Una settimana intensa all’insegna dell’alta professionalità quella trascorsa del “2° International Meeting of Cave Photographers”. Un insieme di speleofotografi provenienti da tutto il mondo hanno saputo condividere le più alte e sofisticate tecniche internazionali della fotografia… comunicando forti emozioni, brillanti idee e progetti speleofotografici straordinari. In tutti comune è stata la voglia di crescere professionalmente attraverso il confronto e lo scambio interculturale, e chiaro è stato in loro il desiderio di rendere l’arte della fotografia del mondo ipogeo tra le espressioni artistiche più elevate del genere umano. Perché gli speleologi sanno che un “click in grotta” va sempre oltre…ed esprime quanto di più sorprendente esista nel sottosuolo. Fotografi, assistenti, modelle ed organizzatori si sono imbattuti in strabilianti serate, trascorse davanti al proiettore per le meravigliose e straordinarie proiezioni provenienti da tutto il mondo, e rese ancora più piacevoli e divertenti da “Rum cubano”, “Gin Lemon triestino-Boegano”, vino locale e simpatiche traduzioni “alternative”. Un’ ottima cucina by “La Salle” ha saputo soddisfare anche i palati più esigenti, nonchè gli obiettivi dei fotografi più pignoli ed affamati. L’appuntamento al terzo meeting è ormai immancabilmente annotato! Una tavola rotonda finale di tutti i partecipanti fotografi ha permesso la discussione e la stipula di nuovi obiettivi comuni, progetti per un terzo raduno e collaborazioni internazionali per prossime spedizioni. Stasera la gran chiusura al Teatro di Trieste, dove il pubblico resterà sorpreso dai capolavori di tutti gli speleo-fotografi…perché questa edizione è stata davvero un'”Opera”, ovvero un’Opera d’Arte scritta veramente da tutti i partecipanti: “Uno, nessuno e centomila speleofotografi da tutto il mondo”.

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