La spedizione, organizzata dagli speleologi del GSB-USB di Bologna unitamente a quelli del GGN di Novara e Dodo di Sarajevo ed alla quale hanno partecipato anche speleologi del CVSC di Bologna, del GSPGC di Reggio Emilia, e del GSAA di Massa, ha visto concentrare le principali ricerche nel canyon di Praca, a circa 30 km ad est di Sarajevo. Una quarantina di speleologi si sono alternati per 13 giorni in impegnative esplorazioni nelle parti più remote della grotta Govjestica, in esplorazione dal 2010. Abbiamo fatto nostro il motto”l’unione dà la forza” ed i risultati sono arrivati, e quando le speranze di trovare delle prosecuzioni sembravano svanire ecco che al termine dell’ultima risalita,si aprono gallerie di dimensioni veramente ragguardevoli e soprattutto nella direzione giusta, per farla breve i giorni seguenti ci regalano ambienti enormi, unici, parti semi allagate e chilometri da rilevare che ci daranno la soddisfazione di esplorare la grotta più estesa della Bosnia Herzegovina con un rilievo che riporta un valore intorno a 7,6Km, tanti i motivi di interesse in questa grotta che tra l’altro ci ha consegnato importanti giacimenti di ossa di Ursus Spelaeus, l’orso delle caverne, estinto circa 20 mila anni fa( le autorità sono già informate), speleotemi veramente particolari, laghi pensili di una bellezza incomparabile e l’emozione, per alcuni di noi, di aver ritrovato il ramo attivo,ambienti di dimensioni veramente ragguardevoli ed un potenziale esplorativo che fatichiamo a valutare ma che stimiamo in decine di km. La grotta non è banale da esplorare ed anche gli accorgimenti tecnici da adottare sono di rilievo, ed i nostri attrezzisti si sono espressi al meglio per armare la grotta e permettere un agevole avanzamento a tutti, oltre a ciò si deve tener presente che alcune parti sono immerse e la muta è d’obbligo, pertanto la soddisfazione per un tale risultato è tanta.
40 speleologi motivati, disponibili e tolleranti hanno fatto sì che tutto si svolgesse nel migliore dei modi ed è la dimostrazione che l’unione dà la forza e per certe esplorazioni è un requisito imprescindibile.L’organizzazione dal canto suo ha cercato di ridurre al minimo i disagi degli esploratori impegnati in grotta e crediamo di esserci riusciti.La popolazione del paese che ci ha ospitato si è sempre dimostrata cordiale e curiosa e come ulteriore soddisfazione siamo riusciti ad organizzare una piccola escursione in alcuni ambienti iniziali che non presentavano particolari difficoltà per permettere a chi voleva di poter vedere gli ambienti che si trovano nel proprio territorio e l’iniziativa ha riscosso un buon successo. Anche i contatti con le autorità sono sempre stati cordiali e collaborativi e soprattutto si sono sempre dimostrate interessate, agevolandoci per quanto possibile, nelle nostre attività.
Nelle varie pubblicazioni dei gruppi, confidiamo di uscire anche su Speleologia, faremo in modo di fornire i dettagli di queste esplorazioni.
Un grazie di cuore a tutti quelli che hanno partecipato, direttamente o indirettamente, a questa avventura.
Per conto della spedizione
Michele Castrovilli

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