Corso di Speleologia di I Livello 2015 a Manfredonia (Fg)



Più INFO sul blog del Gruppo Speleologico Gargano

Federazione Francese di Speleologia: congresso annuale in Costa Azzurra

23 maggio 2015a25 maggio 2015

Saluti a tutti gli speleo!
Sono lieto di invitarvi a partecipare al congresso annuale della Federazione Francese di Speleologia 2015
che avrà luogo in Costa Azzurra a Saint-Vallier de Thiey dal 23 al 25 Maggio.
(50 chilometri a ovest di Nizza, ndt)

Per tutte le informazioni, si può visitare il sito del congresso http://stvallier2015.ffspeleo.fr/index.php ( in francese e inglese).

Ecco alcune informazioni utili da sapere.
Per alloggiare (in Costa Azzurra non è facile) abbiamo predisposto un grande campeggio per tende e camper, disponibile dall’ 1 al 31 Maggio; non ha tantissimi servizi, ma è gratis!

Tutte le iniziative del congresso (a parte le grotte…) saranno concentrate in un’area piuttosto limitata, tutto raggiungibile a piedi.
La registrazione al congresso è più conveniente per chi la fa online.
Anche il negozio del congresso (t-shirt, libri) è disponibile online, a prezzi più economici che al congresso.
Ci saranno molte grotte armate, dal 1 al 31 Maggio, comprese nuove grotte….quasi tutte le descrizioni delle grotte sono disponibili online. Vedi la pagina delle grotte armate (e anche di quelle orizzontali) “Equipped Caves page” !

On-line trovate anche un programma preliminare delle conferenze e presto saranno disponibili i programmi completi con mostre, film e anche un concerto.

Ci sarà lo speleo-bar “La Caverne”, sia con ristoratori locali che con stand dei gruppi speleo.
Se volete vendere le vostre specialità locali (sia cibi che bevande) durante i tre giorni del congresso, siete pregati di contattare il prima possibile Francis all’indirizzo: info.congres2015@ffspeleo.fr

Per il comitato organizzatore del congresso,

Eric Madelaine.

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Hello cavers,
I am glad to invite you to participate to the annual congress of the french Caving Federation (Fédération Française de Spéléologie),that will take place:
May 23-25th 2015
in Saint-Vallier de Thiey, (06), on the Côte d’Azur.
You will find a lot of information (both in french and in english) on the congress web site at:
http://stvallier2015.ffspeleo.fr/index.php
Here are some of the main points that you may want to know:
- Lodging is not very easy on the Côte d’Azur.
So we have planned a large camping site, both for tents or for camping-cars. It will offer crude facilities, but it is free of charge!
The camping site is available from May 11th to May 31st
All congress hot spots (excepted for caves…) will be concentrated in a quite small area, everything is in walking distance.
- Registration to the congress is cheaper if you register online through the web site
The congress Shop (Tshirts, Books) is also available online and cheaper than on the congress
- We will have quite a large number of caves equipped, from May 1st to May 31st, including some unpublished caves…
The cave description are (almost all) available online.
Check the Equipped Caves page !
- There is a preliminary conference program online, and we will add soon a full program with expos, movies, and even a concert.
There will be a “speleo-bar”, that we name “La Caverne”, with both local food providers, and caver food booths. If you feel like selling your local specialties (both food and drinks), during the 3 days of the congress, please contact Francis at: info.congres2015@ffspeleo.fr as soon as possible.

For the congress organising committee,

Eric Madelaine.

Illuminazione grotta Valentina

Nelle giornate del 1-2-3 maggio, il Gruppo Speleologico San Giusto organizza l’apertura della grotta Valentina, completamente illuminata per l’occasione.
Le visite, essendo una grotta sub-orrizontale, sono adatte a tutti, dai più piccoli ai più avanti con gli anni.
Non si tratta però di una grotta turistica, se pur illuminata artificialmente (tutto l’impianto é rimovibile e non arreca danno alla cavità), la grotta Valentina mantiene intatti i passaggi che i primi esploratori, negli anni ’80, hanno dovuto affrontare per poter scoprire questo gioiello del Carso Triestino, dando ai visitatori la possibilità di provare una vera esperienza speleologica. Il cambio di vestiti é d’obbligo. L’indispensabile casco protettivo viene fornito dal GSSG.
Informazioni e prenotazioni:
info@gssg.it
333/8389164
338/6416973

Qui sotto il volantino della manifestazione:

CAMPO SCUOLA DI SPELEOLOGIA 2015 IN CALABRIA

Si terrà dal 27 luglio al 2 agosto 2015 in Calabria settentrionale, nei comuni di Cerchiara di Calabria, Morano Calabro e Guardia Piemontese in provincia di Cosenza. 15 posti disponibili per “iniziare da zero” e per prendere parte, successivamente, alle attività di esplorazione e ricerca del CRS “Enzo dei Medici”. Il termine per presentare le domande di partecipazione è il 10 luglio 2015.

