GEA 2026 porta a Lecce nuove ricerche tra carsismo salentino, archeologia costiera e studio del sottosuolo.
L’incontro del 13 giugno, nella sede della Soprintendenza in via Libertini, riunisce relazioni dedicate alle grotte, agli insediamenti antichi e ai reperti emersi dalle indagini più recenti.
GEA 2026 e la Soprintendenza di Lecce
Le Giornate Europee dell’Archeologia 2026 a Lecce si svolgono dalle 10 alle 13 e sono introdotte dal soprintendente arch. Antonio Zunno.
Il programma mette al centro il rapporto tra ricerca archeologica e ambiente carsico, un tema che interessa direttamente anche la speleologia. La giornata è pensata come momento di restituzione pubblica su studi avviati nel territorio salentino.
Carsismo nel Salento
Tra gli interventi più attesi c’è quello dedicato al carsismo nel Salento, con dati preliminari dalle nuove ricerche speleologiche e archeologiche in territorio di Melendugno.
La relazione, firmata da A. Pansini, I. Tiberi e A. Potenza, è condotta in collaborazione con il Gruppo Speleologico Leccese “Ndronico” e con il Laboratorio di Archeozoologia LAZUS dell’Università del Salento. Il tema conferma quanto il carsismo sia uno strumento utile per leggere la storia del territorio, non solo dal punto di vista geologico ma anche archeologico.
Punta dell’Aspide e insediamenti
Un altro contributo riguarda i ritrovamenti di Punta dell’Aspide a Nardò, inseriti nel quadro degli insediamenti costieri salentini dell’Età del Bronzo.
La relazione presenta ricerche e studi condotti nel biennio 2024-2025 da S. Strafella, I. Tiberi e G. Aprile. Questo filone di lavoro aiuta a collegare i dati raccolti sul terreno con le dinamiche di frequentazione antica delle coste.
Lecce tra scavo e centro storico
Il programma include anche due interventi dedicati alla città. Dopo l’anfiteatro presenta le indagini archeologiche nel centro storico di Lecce, mentre Il porto, la chiesa, il castello affronta l’archeologia di San Cataldo. Le relazioni mostrano come il sottosuolo urbano e costiero continui a restituire informazioni su assetti antichi e trasformazioni successive. In questo contesto, il confronto tra archeologi e speleologi diventa particolarmente utile.[2][1]
Laboratorio sui reperti
La mattinata comprende anche un’attività laboratoriale curata da S. Taurino, dal titolo Dallo scavo al museo. Il laboratorio è dedicato alla schedatura di reperti archeologici in consegna alla Soprintendenza. Al termine delle relazioni sarà possibile esaminare una selezione dei materiali rinvenuti, offrendo al pubblico un contatto diretto con le testimonianze emerse dagli studi.[1]
Speleologia e archeologia
Il taglio dell’iniziativa conferma il valore della speleologia come supporto alla ricerca storica e archeologica. Le grotte e le cavità, per la loro capacità di conservare tracce e depositi, sono ambienti decisivi per comprendere frequentazioni antiche, mutamenti del paesaggio e relazione tra uomo e sottosuolo. A Lecce, il legame tra carsismo, archeologia e tutela emerge quindi come il filo conduttore dell’intera giornata.[2][1]
Fonti
- Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, programma GEA 2026.[1]
- Materiali su speleologia e ricerca scientifica.[2]