Un’idea collaudata nel mondo speleologico, ora esportabile anche in altri contesti

La speleologia può diventare un modello di successo per la comunicazione e la didattica? La risposta è sì, secondo un’esperienza maturata dalla Prof. Barbara Grillo nel mondo speleologico e ora applicabile anche in altri contesti.

Si parte dalla richiesta di rendere più accattivante una lezione di geologia, trasformandola in un’esperienza emozionale, attraverso l’uso di facilitatori culturali e l’organizzazione di escursioni-laboratorio in ambienti naturali.

L’idea, nata molti anni fa con il Gruppo Speleologico Sacile e l’Unione Speleologica Pordenonese, è stata perfezionata nel tempo, mantenendo lo stesso stile di animazione, coinvolgimento ed emozione per una attività esperienziale.

Il modello ha portato a risultati sorprendenti, tanto da essere stato ripreso in due articoli della CGEB in Progressione 63 (2016) e della AXXXO (2022).

Il successo ottenuto nel mondo speleologico ha spinto alcuni appassionati, come Roberto Pelin del gruppo Dolovalli, a realizzare dei mini video documentaristici delle geo-escursioni, che possono essere utili a chi vuole provare questo modo di comunicare.

I video, che mostrano la visita al Landri Scur e alle Grotte Verdi di Pradis sull’Altopiano di Gerchia, dimostrano come la geologia possa diventare un’esperienza emozionale e coinvolgente.

In un’epoca in cui la didattica e la comunicazione sono sempre più basate sull’interazione e sull’esperienza diretta, la speleologia si conferma un modello innovativo ed efficace per rendere più accattivante la conoscenza scientifica.

COMUNICAZIONE E DIDATTICA: DALLA SPELEOLOGIA UN MODELLO DI SUCCESSO

Di Barbara Grillo

Si vuole proporre una riflessione e una condivisione su come rendere più accattivante una lezione di geologia e su come dalla pratica in speleologia si possa creare un modello di comunicazione di successo esportabile anche in altri contesti.

Tutto parte dalla richiesta di fare la lezione “teorica” di geologia. Da semplice lezione frontale in ambiente chiuso è diventata una mezza giornata con un misto tra escursione e laboratorio, presentandola con lo spirito della “scienza come gioco” mediante l’uso di facilitatori culturali (modellini).

La “lezione” viene ogni volta rinnovata trovando location diverse e mantenendo lo stesso stile, cioè animazione, coinvolgimento, emozione per una attività esperienziale.

Il livello attuale è però il risultato di un processo di miglioramento continuo per tenere viva la fiammella dell’attenzione e della curiosità.

L’idea è collaudata da alcuni anni e son stati scritti articoli sia per la CGEB in Progressione 63 (anno 2016 prima ancora nel 2006), sia per la AXXXO nel 2022:

 

http://www.caitrentaottobre.it/wp-content/uploads/2022/12/A-T-184.pdf

La prima volta che venne questa pensata fu però tanti anni fa in una palestra a Piancavallo con il Gruppo Speleologico Sacile, poi con l’Unione Speleologica Pordenonese si provò in grotta ma andava perfezionata.

L’idea di base è che il concetto va trasmesso realizzandolo sul posto, togliendogli l’effetto astratto ed attraverso il piacere della scoperta resta impresso: si impara vivendolo, emozionando attraverso la meraviglia.

Questo modello maturato nel mondo speleologico è stato portato poi nel mondo dell’escursionismo ottenendo gli stessi risultati.

Questa volta è successo che grazie ad un partecipante appassionato, Roberto Pelin, del gruppo Dolovalli, una realtà che promuove le attività nelle Prealpi Pordenonesi, le geo-escursionisono state filmate creando dei mini video documentaristici, che possono fare scuola a chi vuole provare questo modo di comunicare.

Il primo video si riferisce alla visita al Landri Scur, la grotta della Valcellina che si apre con un grande portale:

 

Il secondo video si riferisce alla visita delle Grotta Verdi di Pradis sull’Altopiano di Gerchia:

Barbara Grillo (Radi – Speleo Team Conegliano)