Per informazioni e iscrizioni: www.enzodeimedici.it

Campo scuola di speleologia 2015 in Calabria

Rana-Pisatela 40 km…ultimo Appuntamento al Buio del GSP

21 aprile 2015
21:00a23:00
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L’ultima serata della rassegna “Appuntamenti al buio”, organizzata dal Gruppo Speleologico Padovano, avrà come ospite Sandro Sedran, che ci presenterà il documentario “Rana-Pisatela 40 km”.
Il documentario illustra tutti gli aspetti di questo importante complesso carsico vicentino, dalla storia delle esplorazioni, passando per la geologia, il clima, l’idrologia e giungendo fino alla frequentazione dei giorni nostri.
Sandro presenterà poi il suo nuovo libro-guida, fresco di stampa, su una selezione di cavità del Friuli Venezia Giulia: “Grotte al Confine Est” edito da Idea Montagna.
La serata si terrà a Padova il giorno martedì 21 aprile a partire dalle ore 21.00 presso la sede dei CAI di Padova, in Via Gradenigo 10. Ingresso libero.
Al termine della serata ci sarà un piccolo rinfresco…vi aspettiamo!
Giulia

Nasce la SCUOLA ALTI LESSINI

Storie di grotte e speleologi. Nasce a Sant’Anna d’Alfaedo la prima scuola di speleologia in Lessinia. Giovedì 16 aprile, alle 21, nel teatro comunale, con ingresso libero, si terrà la serata inaugurale del primo corso del 1° livello della neonata scuola di speleologia «Alti Lessini».
La scuola, nasce in seno al «Gruppo Alti Lessini» di Sant’Anna d’Alfaedo, dopo anni di impegno da parte di 10 soci del sodalizio i quali, con passione e caparbietà, hanno superato gli esami di qualifica di istruttori e aiuto istruttori della Commissione nazionale Scuole di Speleologia della Ssi, Società Speleologia Italiana.
Gianluca Benedetti, presidente del Gruppo Alti Lessini e direttore della neonata scuola di Speleologia «Alti Lessini», afferma: «Finalmente, dopo anni di studio e preparazione, e con la collborazione di altri gruppi veronesi, soprattutto del gruppo speleologico di Montecchia di Crosara e del Centro ricerche naturalistiche di Verona, salutiamo la nascita della scuola».

http://www.larena.it/stories/391_lessinia/1131163_scuola_in_lessinia_per_la_speleologia/?refresh_ce#scroll=884

Escursione alla Grotta di Faggeto Tondo nel Parco di Monte Cucco

19 aprile 2015

Domenica 19 Aprile 2015 il Gruppo Speleologico Cai di Perugia organizza un’Escursione alla Grotta di Faggeto Tondo nel Parco di Monte Cucco.
La partecipazione è aperta a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al suggestivo mondo ipogeo; per l’occasione la Grotta, situata nella splendida cornice del parco di Monte Cucco verrà attrezzata per rendere possibile la gita anche a chi non abbia particolare esperienza speleologica.
sotto l’attenta supervisione di esperti accompagnatori sarà proposta la classica traversata, per uno sviluppo di 750 m ed un dislivello interno di circa 100 m circa.
Lungo il percorso si potranno osservare depositi di gesso e calcite, in forma cristallina, formatasi in seguito alla risalita di fluidi termali; un affascinante itinerario con qualche passaggio più impegnativo, ma niente di impossibile: un’occasione per scoprire la vostra indole di esploratori!
L’attrezzatura tecnica per la progressione verrà fornita dal Gruppo Speleologico Cai Perugia


A fine escursione ci ritroveremo per una merenda con formaggio, salsicce secche e vino a volontà..!

