Si è avviato il percorso di candidatura per uno dei più importanti sistemi carsici d’Europa legati alla presenza umana antica

La Giunta della Regione Puglia ha avviato ufficialmente il percorso di candidatura a Patrimonio Mondiale UNESCO delle grotte carsiche di età preistorica.

Riguarderà un insieme di siti archeologici di grande rilevanza scientifica, documento di oltre 800.000 anni di presenza umana continuativa nell’Europa occidentale.

Con l’approvazione del Protocollo d’intesa (Delibera di Giunta n. 1970/2025), la Regione Puglia e undici Comuni pugliesi – Apricena, Rignano Garganico, Monopoli, Bisceglie, Altamura, Ginosa, Ostuni, Otranto, Nardò, Castro e Parabita – si impegnano a sostenere un percorso pluriennale finalizzato al riconoscimento del valore universale di uno dei più importanti complessi ipogei preistorici del Mediterraneo.

Il Protocollo è stato firmato dall’assessore regionale alla Cultura e sarà sottoscritto nei prossimi giorni dalle Amministrazioni comunali che ospitano le cavità interessate. L’accordo prevede l’istituzione di un Tavolo di lavoro, che è incaricato della redazione del fascicolo di candidatura UNESCO, in collaborazione con il Ministero della Cultura e le principali istituzioni scientifiche competenti.

La responsabilità scientifica del processo è affidata alla Direzione del Museo della Preistoria di Nardò, mentre il coordinamento tecnico organizzativo è curato dalla Sezione regionale Tutela e Valorizzazione dei Patrimoni Culturali della Regione Puglia.

Il sistema delle grotte preistoriche pugliesi costituisce un complesso straordinario di siti archeologici, in grado di soddisfare i criteri UNESCO di autenticità, integrità ed Eccezionale Valore Universale (OUV).

Tra i siti già individuati, figurano Pirro Nord (Apricena), Grotta Paglicci (Rignano Garganico), Grotta delle Mura (Monopoli), Grotta di Santa Croce (Bisceglie), Grotta Lamalunga (Altamura), Riparo L’Oscurisciuto (Ginosa), Grotta di Santa Maria d’Agnano (Ostuni), Grotta dei Cervi (Porto Badisco, Otranto), il complesso delle grotte di Nardò, Grotta Romanelli (Castro) e Grotta delle Veneri (Parabita). Nel corso dei lavori preparatori del dossier sarà possibile censire e valutare l’inserimento di ulteriori siti di rilievo.

«L’avvio dell’iter di candidatura UNESCO delle grotte carsiche della Puglia preistorica – ha dichiarato il presidente della Regione – rappresenta un esempio significativo del lavoro di valorizzazione del patrimonio culturale pugliese portato avanti in questi anni. I siti preistorici sono testimonianze profonde dell’identità del territorio, che affonda le sue radici nell’antichità e che oggi diventa una risorsa strategica per il futuro».

Anche dall’Assessorato alla Cultura il richiamo alle grotte preistoriche quali «archivi viventi della memoria dell’umanità», capaci di raccontare la nascita delle prime comunità e il rapporto profondo tra l’uomo e il paesaggio. La candidatura, è sottolineato, è un progetto corale che unisce scienza, cultura e partecipazione, ispirato ai principi della Convenzione di Faro, che riconosce il patrimonio culturale come bene comune e risorsa condivisa dalle comunità locali.

Il percorso di candidatura si svilupperà secondo un modello transnazionale, aperto alla cooperazione con altri Paesi del Mediterraneo, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio comune del Paleolitico e promuovere un turismo culturale sostenibile, fondato sulla conoscenza, sulla tutela e sulla responsabilità verso tutti i luoghi di eccezionale valore.

Fonte: Regione Puglia – comunicato stampa – https://press.regione.puglia.it/-/via-libera-della-regione-all-iter-di-candidatura-unesco-delle-grotte-carsiche-della-puglia-preistorica.-approvato-il-protocollo-d-intesa-con-11-comuni-che-ospitano-i-siti-paleolitici

Foto di copertina: Grotta Paglicci (Rignano Garganico, FG) – uno dei principali siti preistorici pugliesi candidati a Patrimonio Mondiale UNESCO, con una sequenza archeologica di eccezionale valore per la storia dell’umanità. Foto di Thilo Parg – CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

La candidatura si colloca in un quadro culturale e scientifico che riconosce finalmente alle grotte il vslore di archivi della storia umana.

È un approccio coerente, tra l’altro, con i principi della Società Speleologica Italiana, e anche con la visione unitaria speleologia–archeologia promossa dalla convenzione 2025 tra SSI ETS e Istituto Centrale per l’Archeologia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *