Le Miniere abbandonate in Val Graveglia – UN VIAGGIO FOTOGRAFICO AL CENTRO DELLA TERRA

17 gennaio 2017

LE MINIERE ABBANDONATE IN VAL GRAVEGLIA … UN VIAGGIO FOTOGRAFICO AL CENTRO DELLA TERRA !!!!

Invitato dall’Associazione Culturale ” O Castello ” con il Patrocinio del Comune di Chiavari Assessorato alla Cultura .

Una proiezione fotografica di immagini scattate nelle miniere abbandonate esplorate in Val Graveglia e dei reperti più significativi ritrovati nelle gallerie , integrata da spiegazione delle tecniche di ripresa utilizzate in ambiente ipogeo .

Martedì 17 Gennaio 2017 alle ore 16.30, presso la SALA CONFERENZE LIVELLARA – Via Delpino, 2 CHIAVARI (GE)
VI ASPETTO NUMEROSI !!!!!
WWW.CHRISTIANMARELLO.IT

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Docufilm Speleosub – La sorgente Dragonera tra storia e scienza

La sorgente Dragonera tra storia e scienza from Simone Baglietto on Vimeo.

Nel 1968 durante l’esplorazione del sifone della grotta della Dragonera (Roaschia – Piemonte) due speleosub rimasero bloccati al di là del sifone per una notte intera. Al mattino tra l’incredulità generale riemersero sani e salvi. La storia viene raccontata nel docufilm di Simone Baglietto in maniera magistrale, intervistando i personaggi dell’epoca, gli studiosi del sistema e gli speleosub attuali che stanno conducendo, in collaborazione con il Comune di Roaschia, ulteriori esplorazioni. Un filmato carico di suspense, destinato a amatori e esperti del settore. Interessante anche la ricostruzione dell’incidente con attrezzature dell’epoca.

Docufilm prodotto in collaborazione con l’associazione gruppi speleologici Piemontesi e il comune di Roaschia.
Il film tratta delle esplorazioni e delle ricerche effettuate in questa splendida sorgente carsica Piemontese.
Il film racconta inoltre la storia dell’incidente avvenuto nel 1964.
L’acqua e un bene di tutti tuteliamolo.
Attrezzature usate.
BlackMagic Cinema Camera EF
Canon Eos 6D
Gopro hero 5 black
Drone Yuneek Typhon
Lenti usate EF 24-105 f4 IS USM L
EF 14mm f2.8 USM L
EF 50mm f1.8 STM II

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STORIE: Intervista ad Andrea Gobetti, on line sulla Radiotelevisione Svizzera

Andrea Gobetti è uno dei più grandi speleologi italiani: esploratore, scrittore, regista, personaggio fuori dagli schemi, racconta la speleologia da sempre.
la Radiotelevisione svizzera lo ha intervistato… (Non è la RAI)

Prima parte:

Seconda parte:

Oltre al video, mi sento di consigliare la lettura di due libri scritti da Andrea Gobetti:
Una frontiera da immaginare – Edito da Vivalda
L’ombra del tempo – Edito da Vivalda

e se vi capita, di guardare il film “L’Ombra del Tempo” e “La lunga notte”

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Appuntamenti al buio a Padova da martedì 24 gennaio

24 gennaio 2017


Foto di Antonio Danieli
Anche per il 2017 il Gruppo Speleologico Padovano ha organizzato delle serate (alcune in via di definizione) di carattere divulgativo/culturale che spaziano intorno ai mille volti e alle mille sfaccettature della Speleologia.

Si inizia MARTEDI’ 24/01/2017 con una serata inserita all’interno del ciclo di incontri “Alpinismo e Dintorni” organizzato dalla Commissione Culturale della ns. Sezione.

CUBA – l’altra dimensione
Un viaggio che non ti aspetti nelle profondità della natura cubana

L’ospite, Antonio Danieli, ci condurrà nelle splendide grotte cubane grazie alla proiezione tridimensione delle sue bellissime foto. La visione 3D sarà possibile grazie all’utilizzo degli occhialini messi a disposizione per la serata.