PER INFO E PRENOTAZIONI
Claudia Giorgetti: 339-2832465 mail: giorgetticlaudia@gmail.com oppure Moreno Neri: 347-5724925 mail: morenoneri1975@gmail.com in alternativa recati al Gruppo Speleologico CAI Perugia, Via Bellocchio Sanfaustino, 44 – 01624 Perugia (giovedì dalle 21,30 alle 24)
www.speleopg.it

Ciao Bianca

Eri una di noi.

Con profondo dolore ti salutiamo per sempre.
Ti ricordiamo così, ballando sui tavoli di un raduno speleo.

33° Corso d’Introduzione alla Speleologia GGSchio

Il Gruppo Grotte Schio Cai organizza il 33° Corso di introduzione alla Speleologia sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia Cai che vedrà come direttore l’IS Simone Valmorbida.
Questo si terrà dal 7 maggio al 14 giugno 2015 e sarà in concomittanza al Corso d’Introduzione organizzato dal Gruppo Grotte Trevisìol di Vicenza con il quale da qualche anno portiamo avanti progetti ed attività esplorative.

Storia della tragedia in Marocco, quando la realtà supera l’immaginazione, il racconto del superstite

Il racconto degli eventi nel canyon del fiume Wandrass in Marocco supera qualsiasi cosa immaginata.

Probabile carenza di competenze e attrezzature, ma il racconto del superstite ci mette al corrente di uno scenario spaventoso in cui l’abbandono di un ferito sotto una cascata di acqua ghiacciata è crudeltà senza limiti, cose mai viste in un intervento di soccorso fatto da un servizio pubblico. Non potevamo pensare a niente di simile in un paese civile, il Marocco è lontano una ventina di km dalla Spagna nello spazio, ma è lontano un secolo.

Juan Bolívar, l’unico superstite dell’incidente avvenuto in Marocco una settimana fa, questa pomeriggio ha raccontato la sua esperienza sui monti dell’Atlante e sul soccorso, che dice “non è stata una cosa normale”. Con forte emozione, il giovane ha descritto i fatti accaduti. “Li ho visti parlare tra loro [Gustavo Virues e José Antonio Martínez], ho guardato giù per un attimo e li ho visti cadere … era come un film. Non credevo che stava veramente accadendo.

La conferenza stampa è iniziata con un minuto di silenzio per le vittime, Bolívar ha raccontato quello che è successo, da Domenica 29 quando Gustavo è morto nella caduta, e come ha seguito il suo compagno José Antonio, “Ho preso tutti i vestiti caldi possibili e glieli ho buttati sopra (…)”. Per cinque giorni l’ho accudito, nutrito, ha parlato.
Gustavo Virues, appassionato di avventura sognava di viaggiare sull’Atlante
Quando finalmente è arrivato il soccorso, hanno gettato una corda a Juan Bolivar e una barella. “Ho visto che nessuno giù si adoperava per aiutarlo a mettersi sulla barella, io non sono un medico.” Poi è sceso. “Ancora cinque minuti, siamo vivi e stiamo andando a casa”, ricorda di aver detto a José Antonio prima che cominciassero a tirare.
Assicura che non capivano cosa stesse succedendo, ad un certo punto la barella è finita sotto cascata e li c’è rimasta una notte intera. “Ho ascoltato annegare”.
Con un sentimento di rabbia e impotenza, Juan ha raccontato di come il suo compagno ha resistito “come un cinghiale con la sua forza, è stato grande”

“Mi chiedo come si possa raggiungere un posto così pericoloso”, dice Mohamed Ahardul, del vicino villaggio di Tassaout, che è stato il primo marocchino a raggiungere il ciglio del burrone e vedere i tre spagnoli feriti.
“C’è stato un enorme quantità di neve e molto freddo, ma è un posto molto difficile”, dice al telefono da Tassaout.
Venerdì 3 aprile nel pomeriggio un gruppo di spagnoli è venuto al suo villaggio a chiedere aiuto: “Abbiamo comunicato a gesti”, hanno detto “Wandrass, wandrass” che è il nome del canyon dove erano caduti gli amici.
Ahardul Mohamed, il fratello e un vicino di casa si sono messi in marcia con gli spagnoli per arrivare, dopo quattro ore di cammino, al margine superiore del canyon. Camminarono nella notte e passarono tutta la notte in cima.
Ahardul non ha molto altro da dire. Da quel momento il comando è passato alla gendarmeria e alla Protezione Civile marocchina.
La spedizione che ha accompagnato il sopravvissuto ha detto: “Quello di José Antonio è stato un omicidio per negligenza del governo marocchino che voleva dare un immagine di capacità al mondo”, ha detto José Morillas, compagno degli speleologi deceduti. Inoltre, i membri della spedizione hanno avviato un’azione legale, hanno contattato l’ufficio del giudice Garzón che si è offerto di prendere il caso.

