Diversamente Speleo alle Grotte di Pertosa, com’è andata

SUCCESSO PER L’INIZIATIVA DIVERSAMENTE SPELEO ALLE GROTTE DI PERTOSA
Domenica 21 maggio 2017 alle Grotte di Pertosa si è rinnovato il momento magico in cui gli speleologi incontrano i diversamente abili per condividere l’esperienza di una uscita in grotta in amicizia.
Nonostante la pioggia copiosa e incessante che si è abbattuta sui luoghi interessati da “Diversamente Speleo” per l’intera mattinata, questa edizione ha visto la partecipazione di circa 200 persone tra disabili, accompagnatori e volontari. I partecipanti, divisi in squadre, si sono alternati tra la visita al sito ipogeo e al vicino Museo del suolo.
Gli speleologi campani insieme a volontari di diverse associazioni hanno accompagnato in grotta i diversamente abili, in particolare sollevando le carrozzine nei tratti di percorso turistico inaccessibile per chi ha problemi motori.

Si aggiunge quindi anche questa esperienza alle innumerevoli uscite Diversamente Speleo che si svolgono ormai da diversi anni in molte regioni italiane, grazie all’azione degli speleologi e di molte associazioni di volontariato che supportano questo tipo di attività.

Il prossimo appuntamento Diversamente Speleo è a Giugno alle Grotte di Falvaterra: altri speleologi, altre associazioni, altri diversamente speleologi si ritroveranno in amicizia!

Siete tutti invitati a partecipare a tutti gli appuntamenti di Diversamente Speleo!
http://www.diversamentespeleo.org/

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Narni Sotterranea presenta oggi in Comune la ricostruzione virtuale dei Sotterranei di San Domenico

Presentazione della Narni Sotterranea Virtuale

Sotterranei San Domenico a Narni

Narni Sotterranea

Nel corso degli anni, dalla prima scoperta dei Sotterranei di Narni Sotterranea ad opera del Gruppo Speleologico UTEC NARNI nel 1979, le modalità di fruizione dei Sotterranei di San Domenico a Narni da parte di speleologi e pubblico è cambiata moltissimo: si è ampliata, si è creata una associazione Narni Sotterranea per la fruizione turistica, con l’aggiunta di servizi aggiuntivi, con l’aggiornamento dello stato dell’arte delle ricerche storiche, di archivio e archeologiche effettuate sul campo proprio dentro i sotterranei di San Domenico, o nella chiesa sovrastante.

Le ricerche e gli ampliamenti ai Sotterranei di Narni Sotterranea vengono finanziati con i proventi delle visite guidate e a lavorarci sono sostanzialmente volontari.
L’ultima attrazione dei Sotterranei di San Domenico a Narni, realizzata dall’associazione Narni Sotterranea, verrà presentata oggi in Comune di Narni alle ore 17:00 e si tratta della presentazione virtuale dei sotterranei.
Finanziatore mecenate del progetto di ricostruzione virtuale questa volta è Luis Apperti, industriale messicano capitato in visita guidata che è rimasto particolarmente colpito e promise un aiuto.
A realizzare tecnicamente la visita virtuale di Narni Sotterranea è stata la ditta Mymax Edutainment, una società di produzione audiovisiva indipendente, specializzata nella realizzazione di effetti speciali in computer grafica animata.
I Sotterranei di San Domenico a Narni sono stati oggetto anche di un recentissimo restauro di una parete affrescata della chiesa ipogea, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell?Umbria.
Oggi pomeriggio alle ore 17 presso la sala consigliare del Comune di Narni ci sarà la presentazione delle prime ricostruzioni grafiche, in collegamento via Skype con il munifico messicano che illustrerà le ragioni del suo gesto, durante la quale verrà indicato il giorno dell’inaugurazione.

