Le ricerche nella grotta di Millares rafforzano il profilo di Cova Dones come sito di lunga durata, già noto per l’arte preistorica e ora al centro di un nuovo studio sulle iscrizioni latine e sul culto romano in ambiente sotterraneo.
Cova Dones, il nuovo quadro della scoperta
La grotta di Cova Dones, nel territorio di Millares vicino a Valencia, torna al centro dell’attenzione archeologica.
L’aggiornamento diffuso dall’INAPH dell’Università di Alicante parla di circa 120 iscrizioni latine di età romana, associate a un culto femminile e a un contesto rituale sotterraneo di grande interesse.
Nel quadro ricostruito dai ricercatori compaiono anche fusayole, anelli di bronzo, un bracciale, ceramiche e resti faunistici.
Secondo la nota scientifica e le prime letture riportate dalla stampa di settore, il sito si configura come un santuario romano ipogeo frequentato in un settore profondo della cavità, oltre i 200 metri dall’ingresso.
In alcune iscrizioni compare il termine “Domina”, mentre altre sembrano collegarsi a un nome divino meno noto, “Malaci”.
Il quadro suggerisce una pratica religiosa legata in modo particolare alla presenza femminile.
Le iscrizioni latine e il culto femminile
Il dato più rilevante riguarda proprio le iscrizioni latine. Gli studiosi citati nelle comunicazioni ufficiali e nelle sintesi giornalistiche descrivono un insieme epigrafico ampio, raro per una grotta e ancora in fase di analisi.
La presenza di nomi femminili, di offerte votive e di piccoli oggetti personali indica che l’area non era un semplice passaggio sotterraneo, ma un luogo di culto con gesti ripetuti nel tempo.
In questo contesto, Cova Dones mostra un interesse che va oltre la singola scoperta.
Le iscrizioni latine, lette insieme ai reperti mobili, offrono un’immagine più precisa di un santuario romano ipogeo frequentato con modalità che gli archeologi definiscono ancora in corso di studio.
La documentazione, infatti, non è completa e le analisi proseguono.
Dal Paleolitico all’età romana, una frequentazione lunga
La storia del sito non comincia in età romana.
Nel 2023 la rivista Antiquity e la successiva comunicazione dell’Università di Southampton hanno documentato in Cova Dones più di un centinaio di pitture e incisioni paleolitiche, datate ad almeno 24.000 anni fa.
Il sito era quindi già noto come una delle principali grotte con arte rupestre del Mediterraneo orientale iberico.
Nel 2025 l’Università di Alicante aveva già annunciato un primo nucleo di ritrovamenti romani: quindici iscrizioni e una moneta del tempo di Claudio deposta come offerta in una sala profonda oltre 200 metri.
Il nuovo aggiornamento del 2026 amplia in modo netto il quadro e conferma che il santuario romano ipogeo non fu un episodio isolato, ma parte di una frequentazione più ampia e stratificata.
Le prospettive di ricerca per Cova Dones
Per la speleologia archeologica, Cova Dones è un sito di grande interesse anche per la sua complessità interna.
La cavità presenta livelli diversi di frequentazione e di studio, e una parte significativa dell’area decorata risulta ancora da analizzare in dettaglio.
Questo significa che il quadro delle iscrizioni latine e del culto romano potrebbe cambiare ancora con le prossime campagne.
La vicenda di Cova Dones conferma anche un aspetto noto alla speleologia: le grotte possono conservare tracce molto lontane tra loro nel tempo.
In uno stesso ambiente si sovrappongono frequentazioni preistoriche, cultuali e storiche.
Nel caso valenciano, le iscrizioni latine e il santuario romano ipogeo si aggiungono a un patrimonio preistorico già di primo piano, rendendo il sito un riferimento importante per archeologi, speleologi e studiosi delle religioni antiche.
Fonti principali
https://inaph.ua.es/es/noticias_noticias.html
https://www.archaeology.org/news/2026/07/31/latin-graffiti-recorded-in-underground-cave/
https://www.southampton.ac.uk/news/2023/09/cave-art.page
Per l’articolo su Cova Dones, le fonti sono:
- INAPH – Instituto Universitario de Investigación en Arqueología y Patrimonio Histórico (Università di Alicante)
https://inaph.ua.es/es/noticias_noticias.html - Università di Alicante – Roman sanctuary unearthed in Cova de les Dones, one of Iberia’s largest cave art sites
https://web.ua.es/en/actualidad-universitaria/2025/january2025/27-31/roman-sanctuary-unearthed-in-cova-de-les-dones-one-of-iberia-s-largest-cave-art-sites.html - Archaeology Magazine – Latin Graffiti Recorded in Underground Cave
https://www.archaeology.org/news/2026/07/31/latin-graffiti-recorded-in-underground-cave/ - Antiquity – Cova Dones: a major Palaeolithic cave art site in eastern Iberia
https://www.cambridge.org/core/journals/antiquity/article/cova-dones-a-major-palaeolithic-cave-art-site-in-eastern-iberia/209249A848B919CE653531CB85856DEC - Università di Southampton – Discovery of major Palaeolithic cave art site in eastern Iberia
https://www.southampton.ac.uk/news/2023/09/cave-art.page - Storie & Archeostorie – articolo da cui è partita la segnalazione
https://storiearcheostorie.com/2026/08/04/spagna-cova-dones-iscrizioni-latine-santuario-romano/
