Il Premio Scintilena Miglior Autore 2026 va ex aequo ad Antonio Cosentino e Andrea Benassi. Al centro del riconoscimento, la comunicazione speleologica: spedizioni preparate con cura, studi sul campo e testi capaci di condividere risultati e riflessioni. Per ciascuno un buono acquisto di 100 euro, offerto da Scintilena e Il Buranchetto.

Premio Scintilena Miglior Autore 2026: due firme premiate a pari merito

Antonio Cosentino e Andrea Benassi sono i vincitori, a pari merito, del Premio Scintilena Miglior Autore 2026. Il riconoscimento valorizza due percorsi di scrittura legati all’esperienza diretta delle esplorazioni e alla capacità di trasformare il lavoro sul campo in informazione accessibile.

Cosentino viene premiato per l’articolo dedicato alla grotta Verticalnaya, nel massiccio del Koytendag, in Turkmenistan. Il testo, pubblicato su Scintilena il 13 maggio, ha raggiunto 39mila visualizzazioni, secondo il dato comunicato per l’assegnazione del premio. Benassi riceve il riconoscimento per i numerosi articoli di spedizione e le relazioni pubblicate sul notiziario.

La motivazione comune riguarda la preparazione dell’attività esplorativa e di studio, insieme alla qualità della sua restituzione scritta. Il Premio Scintilena Miglior Autore 2026 riconosce testi completi, ricchi di particolari e capaci di offrire spunti di riflessione. Non soltanto cronache di quanto accaduto, quindi, ma descrizioni utili a comprendere obiettivi, metodi e significato delle attività raccontate.

Antonio Cosentino: il racconto speleologico della grotta Verticalnaya

L’articolo di Cosentino porta il lettore nel Koytendag, lungo un percorso che intreccia esplorazione, ricerca e memoria delle precedenti indagini. Il titolo è «Giallo nel Koytendag: sui passi di Maltsev, analizzata la mummia della grotta Verticalnaya, trovati altri 3 cadaveri nel pozzo».[1]

Il resoconto segue le attività del gruppo francese KRAC, Karstologie & Recherches Asie Centrale. Nella grotta Verticalnaya, sul fondo di un pozzo di circa 60 metri, la spedizione ha documentato il corpo mummificato già segnalato dallo speleologo Vladimir A. Maltsev e altri tre resti umani. Il testo collega questa ricognizione al lavoro più ampio condotto sul patrimonio carsico del massiccio.[1]

La narrazione comprende il contesto geografico, le figure coinvolte e le attività di ricerca. Accanto all’episodio centrale, trovano spazio la storia delle esplorazioni e lo studio degli ambienti sotterranei. Cosentino ha partecipato alla spedizione anche come regista e filmmaker, lavorando al documentario «Koytendag: la montagna inaccessibile».[1]

La qualità della scrittura e l’ampia circolazione dell’articolo accompagnano il riconoscimento. La motivazione del premio mette soprattutto in evidenza la capacità di restituire un’esperienza preparata e documentata, offrendo al pubblico una visione articolata dell’attività svolta.

Andrea Benassi: spedizioni e relazioni per la divulgazione speleologica

Per Andrea Benassi il premio riguarda un insieme di contributi. I suoi resoconti su Scintilena collegano il racconto delle spedizioni alle domande scientifiche che ne orientano lo svolgimento. Un esempio recente è la relazione sulla missione «Vatnajökull 2026 – Fire under Ice», pubblicata il 28 luglio.[2]

La spedizione, coordinata dal Consorzio Speleologi Ipogenici, ha coinvolto tredici partecipanti e documentato quasi 2,5 chilometri di nuove cavità glaciovulcaniche. Il resoconto descrive il complesso di Freyja Hellir, con circa 1,5 chilometri di sviluppo, insieme alle attività di monitoraggio e ai campionamenti microbiologici.[2]

Il racconto permette di seguire le relazioni tra ghiaccio, attività geotermica e circolazione delle acque. Illustra anche la collaborazione internazionale e la preparazione tecnica necessaria per lavorare in questi ambienti. La relazione rende così leggibile il percorso che conduce dall’esplorazione alla raccolta dei dati e alla loro successiva elaborazione.[2]

Scintilena e Il Buranchetto: un buono da 100 euro per ciascun autore

Il Premio Scintilena Miglior Autore 2026 è offerto da Scintilena e dal negozio Il Buranchetto. Ciascuno dei due vincitori riceve un buono acquisto di 100 euro, da utilizzare presso l’esercizio specializzato in attrezzature per le attività in montagna, comprese quelle speleologiche.[3][4]

A partire da quest’anno, il premio avrà cadenza annuale. Sarà dedicato ai migliori autori di articoli pubblicati su Scintilena.

