]

La speleologia combina esplorazione, documentazione e ricerca. Il suo campo comprende lo studio delle forme, delle acque, dei minerali e degli organismi. Le grotte conservano anche testimonianze della frequentazione umana. Il sottosuolo diventa quindi un punto d’incontro fra scienze della Terra, biologia e archeologia. [file:1][web:2]

Carsismo in Sicilia: acqua, rocce e fratture nella formazione delle grotte

Una parte rilevante del patrimonio speleologico siciliano si sviluppa nelle rocce carbonatiche. Gli affioramenti interessano la Sicilia nordoccidentale, diversi settori della catena montuosa e l’area iblea. La distribuzione delle cavità dipende dalle caratteristiche della roccia e dalla sua storia strutturale. [web:2][web:63]

L’acqua attraversa fratture e superfici di stratificazione. La dissoluzione amplia progressivamente alcune di queste discontinuità. Il reticolo sotterraneo evolve anche in relazione al sollevamento dei rilievi e alle variazioni del livello di base, cioè della quota verso cui convergono le acque. Non tutte le gallerie conservano una circolazione idrica attiva. [web:2]

Alla superficie, lo stesso processo produce solchi di dissoluzione, doline e inghiottitoi. Le doline sono depressioni chiuse; gli inghiottitoi sono punti nei quali l’acqua entra nel sottosuolo. Il paesaggio esterno e le grotte appartengono così a un medesimo sistema. Questa relazione guida sia la ricerca degli ingressi sia l’interpretazione dei percorsi sotterranei. [web:2]

Grotte delle Madonie: Carbonara, Abisso del Vento e Abisso Petrusi

Le Madonie rappresentano un settore centrale della ricerca carsica siciliana. Il massiccio del Carbonara ospita depressioni e cavità verticali. Piano Battaglia offre un esempio di grande depressione carsica con inghiottitoi. Il quadro comprende quindi forme di superficie e ambienti profondi, collegati dalla circolazione delle acque nel massiccio. [web:2]

Nell’area di Isnello, l’Abisso del Vento ha avuto un ruolo importante nella formazione degli speleologi siciliani. Un aggiornamento pubblicato nel marzo 2025 ne descrive circa quattro chilometri di sviluppo. La cavità comprende gallerie e pozzi attraversati da correnti d’aria. [web:3]

La ricerca all’Abisso Petrusi mostra come l’osservazione dell’aria possa indirizzare le esplorazioni. Il progetto Madonie SuttaSupra ha lavorato su passaggi inizialmente angusti, raggiungendo ambienti più estesi. Nel marzo 2025 il percorso conosciuto era di circa mezzo chilometro. Questi dati descrivono lo stato delle esplorazioni comunicato in quel momento. [web:3]

L’Ex P 74 appartiene a un diverso fronte del progetto, sul Carbonara. Il suo sviluppo lungo una frattura e il fondo interessato da detriti illustrano le condizioni che possono accompagnare la ricerca nelle cavità verticali. L’attività nelle Madonie comprende quindi sia nuove individuazioni sia la prosecuzione del lavoro in grotte già note. [web:6]

Grotte della Sicilia occidentale: Monte Pellegrino, Cefalù e Monte Inici

La Sicilia occidentale offre numerosi esempi di carsismo nei calcari. Monte Pellegrino, presso Palermo, ospita cavità legate alla fratturazione del massiccio, fra cui l’Abisso della Pietra Selvaggia. Nell’area di Cefalù, l’Abisso del Gatto presenta una successione di pozzi, gallerie e tratti meandriformi. [web:2]

Monte Inici, nel Trapanese, introduce una storia speleogenetica differente. La Grotta dell’Eremita e l’Abisso dei Cocci sono stati studiati come sistemi ipogenici. Il termine indica grotte la cui formazione è legata all’apporto di fluidi dal basso, anziché soltanto all’infiltrazione dalla superficie sovrastante. [web:63]

Lo studio presentato al Congresso internazionale di speleologia del 2013 descrive la Grotta dell’Eremita con 2.880 metri di sviluppo e un dislivello negativo di circa 306 metri. Per l’Abisso dei Cocci riporta oltre 2.053 metri di sviluppo e un intervallo altimetrico di ?300/+61 metri rispetto al riferimento del rilievo. Sono misure dei sistemi descritti in quella ricerca, non una graduatoria regionale aggiornata. [web:63]

