GUANXI 2017 Spedizione speleologica nella terra senza ombre

Mimmo Scipioni racconta: GUANXI 2017 Spedizione speleologica nella terra senza ombre Venerdì 23 giugno 2017 ore 21.15
Venerdì 23 giugno 2017

GUANXI 2017

Spedizione speleologica nella terra senza ombre

Salapolifunzionale della sede CAI sezione di Terni, Via Montegrappa

ore 21,15

durata: 1 h

Mimmo Scipioni racconta un progetto di esplorazione nella magia della Cina.

Un percorso nel mondo onirico della terra come percorso personale alla ricerca del se

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2:39 / 2:49 Grallera del Boixaguer (spagna)

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diversamentespeleo

Ieri sono andato all’attività annuale di diversamentespeleo, sono andato alla grotta di Falvaterra.

La mattina è venuto Giulio (alle 7), ha portato la mia macchina, la cosa è stata comoda perchè è già attrezzata.
Però gli altri anni era un evento speologico a cui si aggiungeva, senza guastare, dell’attività sociale, quest’anno è stata un’attività sociale a cui si aggiunta (poca) speleologia.

Comunque la cosa che mi ha colpito di più (mi è rimasta più impressa) è stato vedere Annie (porca miseria che sta lontanissimo, almeno per i miei canoni attuali), ho fatto delle foto che metto su facebook alcune quì (le foto le ha fatte il mio amico Thomas): le altre foto su: www.facebook.com

dulcis in fondo … Annie

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La Commissione Grotte “E.Boegan” ai due principali convegni scientifici di speleologia europea 2017

Nella maggior consapevolezza che l’attività in profondità va associata agli studi scientifici di comprensione della pratica della speleologia, la CGEB di Trieste sta presentando in questi giorni al 25° International karstological school “Classic Karst” (http://iks.zrc-sazu.si/en/) che si tiene a Postumia, tre lavori di ricerca scientifica: il primo a cura di Riccardo Corazzi e Clarissa Brun dal titolo “Davorjevo Brezno multidisciplinary project: regional and/or local groundwater flow systems. Preliminary chemical and isotope investigation”. Il secondo, di Domagoj Korais dal titolo “Gravity and data analysis of Grotta Impossibile”. Il terzo, a cura di Enrico Merlak dal titolo “Use and interpretation of the electrolytic conductivity data in the study and monitoring of karst water with a spreadsheet excel”. La prossima settimana a Zara in Croazia, al convegno scientifico internazionale “Man and karst” (https://manandkarst2017.wixsite.com/manandkarst2017), Riccardo Corazzi e Louis Torelli presenteranno il lavoro “Results of CGEB caving explorations on Albania karsts (1993 – 2016)”

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A volte ritornano: Spluga della Preta e il progetto VESPA – Sometimes they come back: Spluga della Preta and the VESPA project

A quasi trent’anni dal progetto OCA (Operazione Corno d’Aquilio), che coinvolse speleologi da tutta Italia in una gigantesta operazione di pulizia della Spluga della Preta, parte ora il progetto VESPA (Verona Esplorativa Spluga della Preta Aquilio) coordinato ancora una volta da Giuseppe Troncon, questa volta assieme ad Aldo Soresini e alla Commissione Speleologica Veronese, e a cui aderiscono speleologi delle Province di Verona, Vicenza, Padova, Mantova e Brescia.

Durante la pulizia della Preta vennero osservate e notate possibili prosecuzioni soprattutto nelle zone profonde dell’abisso. Obiettivo del progetto VESPA è in primo luogo l’esplorazione di questi rami, esplorazioni lasciate in sospeso da troppo tempo e che ora è il momento di concludere. Il progetto si occuperà anche di esplorazioni all’esterno e di ricerche scientifiche.

Rami del Vecchio Trippa, ca. -700 m (foto E. Anzanello)

Il progetto VESPA, che verrà realizzato da Giugno a Novembre del 2017, è aperto a collaborazioni. Chiunque fosse interessato a collaborare o anche solo a frequentare la Spluga della Preta in questo periodo è pregato di contattare la segreteria (347 5541744; 371 1382773; giuseppe.troncon@gmail.com) per programmare e coordinare le discese.

Si segnala infine che l’accesso con le auto ai terreni privati in cui si apre la Spluga è ora rigidamente regolamentato e che è tassativamente necessario ottenere l’autorizzazione dal proprietario (contattare la segreteria).

Almost thirty years have passed since the famous OCA (Operazione Corno d’Aquilio) project, which involved hundreds of cavers from all parts of Italy. For years, they worked in a collective, enormous, amazing effort to remove tons of materials left in the cave by previous expeditions at all depths. In that occasion, several new passages were partially explored and left open to future explorations. The time has come to finish the job.

