Trinitapoli e Siponto raccontano una lunga storia del sottosuolo, tra riti, sepolture e riusi degli ambienti scavati nella roccia

Sotto la superficie del Tavoliere pugliese si conserva una vasta rete di ipogei, cavità artificiali che documentano pratiche religiose, sistemi funerari e trasformazioni sociali avvenute nell’arco di millenni. Tra i contesti più importanti si trovano i complessi di Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia, risalenti all’età del Bronzo, e le necropoli paleocristiane dell’antica Siponto.

Il tema è stato rilanciato anche dal gruppo “Gargano da Scoprire”, che attraverso la propria attività di divulgazione dedica attenzione agli ipogei e alle cavità sotterranee della Puglia. La pagina Facebook del gruppo presenta materiali dedicati alla cultura rupestre, alle necropoli e agli ambienti ipogei del Gargano e della Daunia.

Gli ipogei dell’età del Bronzo nel Tavoliere

A Terra di Corte, nel territorio di San Ferdinando di Puglia, e a Madonna di Loreto, nei pressi di Trinitapoli, gli scavi archeologici hanno portato alla luce strutture sotterranee databili al Bronzo medio, tra il 1700 e il 1500 avanti Cristo. Le ricerche condotte a partire dagli anni Ottanta hanno individuato numerosi ipogei, alcuni dei quali solo parzialmente esplorati.[1]

Il complesso di Trinitapoli comprende un santuario dell’età del Bronzo esteso su circa cinque ettari. Il sito comprende ipogei minori e strutture monumentali. Queste ultime erano formate da una rampa di accesso a cielo aperto, chiamata dromos, da un corridoio stretto, lo stomion, e da una sala centrale destinata alle attività rituali.[2]

L’architettura mostra una progettazione accurata. Le volte a cupoletta, i vestiboli e le nicchie laterali ricorrono in diversi ambienti. Nella sala principale era presente un’apertura nella volta, utile per l’aerazione e per la fuoriuscita del fumo prodotto dai focolari.

Gli ipogei non erano quindi semplici tombe. La documentazione archeologica indica che furono utilizzati come luoghi di culto collettivo. Le cerimonie sembrano essere state collegate ai cicli della fertilità, alla salute degli uomini e degli animali e alla prosperità dei raccolti.

Fuochi rituali e offerte alla terra

Nell’ipogeo 3 di Terra di Corte sono stati individuati piccoli focolari circolari delimitati da pietre. Al loro interno sono comparsi resti vegetali carbonizzati, tra cui parti selezionate di spighe di farro. La selezione dei resti suggerisce un uso rituale del cereale, probabilmente connesso ai temi della fertilità e della rigenerazione.[1]

Sono state inoltre rinvenute ossa di animali giovani, tra cui cervi, cinghiali e maialini da latte. In diversi ipogei comparivano palchi di cervo deposti lungo le pareti. Questi reperti possono essere interpretati come elementi di offerte o come simboli legati alla caccia e ai cicli naturali.

Il vasellame era parte integrante delle cerimonie. Dopo l’uso, alcuni recipienti venivano frantumati intenzionalmente. La rottura rituale trasformava oggetti di uso quotidiano in testimonianze permanenti del rito. I frammenti venivano poi lasciati all’interno degli ambienti sotterranei.

Nei complessi sono stati recuperati anche crogioli, strumenti per la fusione e frammenti di bronzo. La presenza di questi materiali indica un rapporto tra pratiche cultuali, attività artigianali e controllo delle risorse metallurgiche.

La chiusura degli ambienti sotterranei

Quando un ipogeo terminava il proprio ciclo di utilizzo, la struttura veniva chiusa attraverso una procedura precisa. Gli ambienti erano colmati con terra e grandi pietre. Anche il dromos veniva interrato. Sopra l’accesso veniva realizzato un basso tumulo, spesso completato da una pietra verticale, il cosiddetto sema, con funzione di segnalazione.