Le morfologie osservate comprendono cupole sulle volte e nicchie di corrosione. I ricercatori le collegano alla circolazione di acque termali e a processi di condensazione-corrosione. I depositi di calcite, gesso e fosfati completano il quadro mineralogico. Alcuni fosfati sono associati a depositi di guano. [web:63]

Carsismo ipogenico in Sicilia: Acqua Fitusa e Monte Kronio

La Grotta dell’Acqua Fitusa, nell’area dei Monti Sicani, costituisce un altro esempio di speleogenesi ipogenica. Il rilievo del 2011 riportato nello studio del 2013 descrive circa 700 metri di sviluppo e 25 metri di dislivello. La cavità conserva forme riconducibili all’azione di acque solfuree e alla corrosione della roccia carbonatica. [web:63]

Il Monte Kronio, presso Sciacca, presenta condizioni ancora diverse. Il sistema comprende le Stufe di San Calogero ed è interessato dalla risalita di aria calda e vapore. Le ricerche descrivono temperature intorno a 38 °C e umidità prossima alla saturazione negli ambienti caldi. [web:63]

Queste condizioni hanno reso complesse le esplorazioni. Le campagne della Commissione Grotte “Eugenio Boegan” di Trieste hanno contribuito alla documentazione del sistema. Il Monte Kronio conserva inoltre testimonianze archeologiche che collegano la storia naturale delle cavità alla frequentazione umana. Il caso mostra quanto possano differire due grotte aperte nelle stesse grandi categorie di rocce. [web:63]

Grotte nei gessi della Sicilia: Santa Ninfa, Entella e Sant’Angelo Muxaro

Le rocce evaporitiche della Sicilia comprendono i gessi della successione messiniana. Gli affioramenti sono diffusi in diversi settori dell’interno e della parte meridionale dell’isola. La dissoluzione produce valli cieche, depressioni e sistemi sotterranei con tratti attivi e gallerie non più percorse stabilmente dall’acqua. [web:2][web:63]

La Grotta di Santa Ninfa, nel Trapanese, si estende per circa un chilometro e mezzo. La riserva protegge gli ambienti ipogei e un territorio nel quale la solubilità del substrato gessoso ha favorito lo sviluppo del carsismo. [web:47]

La Grotta di Entella presenta più di 700 metri di sviluppo. Tre livelli di gallerie inattive sono collegati da piccoli pozzi-cascata. La cavità conserva speleotemi gessosi e carbonatici, oltre a depositi ferro-manganesiferi di interesse chimico e mineralogico. [web:39]

La riserva di Sant’Angelo Muxaro, nell’Agrigentino, tutela due cavità alla base del colle gessoso su cui sorge il paese. Il valore dell’area riguarda l’idrogeologia e i processi di formazione delle grotte. In questi territori la protezione del sottosuolo richiede attenzione anche alle superfici che raccolgono e convogliano le acque. [web:37][web:40]

Monte Conca: grotte nei gessi, acque solfuree e ricerca microbiologica

Il sistema di Monte Conca, presso Campofranco, è un caso di particolare interesse scientifico. Nel suo settore profondo è presente una pozza solfurea associata a comunità microbiche. Una ricerca pubblicata su PLOS ONE nel 2020 ha studiato i cambiamenti stagionali di queste comunità. [web:40]

Nel periodo asciutto i batteri ossidanti dello zolfo costituivano oltre il 90% della comunità microbica analizzata. Dopo piogge intense aumentava la presenza di microrganismi potenzialmente associati a contaminazione di origine antropica, fra cui Escherichia e Lysinibacillus. Lo studio collega queste variazioni all’ingresso delle acque superficiali. [web:40]

Una successiva ricerca del 2022 ha esaminato la rete alimentare degli invertebrati. I risultati indicano un contributo della produzione chemioautotrofa, soprattutto nella stagione asciutta. Si tratta di materia organica prodotta utilizzando energia da reazioni chimiche, senza dipendere direttamente dalla luce solare. [web:41]

Monte Conca dimostra che una grotta non è un ambiente separato dal territorio circostante. Le acque provenienti dalla superficie ne modificano le condizioni biologiche e chimiche. Al tempo stesso, alcuni settori possono sostenere reti alimentari alimentate dalla produzione microbica locale. [web:40][web:41]

Grotte dei Monti Iblei: il complesso Villasmundo–Sant’Alfio

Nei Monti Iblei, il paesaggio comprende profonde valli incise nei terreni carbonatici, spesso chiamate “cave”. Qui il termine indica vallate naturali e non necessariamente luoghi di estrazione. Lungo i loro versanti si aprono cavità con storie idrologiche differenti. [web:2]

Il complesso speleologico Villasmundo–Sant’Alfio, nel territorio di Melilli, si trova alle pendici dei Monti Climiti. La riserva naturale integrale è gestita dall’Università degli Studi di Catania. Comprende le grotte Villasmundo, Alfio e del Vaso. [web:19]

Villasmundo si sviluppa per circa due chilometri e raggiunge un lago terminale indicato nella scheda regionale come profondo circa 50 metri. La Grotta Alfio presenta circa 400 metri di sviluppo. Il complesso appartiene all’habitat 8310, riferito alle grotte non sfruttate a livello turistico. [web:19]

La scheda regionale segnala nel 2019 due specie nuove per la scienza: Tychobythinus villasmundi e Plusiocampa tinoamorei. L’accesso alle cavità è ammesso per monitoraggio e ricerca. La gestione collega così la conoscenza del sistema sotterraneo alla conservazione degli organismi che lo abitano. [web:19]

Grotte laviche dell’Etna: origine dei tubi di lava e Grotta del Gelo

Le grotte dell’Etna non devono essere confuse con quelle generate dalla dissoluzione dei calcari. Molte sono condotti di scorrimento lavico. La parte esterna della colata si raffredda, mentre all’interno continua il movimento della lava. Lo svuotamento del condotto lascia una galleria nella roccia vulcanica. [web:2]

In questi ambienti le forme testimoniano i processi dell’eruzione. Le cavità possono conservare livelli di scorrimento e articolazioni su più piani. La Grotta a Tre Livelli e il settore KTM rappresentano un esempio legato alle lave dell’eruzione del 1792-1793. [web:2]

La Grotta del Gelo aggiunge alla speleologia vulcanica l’interesse per il ghiaccio sotterraneo. La cavità contiene accumuli di ghiaccio e forme quali stalattiti, stalagmiti e colonne, la cui quantità varia durante l’anno. Il Parco dell’Etna ha dedicato una pubblicazione al monitoraggio del microclima e dell’evoluzione della massa glaciale. [web:29][web:35]

Questo tipo di osservazione permette di studiare la relazione fra geometria della grotta, condizioni atmosferiche interne e conservazione del ghiaccio. La documentazione delle cavità laviche riguarda quindi sia la storia delle eruzioni sia fenomeni ambientali che continuano dopo il raffreddamento della lava. [web:2][web:35]

Archeologia e paleontologia nelle grotte della Sicilia

Le grotte siciliane conservano testimonianze che precedono di molto la nascita della speleologia organizzata. Depositi, resti faunistici e tracce di frequentazione documentano l’uso delle cavità come riparo, luogo di sepoltura e spazio rituale. La ricerca archeologica e quella paleontologica hanno avuto un ruolo importante nella storia degli studi regionali. [web:2]

La Grotta del Genovese, a Levanzo, conserva incisioni e pitture preistoriche. Le rappresentazioni comprendono animali e figure umane. La loro divulgazione risale alla scoperta del patrimonio figurativo nel 1949. Le grotte dell’Addaura, sul Monte Pellegrino, costituiscono un altro riferimento dell’arte parietale siciliana. [web:68][web:2]

La Grotta di San Teodoro, ad Acquedolci, rientra fra i siti importanti per la ricostruzione della frequentazione preistorica dell’isola. Altre cavità hanno restituito fossili di mammiferi pleistocenici. Questi depositi permettono di collegare la storia delle grotte alle trasformazioni degli ambienti e delle faune. [web:2]

Lo studio di tali testimonianze dipende dalla conservazione del contesto. Un reperto mantiene informazioni attraverso la posizione e il rapporto con i sedimenti che lo contengono. Esplorazione speleologica e ricerca archeologica devono quindi restare attività distinte ma coordinate, nel rispetto della tutela dei siti.

Biospeleologia in Sicilia: fauna cavernicola e tutela dei pipistrelli

Il patrimonio sotterraneo siciliano comprende organismi e comunità con esigenze ambientali specifiche. Villasmundo documenta il valore delle ricerche sulla fauna cavernicola. Monte Conca evidenzia il ruolo dei microrganismi e dei processi chimici nella disponibilità di risorse alimentari. [web:19][web:41]

La Grotta di Carburangeli, nel territorio di Carini, conserva un sistema carsico di circa 400 metri e ospita pipistrelli. L’ente gestore segnala esemplari appartenenti alle famiglie dei Vespertilionidi e dei Rinolofidi. La tutela riguarda quindi la cavità, il suo bacino di alimentazione e il valore biologico degli ambienti. [web:17][web:31]

Tutela Pipistrelli individua due fasi particolarmente sensibili: il letargo e il periodo di nascita, crescita e svezzamento dei piccoli. Le indicazioni generali richiamano novembre-marzo per la prima fase e giugno-luglio per la seconda. In presenza di colonie, l’associazione raccomanda di evitare i sopralluoghi durante questi periodi. [web:45]

La collaborazione fra speleologi e chirotterologi collega la frequentazione delle grotte alla conservazione. Le osservazioni dei gruppi possono contribuire alla conoscenza dei rifugi. La programmazione delle attività deve restare compatibile con le esigenze delle colonie e con le prescrizioni delle aree protette. [web:49][web:44]

Storia della speleologia in Sicilia e documentazione delle cavità

La ricerca speleologica siciliana ha radici anteriori alle associazioni contemporanee. Nel XVI secolo Filoteo degli Omodei descriveva le grotte vulcaniche etnee. Nel 1896 nacque a Palermo il Gruppo Speleologico “Fausto Orestano” del Club Alpino Siciliano. [web:2]

Nel secondo dopoguerra l’attività associativa si consolidò. Giovanni Mannino ebbe un ruolo centrale nell’esplorazione e nello studio delle cavità palermitane. La Federazione Speleologica Siciliana fu costituita a Ragusa il 6 aprile 1975. [web:2]

La raccolta sistematica dei dati accompagnò questa crescita. L’Associazione Catasto Speleologico Siciliano nacque a Palermo il 4 luglio 1986, per iniziativa di Giovanni Mannino, Vito Buffa, Roberto Cusiano e Marcello Scurria. La documentazione catastale permette di associare a ciascuna cavità un’identità e informazioni utili per successive ricerche. [web:7]

Il rilievo distingue due misure spesso confuse. Lo sviluppo indica la lunghezza dei percorsi rilevati; il dislivello descrive la differenza verticale fra le quote considerate. Per questo una grotta lunga può essere poco profonda, mentre una successione di pozzi può raggiungere un forte dislivello con uno sviluppo contenuto.

Tutela delle grotte in Sicilia: proteggere il sottosuolo e le aree di alimentazione

La protezione delle grotte richiede una lettura dell’intero sistema ambientale. La superficie raccoglie l’acqua che entra nel sottosuolo. Gli ingressi ospitano organismi e regolano gli scambi con l’esterno. I depositi interni conservano informazioni geologiche, biologiche e culturali. [web:2][web:31][web:40]

Le riserve di Santa Ninfa, Entella, Sant’Angelo Muxaro, Carburangeli e Villasmundo–Sant’Alfio rappresentano differenti applicazioni della tutela. Proteggono sistemi nei gessi, cavità carbonatiche, habitat e testimonianze del passato. Non tutte prevedono le stesse modalità di accesso: Villasmundo, per esempio, riserva l’ingresso alle attività di monitoraggio e ricerca. [web:47][web:39][web:37][web:31][web:19]

La speleologia in Sicilia contribuisce a questa conoscenza attraverso la continuità delle esplorazioni. Il lavoro all’Ex P 74, le ricerche nelle Madonie e gli studi scientifici negli altri distretti mostrano funzioni complementari. Individuare nuove cavità, documentare quelle note e conservarne gli ambienti sono parti dello stesso percorso conoscitivo. [web:6][web:3][web:40][web:41]

Fonti consultate per l’articolo e la relazione

La notizia sulla giornata esplorativa, sulla partecipazione dei quattro gruppi e sulla profondità attuale di 82 metri deriva dal testo fornito. Gli approfondimenti utilizzano le seguenti fonti pubbliche.

  1. Scintilena — Campo invernale Madonie SuttaSupra, P74 e ricerche del gennaio 2025. [web:6]
    https://www.scintilena.com/esplorazioni-speleologiche-nelle-madonie-una-nuova-galleria-ventosa-in-grotta-petrini-a-isnello/01/07/
  2. Scintilena — Abisso Petrusi e aggiornamenti delle esplorazioni, marzo 2025. [web:3]
    https://www.scintilena.com/fozza-ddocu-lesplorazione-speleologica-nelle-madonie-continua/03/18/
  3. Rosario Abbate — Le attuali conoscenze speleologiche in Sicilia, Thalassia Salentina, volume 26, supplemento, 2003. Quadro storico e geologico regionale. [web:2][web:60]
    http://siba-ese.unisalento.it/index.php/thalassiasal/article/viewFile/i15910725v26supp295/2050
  4. Marco Vattano e coautori — Hypogenic Caves of Sicily (Southern Italy), atti del Congresso internazionale di speleologia, 2013. [web:63]
    https://www.alpespeleo.fr/com/comdiv/papier/2013/2013%20Vattano%20et%20al%20Hypogenic%20caves%20of%20Sicily%2016%20ICS%20p%20144-149.pdf
  5. Regione Siciliana — Riserva naturale Complesso speleologico Villasmundo–S. Alfio. [web:19]
    https://orbs.regione.sicilia.it/aree-protette/riserve-naturali-siciliane/143-riserva-naturale-complesso-speleologico-villasmundo-s-alfio.html
  6. Legambiente Riserve — Grotta di Santa Ninfa. [web:47]
    https://www.legambienteriserve.it/grotta-di-santa-ninfa/
  7. Regione Siciliana — Riserva naturale Grotta di Entella. [web:39]
    https://orbs.regione.sicilia.it/aree-protette/riserve-naturali-siciliane/107-riserva-naturale-grotta-di-entella.html
  8. Regione Siciliana — Riserva naturale Grotta di Sant’Angelo Muxaro. [web:37]
    https://orbs.regione.sicilia.it/aree-protette/riserve-naturali-siciliane/129-riserva-naturale-grotta-di-sant-angelo-muxaro.html
  9. PLOS ONE — Surface runoff alters cave microbial community structure and function, 2020. [web:40]
    https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0232742
  10. Sulfidic Habitats in the Gypsum Karst System of Monte Conca (Sicily), 2022 — Studio sulla comunità biologica e sulla rete alimentare. [web:41]
    https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8910289/
  11. Parco dell’Etna, sito UNESCO — Grotta del Gelo. [web:29]
    https://unescoparcoetna.it/grotte/grotta-del-gelo/
  12. Parco dell’Etna, sito UNESCO — Grotta del Gelo: monitoraggio del microclima e della massa glaciale. [web:35]
    https://unescoparcoetna.it/approfondimenti/grotta-del-gelo-monitoraggio-del-microclima-e-della-massa-glaciale/
  13. Grotta del Genovese — Presentazione delle incisioni e delle pitture di Levanzo. [web:68]
    https://www.grottadelgenovese.it/eng/grotta.asp
  14. Legambiente Riserve — Grotta di Carburangeli. [web:31]
    https://www.legambienteriserve.it/grotta-di-carburangeli/
  15. Regione Siciliana — Riserva naturale Grotta di Carburangeli. [web:17]
    https://orbs.regione.sicilia.it/aree-protette/riserve-naturali-siciliane/243-riserva-naturale-grotta-di-carburangeli.html
  16. Tutela Pipistrelli — Come comportarsi in presenza di pipistrelli nelle grotte. [web:45]
    https://www.tutelapipistrelli.it/come-comportarsi/
  17. Tutela Pipistrelli — La sezione speleo. [web:49]
    https://www.tutelapipistrelli.it/la-sezione-speleo/
  18. Scintilena — Disturbo dei pipistrelli in grotta, agosto 2026. [web:44]
    https://www.scintilena.com/disturbo-dei-pipistrelli-in-grotta-perche-le-visite-possono-mettere-a-rischio-colonie-e-letargo/08/23/
  19. Associazione Catasto Speleologico Siciliano — Grotte della Sicilia e storia del catasto. [web:7]
    http://www.grottesicilia.altervista.org/

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