The VESPA (Verona Esplorativa Spluga della Preta Aquilio) project is coordinated once again by Giuseppe Troncon, together with Aldo Soresini and Commissione Speleologica Veronese, and involves cavers from Verona, Vicenza, Padova, Mantova e Brescia. It aims to resume explorations in the deepest parts of the cave, to carry out explorations outside of the cave, and collect new scientific information.

The project will be carried out between June and November 2017, and it is open to collaborations. Cavers and caving associations that are interested in joining the project or that are simply interested in visiting/exploring the cave during this period are kindly asked to contact the projects’ secretary (+39 347 5541744; +39 371 1382773; giuseppe.troncon@gmail.com) to program and coordinate the activities.

Please, be aware that access with cars to the private areas around the cave is restricted, and that owners’ authorization is compulsory.

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LA DIFFICILE TRANSIZIONE VERSO UNA DOCUMENTAZIONE SPELEOLOGICA ELETTRONICA

Dagli atti del Congresso internazionale di Varenna 2017: www.scintilena.com/simposio-varenna-2017

LA DIFFICILE TRANSIZIONE VERSO UNA DOCUMENTAZIONE SPELEOLOGICA ELETTRONICA
Patrick Deriaz
Presidente della UIS Bibliography Commission
Bibliotecario della Società Speleologica Svizzera
Sito web (SSS Library)

L’introduzione del lavoro intende ricordare i fondatori della Biblioteca della Società Speleologica Svizzera e degli Speleological Abstracts, Raymond Gigon e Reno Bernasconi.

In futuro, la documentazione speleologica sarà disponibile soltanto su piattaforme elettroniche. Tuttavia, le biblioteche continueranno a raccogliere documenti cartacei ed il numero di libri pubblicati su carta tende ad aumentare.

Alcuni esempi illustreranno le possibilità di un’organizzazione su base volontaria che possa ancora consentire di raccogliere un massimo di documenti in formato cartaceo ed elettronico, ed assicurare la conservazione della documentazione speleologica.

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NUOVE FRONTIERE DEL RILIEVO – Nuovo zaino rivelatore Pegasus

Zaino rilevatore pegasus

Nuovo zaino rilevatore Pegasus


NUOVE FRONTIERE DEL RILIEVO
Federico Uccelli
Leica Geosystems AG, Heerbrugg, Switzerland

…bussola, clinometro, stazione totale, GNSS, laser, scanner macchina fotografica, mezzi d’illluminazione… questi sono soltanto alcuni tra tutti gli strumenti a disposizione per il rilievo e la rappresentazione delle grotte.

La maggior parte di questi strumenti richiede diverse persone, conoscenze ed abilità per il loro uso ed alla fine impieghiamo più tempo a mettere insieme tutte le informazioni in un modello tridimensionale che ad acquisire questi dati. Vorrei descrivere alcune esperienze fatte in ambienti diversi con il nuovo zaino rilevatore Pegasus.

La soluzione a zaino combina diversi sensori in un unico sistema (GNSS, bussola, clinometro, piattaforma inerziale, Lidar, immagini, sistemi d’illuminazione, …) e con il suo software è possibile elaborare automaticamente un insieme di dati tridimensionale georeferenziato e condividerlo facilmente con molte persone attorno al globo.

Rilevare con questa nuova soluzione permette di combinare parecchie acquisizioni fatte in tempi diversi oppure aggiungere informazioni raccolte precedentemente con altri metodi in un’unica piattaforma GIS od in rete.

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ESPLORAZIONE SPELEOSUB GROTTA SU MOLENTE 10-11 GIUGNO 2017, circa 300 metri di nuova grotta

Sabato e domenica appena passati sono proseguite le esplorazioni speleosubacquee all’interno della grotta di Su Molente nel ramo a valle che si dirige verso la risorgenza di Cala Luna. Due settimane fa sono state trasportate all’interno della grotta un primo gruppo di bombole, mentre la sera si sabato 10 le squadre di supporto hanno fatto un primo viaggio di materiali per trasportare le ultime bombole e attrezzature nei pressi del primo sifone, dove sono state allestite per essere pronte il giorno successivo al mattino presto.
Domenica mattina alle 9,00 gli spelosub e due aiutanti sono entrati in grotta e alle 10,30 sono iniziate le immersioni nel primo breve sifone che da adito alle grandi gallerie del collettore dove scorre il fiume del sistema carsico del Supramonte Orientale.

h.11,30 -Dal collettore seguiamo il fiume verso valle per proseguire le esplorazioni in direzione della risorgenza di Cala Luna, sbocco naturale del fiume sotterraneo. La squadra e composta da Roberto Loru e Giampiero Mulas come speleo sub di punta, Sergio Sedda per il trasporto delle bombole relè nei tratti sommersi fino al punto di massimo avanzamento, Giuseppe Dussoni di supporto nei trasporti nella galleria aerea di 400m prima dei lunghi tratti sommersi.