All’interno dei riempimenti sono state trovate ossa animali, recipienti spezzati, carboni e resti di libagioni. In alcuni casi sono comparsi anche frammenti di ossa umane. Nell’ipogeo 3 di Terra di Corte, un cranio privo di mandibola era stato deposto capovolto al centro di un cerchio di pietre. La posizione e il contesto rendono il reperto uno degli elementi più discussi della documentazione archeologica del sito.[1]

Gli ipogei venivano quindi dismessi attraverso un atto rituale. La chiusura non corrispondeva a un semplice abbandono. Il riempimento proteggeva il luogo e ne impediva l’accesso, trasformandolo in uno spazio separato dal mondo esterno.

Da santuario a necropoli

Nel corso del II millennio avanti Cristo alcuni ipogei furono riaperti e utilizzati come sepolture collettive. Le nuove deposizioni si inserirono in ambienti nati per il culto. Questo riuso mostra la persistenza del valore sacro attribuito al sottosuolo.

A Trinitapoli le sepolture hanno restituito uomini, donne e bambini appartenenti a gruppi sociali di rango diverso. I corredi comprendono armi, ornamenti in bronzo, ambra, pasta vitrea, avorio, faïence e osso. La quantità e la qualità degli oggetti indicano l’esistenza di differenze sociali già consolidate nella società del Bronzo.[2]

Tra i reperti figurano spade, pugnali, cuspidi di freccia e componenti di bardature equine. In alcuni ipogei sono state trovate anche numerose perle d’ambra, oggetti che documentano i contatti tra le comunità della Daunia e le reti di scambio dell’Adriatico e del Mediterraneo.

La trasformazione da santuario a necropoli non cancellò il significato originario degli ambienti. Il culto della fertilità, la morte e l’idea di rigenerazione sembrano rimanere collegati nella lunga storia degli ipogei.

Le necropoli paleocristiane di Siponto

Un’altra fase della storia sotterranea della Daunia è rappresentata dagli ipogei paleocristiani di Siponto, nel territorio di Manfredonia. Qui gli ambienti scavati nella roccia furono utilizzati come sepolcreti tra la tarda antichità e l’alto Medioevo.

Il complesso di Capparelli si trova nei pressi della masseria omonima, lungo la strada statale 89. Gli ipogei erano destinati alle sepolture e furono ricavati all’interno di una collina. Le strutture conservate sono nove, anche se crolli e distruzioni hanno compromesso la lettura di alcuni ambienti. Gli ipogei 7 e 8 sono attribuiti ai secoli IV e V.[3]

Gli ambienti comprendevano ambulacri, loculi e arcosoli. Le tombe potevano accogliere più deposizioni. Le pareti conservano tracce dell’organizzazione funeraria di una comunità cristiana che affidava al sottosuolo la memoria dei propri defunti.

Nella pineta di Siponto si trovano gli ipogei Scoppa. Il primo è una struttura funeraria paleocristiana con loculi e arcosoli. Il secondo è collegato a una chiesa paleocristiana del VI secolo, attribuita dalla tradizione al vescovo Lorenzo Maiorano e dedicata ai santi Stefano e Agata. Le indagini hanno restituito basi di colonne, elementi marmorei e frammenti di mosaico policromo.

Capparelli, Scoppa e Santa Maria Regina

Gli ipogei di Santa Maria Regina si trovano sotto la moderna chiesa parrocchiale. Il complesso comprende due ambienti funerari datati tra il IV e il X secolo. La struttura presenta un ambulacro con andamento a croce greca, loculi e arcosoli disposti lungo le pareti.[4]

Le sepolture interessavano adulti e bambini. Alcuni loculi erano chiusi da tegoloni fissati con calcina. La presenza di tombe infantili aggiunge un elemento importante alla lettura sociale della necropoli. Il sottosuolo era utilizzato per conservare la memoria di intere comunità, non solo di singoli gruppi familiari.

Gli ipogei Minonno, anch’essi collegati alla funzione funeraria, hanno subito nel tempo trasformazioni e riusi. Come altre cavità di Siponto, furono utilizzati anche come cave e depositi. Il riuso agricolo e pastorale ha modificato molti ambienti, rendendo più complessa la ricostruzione delle fasi antiche.

La continuità d’uso è una caratteristica comune a numerose cavità artificiali. Il materiale della Società Speleologica Italiana ricorda che gli ambienti sotterranei possono essere creati per seppellire i morti, ottenere riparo, svolgere attività produttive o garantire condizioni di isolamento.[5]

Un patrimonio da documentare

La storia degli ipogei della Daunia non è lineare. Gli stessi spazi sono stati santuari, necropoli, cave, rifugi, ricoveri per animali e depositi agricoli. Ogni riutilizzo ha lasciato tracce, ma in alcuni casi ha anche danneggiato gli elementi archeologici.