L’iniziativa attribuisce un riconoscimento al lavoro di documentazione che prosegue dopo il rientro dalle spedizioni. Riordinare appunti, selezionare immagini e costruire un testo completo consente di condividere l’esperienza con la comunità speleologica e con il pubblico. È questo passaggio, dall’attività alla conoscenza comunicata, a unire i contributi premiati.

Fonti dell’articolo


Comunicazione speleologica in Italia: informare, documentare e tutelare il mondo sotterraneo

Relazione di approfondimento sul ruolo della comunicazione speleologica in Italia, sui rapporti tra esplorazione e divulgazione e sull’importanza di un’informazione corretta per la ricerca, la sicurezza e la conservazione degli ambienti ipogei.

Comunicazione speleologica: perché raccontare è parte dell’esplorazione

La comunicazione speleologica non riguarda soltanto la diffusione di una scoperta. Consente di trasferire osservazioni, metodi ed esperienze da chi frequenta il sottosuolo a chi deve studiarlo, amministrarlo o conoscerlo. Una relazione rende consultabile un’attività che, senza una restituzione ordinata, resterebbe affidata alla memoria dei partecipanti.

Il regolamento della Società Speleologica Italiana offre un riferimento preciso. Definisce la speleologia come scienza delle cavità naturali e artificiali, della loro origine ed evoluzione e dei fenomeni che vi si svolgono. Nella definizione di attività speleologica comprende ricerca, esplorazione, osservazione, studio e documentazione. La produzione di conoscenza condivisibile appartiene quindi al nucleo della disciplina.[5]

Questo legame spiega il valore di un riconoscimento dedicato agli autori. Premiare un testo significa attribuire importanza a una fase del lavoro diversa dalla progressione in grotta, ma complementare. La scrittura collega ciò che una squadra ha visto alle domande che altri potranno sviluppare.

Informazione speleologica in Italia: riviste, archivi e pubblicazioni digitali

Nel panorama italiano convivono strumenti con funzioni differenti. Le riviste permettono di sviluppare relazioni articolate. Gli archivi conservano la memoria delle ricerche. I notiziari digitali rendono tempestivamente disponibili aggiornamenti e resoconti. Le presentazioni pubbliche consentono il confronto diretto con autori e partecipanti.

La rivista «Speleologia», pubblicata dalla Società Speleologica Italiana dal 1979 con periodicità semestrale, costituisce un riferimento di questa tradizione. Il suo regolamento editoriale assegna spazio ai metodi, alle modalità e ai risultati della ricerca in Italia e all’estero. La versione «Speleologia in Rete», a lettura libera, affianca il periodico cartaceo con articoli e approfondimenti.[5]

Un ambito distinto è quello delle cavità artificiali. La rivista «Opera Ipogea», anch’essa della SSI, è dedicata a questo settore. Alla pubblicazione cartacea si affianca una versione elettronica con DOI per ciascun articolo. Il DOI è un identificatore persistente che facilita il riferimento a un contributo: un elemento utile per collegare divulgazione e ricerca bibliografica.[5]

La conservazione trova un presidio nel Centro Italiano di Documentazione Speleologica – Biblioteca «Franco Anelli». La struttura raccoglie monografie, periodici, fondi storici e materiali non librari. Il regolamento SSI ne descrive le raccolte e i servizi di consultazione, anche attraverso cataloghi online. La teca digitale rende inoltre disponibili riferimenti a periodici storici.[5][6]

Questi strumenti non vanno considerati alternativi. Una notizia può segnalare un risultato; una relazione può illustrarne il percorso; una pubblicazione scientifica può approfondire una questione specifica. L’archivio permette di ritrovare ciascun passaggio nel tempo.

Scintilena e divulgazione speleologica: collegare comunità e pubblico

Nel caso di Scintilena, i contributi premiati mostrano due forme complementari di comunicazione. Il racconto di Cosentino concentra l’attenzione su un episodio all’interno di una spedizione. La relazione di Benassi espone un programma di esplorazione e studio, articolandone attività, collaborazioni e prospettive.[1][2]

Il primo formato facilita l’ingresso del lettore attraverso una vicenda riconoscibile. Il secondo permette di seguire il lavoro nella sua estensione. Entrambi possono condurre verso temi più ampi: storia delle esplorazioni, geologia, documentazione, rapporti tra gruppi e continuità delle ricerche.

Il valore del notiziario specialistico risiede anche nella possibilità di mettere in relazione questi livelli. Il lettore occasionale cerca un’informazione comprensibile. Lo speleologo può cercare nomi, luoghi, riferimenti e metodi. La redazione deve costruire testi leggibili per il primo, senza privare il secondo degli elementi necessari.

La comunicazione speleologica funziona quando non richiede al pubblico di possedere già tutte le conoscenze. Introduce il contesto, chiarisce i termini e accompagna verso gli approfondimenti. Non riduce la complessità a una formula: la organizza.

Giornalismo speleologico e correttezza: distinguere osservazioni e interpretazioni

Un’informazione corretta consente di riconoscere la natura di ogni affermazione. Un’osservazione descrive ciò che è stato documentato. Una misura deriva da un procedimento e da strumenti. Un’interpretazione collega i dati a una spiegazione. Una prospettiva di ricerca indica il lavoro ancora da sviluppare.

Queste distinzioni non indeboliscono il racconto. Ne rendono comprensibile la struttura. Il lettore può seguire il passaggio dal terreno alla conoscenza senza confondere una domanda scientifica con una conclusione.

La relazione di Benassi sull’Islanda offre un esempio concreto. Il testo presenta cavità esplorate e attività svolte, poi illustra il monitoraggio predisposto per comprendere i cambiamenti del Kverkfjöll. Collega quindi i risultati della spedizione a un percorso di confronto successivo, attraverso strumenti, immagini e collaborazione con altri ricercatori.[2]

Per la redazione, questo comporta una verifica su più livelli: identità dei protagonisti, collocazione geografica, cronologia delle attività e significato dei risultati. Le fonti devono accompagnare il testo, non comparire soltanto come una formula conclusiva. Il loro compito è rendere rintracciabile il percorso informativo.

Relazioni di spedizione: dal diario personale alla conoscenza condivisa

Il diario conserva la voce dell’esperienza. La relazione organizza quell’esperienza perché altri possano utilizzarla. La notizia seleziona il risultato di interesse pubblico. Sono forme differenti, che possono convivere senza perdere le proprie funzioni.

Una relazione speleologica completa dovrebbe chiarire almeno alcuni elementi: obiettivi iniziali, area di lavoro, composizione della squadra, attività svolte, strumenti utilizzati e risultati ottenuti. Dovrebbe inoltre indicare dove reperire rilievi, immagini e approfondimenti, quando la loro diffusione è compatibile con la tutela dei siti.

La motivazione del premio a Cosentino e Benassi richiama proprio la preparazione e la ricchezza della restituzione scritta. Il punto non è accumulare dettagli. È selezionare quelli che spiegano perché una spedizione è stata realizzata e quale contributo abbia prodotto.

Il resoconto islandese comprende esplorazione, monitoraggio e campionamenti microbiologici. Descrive inoltre la collaborazione avviata con l’Università di Milano-Bicocca per lo studio dei materiali raccolti. La narrazione mostra così come una missione possa generare attività successive, anziché esaurirsi nell’annuncio della scoperta.[2]

Linguaggio della speleologia: precisione tecnica e accessibilità

La divulgazione richiede un lavoro di traduzione, non la rinuncia ai termini specialistici. Una parola tecnica è utile quando identifica un processo o un oggetto con precisione. Diventa un ostacolo quando compare senza contesto.

Le cavità glaciovulcaniche raccontate da Benassi permettono di comprendere questo equilibrio. La definizione indica ambienti generati dall’interazione tra attività vulcanica di tipo idrotermale e ghiaccio. Il lettore può poi seguire il ruolo delle fumarole, delle sorgenti calde e delle acque nella formazione e nell’evoluzione dei vuoti.[2]

La chiarezza si costruisce con frasi ordinate, esempi pertinenti e spiegazioni vicine al termine introdotto. Anche i dati richiedono contesto. Una lunghezza dovrebbe essere accompagnata dall’indicazione della cavità o dell’insieme di cavità a cui si riferisce. Una profondità non va confusa con la quota dell’ingresso.

La precisione riguarda anche i protagonisti. Gruppo esplorativo, coordinamento scientifico, patrocinio e sostegno economico sono ruoli diversi. Un buon articolo li distingue, riconoscendo il lavoro collettivo senza attribuire a un singolo soggetto l’intera attività.

Comunicazione speleologica e sicurezza: informare senza sostituire la formazione

Il racconto dell’esplorazione deve rendere comprensibile la preparazione necessaria. La descrizione di un passaggio tecnico non equivale a un percorso formativo. La spettacolarità delle immagini non permette, da sola, di valutare condizioni ambientali e difficoltà operative.

La SSI assegna alla propria Commissione Nazionale Scuole di Speleologia il compito di coordinare l’insegnamento, uniformare i programmi e diffondere norme di sicurezza e rispetto ambientale. Il sistema formativo collega quindi tecnica, prevenzione e tutela del sottosuolo.[5]

Anche il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico mette in relazione preparazione, sicurezza e prevenzione. Il percorso illustrato dal CNSAS per i tecnici di soccorso speleologico parte dalla selezione di speleologi con esperienza e capacità adeguate. In Sardegna, un’iniziativa congiunta tra SSI e servizio regionale del CNSAS è stata dedicata alla prevenzione e alla gestione degli incidenti in grotta.[7][8]

Per l’informazione di settore, la conseguenza è concreta. Un resoconto dovrebbe spiegare il ruolo della preparazione, delle competenze e delle scelte operative. La prudenza e la decisione di interrompere un’attività possono avere lo stesso valore informativo di un avanzamento esplorativo.

Soccorso speleologico e media: responsabilità durante le emergenze

La cronaca di un’emergenza richiede un’attenzione specifica. La velocità degli aggiornamenti deve accompagnarsi all’attribuzione delle informazioni e alla distinzione tra operazioni in corso e risultati confermati. Il racconto deve tutelare le persone coinvolte e rendere comprensibile il lavoro delle squadre.

Il CNSAS ha dedicato nel 2026 un percorso nazionale alla comunicazione istituzionale. La presentazione dell’iniziativa ne indica l’obiettivo nella definizione e valorizzazione del ruolo degli addetti stampa e delle strutture comunicative. È un segnale dell’importanza organizzativa attribuita alla corretta diffusione delle informazioni.[9]

Nella comunicazione speleologica questo principio dovrebbe estendersi anche al periodo successivo all’intervento. La conclusione del soccorso non esaurisce l’interesse pubblico. Formazione, esercitazioni e prevenzione spiegano il sistema di competenze che rende possibile operare nel sottosuolo.

Divulgazione speleologica e tutela ambientale: raccontare senza danneggiare

La conoscenza di una grotta comporta responsabilità anche nella scelta di ciò che viene pubblicato. La SSI richiama esplicitamente vulnerabilità e valore degli ambienti carsici, delle acque e delle cavità naturali e artificiali. Il suo regolamento richiede criteri di massima tutela e precauzione nella frequentazione.[5]

La comunicazione dovrebbe applicare lo stesso orientamento. Descrivere il valore di un sito non impone di trasformare ogni articolo in una guida all’accesso. Per ambienti vulnerabili, la diffusione dei dettagli localizzativi va valutata con chi ne segue lo studio e la conservazione.

I pipistrelli offrono un esempio immediato del rapporto tra informazione e comportamento. Tutela Pipistrelli spiega che il disturbo durante il letargo può provocare riattivazione del metabolismo e consumo delle riserve energetiche. L’associazione invita a evitare la frequentazione delle cavità con colonie ibernanti nel periodo sensibile e a limitare rumore, permanenza e illuminazione diretta degli animali.[10]

Una didascalia o un breve richiamo possono quindi svolgere una funzione educativa importante. La fotografia di una colonia dovrebbe essere accompagnata da informazioni sulla sua sensibilità. Il racconto dell’ambiente sotterraneo diventa più completo quando comprende gli organismi che lo abitano e le condizioni necessarie alla loro conservazione.

Fotografie, video e rilievi: la comunicazione visiva delle grotte

Le immagini rendono visibili ambienti che gran parte del pubblico non frequenterà direttamente. Il loro valore cresce quando sono accompagnate da luogo, data, autore e spiegazione del soggetto. Una fotografia documenta meglio quando il lettore comprende che cosa sta osservando.

Il lavoro di Cosentino nel Koytendag mette in relazione testo e produzione audiovisiva. L’articolo richiama anche il contributo fotografico di Philippe Crochet e Annie Guiraud e il documentario dedicato alla montagna. Nel resoconto di Benassi, immagini e fotogrammetrie rientrano invece tra gli strumenti di confronto previsti per il monitoraggio.[1][2]

La differenza è significativa. Un’immagine può avere una funzione narrativa, documentaria o di misura. Il giornalismo speleologico dovrebbe chiarire quale uso ne viene fatto, evitando di attribuire alla sola forza visiva un valore dimostrativo che dipende dal metodo.

Anche rilievi e carte richiedono una presentazione leggibile. Scala, legenda, orientamento e data aiutano a comprendere il documento. Il lavoro grafico non è soltanto un elemento estetico: permette di trasferire informazioni spaziali.

SEO e notizie speleologiche: farsi trovare senza deformare il contenuto

L’ottimizzazione per i motori di ricerca può essere affrontata come organizzazione dell’informazione. Titoli con nomi corretti, luoghi e argomenti espliciti aiutano il lettore a riconoscere il contenuto. Le sezioni tematiche consentono di individuare rapidamente i passaggi utili.

La scelta delle parole chiave dovrebbe seguire la notizia. Il nome di una spedizione, una cavità o un progetto di studio è più informativo di una formula generica. La ripetizione resta utile soltanto quando mantiene naturalezza e coerenza.

Per una redazione specialistica è importante anche collegare gli aggiornamenti. Annuncio della partenza, resoconto del rientro e relazione conclusiva appartengono allo stesso percorso. Un collegamento tra questi testi permette al lettore di ricostruire la cronologia e di riconoscere l’evoluzione delle ricerche.

La reperibilità deve proseguire nel tempo. Titoli comprensibili, indicazione degli autori e riferimenti alle fonti aiutano un articolo a restare consultabile anche dopo la sua prima diffusione.

Qualità della comunicazione speleologica: visualizzazioni e utilità nel tempo

Le 39mila visualizzazioni comunicate per l’articolo di Cosentino indicano l’ampia circolazione di quel contributo. Il riconoscimento ai numerosi testi di Benassi valorizza invece la continuità della restituzione. Le motivazioni del premio uniscono i due aspetti attraverso la preparazione delle attività e la completezza dei racconti.

La valutazione editoriale dovrebbe mantenere distinti diffusione e qualità. La prima riguarda la circolazione. La seconda comprende precisione, chiarezza, ricchezza documentaria e capacità di offrire riferimenti utilizzabili. Un articolo può raggiungere molti lettori oppure rivolgersi a una comunità ristretta e restare importante per le ricerche successive.

La tradizione documentaria descritta dal regolamento SSI offre una prospettiva di lungo periodo. Riviste e biblioteca conservano materiali che diventano consultabili al di là del momento in cui sono stati prodotti. La comunicazione digitale può contribuire allo stesso obiettivo quando cura attribuzione, archiviazione e collegamento tra le pubblicazioni.[5]

Premio Scintilena e futuro della comunicazione speleologica italiana

La cadenza annuale annunciata per il premio introduce un appuntamento dedicato alla qualità della scrittura su Scintilena. Il riconoscimento mette in evidenza il lavoro necessario per trasformare una spedizione in un testo leggibile e completo.

Il contributo della comunicazione speleologica consiste nel tenere insieme tre responsabilità. La prima riguarda la fedeltà all’attività svolta. La seconda consiste nel rendere comprensibili contenuti specialistici. La terza collega la diffusione delle conoscenze alla sicurezza e alla tutela degli ambienti.

Le finalità di esplorazione, studio, documentazione e salvaguardia indicate dalla SSI forniscono il quadro di questo rapporto. Informare correttamente permette di mostrare la speleologia come attività di conoscenza del sottosuolo, sostenuta da competenze e lavoro condiviso. La scrittura ne rende accessibili i percorsi e ne conserva la memoria.[5]

Fonti della relazione sulla comunicazione speleologica

Il file Markdown allegato contiene il testo integrale dell’articolo e della relazione, comprese le fonti.

Fonti
[1] Giallo nel Koytendag: sui passi di Maltsev, analizzata la mummia … https://www.scintilena.com/giallo-nel-koytendag-sui-passi-di-maltsev-analizzata-la-mummia-della-grotta-verticalnaya-trovati-altri-3-cadaveri-nel-pozzo/05/13/
[2] Islanda: scoperta Freyja Hellir, la seconda grotta … https://www.scintilena.com/islanda-sotto-il-vatnajokull-la-scoperta-di-freyja-hellir-la-seconda-grotta-glaciovulcanica-piu-estesa-del-pianeta/07/28/
[3] IL BURACHETTO negozio di attrezzature sportive per la montagna https://www.buranchetto.com/
[4] Sacchi speleo ^o^ Il Buranchetto https://www.buranchetto.com/106-sacchi-speleologia
[5] Il Regolamento – SSI https://speleo.it/site/regolamento/
[6] Teca digitale – Periodici https://bibliotecaanelli.speleo.it/tecadigitale-periodici/
[7] A Scuola di Soccorso Speleologico – CNSAS https://www.cnsas.it/2021/01/25/a-scuola-di-soccorso-speleologico/
[8] SARDEGNA – Primo soccorso in grotta: il corso della Società … https://news.cnsas.it/primo-soccorso-in-grotta-in-sardegna-il-corso-della-societa-speleologica-italiana-e-del-servizio-regionale-sardo-del-cnsas/
[9] Notizie – CNSAS News https://news.cnsas.it/notizie/
[10] Il periodo invernale | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/il-periodo-invernale/
[12] Speleologia, due numeri della rivista SSI ora disponibili … – Scintilena https://www.scintilena.com/speleologia-due-numeri-della-rivista-ssi-ora-disponibili-gratuitamente-online/04/19/
[13] “Di ghiaccio e di fuoco”: Andrea Benassi racconta le grotte … https://www.scintilena.com/di-ghiaccio-e-di-fuoco-andrea-benassi-racconta-le-grotte-glaciovulcaniche-a-lugo-di-romagna/03/19/
[14] Speleologia_84_Giu_2021.pdf – Società Speleologica Italiana https://www.speleo.it/site/images/speleologia/Speleologia_84_Giu_2021.pdf
[15] Islanda – si è conclusa la spedizione glaciospeleologica … https://www.scintilena.com/islanda-si-conclude-la-spedizione-glaciospeleologica-fire-under-ice-2026/07/27/
[16] Islanda: il 9 luglio prende il via la spedizione … https://www.scintilena.com/islanda-il-9-luglio-prende-il-via-la-spedizione-glaciospeleologica-vatnajokull-2026-fire-under-ice/06/30/
[17] Spedizione Speleologica Papua 2017_Aouk Underground River … https://www.scintilena.com/spedizione-speleologica-papua-2017_aouk-underground-river-di-andrea-benassi/12/14/
[18] Grotte glaciovulcaniche in Islanda: Fire under Ice arriva a … https://www.scintilena.com/grotte-glaciovulcaniche-in-islanda-fire-under-ice-arriva-a-costacciaro/10/07/
[19] “Di ghiaccio e di fuoco” – Le esplorazioni … https://www.scintilena.com/di-ghiaccio-e-di-fuoco-le-esplorazioni-speleoglaciovulcaniche-di-andrea-benassi-al-cai-roma/01/06/
[20] Attrezzature ^o^ Il Buranchetto (7) https://www.buranchetto.com/17-attrezzatura?page=7
[21] Chi siamo – Buranchetto https://www.buranchetto.com/content/4-chi-siamo
[22] [PDF] lpino – Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico https://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2025/06/Rivista-CNSAS-Maggio-2025_web_compressed-1.pdf
[23] Riviste nazionali http://gwferrari.it/RivisteItaTest/407814188NAZ.html
[24] Disponibili i dati 2025 delle attività del Soccorso Alpino … https://news.cnsas.it/disponibili-i-dati-2025-delle-attivita-del-soccorso-alpino-e-speleologico/
[25] Disponibili i dati 2024 delle attività del Soccorso Alpino e … https://news.cnsas.it/disponibili-i-dati-2024-delle-attivita-del-soccorso-alpino-e-speleologico/
[26] Gli acquedotti di Praeneste (Palestrina, Roma) http://catastoartificiali.speleo.it/cholos/cavefile.php?filename=data/documenti/CA_LA_RM_453%2002.pdf
[27] Notizie – CNSAS https://www.cnsas.it/notizie/
[28] numero 2 http://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2017/05/02-1990.pdf
[29] Sponsorizzazione https://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2023/11/sponsorizzazione_3674.pdf
[30] Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf http://www.tutelapipistrelli.it/wp-content/uploads/2015/10/Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf
[31] nuova serie anno 1/1990 https://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2017/05/01-1990.pdf