MYMAX EDUTAINMENT che suona un pò come Rieducational Channel, tra il 2003 e il 2013 ha realizzato le sigle televisive e gli effetti grafici di Voyager, programma RaiDue di Roberto Giacobbo (Dio ci salvi dai contenuti di questa trasmissione, ma almeno tecnicamente siamo sicuri della qualità).
Produce documentari storici per e con le Soprintendenze archeologiche italiane tra le quali la Sovraintendenza per i Beni Culturali di Roma Capitale per la quale ha realizzato le documentazioni filmiche dei lavori di studio e ricerca dell?Area Sacra di Largo Argentina. Realizza inoltre filmati industriali istituzionali e tecnici.
La realizzazione della ricostruzione virtuale della chiesa ipogea di Narni Sotterranea si inserisce nel filone di attività della società che riguarda appunto, le ricostruzioni virtuali di edifici del mondo antico, che caratterizza un importante filone di produzione dell?azienda nella collaborazione con enti del mondo dei beni culturali.
A questa produzione stanno lavorando Luigi Cammuca, esperto di attività informatiche applicate alla realizzazione di effetti speciali per il cinema e l?audiovisivo, e Micaela Della Siria, montatrice video e operatrice specializzata Motion Graphics. I rilievi sono stati effettuati in collaborazione con Valentina Rosatelli dell?ufficio tecnico comunale.

Maggiori info per le visite ai Sotterranei di San Domenico con Narni Sotterranea
http://www.narnisotterranea.it/sotterranei/

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Convegno a Roma per la Giornata delle Miniere

27 maggio 2017

“Miniere, tra passato, presente e futuro”

In occasione della “IX Giornata Nazionale delle Miniere” il Museo di Arte e Giacimenti Minerari a Roma organizza l’evento dal titolo “Le miniere tra passato, presente e futuro”.
Interverrà il giornalista RAI Osvaldo Bevilacqua, ideatore e conduttore del programma televisivo “Sereno Variabile”. Saranno proiettati alcuni filmati di siti minerari tra i più importanti in Italia e in Europa, contenenti affascinanti immagini d’epoca.
Seguirà un intervento della Prof.ssa Silvia Serranti dal titolo “Urban mining: la città miniera del futuro”, in cui si illustrerà come il recupero delle materie prime, quali i metalli rari e preziosi, dagli scarti prodotti nelle aree urbane rappresenti l’alternativa sostenibile allo sfruttamento delle risorse non rinnovabili.
In chiusura Jacopo Ibello, presidente dell’Associazione “Save the industrial heritage” presenterà la mostra fotografica “Wasteland – Viaggio tra i paesaggi minerari” a cura di Isabèl Gollin, organizzazione del Museo di Arte e Giacimenti Minerari in collaborazione con il Museo dell’Arte Classica, che sarà inaugurata alle ore 19:00 presso il Museo dell’Arte Classica.
Durante l’evento si svolgeranno un intermezzo a cura di “Theatron. Teatro antico alla Sapienza” dal titolo “Efesto e i metalli” e una Performance di lettura e interpretazione di frammenti di testi estratti dalla letteratura mineraria a cura di Azzurra Lochi e Anonima Sette.

Sabato 27 maggio ore 17:30 Aula Odeion – Museo dell’Arte Classica
P.le Aldo Moro, 5 – 00185 Roma
SABATO AL MUSEO – Il maggio museale della Sapienza
Edizione 2017

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“Fuori dal buio” a Radio 2


La scorsa sera a Radio2 nel programma serale “Pascal” le avventure di due speleologi che affrontano uno dei passaggi più tosti in una delle grotte più toste della Sardegna.

per ascoltare il racconto:

http://pascal.blog.rai.it/2017/05/19/180-fuori-dal-buio-190517/

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GIORNATA NAZIONALE DELLE MINIERE – Roccamorice (PE) – Domenica 28 maggio 2017

