Il Comitato Scientifico si è riunito per definire linee guida e affrontare sfide fondamentali nella prima fase del progetto.

Nell’immagine di copertina generata dalla AI Dall-E, uno speleologo legge dati da una stazione di rilevamento

Il progetto “Underground Climate Change” (UCC), avviato alla fine del 2023, ha segnato un passo significativo nella sua missione di esplorare e comprendere gli impatti del cambiamento climatico negli ambienti sotterranei.

La prima riunione del Comitato Scientifico, tenutasi nei primi giorni del 2024, ha delineato le direzioni chiave per il progetto.

Il Comitato Scientifico, composto da esperti provenienti da diverse discipline, tra cui climatologia, geologia, e biologia, è incaricato di guidare la ricerca e garantire la validità scientifica dei dati raccolti.

La riunione ha concentrato l’attenzione sulla definizione di una “stazione tipo” per il monitoraggio della temperatura in grotta, mirando a creare un modello replicabile su scala nazionale. Tale stazione rappresenterà un passo avanti cruciale per raccogliere dati climatici in modo efficiente e accessibile.

Un elemento chiave del progetto è la gestione dei dati storici di temperatura in grotta raccolti nel corso degli anni da varie fonti. Il Comitato ha sottolineato l’importanza di integrare questi dati in un sistema unificato, garantendo la massima utilità scientifica.

Inoltre, l’attenzione si è concentrata sulla precisione della strumentazione e sulla creazione di protocolli efficaci per la raccolta e l’analisi dei dati.

Il progetto mira non solo a misurare la temperatura in grotta ma anche a comprendere gli impatti complessivi del cambiamento climatico, includendo gli effetti sui ghiacciai ipogei e sui pozzi a neve, rivelatori cruciali dei cambiamenti ambientali.

La riunione ha evidenziato la volontà del Comitato Scientifico di mantenere un approccio aperto e trasparente, promuovendo la condivisione dei dati attraverso un “survey” coinvolgente, aperto anche al pubblico generale.

Il Comitato è determinato a contribuire in modo significativo alla comprensione del cambiamento climatico attraverso la ricerca speleologica, assicurando al contempo la solidità e la diffusione affidabile dei dati raccolti.

Ecco il comunicato ufficiale:

Progetto UCC

‘Comunicato del 10 gennaio 2024 – Prima riunione del Comitato Scientifico

Il progetto “Underground Climate Change” (UCC), iniziato alla fine del 2023, è un progetto speleologico nazionale che si propone il monitoraggio e lo studio degli effetti del cambiamento climatico nel mondo sotterraneo.

Le grotte sono ambienti di estrema fragilità che conservano non solo ecosistemi ancora in parte sconosciuti, ma anche dati paleoclimatici fondamentali e soprattutto riserve d’acqua potabile di importanza strategica per l’umanità.

UCC si avvale dell’expertise di un Comitato Scientifico dedicato, formato da ricercatori in vari campi.

E’ composto da Raffaele Bruschi (Dottorando in Chimica e Biologia dell’Università degli studi di Trieste), Franco Catalano (Climatologo dell’ENEA), Bartolomeo Vigna (Professore associato in Geologia Applicata presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino ora in pensione), Marco Frassinelli (IT Architect), Leonardo Piccini (Professore Associato, Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli studi di Firenze) e Ilaria Vaccarelli (Dottoranda in Cambiamenti Climatici e Sviluppo Sostenibile, IUSS di Pavia/Università degli Studi dell’Aquila).

Il Comitato ha il compito di guidare la ricerca e assicurare che i dati raccolti siano scientificamente validi e sicuri: da un lato delineando le linee guida per la ricerca, dall’altro garantendo che ogni fase del progetto sia condotta con rigorosa metodologia scientifica.

Durante la prima riunione, tenutasi pochi giorni fa, il Comitato ha focalizzato l’attenzione sulla definizione dei principali punti critici che un progetto di questa portata potrebbe incontrare, evidenziando diverse necessità fondamentali.

Uno dei temi centrali è stato lo studio e la definizione di una “stazione tipo” per il monitoraggio di temperatura in grotta, che dovrà rappresentare un modello replicabile su scala nazionale, progettato per raccogliere dati climatici in modo efficiente e accessibile.

L’altro punto essenziale del progetto UCC è come gestire ed utilizzare i dati storici di temperatura in grotta che nel corso degli anni sono stati raccolti da vari soggetti ma che non sono mai stati messi a sistema e condivisi, in modo da non dimenticare o trascurare nulla, data l’importanza scientifica dei dati.

Un altro aspetto chiave esaminato riguarda la tecnologia e la gestione dei dati.

È fondamentale utilizzare strumentazione di precisione e accuratezza adeguate e sviluppare protocolli efficaci per la raccolta e l’analisi delle informazioni.

Inoltre, si sta considerando l’importanza di estendere il nostro lavoro oltre la semplice misurazione della temperatura in grotta.

L’obiettivo è di comprendere gli effetti complessivi del cambiamento climatico, inclusi quelli sui ghiacciai ipogei e sui pozzi a neve, che sono indicatori vitali dei cambiamenti ambientali.


La riunione ha anche messo in luce la necessità di un’apertura del progetto e una trasparenza nella condivisione dei dati, spingendo per la creazione di un “survey” che coinvolga anche i non addetti ai lavori.

Il Comitato Scientifico di UCC è profondamente impegnato in questo progetto e desideroso di contribuire in modo significativo alla comprensione del cambiamento climatico attraverso la ricerca speleologica, assicurando allo stesso tempo che i dati siano affidabili, robusti e condivisi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *