Incontro nazionale della Federazione Speleologica Slovena

E’ in programma per il weekend dal 28 agosto al 30 agosto 2015, l’incontro nazionale di speleologia slovena, organizzata e patrocinata dalla Jamarska Zveza Slovenije (Associazione speleologica slovena) e dal gruppo “Društvom za raziskovanje jam DZRLJ” di Ljubljana. L’incontro si terrà nella cittadina di Logatec, nella vecchia caserma italiana con possibilità di campeggio, pasti e servizi igienici. Il programma di riunione prevede le visite alle vicine grotte, conferenze e presentazioni di ricerche speleologiche. In aggiunta a quanto sopra ci saranno ovviamente un sacco di opportunità per delle piacevoli socializzazioni.
La Commissione Grotte “E.Boegan” di Trieste sarà presente nella serata di sabato 29 agosto con una presentazione dei nuovi rami scoperti nella cavità “Davorjevo Brezno”, che si apre in Slovenia nel comune di Hrpelje-Kozina.
Qui il programma dettagliato dell’incontro in lingua slovena:
http://www.jamarska-zveza.si/images/Documents/JZS/2015_vabilo_za_Logatec.pdf

Brevi note dal campo InConca 2015

Dalla punta preliminare di fine giugno a settimana scorsa una breve sequenza di 4 punte di 2/3 giorni ha permesso di giuntare il Belushi al sistema Cappa-Straldi-Diciotto-Denver e di rivedere zone semi-remote del sistema percorse una sola volta in fase esplorativa circa 15 anni fa;
rifatto il rilievo della discussa giunzione Cappà-Straldi e scesi due dei quattro pozzoni presenti, uno riporta sul ramo sottostante, l’altro dopo 150m di verticali porta sull’attivo strettignaccolo;
nella Galleria Favujo a val trovato meandro attivo seguito da pozzo non sceso per mancanza materiali e viste finestre e pozzi non segnati sul rilievo;
nella Galleria Favujo a Mont trovati pozzoni fermi su mancanza di corde, e fatti traversi che hanno portato a gallerie e sfondamenti fermi su mancanza di corde, lasciati molti punti interrogativi;
il primo punto interrogativo del nuovo ramo “Orizzonti Infiniti” di Belushi ha regalato 10 ore di esplorazione ferme ovunque su mancanza di tempo o di corde;
anche l’attivo de “le 4 decadi” di Belushi ha dato sorprese diramandosi in tre arrivi e in un grande camino, tutti i fronti sono fermi su mancanza di tempo…
insomma circa 3.5km di esplorato di cui 2570m rilevati… il problema grosso è aver disseminato il rilievo di decine di nuovi punti interrogativi J

Bob – Roberto Chiesa

Uscita di avvicinamento alla speleologia 30 agosto – Gruppo Speleo CAI Marostica i barbastrji

Feltre: corso a settembre di lettura del paesaggio e delle carte geologiche

3 settembre 2015a6 settembre 2015

Fonte: CaiFeltre Speleo
Alla Sezione CAI di Feltre (Belluno) il Gruppo Speleo in collaborazione con la scuola nazionale di Speleologia del CAI organizza un corso sulla lettura del paesaggio e delle carte geologiche.
Si terrà in Valle Imperina dal 3 al 6 settembre.
I riferimenti da contattare per informazioni sono su SpeleoCai-Feltre.

Albania 2015, ritorno alla grotta del “Perr e Boshit”

Si è da poco conclusa la prima spedizione, per il 2015 (28 luglio – 09 agosto), in Albania della Commissione Grotte Eugenio Boegan di Trieste, con obiettivo la prosecuzione delle indagini alla grotta denominata “Perr e Boshit”.
Il gruppo composto da Adriano Balzarelli, Eugenia Mattiello, Sandro Tarsi e Rocco Romano, aveva l’obiettivo di esplorare, rilevare e documentare la cavità menzionata. Le explo in questa grotta, scoperta ed esplorata dalla CGEB già 22 anni fa, erano stata temporaneamente sospese a causa del precipitare degli eventi politici albanesi negli anni 1994-2006, della notevoli difficoltà logistica per arrivare in zona e non ultimo nel furto del rilievo e posizione effettuati. La cavità è stata ritrovata appena nel 2011 e riesplorata lo scorso anno (2014): nel mentre il gruppo di Faenza nel 2009 aveva rivisitato la cavità ed effettuato una nuova topografia delle parti iniziali.
La spedizione 2015, durata 13 giorni, ha fatto base nel paese di Theth da cui sono state effettuate 2 punte al Boshit con avvicinamento a piedi di 20 km: una prima punta durata 3 giorni ed una seconda di 5 giorni, durante la quale è stato effettuato un campo interno alla grotta. Queste esplorazioni hanno portato alla scoperta di nuovi rami, tra cui una galleria discendente lunga 800 metri larga dai 10 ai 35 metri ed alta dai 50 agli 80 metri.
Inoltre sono stati esplorati altri rami e superati tramite canotto una serie di 3 laghi consecutivi che conducano ad un pozzo inesplorato.
Sono stati rilevati 1350 metri di grotta nuova e raggiunta la profondità di -215 dove la galleria principale termina su di un sifone.
La cavità è quindi in piena fase esplorativa da parte della CGEB ed a breve verrà sviluppata la topografia completa.

Rocco Romano – Commissione Grotte “E.Boegan” CAI Trieste

Albania ” Progetto Curraj 2015”

Albania ” Progetto Curraj 2015”

Finalmente Ci Siamo !!!! Si parte

La 2° Spedizione Speleologica in Albania a cui è stato dato il nome “ Progetto Curraj 2015 “ è al suo inizio.
Partiranno oggi, 20 agosto 2015, dal Porto di Bari alle h. 22,00, 8 Speleologici del Gruppo Speleologico Martinese (G.S.M.), 1 speleologo del GASP di Gioia del Colle e 3 speleologi del Gruppo Speleologico Bolognese / Unione Speleologica Bolognese ( GSB-USB) .
Il Progetto Curraj 2015 prende il nome da Curraj i Epërm, un piccolo villaggio del profondo Nord dell’Albania, arroccato a 800 m. di quota ai piedi del monte Boshit, uno scrigno che custodisce innumerevoli tesori carsici. L’ispirazione per questo ambito progetto, verso la meta del Monte Boshit, è scaturita leggendo le cronache speleologiche Triestine, le cui prime esplorazioni della zona che risalgono al 1993, si leggono nelle riviste della Commissione Grotte “E. Boegan” .
Già a quel tempo si verificò il potenziale carsico della zona del Monte Beshit, dove decine di ingressi furono segnalati, ma a causa di sfortunati eventi, andarono persi parte dei rilievi, per cui alcune cavità, tra cui quelle sul monte Boshit, non vennero più ritrovate. Nel corso degli anni, da allora, altre spedizioni (Gruppo di Faenza nel 2009) ebbero il merito di ritrovare parte di queste cavità, di scoprire nuovi ingressi e soprattutto di stringere rapporti di amicizia con i pochi abitanti del villaggio di Curraj i Epérm. Più recentemente, nel giugno del 2014, una prima ma piccola spedizione composta da speleologi di gruppi misti del Gruppo Speleologico Martinese e del Gruppo di Faenza e dintorni si è recato in Albania per verificare la possibilità di riprendere le ricerche, di proseguirle e soprattutto di produrre documentazione e rilievi, in primis della “Shpella e Markt” (grotta di Markt) .
La spedizione 2015 costituirà certamente una nuova pietra miliare nelle esplorazioni di questa impervia zona tra le montagne Albanesi grazie alla proficua collaborazione tra i gruppi speleologici di Faenza, Martina Franca e Bologna, anche se il caso ha voluto che nessuno da Faenza quest’anno possa partecipare attivamente alla spedizione. Il “Progetto Curraj 2015” proseguirà fino al 30 agosto, i 12 speleologi ritorneranno alle pendici del monte Boshit per continuare le esplorazioni e i rilievi alla Shpella e Markt. Non mancheranno punte che tenteranno di aprire nuove grotte e cercare prosecuzioni. Oltre alle esplorazioni, la spedizione produrrà materiale foto-video, documentazione scritta e rilievi affinché altri speleologi, al di fuori di questa spedizione, possano, consultando tale materiale, continuare a loro volta i lavori. Come ogni spedizione che si rispetti anche “Progetto Curraj 2015” ha trovato alcuni valenti sostenitori e supporter tra le Aziende di materiali e prodotti per gli appassionati della montagna le quali hanno certamente agevolato e supporteranno gli speleologi fornendo il materiale necessario e di fondamentale importanza per la attività in Albania. Tra i sostenitori la Azienda di Alimenti liofilizzati TIBERINO di Bari che ha fornito gli alimenti liofilizzati in pratiche confezioni leggere per il trasporto ma che una volta aperte garantiranno un pasto completo per ogni individuo, tra gli alimenti anche il “Miele dei Trulli” fornito dalla Azienda Agricola Masciulli di Alberobello . Per l’abbigliamento adatto alla spedizione, l’Azienda BERWICH di Martina Franca che cura anche abbigliamento sportivo la quale ha rifornito, tutti gli speleologi, di pantaloni adatti alla montagna.
Non poteva mancare il sostegno per l’attività speleologica in sé, che avrà il graditissimo e certamente di forte impatto, sostegno dei coloratissimi sacchi ROCK FROG distribuiti dagli amici speleo di Pertosa nel loro negozio di abbigliamento, attrezzatura e materiale tecnico e sportivo per montagna e grotta UKU PACHA. La spedizione “Progetto Curraj 2015”, si svolgerà sotto l’egida e con il prezioso Patrocinio della Società Speleologica Italiana che rappresenta in Italia e nel mondo i gruppi speleologici italiani affiliati.
Infine, ma non certo per importanza, sarà fondamentale il sostegno dei pochi abitanti del villaggio il cui aiuto e supporto, rappresenta una solida base da cui sarà possibile partire .
Martina Franca 20 agosto 2015
Gruppo Speleologico Martinese

Golfo d’Orosei: Bel Torrente, campagna esplorativa 2015

In agosto 2014 la squadra di Protec Sardinia, composta da Toddy Waelde e Hubert Zistler avevano per la prima volta esplorato il terzo post sifone nella Grotta del Bel Torrente. Si fermavano poco dopo un lago.
Dal 8 al 13 agosto si è svolta la campagna esplorativa 2015. Erano presenti due squadre.
Squadra 1: Rick Stanton (GB), Toddy Waelde (D), Hubert Zistler (D)
Squadra 2: Witold Hofman (Pol), Tim Featonby (AUS)
La squadra 1 stava in grotto dal 10 fino al 13 agosto (ca 80 ore consecutive). E stato esplorato in modo esaustivo il post sifone 3, il quale presenta un labirinto di ca. 600 metri di sviluppo di cui 450 m (via principale) rilevati. E’ stato trovato e superato un 4° sifone, lungo ca. 60 metri e profondo 7 metri. Subito dopo questo sifone si presenta un 5° sifone, di grandi dimensioni ed in discesa ripida, probabilmente andando profondo. Il rilievo più un rapporto dettagliato seguiranno. L’orientamento principale della grotta sembrerebbe di cambiare da Sud-Ovest a Sud-Sud-Ovest, mirando in direzione Lovetecannas.
La squadra 2 stava in grotta il 11 e 12 agosto accertando alcuni “?” sulla mappa. E’ stato trovato un grande cunicolo fossile di ca. 1’000 metri in zona “sala Y”: E’ in forte salita (dislivello stimato 300 metri) e di una ricchezza unica di concrezioni. Sono stati trovati scheletri di pipistrello nano ed i componenti avevano la impressione di sentire una leggera corrente d’aria.
Lo sviluppo rilevato attuale è intorno a 5’200 metri con altri ca. 2.5 km esplorati ma non rilevati.
Future esplorazioni si renderanno complicate per via
- del peso delle atrezzature coinvolte
- dell’ostilità del territorio (arrampicate in libera complicate su roccia tagliante come rasoi)
- delle lunghe distanze tra un sifone e l’altro (S2-S3: ca. 500 m, S3-S4: ca 450 m)
- della lontananza del raggio dei portatori disponibili
- dell’assenza di una zona sicura in caso di piene (impossibile lasciare depositato materiale, rischio di piene improvvise)
Naturalmente torneremo.

Risultati e sinergie dal campo nei Piani Eterni (Dolomiti Bellunesi)

Notizia di Francesco Sauro per il Progetto Piani Eterni

È terminato lo scorso fine settimana il campo speleologico nei Piani Eterni, nello spettacolare scenario del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Quest’anno il campo è stato organizzato, oltre che dai gruppi storici di Valdobbiadene, Padova, Feltre e Belluno, anche dai nuovi ingressi di Treviso, Sacile, Pordenone e Trevisiol (Vicenza). Un campo davvero partecipato, dove abbiamo riempito casera Brendol per un totale di oltre 250 giornate uomo.
Di comune accordo tra i gruppi, quest’anno è stato deciso di tralasciare momentaneamente le esplorazioni in profondità (che richiedono permanenze in grotta di almeno 4-5 giorni e sono ormai davvero “per pochi”) e di concentrarsi sulla ricerca di un nuovo ingresso in zona Cimia o Dolina Bianca che possa rendere meno estreme le esplorazioni nel reticolo di gallerie paleofreatiche di -500. Inoltre si è puntato al riarmo ed esplorazione del ramo di Dolina Verde, un grosso settore del sistema esplorato nel 1993 e poi totalmente abbandonato nonostante ne fossero già state evidenziate le notevoli potenzialità esplorative, giacché al tempo tutte le energie erano concentrate sulle zone del fondo del sistema.
Senza dubbio il risultato più importante del campo è stato l’esplorazione di una nuova prosecuzione nell’Abisso Scomparso-V52. Si tratta del più importante abisso non ancora collegato al sistema principale e che si trova in una zona strategica direttamente sopra la Locanda dei Bucanieri, il campo base principale utilizzato per portare avanti le esplorazioni nella zone più lontane del sistema e che a tutt’oggi si raggiunge solo attraverso un giro di vari chilometri all’interno del massiccio. L’Abisso Scomparso inizia con un pozzo-salone da 90 caratterizzato da imponenti depositi sospesi di ghiaccio che cambiano ogni anno a seconda delle condizioni climatiche, rendendo pericolosa e non sempre ovvia la progressione. La grotta era stata esplorata la prima volta nel 1993 per poi richiudersi sotto un deposito di ghiaccio per molti anni. Si era riaperta nel 2008, quando fu possibile esplorare dal salone iniziale dei pozzi in roccia che però chiudevano inesorabilmente.
Quest’anno l’abisso è stato trovato nuovamente aperto e con i depositi glaciali interni nuovamente modificati, una grotta cangiante che può concedere ogni volta nuove sorprese. Un passaggio sul fondo con fortissima corrente d’aria è stato facilmente disostruito portando ad affacciarsi su un enorme baratro di oltre cento metri di profondità, dedicato a Francesco Dal Cin. Il pozzo scampana in un salone con base 40 per 60 circa dove sono presenti un paio di ulteriori pozzi che terminano in frana e una galleria ostruita di ghiaia da disostruire. La profondità raggiunta è di circa -250 e la speranza di trovar un passaggio per ulteriori profondità è supportata da una fortissima corrente d’aria nelle zone terminali.
Nei rami di Dolina Verde i riarmi sono arrivati a circa -400 con numerose finestre verificate e un meandro ascendente ventoso da esplorare. Lo sforzo del riarmo sarà la base per esplorazioni future in questa zona che si può raggiungere in solo 2-3 ore di progressione dall’ingresso. Le esplorazioni continueranno in autunno, mentre per ora lo sviluppo e la profondità del sistema rimangono invariate (36 km, -1052 m).
In esterno sono state riposizionate e rivisitate una trentina di cavità, con alcune sorprese interessanti grazie al bassissimo livello dei nevai interni.
Il campo è stato supportato dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e dal Corpo Forestale dello Stato che ha gentilmente concesso l’utilizzo di Casera Brendol per le attività.

Abisso Scomparso, il fondo del P90 d'ingresso

Abisso Scomparso, il salone alla base del Baratro Cin

Corso di Introduzione alla Speleologia a Siena

3 settembre 2015 20:30a27 settembre 2015 23:30

La Commissione Speleologica “I Cavernicoli” CAI Sezione di Siena organizza dal 03.09.2015 al 27.09.2015 il IV Corso di Introduzione alla Speleologia.

Corso Speleo Siena 2015

Corso Speleo Siena 2015

Il Corso ha lo scopo di introdurre gli allievi all’attività ed alla ricerca speleologica , fornendo le basi per la progressione e affrontando le tematiche inerenti la speleologia, attraverso esercitazioni pratiche in parete, uscite in grotta e lezioni teoriche.
Per informazioni vedere la seguente pagina su FacebookCavernicoli o contattare direttamente gli organizzatori scrivendo a cavernicoli@gmail.com

APERTA LA VIA DELL’AUSO

FERRAGOSTO – Dopo le immersioni alle grotte del Falco e del Fumo, l’attenzione degli AIRES al campo Alburni 2015 si concentra sulla risorgenza dell’Auso.
Nel 1998 lo speleosub Matteo Diana con il suo team si era spinto nell’esplorazione fino alla profondità di 34 metri (evidenti residui della sua sagola) dopo aver percorso la galleria subacquea, fermandosi su una condotta inclinata a 45 gradi: da allora non si è avuta notizia di altre immersioni a fini esplorativi e per questa ragione la risorgenza necessitava di essere rivista.
Rebreather, scooter, bombole e la punta è presto organizzata: Luca Pedrali si tuffa e – calata l’attrezzatura – sparisce nel buio del vascone iniziale.
Lasciatosi alle spalle le ultime tracce di Matteo Diana, lo speleosub raggiunge e supera non senza difficoltà un primo laminatoio a -39 m e prosegue inclinato sullo stesso fino ad un pozzo, oltre il quale un nuovo laminatoio ostacola la sua via. Dopo alcuni attimi di esitazione dovuti alla raggiunta profondità di 61 metri, Luca decide di superare la strettoia, trovandosi ora di fronte ad una risalita; allora, bloccata la sagola, decide di interrompere l’esplorazione in quanto le bombole di emergenza sarebbero state insufficienti a garantire il ritorno in sicurezza.
Lo sviluppo della cavità conta ora oltre i 210 metri, ma appena possibile gli AIRES torneranno sul luogo con tutto il necessario per spingersi oltre e svelare i segreti dell’Auso.

- Le chiacchiere stanno sempre a zero -
16/08/2015
Alburni
AIRES