Antonio è membro del Gruppo Speleologico San Marco e del Team La Salle, gruppo internazionale specializzato in documentazione e proiezione video-fotografica di grotta in 3D

Ore 21.00
ex Fornace Carotta
Via Siracusa 61, Padova
INGRESSO GRATUITO

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TopoSorbas 2017 – Progetto spagnolo nel 50esimo anniversario dell’esplorazione

29 aprile 2017a1 maggio 2017


Si svolgerà nel ponte del primo maggio 2017 “TopoSorbas 2017″, un incontro di esplorazione e topografia nel 50esimo anniversario dell’inizio delle esplorazioni nel sistema carsico dei gessi di Sorbas, con la collaborazione della Diputación de Almería e la Federación Andaluza de Espeleología.
Sarà una occasione di divulgazione verso un pubblico più vasto, in particolare verso i bambini.

Programma di massima e maggiori info a questi link:
www.espeleo.es
http://espeleo.es
Facebook: https://www.facebook.com/EspeleoClubAlmeria/

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47° congresso della federazione francese e 40° anniversario del soccorso francese – Nantua 2017

47th Congress of the French Federation of Speleology (FFS)

In 2017, meeting in Nantua, France.

For Whitsun 2017, 20 years after the Congress in Hauteville-Lompnes, cave history will be written once again in the department of Ain.

FFS just validated the project to organize the next national Congress in the city of Nantua.

The 40-year anniversary of the Spéléo Secours Français (SSF) – the French Cave Rescue Organisation will be the other highlight of the festivities.

All information at: http://nantua2017.ffspeleo.fr/

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Serata La Venta: presenta le sue esplorazioni a Canicattini Bagni

21 gennaio 2017

Il 21 Gennaio, a Canicattini Bagni (SR), alle ore 21, nell’Aula Consiliare, in concomitanza all’Assemlea, presenteremo una serata sulle nostre ultime esplorazioni!

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Progetto “I Troglofili dei Lessini”

Tutti gli speleologi che frequentano le grotte dei Monti Lessini (VR), possono contribuire a questo progetto, che ha come obiettivo il monitoraggio della fauna ipogea della zona, per incrementare le conoscenze sulla frequentazione sporadica delle grotte da parte di diverse specie.

Chi va spesso ad esplorare le grotte può fare talvolta osservazioni particolari, che vengono poi annoverate tra le stranezze e curiosità, dimenticate dopo aver offerto un motivo per scattare qualche foto. Ma in che misura queste osservazioni possono essere considerate fatalità o stranezze? Alcune di esse potrebbero sottendere una frequentazione non del tutto casuale delle grotte: se così fosse, si metterebbero in luce comportamenti e strategie di sopravvivenza inedite in alcuni gruppi di animali.

Il periodo del progetto è di 2 anni: terminerà a gennaio 2019. Se ci saranno riscontri positivi potrebbe essere prorogato e facilmente esteso ad altre zone.

Per collaborare a questo progetto basta scattare almeno una foto all’animale incontrato (ma non è necessario determinarlo) e compilare una semplice scheda di raccolta dati che è disponibile on-line o stampabile in pdf.

Dunque, il lavoro richiesto agli speleologi è minimo e non richiede conoscenze specifiche.

I dati raccolti sono di proprietà e consultabili da tutti i gruppi speleologi operanti in Lessinia e afferenti alla Commissione Speleologica Veronese e verranno pubblicati in una rivista scientifica specializzata per la speleologia o l’erpetologia o più in generale di interesse zoologico.

Tutte le informazioni utili sono esposte, in modo chiaro, al seguente indirizzo: https://sites.google.com/site/troglofili/

Il progetto è patrocinato dalla Federazione Speleologica Veneta, dalla Commissione Speleologica Veronese e dal Parco Naturale Regionale della Lessinia ed è supervisionato dal dipartimento di zoologia dell’Università degli Studi di Padova, dal Museo Civico di Storia Naturale di Verona e dall’associazione Faunisti Veneti. I Materiali specifici per la ricerca sul campo vengono forniti da Biosphaera s.c.s.

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Animale troglofilo dell’anno 2017: vespa quadripuntata

La vespa parassita quadripuntata (Diphyus quadripunctorius) è stata menzionata per la prima volta nel 1776 dallo zoologo danese Otto Friedrich Müller nel suo libro “Zoologiae Danicae Prodromus, seu Animalium Daniae et characteres Norvegiae Indigenarum, nomina, et sinonimi Imprimis popularium” con l’appellativo di Ichneumon quadripunctorius.
Il libro – considerato la prima guida faunistica di Danimarca e Norvegia – è disponibile su: http://www.biodiversitylibrary.org/item/47550#page/5/mode/1up

Poiché molti di questi animali vanno in letargo in grotte naturali, pozzi minerari e cantine naturali nella roccia, questa vespa icneumonide è stata eletta “animale troglofilo dell’anno 2017″.
Con questa nomination la Federazione Speleologica Tedesca vuole tenere in evidenza quanto sia grande la necessità di esplorare gli ecosistemi sotterranei e studiare le specie li abitano.