Alle ore 12,00 ci troviamo tutti alla partenza del primo sifone a valle, lungo 220m e profondo 22, abbiamo con noi 12 bombole da 7l e 500 m di sagola guida. Avanziamo nella bellezza del primo sifone illuminato a giorno dai potenti fari. Questo primo sifone è impostato su grandi e evidenti faglie modellate dalla forza dell’acqua, con linee di frattura che ne fanno cambiare più volte la direzione.

A 100m di progressione un bellissimo pozzo sprofonda fino a -25 lungo una grande faglia orientata n-s. Verso Nord la galleria ha le dimensioni più grandi ma dopo 100m sembra chiudere, resta ancora da frugare bene sui soffitti, per cercare eventuali diramazioni che potrebbero condurre in zone aeree verso la Codula di Luna ed eventuali nuovi ingressi. Verso sud la galleria retro verte, iniziano a riapparire le prime dune di sabbia, le dimensioni diminuiscono ma rimangono sempre notevoli. Progrediamo seguendo il soffitto della condotta per stare alla minor profondità, lentamente iniziamo a risalire verso la superficie di un lago che conduce sulla sponda di un galleria aerea , che chiamiamo “La Perla Nera” per via di un bellissimo masso di basalto posato sul bianco calcare, lucido come non mai e levigato dalla furia dell’acqua.

Sergio ci consegna altre due bombole relè e ci attende in questo tratto aereo lungo circa 40m fino a un lago che da adito al 2° sifone a valle, altri 70m per – 8m di profondità. Percorriamo con Giampiero il secondo sifone , in ambienti dal fondo sabbioso, sempre molto larghi e con continui cambi di direzione fino ad un lungo lago di circa 80m dove nel tratto terminale si può stare quasi all’asciutto e dove è presente il terzo sifone a valle ancora inesplorato e punto terminale dove mi ero fermato nelle esplorazioni del 2016.

Ancoriamo la sagola e parto in caduta libera nel nero, la visibilità e ottima, a circa 8m di profondità sono sul solito fondo sabbioso, mi guardo intorno per cercare la via nel grande ambiente che ho intorno, intravedo la via e parto in esplorazione.
Dopo circa 80m risalgo sulla superficie di un piccolo lago, ma non va da nessuna parte, ritorno in immersione e proseguo ancorando la sagola ogni tanto su delle belle lame di roccia. Il sifone si mantiene sempre ampio e poco profondo tra i 10m e gli 8m, cambia spesso di direzione, e a circa 150m risalgo in un ulteriore lago un po’ più grande, ci giro intorno per cercare prosecuzioni aree ma niente.
Mi raggiunge Giampiero, facciamo il punto sulla situazione dell’aria e dei tempi a disposizione e proseguiamo.
La grotta ora sembra cambiare aspetto, la galleria è leggermente più rettilinea e anche le dimensioni sono più grandi, probabilmente siamo sull’ennesima frattura.
L’ambiente si allarga ulteriormente, guardo in alto, sembra di vedere un altro lago, siamo a 200m di progressione, stiamo correndo come matti per via dei tempi stretti che abbiamo già sforato per il ritorno.
Il rullo svolgi sagola gira veloce, 235m e le pareti risalgono velocemente per guadagnare la superficie di un lago e una piccola spiaggetta rocciosa.
Riemergiamo in un grande ambiente con un lago lungo, la galleria parte perpendicolare sulla nostra sinistra e se ne intravedono una 50m di metri.
Taglio e ancoro la sagola, il tempo a disposizione è terminato, ma prima di andare via procedo a nuoto nel lungo lago che dopo una trentina di metri gira leggermente a destra e poi di nuovo a sinistra per altri dieci metri, si stringe ma sembra proseguire. Metto la testa sotto l’acqua e intravedo un bel sifone che parte deciso davanti a me nel solito nero invitante.

Per oggi finisce qui con circa 300m di nuova grotta di cui 235m di tratti sommersi, Su Molente si è ulteriormente avvicinato alla risorgenza di Cala Luna e il suo ramo a valle ha oramai superato il chilometro di lunghezza.
Con Giampiero decidiamo di rientrare a tutta velocità, dobbiamo essere fuori dall’ingresso di su Molente massimo alle 17,00 per l’appuntamento coi nostri nuovi amici “asinelli” che si sono uniti alla spedizione per il recupero dei materiali all’esterno.
Ripercorriamo a ritroso i 235nm di sifone appena esplorato e raggiungiamo nuovamente Sergio che ci aspetta nella galleria della “Perla Nera”.