La conoscenza di questi luoghi richiede documentazione, rilievi, scavi controllati e attenzione alla conservazione. L’accesso non autorizzato può compromettere stratigrafie, reperti e informazioni sui rituali. Anche piccoli spostamenti di ossa o frammenti ceramici possono cancellare dati utili alla ricerca.

Le iniziative di divulgazione promosse da realtà come “Gargano da Scoprire” contribuiscono a mantenere l’attenzione sul patrimonio sotterraneo pugliese. Il gruppo ha dedicato contenuti a ipogei, necropoli e cavità rupestri del Gargano, tra cui gli ambienti di Parco della Chiesa a Ischitella e le grotte di Minutillo a Carpino.[6][7][8]

Tra Trinitapoli e Siponto emerge così una lunga relazione tra comunità e sottosuolo. Nel Bronzo medio gli ipogei furono utilizzati per riti legati alla fertilità e alla rigenerazione. In età tardoantica divennero luoghi di sepoltura cristiana. Il significato religioso cambiò, mentre rimase la scelta di affidare alla roccia la memoria collettiva.

Il buio degli ipogei non rappresenta quindi soltanto l’assenza di luce. È il risultato di una costruzione sociale e religiosa, ripetuta nel tempo. Scendere nella terra significava separarsi temporaneamente dal mondo dei vivi, entrare in uno spazio regolato da riti e simboli, e tornare in superficie con una nuova interpretazione della vita e della morte.