28 maggio 2017
17:00a19:00

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GIORNATA NAZIONALE DELLE MINIERE – Lettomanoppello (PE) – Sabato 27 maggio 2017

27 maggio 2017
09:00a16:00

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Nelle Stufe di San Calogero nel Monte Kronio con il drone – Roba da la Venta, su Sky

Speleologia, tecnologia ed esplorazione spaziale… gli elementi fondamentali del programma Esa_caves.
Durante il week end scorso, un team composto da membri de La Venta, Commissione Grotte “EUGENIO BOEGAN” (CGEB – TS) di Trieste, i ragazzi di Flyability e con l’importante partecipazione dell’astronauta dell’ESA, l’italiano Luca Parmitano, hanno aggiunto un altro piccolo tassello alla geografia sotterranea della Grotta della Cucchiara a Sciacca (Ag).
La particolarità delle Stufe di San Calogero e delle grotte limitrofe è sicuramente l’ambiente estremamente ostile, temperature altissime, davvero difficile realizzare una esplorazione “umana”.
Per questo il Team La Venta, in collaborazione con la Boegan di Trieste, è andata a cercare un drone. L’esplorazione delle grotte con droni probabilmente porterà molte novità nel breve periodo, in quanto le agenzie spaziali mondiali stanno sperimentando droni in grado di esplorare cavità sotterranee, importantissime qunado l’umanità compirà il balzo verso Marte, che con i suoi tubi di lava potrà ospitare i primi uomini, ma tutto fa pensare che il primo esploratore delle grotte di MArte sarà un drone, e la tecnologia aiuterà anche gli speleologi terrestri per prospezioni in luoghi un tempo impensabili.
Ecco il servizio andato in onda su Sky-TG24:
http://video.sky.it

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Fauna nel buio. La biospeleologia nel Carso goriziano

26 maggio 2017
20:30a22:30

All’interno del ciclo di conferenze “Serate in compagnia di..” organizzato dalla Federazione Speleologica Isontina con il patrocinio del Comune di Gradisca d’Isonzo (GO) attraverso il suo Assessorato alla Cultura, il Jamarski Klub Kraski Krti / Gruppo Speleologico Talpe del Carso organizza la serata “Fauna nel buio. La biospeleologia nel Carso goriziano”. L’evento si svolgerà venerdì 26 maggio 2017 alle 20.30 presso il Palazzo Monte di Pietà di Gradisca d’Isonzo (GO) in via Dante Alighieri, 29.
Grazie al racconto di Giacomo Canciani, laureato in biologia evoluzionistica e biospeleologo del JKKK, verrà ripercorsa la storia recente della ricerca biospeleologica nel Carso goriziano e si scopriranno con bellissime immagini quali interessanti creature si sono adattate a vivere negli angoli più nascosti e meno ospitali di questo territorio, le grotte, un ambiente ancora oggi poco conosciuto e poco studiato.
La partecipazione alla serata è libera e gratuita. Invito esteso a tutti.
La-biospeleologia-nel-Carso-Goriziano

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Addestramento specialistico per i tecnici del Soccorso Speleologico a Cuneo

Sant’Anna di Bernezzo: prosegue l’addestramento specialistico per i tecnici del Soccorso Speleologico

Comunicato Stampa CNSAS del 21/04/2017 ore 21:00
Il 20 e 21 maggio l’Abisso Benesì, sulle pendici del Monte Tamone, presso Sant’Anna di Bernezzo (CN), è stato teatro di una esercitazione di soccorso speleologico volta a verificare la preparazione tecnica degli speleosoccorritori. È stato scelto il territorio cuneese per rafforzare il presidio del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) in un ambiente caratterizzato da numerose grotte molto frequentate da speleologi e turisti. Protagonista la Prima Delegazione Speleo del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, parte integrante del CNSAS.


