Nata con la voglia di condurre nuove esplorazioni sistematiche intergruppo, quella che è stata battezzata “Operazione Faraualla” punta anche a sfruttare le potenzialità della grotta pugliese attualmente con maggiori potenziali rispetto alle sue “concorrenti”.
La grave di Faraualla infatti è sita in agro di Gravina di Puglia (Bari), sulla Murgia, nei pressi della Strada provinciale 238, ad una quota di circa 680 m.s.l.

foto: P.Palmisano - L'imbocco della voragine (anno 1987)

Un po’ di storia ….
Si tratta di un inghiottitoio di origine carsica e il suo nome potrebbe derivare dalle parole “foro nella valle” o anche risalire alla leggendaria esistenza del temibile bandito Faraualla che, una volta catturato, venne gettato vivo nella voragine. Già nel lontano 1938 si ebbe la prima spedizione di ricognizione della grave di Faraualla da parte dell’altamurano prof. Santoro, ma questa non andò a buon fine per la mancanza dell’attrezzatura necessaria; da allora si sono succedute diverse generazioni di speleologi che l’hanno indagata fino a far si che se ne conoscesse l’attuale grandezza.

Prima esplorazione Grave di Faraualla

http://www.carsismo.it/Spelaion/2007/pdf/attispelaion2007_018.pdf

È tra le più profonde dell’Italia centro-meridionale con il suo attuale dislivello di oltre 280 metri, anche se, per arrivare al fondo è necessario risalire e ridiscendere diversi tratti che la porterebbero già abbondantemente oltre i -300 metri.
Ciò che la caratterizza è l’impressionante ingresso ad “imbuto” che è al momento il pozzo con la verticale unica più profondo del meridione con i suoi 145 metri.

Elaborato grafico della sezione in fase di modifica

Come moltissime altre simili voragini ha alimentato in passato la fantasia popolare, per cui la tradizione narra di oggetti caduti al suo interno e poi ritrovati in mare, a suggerire grandi ed inaccessibili estensioni in profondità; in realtà alla base del primo pozzo e a quella del secondo (il P54) vi sono solo rottami di vecchie automobili accartocciati sia per l’impatto in caduta che per alcuni eventi di piena che probabilmente hanno spinto con forza alcune lamiere attraverso uno stretto passaggio che congiunge i primi due salti.

Faraualla oltre ad essere estesa è anche ricca di diramazioni, risalite e nuovi possibili punti di prosecuzione che non vanno solo in verticale ma si estendono in più direzioni. Proprio da questo si è deciso di considerare un lavoro di gruppo che coinvolgesse in più punti la grotta e così il 12 Febbraio è stato battezzato “point 0”, il giorno in cui questa iniziativa multi-gruppo è iniziata con una riunione ad Altamura (presso la sede del CARS) che ha visto la partecipazione dei diversi rappresentanti dei gruppi interessati dalla Puglia, dalla Calabria e dalla Campania.

Il 13 Febbraio ci siamo letteralmente buttati nell’abisso, ma con sommo piacere! Al fondo è stato allestito un bivacco fisso che resterà a disposizione delle squadre di speleologi che si coordineranno per le esplorazioni e vorranno anche pernottare all’interno della grotta.
La temperatura interna della grotta è mite tuttavia alcuni cunicoli e tratti possono rivelarsi molto fangosi e/o semiallagati.
Attualmente la via principale per il fondo è stata riarmata (i primi due pozzi con una doppia via per consentire una progressione più rapida) e sono già cominciate, tra il 13 e il 14 Febbraio scorso le prime operazioni di scavo in un punto già noto e in altri nuovi che andranno approfonditi – ci auguriamo – dai prossimi partecipanti!

Per chiunque fosse interessato a partecipare alle operazioni esplorative può scrivere all’indirizzo mail gravedifaraualla@gmail.com

Intanto su Facebook è stata aperta una pagina che sarà via via aggiornata con alcune notizie essenziali sulle esplorazioni e le scoperte in corso. Contiamo nella partecipazione attiva di chi abbia voglia di collaborare ad un progetto – perché di progetto al momento si parla – che sia utile a condividere un qualcosa non solo nel mondo della speleologia ma anche agli occhi di chi in una grotta come questa non avrà occasione di entrarci: Faraualla infatti è interessante sia dal punto di vista geologico che paleontologico e comprendere le dinamiche che hanno l’hanno portata ad essere quella che è adesso è importantissimo.

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