Stazione meteo Buso della Rana (Monte di Malo)

Presso il Parco del Buso della Rana (Monte di Malo, Vicenza) è stata installata una nuova stazione meteo a cura di Biosphaera, ad uso e consumo di tutti gli speleologi che frequentano la grotta.

La stazione è utile per conoscere o prevedere i livelli d’acqua nella grotta e per pianificare le vostre uscite.

Grafico

La pagina con i dati aggiornati (ANCORA IN FASE BETA) è visibile all’indirizzo:

http://www.cooperativabiosphaera.it/meteorana/

Verrà modificata nei prossimi giorni, ma in ogni caso i dati che trovate sono corretti e ufficiali.

Scadenza presentazione abstracts XXII Congresso Nazionale di Speleologia

Si ricorda che il 31 luglio scade il termine utile per la presentazione degli abstracts
tutte le informazioni su http://www.congressospeleo2015.org/contributi

Elezioni 2014: rinnovo cariche Società Speleologica Italiana

Alla fine del 2014 scadrà il mandato dell’attuale dirigenza della Società Speleologica Italiana e le cariche sociali dovranno essere completamente rinnovate. Il 5 luglio 2014 sono pervenute presso la sede della SSI le candidature degli aspiranti alle cariche.

Sono da eleggere:

un presidente

12 consiglieri

3 probiviri

3 revisori dei conti.

A questo link troverete tutte le candidature CANDIDATURE SSI

Preme sottolineare che, come qualsiasi elezione che si rispetti, dovrà vigere il rispetto fra e per i candidati e a loro volta essi dovranno evitare comportamenti e propagande che ledano altrui candidatura o che utilizzino mezzi impropri per la propria sponsorizzazione; ragion per cui Scintilena fungerà ESCLUSIVAMENTE (come sempre ha fatto fino ad oggi) da organo di informazione e non di promozione di alcuno dei candidati.

Lo scrutinio avverrà a Bologna sabato 8 novembre 2014 a partire dalle ore 11 e ci sara’ la possibilità di consegnare direttamente a mano la busta fino alle ore 10 e poter partecipare cosi’allo spoglio delle schede, (in questo caso ti prego di contattare preventivamente la Segreteria cell. 335 5433673)

RICORDATI: VOTARE E’ UN DIRITTO ED UN DOVERE IMPORTANTE PER CUI VOTA!

Ci auguriamo che il nuovo consiglio che verrà eletto sia il migliore !

Grotte di Marostica: laboratorio per diventare speleologi

200 grotte sulla Luna!


Sono circa duecento le grotte finora scoperte e documentate dal Lunar Reconnaissance Orbiter, occhio instancabile della Nasa che negli ultimi anni di ricerca, è stato utilizzato per un programma che prevede il censimento delle cavità del nostro satellite.
La scoperta importantissima apre numerosi scenari per la possibile colonizzazione ed esplorazione del nostro satellite ma anche per la ricerca di forme di vita.
Le cavità di importantissimo interesse scientifico sul nostro satellite, sono state avvistate per la prima volta nel 2009 da una sonda giapponese, da allora l’attenzione si è focalizzata su questa tematica in cui le agenzie spaziali di tutto il mondo ripongono sempre più interesse.
La documentazione delle cavità lunari è lontana dalla fine con ancora il 60% della superficie lunare da coprire, dato che fa ben sperare i ricercatori nella scoperta di altre numerose cavità.
lo studio delle cavità extraterrestri è ormai un nuovo campo di ricerca avviato che non potrà che riservare ottime sorprese.

notizie integrali su:

Grotte lunari

Cronistoria del recupero di 8 speleo in una grotta dell’Isere (Francia)

15 H 45: Selon nos informations, les spéléologues seraient sortis, ou en train de sortir, des cuves de Sassenage. Les secouristes bénévoles, contactés dans un premier temps en cours d’après-midi pour venir en renfort, ont reçu un message leur disant qu’il n’y avait « plus besoin » d’eux puisque « les spéléologues sont en cours de sortie ».

14 H 44: Un premier contact aurait été établi avec le groupe de huit spéléologues il y a quelques minutes.

14 H 43: Thierry Larribe, conseiller technique du préfet, vient d’expliquer que les équipes de secours ont retrouvé dans l’eau des objets appartenant aux spéléologues. Vraisemblablement abandonnés pour indiquer leur présence.

14 H 10: les premières équipes envoyées dans les cuves sont arrivées derrière la galerie des enfers mais n’ont pas encore fait la jonction avec le groupe en perdition. Le dispositif de secours est appelé à monter en puissance. Les membres du spéléo secours Isère battent le rappel pour trouver de nouveaux spéléologues pour participer aux recherches.

13 H: les spéléologues sont partis hier midi. L’accès aux Cuves étant réglementé et n’ étant pas revenus comme prévu, l’alerte a été donnée. La galerie des enfers n’est qu’à une dizaine de minutes de l’ entrée mais très sensible aux crues.

12 H 45: plusieurs équipes s acheminent à l’entrée du réseau et vont tenter de jonctionner avec les huit spéléologues dont on ne sait toujours pas s’ils sont ensemble après la galerie des Enfers

12 H 10: le poste de commandement a été installé. La décrue a commencé. Mais les secours sont toujours bloqués à l’entrée des Cuves de Sassenage, au niveau de la Salle des Enfers derrière laquelle seraient coincés les huit spéléologues.

11 H 34: huit spéléologues, engagés depuis hier matin dans la grotte des Cuves de Sassenage pour un parcours estimé à 12 heures aller-retour ne sont pas rentrés de leur sortie de spéléologie. D’après nos informations, ce sont des spéléologues très expérimentés et ils ne sont pas originaires de l’Isère. Le préfet a déclenché le plan départemental de secours-spéléo ce matin à 9 heures. Actuellement, les secouristes sont sur place.

http://www.ledauphine.com/isere-sud/2014/07/22/huit-speleologues-coinces-dans-les-cuves-de-sassenage

Marostica (VI): concluso il Corso Estivo, ora parte davvero l’avventura chiamata speleologia

13 fra istruttori e docenti di speleologia, 10 allievi che hanno finalizzato il corso più 5 che hanno frequentato solo un’uscita e 3 splendide giornate passate a farci meravigliare dall’incredibile mondo che l’acqua ha scavato nel cuore delle nostre montagne, questo è stato in numeri il Corso Estivo di Speleologia organizzato dal Gruppo Speleo CAI Marostica barbastrji, sotto l’Egida della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI, conclusosi la scorsa domenica con l’uscita al Buso dea Pisatea, Altopiano del Faedo (VI). Abbiamo risalito per oltre due km i torrenti sotterranei che solcano il Buso della Rana, sferzati dai venti che corrono lungo i quasi 40km di questa grotta. Ci siamo preparati a scendere e salire le verticali sotterranee facendo una palestra di progressione su corda nel maestoso cavernone che si apre sulla sinistra idrografica della Valgadena, quasi al suo sbocco in Brenta. E poi infine siamo andati a scendere davvero le buie vie dell’acqua andando al Buso dea Pisatea dove, dopo una serie di antiche cascate abbandonate dai flutti, si entra nel torrente sotterraneo che ha scavato chilometri di gallerie ricche di concrezioni e forme imponenti, laghi e piccoli salti d’acqua. Quest’avventura del corso si è coclusa domenica ma ora un’altra ancora più grande aspetta tutti gli ormai ex allievi che vorranno continuare a farsi ammaliare dallo spettacolo delle grotte. Sono già in programma uscite per esplorare nuovi ambienti sotterranei, nuove grotte dove nessuno ha mai messo piede. Uscite per mapparle e raccogliere quanti più dati possibile in modo da poterne capire la genesi e il loro particolare ecosistema, farle conoscere a chi non è speleologo. L’anno scorso proprio in questi giorni due ex allievi del corso estivo di speleologia 2013 si accingevano a scoprire il più grande salone sotterraneo naturale del marosticense aprendo la strada per trovare nella stessa area altre 3 nuove grotte. Insomma non mancheranno emozioni per chi vorrà seguirci in quest’avventura chiamata speleologia. Intanto voglio ringraziarvi tutti, voglio ringraziare tutti i partecipanti a queste giornate di corso: INS Maurizio Mottin (G S CAI Marostica I barbastrji), Guido Maria Agostini (G S CAI Marostica I barbastrji), Luca Miotto (G S CAI Marostica I barbastrji), ISS Davide Michele Strapazzon (G S Geo CAI Bassano), Silvia Carlesso (G S CAI Marostica I barbastrji), Massimo Santini (G S CAI Marostica I barbastrji), Aurora Costenaro (G S CAI Marostica I barbastrji), Piero Manghisi (G S CAI Marostica I barbastrji), Giuseppe Visentin (G S CAI Marostica I barbastrji), Marina Presa (G S CAI Marostica I barbastrji), Andrea Grigoletto (G S CAI Marostica I barbastrji), IS Luca Dalle Tezze (G G Valdagno), ISS Giuseppe Zarantonello (G G Valdagno), Tiziano Viola (G G Valdagno), Nelda Busato, Flavio Noè, Anna Maria dal Ponte, Nicolò Barison, Marco Corradin, Enrico Grespan, Giulio Piras e Sofia, Davide Bertinazzo, Paolo Nizzardo, Francesca Ceccato, Francesco Toniazzo.

INS Valentina Tiberi
direttore del corso,
Segreteria Gruppo Speleologico CAI Marostica I barbastrji www.speleologia.biz

Toward Sky apre al pubblico la neviera della Valle

Questo inverno le forze dell’associazione Toward Sky si sono concentrate su un ipogeo esistente nel rione Valle Inferiore a Todi. Una vecchia grata arrugginita nascondeva alcuni ambienti ricolmi di rifiuti e calcinacci gettati all’interno nel corso degli anni da gente senza troppi scrupoli. Dopo un lungo lavoro il sotterraneo è stato ripulito ed è stata resa di nuovo agibile la ripida scala che permette di scendere all’interno. Lo studio della struttura e i documenti rinvenuti grazie ad una capillare ricerca d’archivio tuttora in corso hanno permesso di stabilire che si tratta di una neviera, cioè un ambiente sotterraneo destinato alla conservazione della neve raccolta nel periodo invernale. Durante la stagione calda la neve, tramutatasi in ghiaccio, veniva utilizzata per preparare bevande fresche e sorbetti, per conservare i cibi deperibili e per usi medici. Questa vestigia dell’epoca pre-industriale, in cui non esistevano frigoriferi e non era possibile quindi produrre ghiaccio artificialmente, venne realizzata dal medico chirurgo Tobia Ottoni nel 1827. Cosa se ne facesse l’Ottoni di tanto ghiaccio i documenti non lo dicono ma, data la sua professione, è probabile che lo utilizzasse per desensibilizzare le parti del corpo su cui andava ad operare. Infatti questa era la prassi medica sino al 1846 quando per la prima volta si sperimentò la sedazione dei pazienti con l’etere.
In occasione della notte bianca tenutasi in città lo scorso sabato 5 luglio, per la prima volta la neviera è stata illuminata e mostrata al pubblico. La sorpresa dipinta sul volto dei circa 70 visitatori e i pareri positivi riscontrati fanno ben sperare gli organizzatori che ora mirano ad una valorizzazione permanente del sito. Se ben illuminato infatti l’ipogeo è visibile dalla via e basterebbe disporre di un allaccio alla rete elettrica pubblica per sottrarlo alle tenebre.

Valerio Chiaraluce
Massimo Rocchi Bilancini

Fotografia di Carlo Rocchi Bilancini

Campo Speleologico Multidisciplinare in Bosnia

E’ appena terminato il campo speleologico multidisciplinare che quest’anno il GSB-USB ha organizzato in Bosnia Herzegovina, per il progetto Praca Valley, la grotta oggetto delle maggiori attenzioni è la Govjestica che dallo scorso anno, grazie alle varie esplorazioni degli storici gruppi Italiani e Bosniaci è diventata la più estesa della Bosnia. L’attenzione principale è stata posta all’allestimento di un campo interno per permettere agli studiosi di poter lavorare senza particolari problemi legati alle tempistiche per entrare ed uscire.
Oltre a ciò sono state poste le basi per future esplorazioni speleosubaquee, sono stati sviluppati studi botanici, spelobiologici, geologici, e paleoclimatici, i risultati saranno esposti sulle varie riviste e siti di settore e non, anche dal punto di vista archeologico abbiamo di che essere soddisfatti con alcuni importanti ritrovamenti venuti alla luce nelle battute effettuate in alcune grotte poste nelle zone definite potenzialmente interessanti.
Quest’esperienza, molto particolare, è stata resa possibile dal coinvolgimento dell’Università di Bologna tramite il Prof. Jo de Waele e Prof. Federico Fanti che hanno organizzato un intenso programma di lavoro/studio e la società U-Series per aver messo a disposizione strumenti e laboratorio ed i volontari dei vari gruppi che si sono attivati per renderli fattibili:
GSB-USB, La Nottola, CVSC, GGN, CKS, inoltre anche il Comune di Bologna, il Parco dei Gessi, SSI, ci hanno concesso il patrocinio.
Ulteriori esperienze che si sono volute tentare sono state quelle di utilizzare l’ambiente grotta come set per esprimersi tramite la danza e come ambiente per la raccolta dei suoni.
Ovviamente non sono mancate le esplorazioni speleologiche in senso stretto con alcune squadre che si sono alternate a proseguire risalite in Govjestica, per eliminare alcuni punti interrogativi, e si è riusciti a portare a casa 1,2 km di rilievo in una nuova grotta e visionato nuove aree con elevato potenziale speleo.
Tutto questo è stato reso possibile grazie all’aiuto dei vari gruppi che hanno partecipato e con tutti quelli che ci hanno sostenuto anche da casa.
per chi fosse interessato all’argomento al momento sulla rivista l’Espresso N°29, del 24 luglio 2014 a pag.84, ci è stata dedicata un intera pagina.
Concludo dicendo che per la durata del campo si sono succeduti circa 50 speleologi e che tutto è filato liscio.

Grazie a tutti
Michele Castrovilli

CAMPO MAIELLA 2014

10 agosto 2014

CAMPO MAIELLA 2014
Come ogni anno lo Speleo Club Chieti organizza il “Campo Majella 2014”, l’appuntamento di Agosto per chi vuole cimentarsi nell’esplorazione speleologica della parte alta della nostra amata montagna.
Nel periodo che va dal 10 al 24 Agosto ci si dà appuntamento al rifugio Manzini (2520 metri s.l.m.) per provare a forzare l’attuale fondo dell’Abisso De Gasperi (detto anche grotta dei Tre Portoni) per ora a circa -250 metri (catasto grotte Abruzzo A046).
Il potenziale della grotta e delle ricerche in quota è enorme: dall’area di ricerca fino alle prime importanti sorgenti ci sono circa 2000 metri di dislivello che le acque percorrono e scavano da millenni. Il nostro sogno è trovare una strada che ci porti a svelare i segreti di una Maiella che ancora resiste alla corte degli speleologi da più di un decennio.
Cose da sapere:
– Il giorno preciso di inaugurazione del campo, verrà stabilito in base alle necessità dei partecipanti, comunque sempre nella settimana che precede Ferragosto.
– Ci troviamo nel cuore del Parco Nazionale della Maiella, per cui è impossibile arrivare al rifugio con mezzi. L’avvicinamento è da fare a piedi e richiede diverse ore di camminata su sentiero. Tutto il materiale necessario per il periodo di permanenza (attrezzatura, vestiario, sacchi a pelo, cibo, ecc.) va quindi portato a spalla fino al rifugio.
– Il rifugio offre acqua potabile, cucina a gas, panche di legno come letti ed un camino puramente decorativo. Eventuali presenze extra possono essere anche allocate al rifugio Pelino, sulla cima di m. Amaro (2793 metri).
– L’ingresso della grotta è invece molto comodo a circa 20 minuti di comodo cammino dal Manzini.
– Il rifugio è dotato di acqua potabile, quindi non è necessario portarne, se non per l’avvicinamento.
– Siamo ad Agosto, ma a 2500 metri di quota. Si può passare dai 24 gradi di una bella giornata estiva, fino alla neve e a temperature che rasentano lo zero.
– Oltre all’Abisso De Gasperi, sono in programma lavori in altre nuove cavità della zona e la verifica dei punti GPS delle stesse, per il progetto Catasto della regione Abruzzo. Ovviamente ci dedicheremo anche a battute di superficie.
– E’ ASSOLUTAMENTE necessario farci sapere il prima possibile l’intenzione di partecipare ed il numero di giorni di permanenza previsto: questo per poterci permettere di calcolare precisamente quanti viveri acquistare e trasportare. Potete contattarci via mail a speleoclubchieti@gmail.com o su Facebook (Speleo Club Chieti) tramite l’evento creato appositamente.
– Il trekking per il trasporto materiale è previsto per il 26-27 luglio (e/o il week end successivo) Per chi volesse mettere a disposizione le proprie spalle e prendere confidenza con la Maiella, è ben accetto!!!
VI ASPETTIAMO!!!