Sessantaquattro anni dopo la storica esplorazione a ?683 metri, Giulio Gecchele è tornato sul Pollino. Sei alberi sono stati piantati presso l’Abisso in memoria degli esploratori di una delle grandi pagine della speleologia italiana
Sessantaquattro anni dopo, Giulio Gecchele è tornato a Cerchiara di Calabria, ai piedi del Pollino, dove da giovane aveva partecipato a una delle esplorazioni più importanti della speleologia italiana del dopoguerra: quella dell’Abisso del Bifurto, conosciuto anche come Fossa del Lupo.
Venerdì 23 ottobre il Comune di Cerchiara di Calabria ha accolto Gecchele durante una seduta del Consiglio comunale dedicata agli speleologi protagonisti di quella stagione di esplorazioni. Alcuni dei compagni ancora in vita hanno partecipato in videocollegamento.
Al termine dell’incontro la delegazione ha raggiunto l’Abisso, dove sono stati messi a dimora sei alberi, uno per ciascuno dei sei speleologi che nell’agosto del 1962 affrontarono la discesa verso il fondo.
Nel 1961 fino a -440m
La storia era cominciata l’anno precedente.
Nel 1961 il Gruppo Speleologico Piemontese CAI-UGET di Torino aveva organizzato una spedizione nel Pollino, spingendo l’esplorazione del Bifurto fino alla profondità di circa 440 metri. La grotta continuava.

Nell’estate successiva gli speleologi sono tornati a Cerchiara con l’obiettivo di completarne l’esplorazione.
Il bollettino Grotte del Gruppo Speleologico Piemontese, pubblicato nel 1962, conserva la relazione di quei giorni e permette di ricostruire direttamente le fasi dell’impresa.
Agosto 1962, verso il fondo
Il 6 agosto è iniziata la nuova esplorazione.
La squadra che ha proseguito verso il fondo era composta da Giulio Gecchele, Marziano Di Maio e Dario Sodero, del Gruppo Speleologico Piemontese; Gianni Follis, del GSAM di Cuneo; Giancarlo Pasini e Sergio Trebbi, del Gruppo Speleologico Bolognese.
Con loro sono scesi una quindicina di sacchi di materiale.
Le condizioni erano quelle della speleologia dell’epoca: progressione su scalette metalliche, grandi quantità di materiale da trasportare e lunghe permanenze sottoterra.
La relazione del GSP registra 60 ore di grotta per la fase esplorativa del 7, 8 e 9 agosto.
Il lavoro non si è concluso con il raggiungimento del fondo. Gli speleologi sono tornati nella cavità per completare il rilievo, esplorare alcuni pozzi laterali e recuperare il materiale. Una delle ultime operazioni di disarmo e rilievo è durata altre 20 ore consecutive.
Alla fine il dato topografico era stabilito: -683m di dislivello, circa 520 m di sviluppo rilevato secondo i dati pubblicati allora.
Per l’epoca era una profondità eccezionale e collocava il Bifurto tra le grandi cavità conosciute.
Una storia diventata cinema
Molti anni dopo quella spedizione ha trovato una nuova forma di racconto.
L’esplorazione del Bifurto ha ispirato Il Buco di Michelangelo Frammartino, film presentato nel 2021 alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove ha ricevuto il Premio speciale della giuria.
Il film ha riportato all’attenzione del grande pubblico la speleologia dei primi anni Sessanta: le scalette, le corde, i sacchi, le lampade e soprattutto il rapporto tra gli uomini, la montagna e un vuoto sotterraneo del quale ancora non si conosceva il fondo.
Non è un documentario della spedizione, ma una ricostruzione cinematografica ispirata a quell’esperienza.

Sei alberi accanto all’Abisso
Oggi quella storia è tornata nel luogo dove era cominciata.
Dopo il Consiglio comunale del 23 ottobre, Gecchele e la delegazione hanno raggiunto il Bifurto. Nei pressi dell’ingresso sono stati piantati sei alberi in ricordo dei sei speleologi della squadra che raggiunse il fondo nel 1962.
Un segno semplice, rimasto sulla superficie proprio accanto al luogo nel quale, sessantaquattro anni fa, quegli uomini scesero per centinaia di metri nel sottosuolo.
E questa volta a raccontare il Bifurto non c’erano soltanto fotografie, rilievi e vecchi bollettini.
C’era ancora uno dei suoi esploratori.
Fonti
Gruppo Speleologico Piemontese CAI-UGET – L’Abisso di Bifurto, Grotte n. 19 – luglio-ottobre 1962
https://www.gsptorino.it/grotte/gr_019_1962.htm
Eco dello Jonio – Cerchiara di Calabria rende omaggio agli speleologi del Bifurto: una storia di coraggio e ricerca – 25 ottobre 2026
https://ecodellojonio.it/articoli/attualita/2026/10/cerchiara-di-calabria-rende-omaggio-agli-speleologi-del-bifurto-una-storia-di-coraggio-e-ricerca
LaC News24 – Quando la roccia incontra la memoria: l’Amministrazione di Cerchiara riabbraccia la storia dell’Abisso del Bifurto – 25 ottobre 2026
https://www.lacnews24.it/cultura/quando-la-roccia-incontra-la-memoria-lamministrazione-di-cerchiara-riabbraccia-la-storia-dellabisso-del-bifurto-chlh091b
Lo Scarpone – Club Alpino Italiano – Raccontare il buio. Così “Il buco” sbarca a Venezia – 2021
https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/raccontare-buio-il-buco-mostra-cinema-venezia/