Bolivar ha fatto un resoconto dettagliato di quello che è successo alla spedizione dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno partecipato alle operazioni di soccorso.
Come spiegato da sei speleologi partiti alle sei verso il Canyon Wandrass, accompagnati da una guida locale, una volta arrivati all’ingresso del canyon, il gruppo si è separato, e Gustavo Virues, José Antonio Martínez e Juan Bolivar hanno salutato il resto della comitiva con cui si sarebbero dovuti incontrare dopo tre giorni.
Dopo 12 ore di cammino, i tre si sono fermati a mangiare e a rivedere il percorso da tenere, visto che c’era una cascata insuperabile e avrebbero dovuto fare una deviazione. (n.d.r. sembrerebbe uno sforramento)
Infatti, come spiegato, per superare la cascata dopo il primo salto era necessario scalare una parete. Così, Gustavo Virues ha iniziato la salita, mentre José Antonio Martínez faceva sicura. Nel frattempo, Bolivar stava raccogliendo i materiali per essere pronti per proseguire.
Dato che José Antonio aveva perso il contatto visivo con Gustavo Virues, ha deciso di salire. A un certo punto, senza accorgersi di come possa essere successo, Bolívar ha visto cadere entrambi.
Dopo aver superato lo “shock” Bolívar ha raggiunto Martinez, perché era quello più vicino. Vide che stava sanguinando dalla testa e aveva della convulsioni, ma era cosciente. Mentre l’altro non reagiva e lo ha dato per morto.
Bolivar ha aiutato il compagno a sganciarsi dalla corda e l’ha portato più in basso in un luogo riparato, costruendo una sorta di igloo nella neve per proteggersi dal freddo e mettere i vestiti dell’amico morto al ferito. Ha cercato un rifugio senza neve e ha trascorso la notte lì, a pensare “al peggio”, scrivendo messaggi di addio ai loro amici.
La mattina dopo verificando che l’amico era ancora vivo ha cominciato ad avere fiducia, e così è rimasto per sei giorni con lui.
Ad un certo punto sono arrivati due uomini, poi identificati come gendarmi marocchini, che hanno gettato una corda e una barella per farci mettere Jose Antonio.
Bolivar, si è rifiutato di fare tutto da solo non essendo un soccorritore e ha fatto scendere un gendarme. Bolivar allora ha detto al suo compagno di aspettare “cinque minuti” che stava già andando a “casa”. Ma la barella non usciva, e il gendarme gli ha detto di non preoccuparsi che aveva lasciato la testa del ferito fuori dall’acqua. “Non ho visto una logica, non so perché la barella non stava andando in su. Ci fu un altro tiro alla fune, ed ero sotto la cascata”, ha affermato.
Venne la notte e Jose Antonio “era ancora in acqua,” e Bolivar non poteva fare niente, ascoltando le sue grida: “. Io soffoco, mi stò affogando” La Gendarmeria è scomparsa da li, e dopo due ore è arrivata la Protezione Civile del Marocco, ma il suo compagno, che aveva tenuto in vita in questi giorni, che aveva alimentato e curato, era morto.
La Protezione Civile ha detto poi che il modo più rapido per uscire era “un sentiero da capre” e ha dovuto camminare quattro ore per raggiungere un villaggio dove è stato curato ed è stato messo su una barella.
“Non ho potuto fare niente, vedo come qualcuno dovrebbe venire a salvarti e questo ti dà un sacco di rabbia” è rimasto l’unico sopravvissuto, che ha criticato il tentativo di sollevare per 300 metri “a mano libera”, senza nessun altro aiuto, il suo compagno che tra barella e acqua avrà pesato più di 80 chili.

Articolo tradotto da Andrea Scatolini, dal blog http://andaluciaexplora.blogspot.com.es/