Archivio di agosto 2008
Gli addetti stampa del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico sul posto ci fanno sapere che i tecnici stanno procedendo al recupero di Manuela, speleologa della Società Naturalistica Speleologica Maremmana di Grosseto, senza l’ausilio della barella.
Gli è stata praticata una ingessatura provvisoria con una resina indurente ed è stata imbragata; Collaborando fattivamente con i suoi soccorritori Manuela dovrebbe favorire notevolmente le operazioni di recupero e l’uscita dovrebbe essere prevista entro la nottata.
Finora è stata portata a -170, avendo risalito circa 100 metri. N.d.R. Vai Manuela siamo tutti con te!
Paolo Dori ci fa sapere che la speleologa ferita all’Aria Ghiacciata è la nostra carissima amica Manuela e la notizia è confermata da Pallina e da un articolo de “Il Tirreno” .
Manuela, se volevi finire sugli articoli della Scintilena, basta che ce lo dicevi, non c’era bisogno di farsi arrivare sul polpaccio un sasso grosso come un’anguria!
Ti aspettiamo fuori, siamo abbastanza tranquilli perchè da più parti arrivano segnali che sta andando tutto bene, sappiamo anche che stamattina hai mangiato, un saluto dallo staff della Scintilena e da tutti gli amici! Andrea
In attesa del comunicato ufficiale del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, informiamo che è in corso un intervento di recupero di una speleologa ferita alla Buca dell’ Aria Ghiaccia sulle Alpi Apuane con la presenza di 40 tecnici del CNSAS. La situazione non è grave. L’incidente è avvenuto ieri a -270 metri mentre la speleologa stava uscendo, quando è stata colpita da un distacco di roccia ad una gamba.
Il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico è stato avvertito alle 21.00 dal compagno che, dopo avere prestato le prime cure, è uscito a chiamare i soccorsi.
Durante la notte l’infortunata è stata raggiunta da una squadra di volontari del CNSAS con un medico che ha riscontrato un forte trauma ad una gamba e probabilmente una frattura.
Sul posto i volontari hanno allestito anche un presidio medico.
In questo momento i tecnici del soccorso stanno recuperando l’infortunata con la barella, per cui le fasi di recupero saranno abbastanza lente a causa della morfologia della grotta che presenta alcune strettoie, un meandro e pozzi verticali.
La Buca dell’Aria Ghiaccia
La grotta si apre in Carcaria, una vasta zona carsica delle Alpi Apuane in provincia di Lucca, nel comune di Minucciano, famosa per la presenza di numerose grotte, tra le più profonde d’Italia.
La zona è da molti anni oggetto di studio di speleologi toscani ed emiliani soprattutto, ma tutte le grotte delle Apuane sono visitate frequentemente da speleologi provenienti da tutta Italia.
La grotta dove è avvenuto l’incidente ha dimensioni del tutto ragguardevoli, facendo parte di un complesso molto vasto costituito da Abisso Saragato-Aria Ghiaccia-Gigi/Squisio, con una estensione di 35 chilometri e un dislivello, tra il punto più alto e il punto più basso, di 1125 metri.
L’immagine che segue mostra la sezione iniziale della Buca dell’Aria Ghiaccia:

Lettere e simboli fanno parte della lettura del rilievo della grotta che gli speleologi eseguono quando scoprono nuove grotte. In particolare, qui possiamo vedere la sezione verticale. La lettera P seguita da un numero, es. P.44 indica un pozzo, ossia un tratto verticale, profondo 44 metri. Le frecce seguite da una linea serpentiforme indicano “scorrimento” ossia presenza di acqua che scorre in quella zona, infatti i tempi di uscita della barella si prevedono lunghi anche per non far risalire l’infortunata sotto cascatelle e forti stillicidi che in condizioni normali non presentano nessun pericolo, ma in caso di soccorso diventano un altro elemento da non sottovalutare.
Dati e immagini della grotta provenienti dal sito www.apuane2007.it
Succede anche questo: In Inghilterra, e non in Italia per fortuna. Gli speleologi di un importante gruppo speleologico inglese, Red Rose Cave and Pothole Club, hanno trovato la carcassa di una pecora nel lro serbatoio d’acqua. Se ne sono accorti perchè l’acqua aveva un saporaccio…
Da quello che hanno detto, è impossibile che una pecora sia andata a finire da sola dentro il serbatoio. Sono in corso indagini.
Fonte: The Westmorland Gazette
L’area mineraria nei dintorni di Johannesburg sta compromettendo gravemente il sottosuolo e l’acquifero carsico, con un notevole inquinamento di proporzioni colossali. E’ quanto emerge da un’indagine svolta dai ricercatori con l’aiuto di esperti speleologi. Le acque acide delle miniere usate per l’estrazione si sono riversate per anni, e in quantità enormi, all’interno del vasto sistema carsico del Sud Africa; All’interno di parchi geologici e archeologici, dove tra l’altro sono presenti alcune grotte considerate la culla dell’umanità per l’importanza dei reperti ritrovati, si è continuato ad estrarre minerali e pietre preziose senza tenere alcun conto dell’impatto ambientale che si andava determinando. Migliaia di metri cubi di acqua contaminata hanno fluito nei fiumi carsici inquinando porzioni colossali, andando a mettere in seria crisi i bacini idrici che riforniscono anche Botswana, Namibia e Mozambico.
Nella zona contaminata si stima che i fenomeni carsici interessino il 70% di territorio. Un enorme colabrodo senza nessuna capacità di purificazione delle acque inquinate che penetrano dalle miniere e vengono restituite alle sorgenti di tutta l’area.
Le autorità fingono di non capire l’importanza del disastro che si sta verificando, probabilmente “giustificato” dai guadagni enormi delle miniere sudafricane.
Fonte: www.iol.co.za
Cambia giorno e orario la seconda trasmissione ufficiale dedicata al sottosuolo partenopeo, a cura di NapoliUnderground.
Mercoledì 3 settembre (anniversario del mio matrimonio N.d.R) ore 21.00 l’appuntamento è su NuG TV per la puntata dedicata a Ipogei, catacombe e luoghi di culto.
Questo, invece, è il link per la programmazione delle prossime puntate.
La trasmissione sarà trasmessa in contemporanea, oltre che da Napoli Underground, anche sulla scintilena e sul blog Trekking 0
In Spagna fanno così