Note biografiche.

La vespa quadripuntata in primavera ed estate vive nelle zone periferiche delle foreste e nei prati.
Quando depone le uova la femmina sceglie le farfalle, di cui molte specie sono note come “ospiti-incubatori”: la vespa depone solo un singolo uovo nel bruco di farfalla.
Dapprima la crisalide fa colazione cibandosi del bruco-ospitante. Infine la vespa adulta scivola fuori dalla crisalide.
I maschi quadripuntati si possono trovare solo d’estate: dopo l’accoppiamento muoiono e a svernare rimangono solo le femmine.

Per ripararsi dal gelo invernale van bene grotte, miniere, cantine, ma anche fessure nella roccia o cavità negli alberi dove questi Icneumonidi possono rimanere fino a giugno (fino ad agosto anche con i maschi). In particolare nelle grotte, assiepate in fessure o nicchie, si possono trovare fino a 100 vespe: è il loro luogo di svernamento più comune. Anche a grandi profondità.
Le femmine nere e gialle sono caratterizzate da un anello bianco sulle lunghe antenne, quattro punti luminosi sull’addome nero e le cosce delle zampe posteriori gialle.
Nel maschio manca l’anello bianco delle antenne, le cosce delle zampe posteriori sono arancioni e i segmenti anteriori dell’addome sono gialli.
Il corpo è lungo dai 13 ai 15 mm.

L’area di diffusione della vespa quadripuntata si estende dal Nord Africa e dal Medio Oriente sino in Europa alle isole britanniche e la Scandinavia e più a oriente sino alla parte europea della Russia.
In Germania la specie è conosciuta in tutte le zone connotate da alta presenza di grotte dove ama svernare in grosse comunità.

Diphyus quadripunctorius esemplare femminile


L’articolo originale con le foto della vincitrice è al link http://www.hoehlentier.de/2017.html.

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W Le Donne – Svuotamento del sifone a -1150 apre la via verso L’ALTRO MONDO

Stamattina Fabio Bollini mi ha fatto venire i brividi… il 2017 comincia bene per le esplorazioni in Italia.

…È un’aria infernale quella che tira laggiù, lungo il Ramo del Cobra, ad oltre 1000 metri di profondità .. Ricordo chiaramente ciò mi stupì maggiormente fu il fatto che nel passaggio allagato di Puciowskj i sacchi non venivano affatto trasportati a valle dalla corrente, ma riportati a monte dall’aria.

Fu proprio Badino a ipotizzare che quel lungo tratto sub-orrizzontale, che richiede moltissime ore di progressione con la stagna per attraversarlo, non poteva che essere un’anello di collegamento fra due mondi distinti.

L’aria decisa e senza alternative raccontava di due complessi a sé stanti, due mondi connessi solo da quel budello con i suoi scomodi passaggi, al limite, e dove chiaramente avverti che ogni mossa falsa che farai la pagherai cara.

Questi stretti passaggi, erano come muri da superare, ed ora anche l’ultima porta, la più dura, la più difficile é stata abbattuta, ci ha permesso di affacciarci per esplorare davvero, per la prima volta, quell’altro mondo, quello vero, dove le acque di raccolta di tutti i grandi abissi della Grigna si radunano in grandi ambienti, per poi scendere al lago.

È stata un emozione fortissima. Come poche volte capita nella vita.

È un luogo straordinario, un labirinto di grandi gallerie fossili, ambienti, ed enormi forre che si perdono nel buio.

I dati ci dicono che abbiamo ancora da percorrere otto chilometri e mezzo e più o meno altri 800 metri di dislivello. Pazzesco. Siamo qui in Italia e mi sembra di vivere in un sogno.

Grazie a tutti, Fabio Bollini

Hanno partecipato: Romeo Uries, Pamela Romano, Fabio Bollini, William Biordi, Alex Rinaldi, Gianluca Selleri, Pascal Vacca, Marco Corvi.

- Progetto InGrigna -

e infine, il video dello svuotamento:

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