A.P. Lo speleologo ferito è uscito dalla grotta intorno alle 5 di questa mattina

Lo speleologo ferito è stato trasportato all"Ospedale si Cagliari in elicottero

Sardegna – Questa mattina alle 5 e 20 lo speleologo rimasto ferito due giorni fa nella grotta S’Edera ad Urzulei, è stato tratto in salvo dal CNSAS.
A.P. speleologo trentenne, nel primo pomeriggio di domenica era scivolato ed aveva riportato una frattura ad una gamba a circa 180 metri di profondità a 500 metri dall’ingresso.
Fa parte dello Speleo Club Oristanese e stava andando in esplorazione con altri 5 speleologi, tutti sardi.
Dopo l’incidente, due compagni sono usciti per chiamare i soccorsi.
I soccorritori del CNSAS Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico lo hanno raggiunto in tarda serata con i medici del soccorso.
L’intervento di recupero si è rivelato difficile a causa di alcuni punti stretti della grotta che non permettevano il passaggio della barella.
Tecnici provenienti da varie regioni hanno diapatruito i passaggi più scomodi.
Al ferito è stato applicato un tutore che ha permesso di bloccare la gamba, per superare alcuni passaggi senza l’uso della barella.
L’intervento di salvataggio ha visto impegnati circa 90 tecnici del CNSAS con varie specializzazioni, oltre a Vigili del Fuoco e Carabinieri fuori dalla grotta.
Questa mattina A.P. è stato wlitrasportato all’Ospedale di Cagliari.

Segue il COMUNICATO del SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO DELLA SARDEGNA.
Aggiornamento del 14.06.2022 ore 6:30

Intervento del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) per il recupero di uno speleologo infortunato nella grotta S’Edera, Comune di Urzulei (NU).
Si è concluso intorno alle 5:20 il recupero dello speleologo infortunatosi nel primo pomeriggio di domenica 12 giugno all’interno della grotta S’Edera.
Ad attenderlo l’elicottero dell’elisoccorso di base ad Olbia con l’equipe medicalizzata per il trasporto all’ospedale di Cagliari.
L’uomo, A.P. 30 anni, originario di Cagliari, era entrato in grotta domenica
mattina insieme ad un gruppo di speleologi, tutti sardi, per una esplorazione.
Giunti ad una profondità di circa 180 metri, intorno a 500 metri dall’ingresso, nella zona della grotta denominata Pozzo della Grande Marmitta, A.P. è scivolato
riportando una frattura ad una gamba.
Dopo essersi assicurati della situazione, 2 del gruppo sono usciti dalla grotta per allertare il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) della Sardegna.
Immediatamente sono intervenuti i tecnici della Stazione alpina di Ogliastra
per allestire il campo base e supportare le squadre tecniche e sanitarie del soccorso speleologico che sono entrate in grotta per prestare le prime cure all’infortunato.
La morfologia della grotta, purtroppo, non consentiva un agevole passaggio della barella, presidio necessario visto il tipo di trauma subito dall’infortunato,
quindi, sono stati allertati i tecnici di soccorso speleologico specializzati in
disostruzione che, con l’ausilio di microcariche, hanno provveduto ad agevolare il passaggio della barella.
L’infortunato è stato raggiunto dai tecnici e dai sanitari del CNSAS, è stato
stabilizzato e tenuto in un punto caldo appositamente allestito con una tendina per consentirgli di affrontare le lunghe soste dettate dalle operazioni di recupero.
E’ stato anche utilizzato un presidio medico appositamente costruito che gli ha immobilizzato l’arto e allo stesso tempo ha agevolato il passaggio dell’infortunato nei punti stretti senza l’ausilio della barella.
Alle operazioni hanno contribuito i tecnici disostruttori provenienti da
Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Campania, Lazio e Umbria, giunti
sull’isola anche grazie alla collaborazione del CNSAS con l’Aeronautica Militare, che ha messo a disposizione un elicottero decollato da Pratica di Mare. Altri tecnici giunti dalla Toscana e Lazio si affiancano come supporto per la manovra di recupero e alla logistica.
Le operazioni sono durate poco meno di 48 ore e hanno visto impegnati circa 90
tecnici con varie specializzazioni.

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