Archivio di gennaio 2004
Gennaio ha riservato certamente un bell’avvenimento al Buso della Rana / Pisatella e i gruppi di Malo e Schio impegnati nella congiunzione delle due grotte.
L’innevamento dei rilievi alpini certo non facilita l’attività, così a Vicenza riprendono fiato, al contrario non ci sono problemi di neve in Sicilia per lo Speleo Club Petra.
A Sassari grazie agli sbancamenti per una strada si è scoperto l’ingresso di una nuova grotta, mentre Casati si immerge all’Elefante Bianco per portare un pò di luce sul rilievo della grotta.
Al Tivano, neanche a dirlo continuano le esplorazioni. Stessa cosa sul Grappa.
All’estero novità dal Marocco, dal Messico e per la glaciospeleologia da Upsala in Patagonia a cura di la Venta; Più vicino a casa nostra gli Sloveni inseguono la Reka sotterranea. A Cuba procede Matanzas.
Inglesi e Argentini hanno smesso da un pezzo di farsi la guerra per le Falkland e portano a termine una spedizione congiunta.
Nel Lazio inizia una campagna di ricerca sugli Etruschi, a Puerto Escondito stà cedendo un ingresso e per finire, in Sardegna è stata individuata una nuova specie di Pipistrelli: L’Orecchione Sardo.
Gianluca Padovan ci ha spedito un resoconto della fauna presente all’interno dei sotterranei di Verrua Savoia, gran bel lavoro di Enrico Lana.
Download file in formato PDF
Enrico Lana è anche il coratore di un ottimo sito di Biospeleologia: http://digilander.iol.it/enrlana/
Si chiama Orecchione Sardo il povero bestiolino, senza offesa, naturalmente. Grazie al lavoro di Mauro Mucedda ed Ermanno Pidinchedda, del Gruppo
Speleologico Sassarese (Centro per lo Studio e la protezione dei Pipistrelli
in Sardegna), e di due ricercatori tedeschi, Andreas Kiefer e Michael Veith,
dell’Istituto di Zoologia dell’Università di Mainz e sicuramente anche di altri non menzionati nell’articolo dell’Ansa.
Questo Pipistrello è l’unico pipistrello endemico italiano e l’unico mammifero endemico sardo.
Tutta la notizia dell’Ansa è a questo indirizzo: http://www.ansa.it/
Notizia di Michele Tommasi
Giornale di Vicenza di Martedì 27 Gennaio 2004
Valstagna
Una spedizione italosvizzera è impegnata nell’esplorazione della grotta
Nelle viscere del Subiolo a 160 metri di profondità
di Renato Pontarollo
Un gruppo internazionale di subacquei, capitanati da Luigi Casati di Lecco e dallo svizzero Jean Jacques Bolanz, ormai di casa a Valstagna in questo periodo dell’anno, sta conducendo dall’inizio di gennaio un intenso programma di immersioni nel laghetto del Subiolo, che si concluderà alla fine di
febbraio.
“Il programma – dice Luigi Casati – prevede innanzitutto un dettagliato lavoro di topografia della grotta che abbiamo deciso di eseguire ex novo dall’ingresso della cavità e, qualora le condizioni di visibilità lo consentiranno, di continuare l’esplorazione del sifone”.
Dopo le prime due settimane di immersione, condotte a gennaio, i sub non hanno fatto però passi avanti significativi. “Le attuali condizioni di visibilità di circa 5 metri non sono proprio il massimo – dice Luigi Casati – per topografare la grotta. Negli ultimi giorni tuttavia la visibilità è migliorata. Abbiamo perso una settimana buona di lavoro a causa delle non buone condizioni di visibilità, quindi siamo in ritardo sia con i lavori di topografia che con il programma di esplorazione”.
L’acqua torbida e le sospensioni sono la conseguenza delle piogge registrate a fine dicembre che hanno fatto innalzare parecchio l’Oliero, un po’ meno il Subiolo.
Ma le piogge di metà novembre, che hanno alimentato tutte le valli e la “piena” del Brenta hanno fatto correre tutte le grotte sotterranee, provocando nell’Elefante Bianco la rottura, qua e là, di tutti i fili predisposti nel gennaio del 2003. Ciò ha reso necessario ricollocare la sagola guida fino a 120 metri di profondità.
A questa campagna speleosubacquea, oltre a Casati e Bolanz, partecipano due romani, Fabrizio Margarita e Matteo Diana, i milanesi Marcello Ferretto e Cristina Freghieri, lo svizzero Patrik Deriaz, con il gruppo grotte “Giara Modon” a curare il supporto logistico e la preziosa collaborazione di due famiglie Gelio Costa, Loriano e Claudio Costa, che hanno messo un rustico a disposizione dei sub.
