Un nuovo studio pubblicato su Scientific Data (Nature) rende disponibili letture orarie di temperatura e umidità registrate per un anno intero in 12 grotte nella regione della Giudea, in Cisgiordania

Un dataset prezioso per comprendere il microclima degli ambienti ipogei, con potenziali applicazioni anche nel mondo speleologico

Le grotte non sono solo cavità da esplorare: sono anche ambienti sensibili, in cui umidità e temperatura influenzano la conservazione di reperti, la formazione di concrezioni, e la presenza di fauna cavernicola. Per questo motivo, i dati microclimatici sotterranei stanno diventando sempre più rilevanti, non solo per la ricerca scientifica ma anche per la gestione e protezione degli ambienti ipogei.

Uno studio pubblicato il 16 dicembre 2025 da un gruppo di ricercatori israeliani ha reso pubblico un ampio dataset ambientale raccolto in 12 grotte situate in tre zone climatiche diverse: deserto (Giudea), steppa e regione mediterranea.

I sensori installati hanno misurato temperatura e umidità relativa dell’aria ogni ora, per 12 mesi consecutivi, raccogliendo un’enorme quantità di dati che ora sono liberamente consultabili.

Il progetto ICCP

Il lavoro fa parte del progetto ICCP – Israel Cave Climate Project, che ha raccolto osservazioni microclimatiche ad alta risoluzione in 12 grotte carsiche. Ogni grotta si trova in una delle tre macro-zone climatiche del Paese: Desertica, Steppica e Mediterranea.

Per ogni sito, tra il 2019 e il 2021 sono stati installati sensori identici in più punti (in tutto 42), distribuiti in diverse zone luminose (buio profondo, penombra, ingresso), per ottenere una mappa completa delle variazioni ambientali interne.

Oltre all’importanza dell’aspetto ambientale, le grotte monitorate presentano anche importanti testimonianze archeologiche, che rendono ancora più preziosa la comprensione del loro microclima.

Riferimento alla pubblicazione

L’articolo è stato pubblicato su Scientific Data (Nature):

Year-round hourly temperature and humidity sensor readings from arid caves, Judean Desert, Israel
DOI: 10.1038/s41597-025-06420-8

Il dataset completo è disponibile su Zenodo: https://zenodo.org/records/17505739

Spunti per la speleologia italiana

Il valore di questa ricerca è anche metodologico: offre un modello replicabile per chi voglia monitorare il microclima in ambienti sotterranei in modo continuo e sistematico. I dati possono essere utili anche a chi si occupa di conservazione, climatologia sotterranea, o semplicemente vuole confrontare l’andamento termico di grotte di diverse tipologie.

Una riflessione per il mondo speleologico italiano: esistono esperienze simili in Italia? Abbiamo dati microclimatici raccolti con la stessa regolarità? Sicuramente sì.

Mi vengono in mente, ad esempio, l’esperienza della Toscana e del Piemonte, che hanno all’attivo diversi progetti di monitoraggi costanti e duraturi. E ne esistono diverse altre.

Un confronto tra ambienti mediterranei e desertici potrebbe e potrà offrire spunti interessanti per chiunque studia l’ambiente ipogeo, anche a fini conservativi o didattici.

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