Da due o tre giorni tendo l’orecchio e gli occhi a cellulare, pc, smartphone, con la speranza di leggere che Gigi ce l’ha fatta. E’ una gran bella sensazione, l’attesa.
Perchè questa volta non stiamo ad aspettare in ansia per un intervento del Soccorso, siamo in ansia e in attesa di una Esplorazione.

Sarà per la grossa campagna mediatica che è stata fatta prima, con articoli ovunque, dai giornali locali, primo tra tutti il Giornale di Lecco, fino ai social network, ma ogni volta che sto lontano qualche ora da un attrezzo connesso, la prima cosa che faccio è andare a vedere la pagina Prometeo Ricerche di facebook, a cercare di capire come siamo messi.

Da una foto, un commento, si capisce che giorno dopo giorno, punta dopo punta, si va più giù.

Così seguiamo noi, speleo asciutti e lontani, le gesta eroiche di uno dei più grandi esploratori italiani.

Il Gorgazzo fa da scenario, da palcoscenico, e speriamo che non faccia lo stronzo.

I giorni passano e i preparativi vanno avanti.

Casati qui nel 2008 ha stabilito il suo record di immersione in grotta, -212 metri. Ma non è qui per il record, è qui per raccontare quanto va giù ancora questo Gorgazzo.

Il record mondiale di immersione in grotta, è bene ricordarlo, nel frattempo è stato superato da uno speleologo francese Xavier Méniscus di 37 anni nella Font Estramar (Salses-le-Chateau) al confine tra Pirenei orientali e Aude in Francia, arrivando alla profondità di – 262 m. (qui la notizia originale del 2015)

Poco conta per noi. C’è una grotta che va e uno speleologo pronto ad andare.

Gigi stiamo tutti a guardarti, sei un mito

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