La neo-nata Commissione chirotteri della FSP ha bisogno anche del tuo aiuto! Se sei uno speleologo interessato a collaborare attivamente alle azioni della Commissione scrivi a

chirotteripugliafsp@gmail.com

Indicando il tuo nome e cognome, l’eventuale gruppo speleo/associazione di appartenenza e i motivi per i quali senti di voler dare una mano alla Commissione.

In seguito al primo incontro voluto dalla Federazione Speleologica Pugliese, svoltosi nell’ambito dell’evento regionale “Chiacchierando tra speleo: insegniamo la speleologia” , il giorno 17 Dicembre 2017 si è costituito il primo gruppo di lavoro sulla chirotterofauna troglofila nominato durante la riunione stessa “Commissione chirotteri della FSP”.

Tra i vari punti all’ODG segnaliamo quelli sui quali la Commissione ha già intrapreso azioni:
– Punto della situazione sulla consistenza, tassonomia, ecolocalizzazione, ecologia delle colonie di chirotteri troglofili in Puglia
– Recupero dei dati e delle segnalazioni sulla presenza dei chirotteri nelle grotte e nelle c.a. pugliesi
– Sensibilizzazione, informazione e formazione degli speleologi verso i chirotteri
– Distinzione tra “segnalazione” e “monitoraggio”
– Redazione di un breve ma incisivo “vademecum” utile a tutti gli speleologi e frequentatori di grotte e c.a., sui comportamenti da adottare per non arrecare disturbo e/o danno ai chirotteri
– Nomina dei coordinatori della commissione per la gestione delle attività comuni
– Designazione di almeno un referente scientifico (anche al di fuori della FSP) designato dalla stessa commissione chirotteri, che possa supportare la FSP in successive elaborazioni dei dati raccolti
– Verificare chi e come, attualmente, è autorizzato in Puglia a fungere da soggetto per la consegna degli esemplari di chirotteri feriti , debilitati e neonati che possono essere reperiti da speleologi o da chiunque altro (nel caso dei chirotteri troglofili in cavità artificiali o grotte naturali.

Nel corso di questi ultimi due mesi inoltre la Commissione sì è attivata per estrarre dal sistema catasto grotte della Puglia i dati relativi alle grotte con segnalazioni e relativamente a ciò è in corso una revisione delle schede per la successiva elaborazione di un webgis dedicato – da aggiornare in base al supporto delle segnalazioni tutti gli speleologi sulla scorta di una “scheda di segnalazione” dedicata.

La Commissione si sta attivando per stringere partnership e/o intavolare un dialogo con Enti di Ricerca come l’ISPRA e associazioni come il GIRC che da anni si occupano di questi eccezionali mammiferi e che contano a loro interno persone qualificate – tra le quali anche speleologi pugliesi – atte a poter dare sviluppare temi specifici sulla chirotterofauna pugliese, tanto ricca quanto poco conosciuta.

È stata infine, ma non ultima in ordine di importanza, sollevata l’idea di redigere un opuscolo informativo specifico sulla chirotterofauna troglofila a carattere didattico da divulgare ad eventi, nelle scuole o a enti: azione che già in alcune regioni italiane (virtuose per quanto riguarda l’attenzione posta alla chirotterofauna) ha riscosso positivi riscontri.

…e per non farci mancare nulla si sta lavorando anche al sito dedicato sui Chirotteri di Puglia.

La Puglia dal punto di vista conoscitivo della chirotterofauna rappresenta delle testimonianze che risalgono all’ultimo ventennio dell’800 e si devono a studiosi illustri, da Monticelli a Costa, da Ruffo a Parenzan.
Lo scopo di formare un gruppo di studio e ricerca, anche impropriamente detto “di lavoro”, sulla condizione attuale dei pipistrelli troglofili in Puglia è quello di avere informazioni estese a tutta la regione, attraverso la collaborazione degli speleologi e dei chirotterologi, in maniera congiunta e sinergica.
Perché conoscere i pipistrelli? Sono utili, sono importanti per gli ecosistemi, sono specie protette da leggi internazionali, nazionali e regionali: dalla Legge n° 1016 del 1939 che ne riconosceva l’ importanza nel ridimensionamento del numero d’insetti dannosi fino alle recenti principali Direttive e Convenzioni europee, come le Convenzioni di Berna e di Bonn, e la Direttiva Habitat per la conservazione della natura regolamentate da decreti attuativi e quant’altro.
Alcune specie purtroppo sono a rischio di estinzione o forse già estinte ma non lo potremmo sapere mai senza dati reali.
Ma soprattutto essi sono abitanti del mondo in cui gli speleologi e gli studiosi sono solo ospiti: le grotte! Per cui una sola parola per loro: rispetto!
È certo che in Puglia altri monitoraggi sui chirotteri sono stati fatti nel recente passato e alcuni sono in corso ma questi dati puntuali poi, sono utili per una reale conoscenza della chirotterofauna e soprattutto sono utili per prevederne provvedimenti di tutela? Certo che no!
La mancanza di comunicazione fra chi si occupa di questi mammiferi a dir poco “speciali” genera – come e’ accaduto fino a oggi – lacune di dati che non potranno più essere recuperati, a scapito di tutti e dell’intero ambiente in cui anche noi esseri umani viviamo!

Batsaluti a tutti!

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