Finalmente il primo -1000 del Veneto! Malga Fossetta!

Notizia di cesare Raumer
Giovedì 2 e Venerdì 3 Giugno scorsi la solita agguerrita squadra di speleo del gruppo di Schio e di Rovereto entra nell’Abisso di Malga Fossetta con l’obbiettivo di continuare l’esplorazione ferma, dopo l’ultima esplorazione invernale, su una strettoia da allargare. La squadra dei tre si cala in MF alle ore 17,00 circa con 4 sacchi ed in poche ore sono giù in fondo fino al punto “X”. Si tratta di ambienti veramente estremi, passaggi in cunicoli e gallerie “acquatiche”, strettoie da by-passare assolutamente con la muta trascinandosi appresso a fatica i sacchi con i bidoncini stagni. Pochi manzi piazzati in condizioni schifose (uomo che lavora in verticale a testa in giù con tutto fango intorno: un vero buco di culo) e via di nuovo verso l’ignoto.
I ragazzi continuano a spingere avanti nella esplorazione, vengono percorse parecchie centinaia di metri e persi molti metri di quota. L’acqua, le strettoie ed i salti da fare in libera non mancano. Infine una strettoia particolarmente ostica decide che per l’oggi basta e avanza. Ma non c’è nessun problema particolare anzi, oltre la galleria si profila più grande e ampia (!). Comincia ora la fase del rilievo di tutta la parte nuova. Questo lavoro si rivela molto duro specialmente per la stanchezza accumulata e per il sonno insopprimibile. In alcune ore sono comunque su al campo a -840. I ragazzi decidono di non dormire, solo mangiare qualcosa e poi uscire da questo incubo di ghiaccio..La risalita stavolta è molto dura specialmente per la stanchezza ed il sonno. Verso le 23,00 di Venerdì e le 02.00 di Sabato, dopo 32 ore di movimento, sono comunque tutti e tre fuori. Ad attenderli una pioggerellina fitta, ma questo per dei “pesci” non è un problema. A dir la verità l’acqua non è stata un problema serio neanche dentro. Ci si aspettava un regime idrico copioso, fuori ha infatti piovuto spesso in questi giorni. Di acqua ce n’era, ma meno che nel cuore dell’inverno. Mah! Staremo comunque all’occhio e sempre su con le orecchie anche nelle prossime esplorazioni.
Il mattino è ancora lontano e nel buio della notte si ritrova comunque la malga. I ragazzi, ostici, decidono ancora di non dormire lì ma di provare a trascinare i resti fino a casa e depositarli in un comodo letto e ci riescono.
L’indomani Simo restituisce a tavolino il sudato rilievo. Il totalizzatore dice -1011 metri, il primo meno mille del Veneto, un altro all’Italia. (eh, lo dovevo dire in occasione del 150°!).
Conclusioni: come si è capito non finisce qui, il “Mostro che c’è sotto” si sta risvegliando..

Gruppo Grotte Schio Cai
Gruppo Grotte E. Roner Rovereto

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