Architetture in pietra e terrazzamenti nel Golfo Dianese venerdì 21 febbraio a Diano Marina (IM), negli spazi di Palazzo del Parco
I paesaggi delle caselle è un’iniziativa culturale dedicata alla riscoperta delle architetture rurali in pietra a secco e dei paesaggi terrazzati del territorio del Golfo Dianese, con particolare attenzione alle caselle, manufatti tradizionali legati alla pastorizia, all’agricoltura e alla vita quotidiana delle comunità locali.
L’evento propone un percorso articolato: c’è il racconto, c’è l’esposizione, c’è la visita sul territorio. Tutto questo fa parlare l’archeologia e il paesaggio. Le caselle sono lette come strutture architettoniche, ma anche come vere e proprie tracce materiali di un rapporto profondo tra uomo e ambiente, ancora oggi riconoscibile nel paesaggio.
Non si tratta di speleologia in senso stretto: le caselle sono costruzioni in superficie e non cavità naturali o artificiali del sottosuolo. Tuttavia, l’iniziativa dialoga con il mondo speleologico per affinità di sguardo e di metodo. Al centro ci sono la pietra, le tecniche costruttive tradizionali, l’attenzione ai luoghi marginali e spesso dimenticati, e la lettura del territorio come un archivio di segni e storie. Un approccio che risuona fortemente con la sensibilità speleologica, abituata a osservare, interpretare e tutelare ciò che non è immediatamente visibile.
Tuttavia di uno spelologo e ricercatore celebre, GIlbero Calandri, si parlerà il 21 febbraio, nell’intervento di Giampiero Laiolo e Carlo Grippa, “Dalla pietra alla calce al sorbetto, ricordando Gilberto Calandri”.
La giornata di venerdì 21 febbraio 2026 si svolge a Diano Marina, negli spazi di Palazzo del Parco, con un’esposizione interattiva, un convegno pomeridiano e un momento conviviale serale. Gli interventi affrontano temi che spaziano dai paesaggi di pietra in età protostorica e romana al recupero dei luoghi dell’abbandono, dalle tecniche della pietra a secco alle narrazioni contemporanee legate alla memoria del territorio.
Il programma di venerdì 21 febbraio (Diano Marina – Palazzo del Parco) è ben definito:
Ore 10.30 – 18.30: esposizione interattiva
Ore 15.00 – 18.00: convegno:
- Paesaggi di pietra in età protostorica e romana
Daniela Gandolfo, Gabriella Stabile Regis - Dalle caselle alle stelle, dalla pietra a secco alle astronavi
Paolo Gollo - Recuperare i luoghi dell’abbandono
Daniela Regis - Le caselle monumentali del Golfo Dianese
Giorgio Fedozzi - Dalla pietra alla calce al sorbetto, ricordando Gilberto Calandri
Giampiero Laiolo, Carlo Grippa - Memorie del quotidiano tra Faudo e Follia
Giuseppe Gandolfo - La finzione tra caselle e sciaiai
Natalino Trinchieri - Tre matti, dieci caselle
Stefano, Andrea e Mauro Viale
Ore 18.00
Aperitivo dei Campi
Il progetto prosegue sabato 22 febbraio 2026 con una visita all’abitato rurale di Bestagnolo, tra Chiappa e San Bartolomeo al Mare, offrendo l’occasione di osservare direttamente sul campo le strutture e i paesaggi raccontati durante la giornata precedente.
Una curiosità: caselle e cavanei: che rapporto hanno?
Le caselle e i cavanei non sono la stessa cosa, ma appartengono alla stessa famiglia di architetture rurali tradizionali legate alla pietra e al paesaggio terrazzato. Le caselle sono tipiche del Ponente ligure (ad esempio nel Golfo Dianese): costruzioni in pietra a secco, di solito fuori terra e autonome, usate come ricovero o deposito agricolo. I cavanei, invece, sono tipici del Levante ligure, soprattutto nello Spezzino e nel suo entroterra: spesso sono addossati alla roccia o semi-ipogei, perché sfruttano nicchie, affioramenti e talvolta cavità naturali o scavate, mantenendo una funzione simile di riparo e deposito.
Il legame con la speleologia non è “tecnico” (non si parla di grotte da esplorare), ma culturale e metodologico: in entrambi i casi c’è la lettura attenta del territorio, la conoscenza della roccia, l’attenzione ai luoghi marginali e la memoria materiale di un rapporto stretto tra uomo e ambiente. In breve: i cavanei stanno un passo più “dentro” (più vicini al sottosuolo), le caselle un passo più “fuori”, ma parlano la stessa lingua della pietra.
Dove:
Diano Marina (IM), Palazzo del Parco;
Bestagnolo, tra Chiappa e San Bartolomeo al Mare.
Quando:
Venerdì 21 e sabato 22 febbraio 2026