“Siamo molto riconoscenti per l’ospitalità che sempre abbiamo avuto a Valstagna – commentano Casati e Bolanz – e per la disponibilità del Comune di Valstagna. A consentire, poi, una permanenza così prolungata che ci permette di svolgere un’attività esplorativa così complessa è il supporto determinante di ditte specializzate del settore che ci forniscono tutto l’occorrente per l’attività subacquea”.
«L’Elefante Bianco è una miniera di sorprese»
Luigi Casati descrive le caratteristiche di una cavità sommersa che lo affascina da anni
La grotta dell’Elefante Bianco è stata violata l’anno scorso da Luigi Casati fino all’eccezionale profondità di 162 metri, ben oltre il livello del mare, nel corso di una esplorazione durata 7 ore e mezza con circa 200 metri di sviluppo spaziale condotti dallo speleosub di Lecco oltre i 120 metri di profondità. “Nella parte più profonda finora raggiunta – commenta Casati – siamo almeno 10/12 metri sotto il livello del mare. Ma la grotta, probabilmente, scende ancora!”
In questo sifone misterioso e senza confini lo svizzero Jean Jeacques Bolanz era sceso fino a 122 metri di profondità, a circa 250 metri dall’ingresso; mentre l’altro elvetico Olivier Isler aveva successivamente raggiunto i 139 di profondità, dopo aver percorso circa 350 metri dall’ingresso della grotta. Con la punta esplorativa dell’anno scorso Luigi Casati ha raggiunto 465 metri di sviluppo spaziale, spingendo il profondimetro a – 162. “Avevo raggiunto i limiti d’aria – dice – ed ero appagato di quello che avevo fatto. La grotta, una ventina di metri davanti, scende ancora, serpeggia girando a sinistra, sempre con le stesse dimensioni. Una cosa stupefacente! È bastato così. Ho fissato il filo d’Arianna, quindi ho ripreso la via del ritorno per riveder la luce”.
L’Elefante Bianco è un sifone notevolissimo per dimensioni e caratteristiche. “A 140 metri di profondità, dopo aver percorso 350 metri circa dall’ingresso – dice Casati – la cavità mantiene grandi proporzioni: 4/5 metri di altezza e almeno10/12 metri di larghezza. La roccia è bella chiara e levigata; nell’acqua non c’è alcuna sospensione e quindi sono ottimali le condizioni di visibilità”.
Nella parte terminale, a 162 metri di profondità, il limite finora raggiunto da Casati, la grotta sommersa serpeggia leggermente, mantenendo pressoché uguali le sue dimensioni. Che cosa ha maggiormente colpito Casati, non nuovo a simili paesaggi sommersi? “Le dimensioni e la profondità di una grotta che continua a riservare straordinarie meraviglie – dice Casati – anche se per caratteristiche e dimensioni il salone iniziale è impareggiabile. Da -40 a -80 metri di profondità la condotta ha un diametro che varia da 20 a 30 metri. Per la vastità e configurazione della grotta è difficile calcolarne le reali dimensioni”.
Ma com’è possibile scendere a tanta profondità in una grotta sommersa?
“Non esiste la sicurezza assoluta – dice -. Quando, nell’attività subacquea si raggiungono queste profondità, è fondamentale ridurre i rischi al minimo. Per raggiungere questo obiettivo occorre molto tempo, preparare accuratamente la spedizione, avere in grotta le condizioni migliori possibili; sempre una provata preparazione e a disposizione tutti mezzi necessari, spesso molto sofisticati”.
Casati ne elenca i principali: una campana di decompressione all’interno della cavità sommersa, una camera iperbarica all’esterno della grotta, una linea di bombole di sicurezza durante l’immersione con miscele di elio e di ossigeno, miscele iperossigenate e ben quattro maialini a disposizione. Quasi uno sbarco sulla luna!
a cura della coop. Naturalia (G. Angeloni – M. Cavallucci – F. Pauselli)
SITUAZIONE mercoledì 28/01/2004
L’Europa è ancora interessata da un’asse di basse pressioni che si distendono dal Circolo
Polare Artico fino al Mediterraneo e regolate alle quote superiori da una discesa di latitudive del
Vortice Polare. Specificatamente l’Europa centrale e l’Italia sono posizionate in un letto di correnti
fredde settentrionali dove scorrono a
più riprese perturbazioni ed impulsi di aria fredda di recente origine artica.
Tale situazione si protrarrà fino a venerdì, rinnovando condizioni d’instabilità e calo termico , con
rovesci probabilmente nevosi fino a bassa quota lungo l’Appennino, sulle regioni centrali( localmente anche in pianura) e su quelle
meridionali adriatiche.Anche sulla nostra regione,saranno possibili precipitazioni sparse, prevalentemente nevose anche nelle vallate,
con accumuli nevosi maggiori lungo i rilievi e sui valichi appenninici
PREVISIONE
Giovedì 29 gennaio
Per tutta la giornata cielo da nuvoloso a tratti molto nuvoloso soprattutto lungo i rilievi con instabilità
diffusa. Altà probabilità di rovesci nevosi fino sui fondovalle, più intensi lungo la dorsale appenninica
temperature in diminuzione sia le minime che le massime (intorno allo zero anche in pianura), ventilazione debole o moderata per
venti tendenti a disporsi dal pomeriggio dai quadranti settentrionali, rinforzi del vento nelle aree di maggiore instabilità.
Venerdì 30 gennaio
Al mattino cielo irregolarmente nuvoloso con residua instabilità lungo i rilievi, miglioramento
graduale dalla tarda mattinata con ampi rasserenamenti.Venti deboli settentrionali con tendenza a provenire
da nordest. Stazionarie le temperature massime, in calo ulteriore le minime abbondantemente sotto lo zero.
Tendenza Sabato 31 gennaio
Al mattino cieli poco nuvolosi e temperature basse, ventilazione debole od assente, possibilità di
estese gelate. Probabile aumento della nuvolosità dal pomeriggio/sera, a partire da ovest.
Temperature minime in calo, massime in incipiente aumento.
Mandate a cagare il Grande Fratello e chi lo guarda: Segnaliamo per sabato 31 gennaio alle ore 21.00 su RAI 3 la Puntata di Gaia – Il Pianeta che vive.
Si “esplorano” le Grotte di Toirano, l’imponente rete fognaria di Roma e i tunnel e le caverne dello Yucatan.
Speriamo che il geologo con il martello appiccicato sulla mano (folgore o paralisi?) dica qualcosa di buono e che la trasmissione valga almeno il canone che paghiamo.
“Gaia” secondo me non brilla certo per chiarezza, sono preoccupati a dare spettacolo, speriamo che non ci raccontino che per la prima volta stanno esplorando un nuovo ramo delle Grotte di Toirano con tanto di telecamera, speriamo che Mario Tozzi non si incastri su qualche strettoia e che riesca a sbiacicare due parole concrete tra un sospiro e un’esclamazione gaudiosa.
Per la serie: ..ed ecco a voi…
Il sito delle Scuole di Speleologia Sarde della Società Speleologica Italiana: http://www.cnsssa.cjb.net/
Notizia di Andrea Gaviano
Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana
Comitato Esecutivo Regionale – Sardegna
Abbiamo il piacere di comunicarVi che nei giorni 20 e 21 Marzo c.a., presso il rifugio del
Gruppo Grotte Ogliastra di PerdasdeFogu, che ne
curerà la logistica, si terrà lo stage di qualificazione per AI (aiuto istruttori) e IT (istruttori di tecnica) della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia – SSI.
Per poter partecipare all’esame, devono essere presentati i seguenti documenti:
· Tessera SSI con bollino 2004.
· Oppure ricevuta di pagamento conto corrente iscrizione SSI per l’anno 2004.
· Oppure documentazione di altra compagnia assicurativa equipollente.
· Documento di identità.
· Curriculum speleologico dettagliato firmato dal direttore della scuola CNSS – SSI.
· Domanda di partecipazione debitamente compilata.
Inoltre i partecipanti dovranno essere provvisti di attrezzatura personale per progressione su corda come da regolamento.
Scarica il file per la domanda di iscrizione
Scarica il Programma dei due giorni di corso
Notizia di Francesco De Grande (OSM Sottosopra – Modena)
La Val Serenaia dal 2000 in poi – Apuane settentrionali (LU)
Ovvero perchè nel marmo è più difficile esplorare che nel calcare selcifero?
Forse non tutti sanno che da circa dieci anni la Val Serenaia, una volta
considerata la cenerentola delle generose (speleologicamente parlando) Alpi
Apuane sta riservando grossissime sorprese. La prima sensazionale scoperta è
stata fatta tra il 1994 e il 1996, quando venne esplorata la
Buca del Pannè,
cavità di grandi dimensioni interemente sviluppata nei calcari selciferi
(oggi è un vero e proprio sistema con 4 ingressi, circa 600m di dislivello e
oltre 5 km di sviluppo), considerati fino a quel momento non idonei a
contenere un così vasto vuoto ipogeo. Un po’ più in alto, a 1700m di quota,
c’è un altra grotta, la Buca dei Canneggiatori (-380 per oltre 1 km di
sviluppo) che non fa parte del sistema (almeno per ora).