Ore 14,00 ripartiamo per affrontare il sifone di 220m che in circa 15 minuti ci riporta a riemergere nelle gallerie aeree del collettore principale.
Ci uniamo nuovamente a Giuseppe che era rimasto in attesa, ci aiuta nei trasporti e velocemente riguadagniamo il lago di “Murphy” dove è presente la diramazione che riconduce con i due brevi sifoni alla grotta di Su Molente e ai nostri amici. Alle ore 15,30 riemergo per ultimo nella saletta della vestizione, dove i nostri preziosi collaboratori ci aiutano nel riporre velocemente tutte le attrezzature nei 22 zaini per poi iniziare i faticosi trasporti verso l’esterno.
Dopo un ora e mezza di certosino lavoro di squadra, alle 17,04 tutti gli zaini guadagnato l’esterno della grotta dove ad attenderci troviamo i nostri simpatici amici asinelli che si faranno carico del trasporto di 14 bombole fino alle macchine su a Buchi Arta.
Alle 19,00 siamo tutti alle macchine contenti e felici per questa bellissima spedizione speleo subacquea, che porta a casa un ottimo risultato e nuove orizzonti esplorativi che a breve ci vedranno nuovamente impegnati nel proseguo di questo fantastico labirinto sotterraneo del sistema carsico più lungo d’Italia.
Un ringraziamento di cuore a tutti i nostri collaboratori che si sono prodigati senza risparmiarsi nei lunghi trasporti esterni ed interni, grazie a voi questo importante progetto può continuare a crescere e a farci sognare nuovi orizzonti.

di Roberto Loru – Progetto Su Molente
Squadre di supporto: Gruppo Speleologico Sassarese, Gruppo Speleologico Algherese, Gruppo Speleologico Thiesi, Centro Ricerche Ambientali Bosa, Gruppo Ricerche Ambientali Dorgali, Tres Poleddos (asini) di Billia Bacchitta.

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La Squadra Solfi va in Sardegna

Sabato 24 giugno 2017 alle ore 18,30 nella prestigiosa sede del Centro Italiano della Cultura del Carbone presso il Museo del Carbone – Grande Miniera di Serbariu Carbonia, la Squadra Solfi della Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna in trasferta in Sardegna presenterà la conferenza “Miniere di zolfo: buio e aria sottile”, racconteremo le esplorazioni nelle miniere di zolfo romagnole illustrandole con foto e video.
Presenteremo anche il volume: “Gessi e Solfi della Romagna Orientale”, inserito nella collana delle Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia, che conclude e compendia i 3 anni dell’omonimo progetto. 800 pagine di ricerche, esplorazioni, studi ed analisi multidisciplinari.

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Recupero dello speleosub finlandese da -200: difficile e pericoloso, sarà lunga

A due giorni dalla morte, in Francia, di uno speleosub alla Font Estramar, la grotta subacquea più profonda d’Europa, ci troviamo a dover fare i conti con i 200 metri d’acqua sotto cui cui giace il finlandese.
Intanto sappiamo che non si è trattato di un malore, ma di un problema all’attrezzatura. Leggi di più sull’incidente in Francia

Il vero problema adesso è arrivare laggiù con un numero adeguato di speleosub e portare fuori il corpo.

I soccorritori facendo il conto sulle proprie forze, dicono che in Francia ci sono più o meno 5 speleosub in grado di andare così in profondità, e questo richiede allenamento, lunga preparazione, ovviamente capacità e testa.
Il 14 luglio 2015 in quella grotta lo speleosub Xavier Meniscus aveva stabilito il record di profondità, -262 metri, ma ci volle una preparazione eccezionale.

Purtroppo la situazione non sarà per niente facile da gestire per i soccorritori; Proprio pochi giorni fa, in una grotta spagnola, i soccorritori daccordo con la famiglia hanno deciso di non correre ulteriori rischi e di lasciare nel fondo di una grotta molto instabile il corpo di uno speleologo morto per un crollo. Leggi di più su l’incidente in Spagna
Ma i finlandesi non sono così. Gli speleosub finlandesi sono di un’altra pasta. Se vi ricordate sono quelli che nel 2014 sono andati a recuperare i corpi di due loro compagni morti, contravvenendo ai sopraggiunti divieti di immersione nella grotta norvegese, in pieno inverno, immergendosi nelle gelide acque di un lago bucando lo spesso strato di ghiaccio. Leggi di più sull’impresa degli speleosub finlandesi

Stavolta la Fonte Estramar si apre a due passi dalla strada, probabilmente non ce la faranno ad entrare di nascosto, ma di una cosa sono convinto: faranno di tutto per andarlo a recuperare.

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