L’esercitazione rientrava nel programma di formazione e mantenimento dei tecnici CNSAS specializzati nel soccorso in grotta definita dalla Scuola Nazionale Tecnici Soccorso Speleologico (SNaTSS). Ha avuto lo scopo di verificare la preparazione dei propri membri all’interno di una grotta complessa caratterizzata da un deciso sviluppo verticale.

E’ stato simulato un intervento coordinato di soccorso medicalizzato e recupero di un ferito infortunatosi in profondità che ha coinvolto 25 volontari.

Le operazioni sono iniziate sabato 20 con l’invio di una squadra di primo intervento partita dalla base operativa di Cuneo. Questa ha tempestivamente raggiunto l’ingresso dell’Abisso Benesì – a quota 873 m – e quindi il luogo dell’incidente simulato a -111 m di profondità, calandosi nella grotta con tecniche di progressione su corda.

I membri della squadra hanno quindi prestato il primo soccorso e condizionato il figurante mettendolo in condizioni di sicurezza, stabilizzandolo e compiendo una prima valutazione delle condizioni mediche registrandole su di un’apposita scheda.

Contemporaneamente, è stata predisposta una linea telefonica in grado di garantire le comunicazioni da ogni punto della grotta fino all’ingresso e, da qui, al campo base, dove è stata allestita la Direzione delle Operazioni.

Trasmesse all’esterno le condizioni del ferito, è stato pianificato il recupero: innanzitutto con l’invio all’interno della grotta di un medico del CNSAS abilitata agli interventi in ambiente ostile che lo ha ulteriormente condizionato. La dottoressa lo ha quindi predisposto per il trasporto e ha supervisionato le operazioni di imbarellamento, cogliendo l’occasione per una lezione di primo soccorso in grotta, rientrante nel programma di formazione dei tecnici.

In seguito, due squadre di tecnici attrezzisti si sono alternate lungo il percorso allestendo sistemi di recupero su corda che hanno permesso alla barella col ferito – accompagnata dai tecnici barellieri – di risalire in condizioni di sicurezza fino a raggiungere l’esterno.

Sono state sperimentate alcune tecniche di alto livello – all’avanguardia nel panorama nazionale – che permettono di allestire dispositivi di recupero in totale sicurezza, ma con un minore impiego di materiali e con tempi molto rapidi, fattori che costituiscono notevole vantaggio soprattutto nei soccorsi in grotte molto complesse e di grande profondità.

L’esercitazione è proseguita senza interruzioni durante la notte e si è conclusa domenica 21 sotto il continuo monitoraggio di tutte le operazioni da parte degli Istruttori Regionali della SNaTSS. Due Operatori di Soccorso hanno progredito nel loro percorso formativo certificandosi come Tecnici di Soccorso Speleologico. Altri sette tecnici hanno brillantemente superato la verifica di mantenimento triennale e tutti i volontari hanno avuto modo di affinare manovre avanzate particolarmente complesse che in situazioni critiche possono risultare decisive.

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Dilettanti o professionisti ma speleologi.

Il dibattito sullo stato del movimento speleologico italiano oggi si può concentrare sui metodi funzionali ed operativi attualmente utilizzati dalle strutture organizzate e dai singoli gruppi di appassionati tra i quali, senza ipocrisie, è sempre più evidente la differenza di impostazione strategica.
C’è chi crede che la speleologia possa restare o diventare un’attività scientifico-sportiva di massa prettamente dilettantistica ed altri i quali ritengono che solo con un’impostazione “professionistica” auto gestita, si possano ottenere risultati esplorativi migliori, in tempi che non si concentrano solo nei fine settimana e utilizzando per quanto possibile le sponsorizzazioni.
E’ lapalissiano che tutti non possono (in certi casi non debbano) intraprendere attività scientifiche od esplorative complesse simili, solo per esempio, a “la Venta”, a Pedrali, a Bollini e il suo fantastico gruppo, perché per superare gli ostacoli operativi delle grandi sfide servono notevoli capacità e competenze fuse con un’adeguata programmazione organizzativa ed economica.
Nella realtà infatti, da quando sono entrate in uso le tecniche di discesa e risalita su corda che hanno permesso di superare in poche persone grandi difficoltà e raggiungere sempre maggiori profondità, sono nati spontaneamente diversi raggruppamenti di speleologi selezionati (provenienti da diverse associazioni) che si sono liberamente organizzati ed auto finanziati per effettuare in totale autonomia complesse esplorazioni.
Certo però è anche che solo un movimento di massa può dare la certezza di alimentare, come penso ogni appassionato desidera, la diffusione della pratica speleologica e il ricambio generazionale necessario; oggi dobbiamo constatare purtroppo che sono pochi i giovani che “vanno in grotta” visto che effettivamente l’età media di chi pratica attività continuativa supera spesso i 40 anni.
Per una cronica mancanza di risorse umane ed economiche infatti i Gruppi Speleologici inseriti in Associazioni regolarmente costituite (C.A.I, società sportive ecc) organizzano con sempre più difficoltà i Corsi di introduzione ed addestramento; l’unica novità positiva sta nel cospicuo numero di donne che, finalmente, hanno scoperto il fascino dei mondi ipogei.
Le Istituzioni pubbliche che solo dopo la tragedia di Vermicino si sono rese conto di quanto possono essere indispensabili gli speleologi soccorritori, facilitano solo in rari casi la nostra pratica e oggi si limitano a sfruttarne le peculiari potenzialità perché nell’ambiente politico e nell’immaginario collettivo, andare sotto terra è ancora una cosa per “pazzi” appassionati e non per gente che si dedica allo studio del territorio e della terra.
Dopo questa banale ma doverosa premessa è indispensabile fare alcune considerazioni.
Parto dall’ovvio presupposto che i due modi di andare in grotta non sono in contrapposizione ma complementari a patto però che non entrino in competizione e che i “professionisti” non condizionino le attività dei “dilettanti”; intendendo per “professionisti” coloro che vanno in grotta solo per il piacere della scoperta o della profondità ma che non hanno intenzione di dedicare tempo alla formazione di neofiti e/o restare condizionati dalle regole, dagli obbiettivi di divulgazione, dai limiti organizzativi ed economici comunque esistenti in Associazioni ufficiali.
Voglio dire che fatta salva la possibilità di una auspicata collaborazione, coloro che hanno l’intenzione di fare speleologia “professionale o professionistica” non dovrebbero, in genere, strumentalizzare le attività all’interno di Gruppi Speleologici formati da “dilettanti”.
Senza una loro scelta chiara e onesta rischiano di essere condizionanti perché portatori di interessi e aspirazioni lontani dalle potenzialità dei più, tanto da risultare forse anche di disturbo alle attività di base che mirano principalmente alla diffusione della pratica e della passione. Si riscontra storicamente che visioni e obbiettivi diametralmente opposti producono in una Associazione facili spaccature operative che possono innescare il crollo di un movimento dilettantistico anche all’interno di un Gruppo Speleologico storico e glorioso.
Da vecchio speleologo so bene che tali discorsi possono suscitare critiche, forse anche ironie, da parte di molti sognatori che negano ancora l’esistenza di una realtà oggettiva che da qualche anno si è instaurata nel nostro ambiente; per me è difficile però non stigmatizzare situazioni dove il senso di appartenenza e gli obbiettivi ideali da condividere vengono a volte messi in secondo piano o peggio cancellati da egoistiche aspirazioni, magari anche di autonomia economica, dei “più forti ed esperti” .
Stimo, seguo ed ammiro i “professionisti” che hanno avuto l’onestà di evitare una deleteria commistione con la speleologia “dilettantistica”, mi auguro solo che rimangano da stimolo per i sogni dei giovani e che, un giorno, molti di loro riprendano a trasferire ai nuovi appassionati la loro esperienza.

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