Implicazioni per la conservazione dei pipistrelli e degli ambienti sotterranei

Incipit

La sindrome del naso bianco è una delle principali patologie che interessano i pipistrelli a livello globale. Un recente studio analizza il ruolo della temperatura di ibernazione nel determinare l’intensità dell’infezione da Pseudogymnoascus destructans nelle specie palearctiche, offrendo nuovi elementi di comprensione su una malattia strettamente legata agli ambienti sotterranei.

Riassunto dell’articolo

Lo studio di Martínková e collaboratori esamina la relazione tra temperatura di ibernazione e intensità dell’infezione da Pseudogymnoascus destructans nei pipistrelli del Palearctico. Analizzando dati raccolti in grotte e siti ipogei naturali, gli autori dimostrano che i pipistrelli che ibernano a temperature più basse presentano una minore crescita fungina e un numero ridotto di lesioni cutanee sulle ali.

Contrariamente a quanto osservato negli esperimenti di laboratorio, l’infezione naturale raggiunge il massimo tra 5 e 6 °C e diminuisce a temperature più elevate. I risultati suggeriscono che la scelta dei microclimi di ibernazione giochi un ruolo chiave nel limitare la gravità della sindrome del naso bianco nelle popolazioni palearctiche.

Attraverso modelli predittivi e mappe basate su distribuzione delle specie, temperatura e dati sanitari, lo studio individua le aree in cui il fungo è presente e quelle in cui l’infezione può risultare più invasiva. Il lavoro evidenzia come fattori ambientali e biologici agiscano insieme nel determinare l’evoluzione della malattia, fornendo indicazioni utili per la conservazione dei pipistrelli e la gestione degli ambienti sotterranei.

Pseudogymnoascus destructans e la crescita del fungo in ambiente naturale

La sindrome del naso bianco (White-Nose Syndrome, WNS) è una malattia fungina causata da Pseudogymnoascus destructans.

Essa devasta le popolazioni di pipistrelli nell’America settentrionale (Nearctica), mentre i pipistrelli europei e asiatici (Palearctici) mostrano una maggiore tolleranza all’infezione .

In Russia, ad esempio, il fungo è ampiamente presente nelle grotte di ibernazione, ma l’intensità di infezione osservata nei pipistrelli rimane mediamente bassa .

Tra i fattori chiave nella dinamica della malattia c’è la temperatura: influenzando la crescita del fungo e la scelta dei siti di ibernazione da parte dei pipistrelli .

Approccio dello studio

Il team guidato da Martínková et al. ha indagato l’impatto della temperatura naturale di ibernazione sull’infezione da P. destructans in una vasta area del Palearctico . In particolare, lo studio ha:

  • Misurato la temperatura superficiale corporea di oltre 500 pipistrelli in vari siti di ibernazione (Europa centro-orientale e Asia settentrionale) .
  • Valutato l’intensità dell’infezione fungina mediante qPCR sulle membrane alari e il numero di lesioni cutanee fluorescenti (ultraviolette) diagnostiche per la WNS .
  • Associato questi dati al clima locale: si è utilizzata la temperatura media annua del sito per modellare la scelta termica dei pipistrelli durante l’ibernazione .
  • Predetto mappe geografiche: combinando distribuzioni delle specie di pipistrelli, temperatura e dati di infezione, sono state realizzate mappe che stimano dove il fungo sarà diffuso e dove potrà arrecare gravi danni agli ospiti .

Questa metodologia ha permesso di confrontare i risultati sul campo con quanto noto da esperimenti di coltura in laboratorio, fornendo un quadro “meccanicistico” dell’interazione fra fattori ambientali (temperatura) e biologici (ospiti) nella progressione della WNS .

Risultati principali

Minore infezione a temperature più basse: i pipistrelli ibernanti a temperature superficiali più basse manifestavano carichi fungini inferiori e meno lesioni sulle ali . In pratica, un ambiente di ibernazione più freddo rallenta la crescita del fungo sulla pelle dei pipistrelli.

Picco d’infezione a 5–6?°C: inaspettatamente, l’intensità naturale dell’infezione è risultata massima intorno a 5–6?°C, per poi diminuire alle temperature di ibernazione più elevate . Questo contrasta con le colture di laboratorio, in cui P. destructans cresce più rapidamente a temperature nettamente superiori (intorno ai 12–15?°C) .

Variazioni geografiche: i dati modellati suggeriscono che la WNS sarà ampiamente diffusa in vaste aree del Palearctico, ma con intensità di infezione e gravità variabili a seconda del clima locale . Ad esempio, a latitudini più fredde (grotta ca. 3–4?°C) l’infezione rimane limitata, mentre in aree dal clima più mite l’accumulo fungino e le lesioni possono essere maggiori.

Lo studio introduce inoltre una misura di “invasività” del fungo (rapporto tra crescita invasiva e totale) che dimostra come nessuna specie palearctica sia completamente resistente all’infezione .

Questi risultati sono stati sintetizzati in mappe predittive (ad es. Figura 4 dello studio) che evidenziano le regioni a rischio elevato per i pipistrelli (aree in arancione) e dove invece l’infezione dovrebbe rimanere quasi superficiale .

Conclusioni e implicazioni

Lo studio di Martínková et al. mostra chiaramente come la temperatura di ibernazione influenzi la WNS nei pipistrelli palearctici.

In particolare, i pipistrelli sembrano scegliere strategie termiche più fredde per minimizzare la crescita del fungo durante l’ibernazione .

Questa scelta appare adattativa, poiché abbassare la temperatura corporea riduce l’energia spesa ma anche la virulenza del patogeno.

Nel complesso, i dati supportano un modello meccanicistico in cui fattori climatici e biologici interagiscono per modulare la progressione della malattia .

Le mappe predittive ottenute indicano dove P. destructans è presente e dove potrà essere più pericoloso: informazioni utili per indirizzare le misure di conservazione e gestione degli habitat di ibernazione.

In sintesi, conoscere il ruolo della temperatura è cruciale per comprendere la tolleranza palearctica alla WNS e per proteggere i pipistrelli in un mondo che cambia clima .

Glossario

Chirotteri

Ordine di mammiferi che comprende i pipistrelli. Sono gli unici mammiferi capaci di volo attivo e svolgono un ruolo importante negli ecosistemi, in particolare nel controllo degli insetti.

Ibernazione

Periodo di inattività invernale durante il quale i pipistrelli riducono drasticamente il metabolismo e la temperatura corporea, rifugiandosi in grotte, miniere e altri ambienti sotterranei stabili.

Palearctico

Grande regione biogeografica che comprende Europa, Nord Africa, Medio Oriente e gran parte dell’Asia. È l’area di distribuzione delle specie di pipistrelli considerate nello studio.

Nearctico

Regione biogeografica che include il Nord America. In quest’area la sindrome del naso bianco ha causato gravi declini delle popolazioni di pipistrelli.

Pseudogymnoascus destructans

Fungo psicrofilo (amante del freddo) responsabile della sindrome del naso bianco. Cresce sulle parti nude dei pipistrelli, in particolare muso e ali, durante l’ibernazione.

Sindrome del naso bianco (White-Nose Syndrome, WNS)

Malattia fungina dei pipistrelli caratterizzata dalla presenza di micelio biancastro su muso e ali e da lesioni cutanee. Può compromettere l’ibernazione e portare alla morte degli animali.

Temperatura di ibernazione

Temperatura dell’ambiente sotterraneo e della superficie corporea del pipistrello durante l’ibernazione. Influenza sia il metabolismo dell’animale sia la crescita del fungo patogeno.

Temperatura superficiale corporea

Temperatura misurata sulla superficie del corpo del pipistrello, utilizzata come indicatore delle condizioni termiche reali durante l’ibernazione.

Intensità di infezione

Quantità di fungo presente sulla pelle del pipistrello. Nello studio viene stimata tramite analisi molecolari e correlata alla temperatura di ibernazione.

Lesioni alari

Danni microscopici e macroscopici alle membrane delle ali causati dall’invasione del fungo. Sono un indicatore della gravità della sindrome del naso bianco.

qPCR (PCR quantitativa)

Tecnica di laboratorio che consente di quantificare il DNA del fungo, permettendo di stimare con precisione l’intensità dell’infezione.

Invasività del fungo

Capacità di Pseudogymnoascus destructans di penetrare negli strati più profondi dei tessuti cutanei del pipistrello, distinta dalla semplice presenza superficiale.

Mappe predittive

Rappresentazioni geografiche ottenute tramite modelli matematici che combinano dati climatici, distribuzione delle specie e intensità di infezione per stimare il rischio della malattia.

Speleoambiente

Insieme degli ambienti sotterranei naturali, come grotte e cavità carsiche, che costituiscono siti fondamentali per l’ibernazione dei pipistrelli.

Conservazione dei pipistrelli

Insieme delle azioni di studio, tutela e gestione volte a proteggere le popolazioni di chirotteri e i loro habitat, anche in relazione a malattie emergenti come la WNS.

Fonti: Studio originale di Martínková et al. (2018) ; dati sulla diffusione della WNS in Eurasia . (Tutti i dati e le citazioni sono tratti dalle fonti scientifiche collegate.)

https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/21505594.2018.1548685#abstract

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