Fonti e link

Fonti
[1] Il popolo degli ipogei Straordinarie scoperte nella Puglia preistorica https://www.archeologiaviva.it/4406/il-popolo-degli-ipogei/
[2] La storia https://ipogeiditrinitapoli.it/la-storia/
[3] Manfredonia. Siponto, Ipogeo Capparelli 7-8 http://www.iccdold.beniculturali.it/medioevopugliese/index.php?it/82/catalogo-iccd/300/manfredonia-siponto-ipogeo-capparelli-7-8
[4] Ipogei di Siponto https://it.wikipedia.org/wiki/Ipogei_di_Siponto
[6] Ipogei https://www.garganodascoprire.com/gallery/ipogei/
[7] Gargano da Scoprire: Grotte di Minutillo – Carpino https://www.youtube.com/watch?v=mE85pDnzlfo
[8] Garganodascoprire Documentari: Ipogei di Parco della Chiesa – Ischitella https://www.youtube.com/watch?v=OwLtvVkh1WI
[9] Archeologia dell’edilizia storica e costruzione del documento archeologico. Problemi di popolamento mediterraneo. I. Un’archeologia del costruito per la storia del territorio medievale https://www.openaccessrepository.it/record/61640/files/fulltext.pdf
[10] Hypogées de Siponto — Wikipédia https://fr.wikipedia.org/wiki/Hypog%C3%A9es_de_Siponto
[11] Osservazioni su alcuni reperti vitrei della necropoli di via Spinè a Oderzo https://edizionicafoscari.unive.it/libri/978-88-6969-390-8/osservazioni-su-alcuni-reperti-vitrei-della-necrop/
[12] PARCO ARCHEOLOGICO DI SIPONTO | I Luoghi del Cuore – FAI https://fondoambiente.it/luoghi/parco-archeologico-di-siponto?ldc
[13] Sul Palatino. Dal regno di Evandro alla Repubblica d’Arcadia https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/24008
[14] Trinitapoli – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Trinitapoli
[15] Anforette a fondo piatto con anse rimontanti da Altino: una possibile produzione locale? https://edizionicafoscari.unive.it/libri/978-88-6969-390-8/anforette-a-fondo-piatto-con-anse-rimontanti-da-al/
[16] Analisi antropologica dei reperti osteologici tardo-antichi provenienti dal contesto ipogeico di Licata. L’ipogeo Zirafi-settore G ? Licata (Sicilia) https://riviste.fupress.net/index.php/aae/article/download/2361/1566
[17] L’Archeoclub e la necropoli tardoantica nella moderna Siponto: un patrimonio da scoprire, salvare e valorizzare https://www.manfredonianews.it/2018/04/07/larcheoclub-e-la-necropoli-tardoantica-nella-moderna-siponto-un-patrimonio-da-scoprire-salvare-e-valorizzare/
[18] Dauni in medio Adriatico https://morepress.unizd.hr/journals/adriatica/article/download/1105/1732
[19] SIPONTO (FG), S. Maria – CARE (IT) https://care.huma-num.fr/it/index.php?title=SIPONTO_(FG),_S._Maria
[20] Gli Ipogei e il Patrimonio Archeologico di Siponto https://www.manfredonianews.it/2025/09/28/gli-ipogei-e-il-patrimonio-archeologico-di-siponto/
[21] La Necropoli tardo Antica della moderna Siponto https://www.manfredonianews.it/2018/06/14/la-necropoli-tardo-antica-della-moderna-siponto/
[22] Un misterioso reperto della Siponto antica https://www.manfredonianews.it/2022/01/15/un-misterioso-reperto-della-siponto-antica/
[23] Sepolcreto di Santa Maria Regina – Chiese ipogee – AI Smart https://interregaismart.regione.puglia.it/-/sepolcreto-di-santa-maria-regina-chiese-ipogee-1
[24] 28°CONVEGNO NAZIONALE https://www.archeologiadigitale.it/attidaunia/pdf/28-tunzi1.pdf
[25] e me l’ovrare appaga https://library.oapen.org/bitstream/20.500.12657/55594/1/9788855182195.pdf
[26] L’Abate Galiani epigrafista https://edizionicafoscari.unive.it/libri/978-88-6969-375-5/labate-galiani-epigrafista/
[27] Ipogei di Parco della Chiesa – Ente parco nazionale del Gargano https://www.parcogargano.it/poi/ipogei-di-parco-della-chiesa/
[28] Targa dell’Amicizia a Gargano da Scoprire https://www.scintilena.com/targa-dellamicizia-a-gargano-da-scoprire-incontro-culturale-il-4-agosto-a-manfredonia/07/30/
[29] Garganodascoprire | Foggia https://www.facebook.com/p/Garganodascoprire-61553617765697/
[30] Vico del Gargano, la necropoli di Monte Pucci: un luogo suggestivo con un migliaio di loculi – Foggia Reporter https://www.foggiareporter.it/necropoli-di-monte-pucci-vico.html
[31] Visita al Trappeto Maratea di Vico del Gargano | Turista Di Mestiere https://www.turistadimestiere.com/2015/02/visita-al-trappeto-maratea-il-frantoio-ipogeo-di-vico-del-gargano.html
[32] È ONLINE GARGANO INSIDE, UNO STRAORDINARIO VIAGGIO NEL GARGANO INTERNO. CAGNANO, CARPINO, ISCHITELLA, MONTE SANT’ANGELO E VICO DEL GARGANO SI PROMUOVONO FACENDO SQUADRA https://www.retegargano.it/2025/07/23/e-online-gargano-inside-uno-straordinario-viaggio-nel-gargano-interno-cagnano-carpino-ischitella-monte-santangelo-e-vico-del-gargano-si-promuovono-facendo-squadra/
[33] Progetto https://unterritoriodascoprire.it/progetto
[34] La nostra storia https://www.garganodascoprire.com/la-nostra-storia/
[35] La Grava di Campolato, abisso del Gargano profondo oltre … https://www.scintilena.com/128403-2/06/19/
[36] Ipogei del Gargano https://michelecasa.wordpress.com/2020/08/26/ipogei-del-gargano/
[37] Le meravigliose grotte marine del Gargano possono essere … https://www.facebook.com/GarganoDaScoprire/videos/le-grotte-marine-del-gargano/1631973384896327/
[38] L’ORO DEL GARGANO E IL RICORDO DELLA PERDUTA … https://www.facebook.com/61553617765697/posts/loro-del-gargano-e-il-ricordo-della-perduta-necropoli-di-bagno-di-varanoparafras/122173688672120592/
[39] Manfredonia. Siponto, Ipogeo Scoppa 2 – ICCD http://iccdold.beniculturali.it/medioevopugliese/index.php?it/82/catalogo-iccd/305/manfredonia-siponto-ipogeo-scoppa-2