La seconda scoperta è relativa al percorso sotterreneo delle acque, che
contrariamente ad ogni ipotesi fino ad allora formulata, trovano la loro
risorgenza a Nord, presso l’abitato di Equi Terme, ad una distanza in linea
d’aria di oltre 7 km. Poi in anni più recenti le colorazioni effettuate in
Carcaraia dalla Federazione Speleologica.Toscana (FST) confermavano il
percorso delle acque (Saragato-Ariaghiaccia e recentemente Mani Pulite),
aumentando ancor di più le dimensioni dell’ipotetico bacino d’assorbimento
che alimenta Equi. Le nostre ricerche si sono così spostate verso i marmi
che affiorano sul lato nord-ovest della valle, marmi purtroppo gravemente
“disturbati” dal frenetico lavoro di estrazione del marmo (oggi ancor più
grave in quanto la produzione di ghiaia dal marmo genera una modalità di
estrazione se possibile ancor più selvaggia, tanto va tutto macinato in
frantoio!).
Nella fascia del marmo sono state individuate decine di cavità, piccole e
grandi. Dalla Buca Giovo (-20) all’Approfitterol (-150). Solo tre di queste
sono però diventate abissi di un certo rilievo (nell’ordine: anno 2000, Buca
Libre -300; anno 2001, Abisso Tuttelame -305; anno 2003 – Buca Nuova (nome
provvisorio) -315). Quest’ultima è ancora in esplorazione e al contrario
delle altre buche (ingressi bassi con forti correnti d’aria che
disgraziatamente si perdono ad una certa profondità, terminando in strettoie
impraticabili) qui l’aria c’è sempre, e per di più da -250 inverte
decisamente puntando ad un ulteriore ingresso basso. La cosa che ci lascia
un po’ perplessi è che, diciamo così, va nella direzione “sbagliata”, e cioè
mentre tutti sappiamo che l’acqua va a nord e quindi tutte le buche che si
trovano in un area più a nord della Carcaraia e del Pannè (come queste) sono
più interessanti, queste tre si dirigono (tutte e tre!) verso sud-sud-ovest.
So già che chi non è esperto di Apuane ci sta capendo poco o nulla, ma è
come se il marmo di val Serenaia volesse smentire quello che i calcari
selciferi ci hanno confermato, come se volesse prendersi una rivincita e
portarci più a sud, alla sorgente del Frigido! Una specie di girotondo delle
acque, un simil Acquafan di Riccione.
Certo, queste sono solo ideuzze per scherzare un po’; ancora non si può dire
nulla, quest’ultima buca può sempre invertire il suo senso di marcia,
trovare altre fratture importanti e dirigersi a nord (in fondo ci sono oltre
700 di dislivello prima di toccare la quota della risorgente, e le acque che
da Carcaraia vanno ad Equi (270 slm) si muovono certamente a una profondità
maggiore del nostro misero 1000m slm). E’ sicuramente presto per parlare di
colorazioni anche nei marmi di Serenaia, anche se…
Per la cronaca: la Buca Nuova è stata trovata nella caldissima estate del
2003, scavando letteralmente fra i sassi lungo un canale appena dentro il
bosco, inseguendo il filo d’aria fredda che ne usciva. Si sviluppa per 540
metri con una sequenza classica pozzo meandro pozzo, e scende per 315m.
A -130 si incontra un primo sifone alla base di un p15. Traversando il pozzo
senza scenderlo si raggiungono altri ambienti che portano al primo vero
meandro fossile (-250). A – 300 si torna sull’attivo. L’esplorazione è
condotta dal binomio emiliano (OSM Sottosopra di Modena / GSPGC Reggio
Emilia) e dal GSL Lucca. Come al solito non mancano i nostri amici di
Catania, sempre presenti, quando possono, alle esplorazioni in val Serenaia.
Il 14° Congresso Internazionale dell’Union International de Speleologie si svolgerà in Grecia dal 21 al 28 Agosto 2005.
Lo ha annunciato La Società Speleologica Ellenica che lo organizzerà insieme al Ministero della Cultura.
Visita il sito ufficiale: http://www.14ics-athens2005.gr/english.php





